ROBYN CARR.
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SOTTO IL CIELO DI VIRGIN RIVER.
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Traduzione di: Maria Claudia Rey.
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2014. Harper Collins Italia, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista
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Presentazione.
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La vita a Virgin River scorre quasi in un'altra dimensione, avvolta nell'abbraccio protettivo dei boschi che la circondano. Il luogo ideale per trovare rifugio e rigenerarsi. Per Conner Danson Virgin River rappresenta un rifugio pi che per chiunque altro.  stato infatti testimone di un omicidio a Sacramento, e ora il Procuratore Distrettuale gli ha trovato una localit tranquilla dove stare, in attesa che il processo finisca. Leslie Petruso, invece, sta scappando dal quadretto di felicit che il suo ex marito non risparmia di esaltare, quando si riferisce alla nuova moglie e al bambino che aspettano. A Virgin River, almeno, Leslie potr starsene da sola, in santa pace. O almeno  quello che crede prima di incontrare Conner. Hanno pi cose in comune di quanto appaia a prima vista, cuore spezzato compreso. Forse Virgin River operer la propria magia un'altra volta.
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L'AUTRICE.
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Robyn Carr  un'autrice americana.  l'autrice numero 1 del New York Times bestseller di quasi cinquanta romanzi e autrice della serie di romanzi Virgin River.
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SOTTO IL CIELO DI VIRGIN RIVER.
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1.
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Brie Valenzuela fin il latte macchiato e fiss la tazza vuota. Aspettava in quel bar da pi di un'ora, cercando di apparire immersa nella lettura del giornale, ma tenendo d'occhio la porta, e con il passare del tempo la sua preoccupazione aumentava. L'uomo che doveva incontrare era stato testimone oculare di un omicidio e aveva bisogno di un luogo in cui nascondersi. Brie gli aveva trovato una casa e un lavoro a Virgin River per fare un favore a un ex collega dell'ufficio del Procuratore Distrettuale di Sacramento: e quando un testimone arrivava in ritardo all'appuntamento con il suo contatto, c'erano seri motivi di preoccuparsi.
Brie era tentata di telefonare a Sacramento, ma non voleva allarmare nessuno. Decise di aspettare ancora un po' e ordin un altro latte macchiato.
L'uomo, che adesso si chiamava Conner Danson, aveva visto un noto uomo d'affari di Sacramento, ricco e influente, sparare a un altro uomo. Era uscito dal suo negozio di forniture edilizie per portar fuori la spazzatura e aveva visto tutto. Aveva chiamato immediatamente la polizia, diventando cos l'unico testimone del delitto, e grazie alla sua chiamata gli investigatori avevano trovato tracce di sangue nella macchina dell'omicida, ma nessuna arma. Gli esami del DNA avevano dimostrato che il sangue apparteneva alla vittima. Ma poco tempo dopo l'arresto del colpevole, il negozio di Danson era stato distrutto da un incendio e nella sua segreteria telefonica era stato lasciato un messaggio minatorio. Questa volta te la sei cavata, ma la prossima non ci sfuggirai.
Era chiaro che il presunto colpevole, Regis Mathis, rispettato pilastro della comunit, aveva dei contatti particolari.
Anni prima Brie aveva lavorato come assistente del procuratore insieme a Max – ufficialmente Ray Maxwell – che adesso era diventato Procuratore Distrettuale. Max aveva avuto qualche problema con l'anonimato di altri testimoni, e poich non sapeva se la soffiata fosse arrivata dal suo ufficio o da quello del Procuratore Federale, questa volta non voleva rischiare di perdere l'unico testimone di un omicidio. Virgin River era la soluzione ideale.
Passarono altri venti minuti prima che la porta del bar si aprisse per lasciare entrare un uomo. Brie pens subito che non potesse essere il suo testimone. Prima di tutto era troppo giovane per essere il proprietario di un grande negozio di forniture: non poteva avere pi di trentacinque anni, ed era, a dirla tutta, un vero fusto. Quasi un metro e novanta, dotato di muscoli che gonfiavano la maglietta bianca sotto la giacca di pelle, spalle ampie, fianchi stretti, gambe lunghissime dentro i jeans a vita bassa. E bench al momento avesse un'espressione seria, quasi cupa, la sua faccia era perfettamente simmetrica: mascella scolpita, naso diritto, folte sopracciglia e occhi di un blu profondo. Portava un corto pizzetto ben disegnato, accompagnato da un paio di baffi sottili.
Vedendo Brie sollev appena il mento, cos lei si alz in piedi e lui le si avvicin. "Mi abbracci come se fossimo vecchi amici" sussurr lei aprendo le braccia. "Sono Brie Valenzuela."
Lui obbed dopo una breve esitazione, quasi seppellendo la figura minuta di lei. "Lieto di conoscerla" disse poi.
"Si sieda, vado a prenderle un caff" lo invit Brie. "Come lo vuole?"
"Normale, senza latte n zucchero."
"Arriva subito." Brie si avvicin al banco e ordin un caff, prese la tazza e torn al tavolo. "Abbiamo circa la stessa et" riprese. "Possiamo passare per compagni di college."
"Non ho frequentato molto il college" obiett lui. "Solo un semestre."
"Pu andare. Quanti anni ha?"
"Trentacinque."
"Non  un po' troppo giovane per possedere un negozio cos avviato?"
"Lo possedevo" puntualizz lui con aria cupa. "Apparteneva a mio padre, che  morto dodici anni fa. Io ero praticamente cresciuto in quel negozio, e quindi ne presi le redini."
"Capisco. Dunque, siamo compagni di college, e lei  venuto quass per cercare qualcosa di diverso dopo la chiusura della ditta di costruzioni per la quale lavorava a Colorado Springs. In questa busta c' tutta la storia della sua vita, ma sono sicura che Max le abbia gi fatto un resoconto completo."
Lui fece un cenno di assenso. "Mi ha anche dato i miei nuovi documenti, e ho ritirato un pick-up stamattina a Vacaville."
"Le ho affittato uno chalet. Piccolo ma comodo, e poich  una sistemazione temporanea nessuno si stupir se non rimane per pi di qualche mese. Ho un amico che  un costruttore, Paul Haggerty, e che le dar un lavoro. Per la sua impresa  il momento di maggiore impegno, e pu tenerla a lavorare con s per tutta l'estate, se necessario. In questo modo avrebbe sei mesi, ma spero che non le occorrer cos tanto tempo."
"Chi sa di me?" domand lui.
"Solo mio marito Mike e io – ed  meglio che lo sappia anche lui, mi creda. Non  solo un poliziotto di provincia,  stato un abile detective della polizia di Los Angeles. A parte noi due, lei  completamente sconosciuto. Mi dispiace molto che debba sopportare tanti disagi, Conner, ma a nome dello Stato la ringrazio per aver accettato di testimoniare."
"Non mi ringrazi, signora" protest lui. "Non avevo scelta. E non mi stia troppo vicino se c' un temporale, perch a questo punto attiro i fulmini come se fossi una calamita. Nell'ultimo anno la mia vita  diventata un inferno!"
"Oh, non chiamarmi signora e non essere cos rigido. Mi chiamo Brie, e visto che ti sto aiutando potresti dimostrare un po' di gratitudine... Non sei l'unico che abbia passato brutti momenti, ho avuto anch'io la mia parte! Allora, ho un nuovo cellulare per te, e ne abbiamo dato uno nuovo anche a tua sorella. Il prefisso di entrambi  quello di Colorado Springs, e il costo delle chiamate sar a carico dell'ufficio del Procuratore Distrettuale. Tra le montagne, nei boschi e a Virgin River non c' campo, ma mentre sarai nei cantieri in zone pi pianeggianti, o anche qui a Fortuna, avrai una ricezione migliore." Gli pass una grossa busta. "Qui dentro trovi le indicazioni per arrivare agli chalet di Luke Riordan e all'ufficio di Paul Haggerty. E per un piccolo bar ristorante a Virgin River, dove il cibo  eccellente. Non ubriacarti al punto da raccontare tutto quanto, o dovremo spostarti di nuovo. Sempre che tu sopravviva, naturalmente."
"Io non mi ubriaco mai."
"Dio sia lodato" borbott lei. "Se hai bisogno di qualcosa chiamami a questo numero, ma non chiamare il Procuratore Distrettuale. Sar lui a mettersi in contatto con te per mio tramite. La faccenda  seria, Conner, e tu davvero non hai scelta. Che tu accetti di testimoniare o no, l'uomo che hai visto commettere un omicidio ha ovviamente tutti i mezzi per farti fuori. Le autorit sospettano da tempo che sia un poco di buono, anche se in superficie sembra irreprensibile."
"Mettiamo in chiaro una cosa" replic lui. "Se non fosse per mia sorella e i miei nipoti potrei benissimo affrontarlo a viso aperto perch: A, io sono questo genere di uomo; e B, ormai non mi importa pi di niente."
"Katie potrebbe essere un danno collaterale per il solo fatto di essere tua parente. Ricordati, quando parli con lei non fare accenni al posto in cui ti trovi. Non parlare del fuso orario, del tempo, o di caratteristiche del paesaggio come le foreste di sequoie. Non  il caso di correre dei rischi inutili. Cerchiamo di arrivare interi alla fine di questa storia, va bene?"
Conner alz la tazza di caff in una specie di brindisi. "S."
"Adesso sistemati nel tuo chalet, poi vai a trovare Paul e mettiti d'accordo per il lavoro. Quando sarai a posto ti inviter a cena. Forse parlare con Mike ti tranquillizzer."
"Non hai idea di quello che  stato l'ultimo anno per me..." osserv Conner.
Brie mise la mano sulla sua in quello che poteva apparire un gesto amichevole, ma la sua voce era molto ferma. "Sono certa che  stato un inferno, ma posso ricordarti che questa faccenda  un favore che io faccio a un vecchio amico? Mi espongo per il Procuratore Distrettuale perch  una brava persona, e io sono in debito con lui, ma la nostra  una missione. Per gli altri tu sei un mio ex compagno di college, perci vedi di fare uno sforzo e cerca di essere piacevole. Non voglio che mio fratello e i miei amici si domandino perch diavolo ti ho trovato un posto in cui vivere e un lavoro, se sei un tale stronzo."
"A Virgin River hai un fratello e degli amici?" domand Conner.
"S. In passato ho lavorato come assistente del Procuratore Distrettuale, ma adesso sono una free lance, e ho un marito e una bambina. Ero venuta quass per nascondermi in attesa di testimoniare contro uno stupratore, e dopo il processo sono rimasta."
"Uno... stupratore?" domand lui deglutendo. "E chi era la vittima?"
"Io. Prima quell'uomo  riuscito a evitare una condanna, e io facevo parte della pubblica accusa. Poi mi ha violentata e ha cercato di uccidermi. Perci, credimi, capisco molto bene quello che stai passando."
Conner tacque a lungo. Da alcuni anni, ormai, era il sostegno principale per sua sorella e i suoi nipoti, e non poteva evitare di domandarsi che avrebbe fatto se Katie avesse subito un affronto del genere. La sola idea gli dava il voltastomaco...
Infine deglut di nuovo e domand: "E lo avete inchiodato?".
"Ergastolo, senza rilascio sulla parola."
"Buon per te."
Brie sfior con le dita il proprio mento. "Quel tuo pizzetto  nuovo?" domand.
"Mi  stato suggerito di cambiare leggermente il mio aspetto."
"Capisco. Be', ti ci vorr un po' di tempo per adattarti. Chiamami pure se qualcosa ti preoccupa, ma per ora cerca di goderti le bellezze di questa zona. Nella buona stagione  meravigliosa. Ti poteva andare peggio."
"Certo" annu lui. "E voglio dirti che mi dispiace che tu abbia passato quel che hai passato."
" stato atroce, ma ormai me lo sono lasciato alle spalle – come farai tu molto presto. Cos potrai ricominciare da capo. Un'altra cosa, Conner... non sei male, ma questo non  il momento di una storia sentimentale. Non so se rendo l'idea."
"Nessun problema. Non cerco nessuna storia."
"Bene, direi." Brie si alz. "Adesso abbracciami come una vecchia amica."
Lui apr le braccia. "Grazie" disse in tono ruvido.
Uscito dal bar, Conner si mise in macchina e si diresse verso Virgin River. Fino a qualche tempo prima si chiamava Danson Conner, proprietario della ditta di forniture Conner, perci il suo nome era stato soltanto capovolto – il che gli rendeva pi facile abituarsi alla nuova identit. Danson era un vecchio nome di famiglia appartenuto a un bisnonno, ma per i genitori, la sorella, i nipoti e la ex moglie era sempre stato Danny. Al lavoro invece era spesso chiamato Conner, Con o addirittura Connie. Non sarebbe stato difficile rispondere al nuovo nome. L'aspetto invece non era cambiato: era alto, bruno, con una piccola cicatrice sul sopracciglio destro e un sorriso un po' storto che gli apriva una fossetta sulla guancia sinistra.
Se l'ultimo anno era stato un incubo, i cinque precedenti non erano stati facili.
Conner e sua sorella Katie avevano ereditato la ditta del padre, Forniture e Costruzioni Conner. Lavorare nei cantieri e costruire mobili e attrezzature in legno non era uno scherzo: si trattava di un lavoro manuale molto duro, che gli aveva sviluppato i muscoli nel modo pi faticoso. La ditta dava in appalto ai costruttori la realizzazione di cucine e bagni su misura, e vendeva attrezzi per l'edilizia, armadietti, accessori e legname grezzo. Conner era riuscito a mandare avanti la ditta con il solo aiuto di dieci dipendenti, e Katie si occupava della contabilit. I loro prodotti erano di ottima qualit, e la ditta prosperava.
Conner aveva trent'anni e Katie ventisette quando suo marito era stato ucciso in Afghanistan, lasciandola incinta dei gemelli. A quel punto Conner si era assunto l'incarico di mantenere anche loro. Non potevano vendere la ditta, la loro fonte di guadagno si sarebbe esaurita in breve tempo. Katie lavorava a casa in modo da poter badare ai bambini, ma non poteva dedicare al lavoro un tempo sufficiente perch Conner le pagasse un vero e proprio stipendio. Perci lui aveva esteso i suoi orari il pi possibile per aumentare gli incassi, in modo che Katie e i bambini vivessero nella loro casa senza privarsi di nulla.
Erano stati giorni pesanti, impegnativi, e spesso a Conner pareva di essere sposato al suo negozio. Amava la propria famiglia, il lavoro non lo spaventava, e anche se non aveva una vita privata non aveva mai perso il buonumore e il gusto per le battute spiritose. Clienti e collaboratori apprezzavano il suo sorriso e il suo atteggiamento sempre positivo, ma a lui mancava qualcosa...
Finch non aveva trovato la donna perfetta: Samantha. La bellissima Sam, divertente e sexy, con i lunghi capelli neri e il sorriso ammaliante. Andare a letto con lei lo aveva tramortito...
Samantha era una geniale arredatrice, che in un batter d'occhio aveva trasformato la piccola casa di Katie in un modello di eleganza e charme. Desiderava Conner senza stancarsi mai. Adorava il sesso. Come si poteva immaginare la verit?
Dopo un anno di matrimonio Conner aveva scoperto che lei lo tradiva – e non con un solo uomo, con tutti quelli che le capitavano a tiro.
" malata" gli aveva detto Katie. "Non si pu dire che sia infedele,  sesso-dipendente."
"Non credo a questo tipo di malattie."
"Ha bisogno di un aiuto psicologico" aveva insistito Katie.
"Be', affari suoi."
Ovviamente avevano divorziato, e lui aveva acconsentito a pagare le spese di un lungo programma di cure, ma aveva evitato gli alimenti. Si stava appena rimettendo dal trauma quando era successo il peggio.
Quella sera stava portando fuori un sacco di rifiuti per gettarlo nel grosso bidone in fondo al vicolo, sul retro del negozio. Un uomo era sceso da una grossa auto nera, aveva girato attorno al veicolo, aveva aperto la portiera a un passeggero e gli aveva cacciato una pallottola nella testa. Conner si era accucciato dietro il bidone dei rifiuti. L'uomo, che purtroppo lui aveva visto chiaramente in faccia, aveva estratto dalla macchina il cadavere e lo aveva gettato nel bidone. Poi era tranquillamente risalito in macchina e se n'era andato.
Ripensandoci adesso, si diceva spesso Conner, avrebbe dovuto agire diversamente. Aveva visto chiaramente l'assassino, la targa della sua macchina, e il cadavere nel bidone, ma sarebbe stato molto meglio se avesse finto di non aver visto niente. Eppure, chiamare la polizia era stato un riflesso automatico. Purtroppo, per ottenere l'autorizzazione del giudice, gli investigatori avevano scritto il nome di Conner sul mandato d'arresto. E nel giro di due giorni qualcuno aveva bruciato il suo negozio fino alle fondamenta. Completamente distrutto. E nella sua segreteria telefonica era stato lasciato un messaggio in cui una voce lo minacciava di morte.
A quel punto era troppo tardi per decidere di non testimoniare... Regis Mathis era un importante uomo d'affari, noto a Sacramento per le sue opere di carit e per il suo sostegno ai politici. Era stato indagato altre volte per sospetta evasione fiscale ma non era mai stato condannato; si sapeva che amava il gioco e vinceva spesso, sempre restando nell'ambito della legalit, ed era un agente immobiliare di successo che vendeva terreni e abitazioni di lusso.
La vittima, trovata con mani e piedi legati da un nastro adesivo e imbavagliata da un pezzo dello stesso nastro, era il suo opposto. Dickie Randolph, un malavitoso di bassa lega, possedeva un certo numero di locali di dubbia legalit come centri per massaggi, night club e locali di spogliarello, nei quali si spacciava droga e si praticava la prostituzione. I due uomini non avevano niente in comune, ma si vociferava di affari tra i due che ovviamente erano alquanto difficili da dimostrare.
Dopo il messaggio minatorio nella segreteria, Conner e il Procuratore Distrettuale avevano deciso di mandare Katie e i bambini a Burlington, nel Vermont. Un amico di Max aveva a sua volta un amico che poteva affittarle una casa, e lo stesso amico conosceva un dentista pediatrico che cercava una contabile. Cos Katie sarebbe stata al sicuro, indipendente, e molto, molto lontana.
Per quanto desiderasse accontentare Brie Valenzuela, la sua soccorritrice, non era stato facile per lui apparire di buonumore. Aveva perso tutto solo perch si era trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, e sentiva terribilmente la mancanza di Katie e dei nipoti. Adesso avrebbe dovuto lavorare con un costruttore per qualche mese, fino al momento di testimoniare al processo, e poi le autorit lo avrebbero trasferito per sempre in un luogo sicuro prima che Mathis potesse vendicarsi.
Non c'era da stupirsi che il vecchio Danson, l'uomo che non perdeva mai il buonumore nonostante tutto, fosse scomparso.
Mentre Conner si avvicinava agli chalet lungo il fiume, il sole si fece strada tra le nuvole e illumin di luce dorata le fronde delle sequoie. Il clima di marzo era ancora freddo e umido, ma quel raggio di sole era promettente. Il verde degli alberi era talmente vivido e brillante dopo la pioggia recente che la bellezza del panorama lo lasci senza fiato. Forse quello non era il posto peggiore in cui rifugiarsi. Forse. Solo il tempo lo avrebbe deciso.
Conner parcheggi accanto alla casa, di fronte al primo degli chalet, e si guard intorno. Il complesso era grazioso e tranquillo, immerso nella natura, abbellito da un fiume che scorreva poco lontano.
Sentendo il pick-up che si fermava, un uomo usc dalla casa e si avvicin con la mano tesa. "Tu devi essere Conner."
"S, signor Riordan."
L'uomo rise. "Non chiamarmi signore, ormai non sono pi nell'esercito! Sono Luke Riordan, e con mia moglie Shelby ci occupiamo di questi chalet. Il tuo  il numero quattro. La porta non  chiusa, e la chiave  appesa all'interno, a un gancio sulla parete accanto all'ingresso. Non c' il telefono, ma in casa ne abbiamo uno che puoi usare se ti occorre. C' una connessione satellitare a Internet, se hai portato un computer. E c' un cucinino con una caffettiera elettrica, ma non serviamo la colazione o i pasti. La soluzione migliore  il bar di Jack a Virgin River, a una decina di minuti da qui, sulla statale trentasei. Il cibo  ottimo e la compagnia non  male."
"Grazie, ci andr pi tardi. Gli altri chalet sono occupati?"
"No, in questo periodo non c' mai nessuno. La stagione di caccia  finita e il periodo buono per la pesca sta appena cominciando. La caccia al cervo ha inizio in autunno, e la selvaggina da piuma c' fino alla fine di gennaio. Dalla fine dell'estate a dicembre si pesca una gran quantit di salmoni, che poi diminuiscono gradualmente. Gli ospiti estivi arriveranno tra un paio di mesi, perci da giugno a gennaio avremo parecchio da fare. Ma in questi mesi invernali, quando non c' nessuno, cerco di occuparmi delle riparazioni e delle migliorie necessarie."
"Capisco" disse Conner con un cenno.
"La pioggia continua fino ad aprile, ma se capita un giorno di sole di tanto in tanto puoi usare il mio barbecue, che per ora  nel capanno degli attrezzi. E nel capanno ci sono anche canne da pesca e mulinelli. Serviti pure."
"Insomma, un servizio completo" osserv Conner con un mezzo sorriso.
"Non direi, amico mio. Cambiamo le lenzuola quando un ospite se ne va, ma visto che tu starai qui per un po' dovrai pensarci tu e usare la lavatrice che hai nello chalet. C' un uomo di fatica, Art, che pu farti le pulizie se ti serve un po' di aiuto. Sai, il bagno, la doccia, i pavimenti.  affetto dalla sindrome di Down, ma  intelligente e molto efficiente. Un bravissimo ragazzo."
"Grazie, ma sono anni ormai che mi faccio le pulizie da solo. Me la caver."
"Posso aiutarti a scaricare un po' di bagagli" propose Luke.
"Grazie. Sistemer le mie cose, poi credo che andr in paese a bere una birra e a mangiare qualcosa."
"Ottimo programma. Saprai trovare la strada del ritorno?"
"Svolto a sinistra dopo la sequoia secca, no?"
"Esatto" rise Luke. "Quella  la strada di casa."
Casa, pens lui. Ormai era solo un ricordo.
Luke lo aiut a portar dentro un po' di sacche e di scatoloni, poi lo salut e torn dalla sua famiglia. Rimasto solo, Conner sistem le sue cose nell'unico cassettone, poi mise in carica il computer portatile. Su consiglio del Procuratore Distrettuale lui e Katie avevano cambiato indirizzi di e-mail e password, e perci avevano il permesso di comunicare via Internet: ma gli avevano detto che per prudenza era meglio non usare Skype.
Le rovine del negozio incendiato erano state rimosse, ed era rimasto solo il terreno che tuttavia si trovava in una posizione eccellente. La vendita avrebbe fruttato una buona somma di denaro. Il denaro dell'assicurazione era stato versato su un conto in banca aperto con il nuovo nome di Conner, e sarebbe stato a disposizione quando quell'incubo fosse finito. Con la sua parte del ricavato della vendita e dell'assicurazione, Conner poteva ricominciare da capo; ma non a Sacramento, anche se era la citt in cui aveva vissuto tutta la vita.
Arriv al locale di Jack verso le sei di sera, e suo malgrado sorrise. Se ne intendeva di costruzioni, lui, e quel posto era stato messo su come si deve. Il bancone del bar, per esempio, era un bellissimo pezzo. Era chiaro che il proprietario lo teneva pulito con la cera d'api, e sembrava di sentirne il profumo nell'aria. Nell'insieme il locale era ospitale, intimo e pulitissimo.
Conner si trov un posto all'estremit del bancone, da dove poteva osservare la sala.
"Che le servo, amico?" domand il proprietario.
"Prender una birra leggera... e il menu."
"La birra arriva subito, ma il menu non ce l'abbiamo. Il nostro cuoco prepara quel che gli va, e se le piace il pesce lei  fortunato perch  un buon momento per le trote e oggi Preacher – che sarebbe il cuoco –  andato a pesca. La sua trota ripiena le toglier il respiro."
"Sembra interessante."
La birra arriv immediatamente e il barista disse: "Io sono Jack, il locale  mio.  qui di passaggio?".
Conner bevve un sorso. "Lo spero proprio."
Jack sorrise. "Non abbia tanta fretta. Virgin River diventer bellissimo appena smetter di piovere, e quando vedr come si ingrossa il fiume con la neve che si scioglie, se ne innamorer.  per questo che i nostri pesci crescono cos tanto."
Poi si allontan per servire altri clienti, portando un piatto, togliendone un altro vuoto. L'atmosfera era amichevole e rilassata, tutti sembravano conoscersi, e Conner si sorprese a pensare: Potr davvero vivere bene qui, almeno per un po'?. Figurarsi, un albergo dove il direttore ti offriva le pulizie della camera senza sovrapprezzo. O un ristorante dove si serviva soltanto quello che il cuoco si sentiva in vena di cucinare!
Jack torn dopo un po' e domand: "Tutto bene, vuole un'altra birra? La cena  pronta, se le va".
"Certo, va benissimo. E una birra mi basta."
Mentre Jack tornava in cucina per portargli il suo piatto, la porta del locale si apr e una giovane donna entr, abbassando il colletto del giaccone e scrollando i capelli biondo scuro, una massa di riccioli che le arrivavano fino alle spalle. Era piuttosto magra, ma molto carina: e quello che colp maggiormente Conner fu che aveva un'aria pulita, pura, come una maestra d'asilo. O come la ragazza della porta accanto. Aveva una carnagione di pesca, gli occhi scuri, le labbra morbide e rosee. Tutte caratteristiche che lo attiravano ancora di pi dopo la brutta esperienza con l'ex moglie.
D'altra parte anche Samantha aveva un aspetto pulito, raffinato, di classe. Niente di volgare in lei... come potevano ingannare le apparenze!
Conner era solo da tanto tempo, e anche questo era difficile da sopportare. Ma voleva soltanto rifarsi una vita, aiutare sua sorella e i bambini, e non farsi mai pi incastrare da una donna. Non temeva di invecchiare da solo: lui e Katie erano molto legati, e anche se lei avesse trovato un secondo marito lui sarebbe sempre rimasto lo zio Danny. Be', lo zio Conner, ormai. E questo gli sarebbe bastato.
Jack gli mise di fronte un piatto colmo, poi si diresse rapidamente verso l'altra estremit del bancone dove la maestra d'asilo stava aspettando. E poco dopo arriv un uomo, cinse le spalle di lei con un braccio e le diede un bacio sulla tempia.
Bene, ecco fatto, pens Conner. Per quanto lo riguardava, questa era la fine di ogni tentazione.

2.
Leslie Petruso parcheggi davanti al bar, scese ed entr. E immediatamente si sent pi al sicuro. Le piaceva l'atmosfera del locale, che sembrava darle il benvenuto e promettere una vita pi tranquilla, pi semplice. Lei non voleva altro, in effetti: una vita meno complicata.
Non dovette aspettare molto prima che un alto, robusto e attraente barista si avvicinasse. "Che le servo, signorina?"
"Che ne dice di un bicchiere di Merlot? Ho appuntamento qui con una persona, ma vedo che non  ancora arrivata."
Il vino le fu servito immediatamente. " qualcuno che conosco?" domand il barista.
"Pu darsi. Paul Haggerty."
Lui sorrise. "Uno dei miei migliori amici! Abbiamo combattuto insieme in Iraq, tanto tempo fa. Sono Jack" aggiunse porgendole la mano.
Lei la strinse. "Io sono Leslie. Come va?"
"Paul  un suo amico?"
"Spero che lo sia ancora" sorrise lei. "Anni fa era il mio capo a Grants Pass. Uno dei molti capi, per meglio dire. Io ero la segretaria della sua impresa di costruzioni."
" un piacere conoscerla!" esclam Jack. " venuta a trovarlo?"
"Veramente, se non ha cambiato idea, sono venuta qui per lavorare con lui. Come segretaria, assistente, quello che gli occorre."
"Be', era ora che Paul si decidesse!" dichiar Jack. "La sua impresa qui  in crescita, e lui si  fatto un'ottima reputazione."
"Gli Haggerty sono il meglio che ci sia."
"E parlando del diavolo..." fece Jack accennando con la testa verso la porta.
Leslie si volse e sorrise vedendo Paul. Era un piacere ritrovarlo, dopo tanto tempo. Le visite di Paul a Grants Pass erano diminuite a mano a mano che la sua filiale di Virgin River si ingrandiva e il lavoro aumentava. Lui, la moglie e i bambini visitavano di tanto in tanto la sua famiglia d'origine, ma Leslie non lo vedeva in ufficio da mesi.
Paul si tolse il cappello con quel suo fare da ragazzino e le sorrise, poi si chin ad abbracciarla e la baci sulla tempia. "Dio, che bello vederti! Come stai?"
E con sua immensa vergogna Leslie sent che gli occhi le si colmavano di lacrime e le labbra cominciavano a tremare. Le strinse forte per fermare il tremito e abbass la testa.
"Oh, tesoro, non fare cos..." disse Paul stringendola a s. "Jack, mi daresti una birra?"
"Certo" fece l'altro ben lieto di allontanarsi.
"Su, adesso stai tranquilla" esort Paul. "Ci beviamo qualcosa, poi ti accompagno alla casa che ti ho riservato cos lasci i bagagli e la tua macchina, e poi andiamo a cena a casa mia. Vanni ha cucinato l'arrosto, il che  un evento. E dopo ti riaccompagno alla tua nuova casa."
"Non devi disturbarti, Paul. Posso guidare, sai."
"Girare per queste strade di montagna al buio pu essere pericoloso, se non le conosci. Puoi cominciare ad allenarti senza aiuto domani, alla luce del sole. I tuoi mobili sono arrivati, e Vanni ha detto ai traslocatori di aprire gli scatoloni e di mettere il contenuto negli armadi e nei cassetti. Nel letto ci sono lenzuola pulite, e asciugamani puliti in bagno. Potrai organizzare le cose a modo tuo quando ne avrai voglia."
"Mi dispiace che si sia data tanto da fare" protest Leslie.
"Ma figurati... ti  talmente grata di essere venuta qui! Finora si  occupata dei documenti e dei conti che io non riuscivo a seguire, ma adesso  troppo occupata per continuare."
"Lei  grata? Oh, Paul, non so davvero come avrei fatto se tu non mi avessi offerto un lavoro quando tuo padre te ne ha parlato!"
"Spero che tu non ti debba pentire vedendo il mio ufficio. Possiamo sistemarlo un po' meglio e spostare un po' di cose, ma di fatto  un grosso container."
"Non me ne pentir, e anzi ti ringrazio, Paul" disse lei con voce tremante. Bevve un sorso di vino e continu: "Dovevo proprio andarmene, capisci".
Lui le diede un attimo per riprendersi. "Le cose andavano cos male?" domand.
Leslie fece una risatina triste scuotendo la testa. "Non immagini quanto abbia cercato di andare a testa alta e lasciare che tutto scivolasse via senza colpirmi... Volevo far finta che non mi importasse, ma evidentemente non sono brava a fingere come credevo."
Paul le sollev il mento e la guard negli occhi con un sorriso incoraggiante. "Leslie, non devi sottovalutarti. Prima di tutto non sei tu che fai brutta figura,  Greg che  un idiota e un disgraziato. E in secondo luogo, tu sei una donna straordinaria che ha il rispetto di tutta l'impresa e di tutta la citt!"
"Sei gentile a dirmi questo" sospir lei. "Ma il nostro divorzio e il suo matrimonio subito dopo sono stati un colpo durissimo. E continuo a incontrarli dappertutto! Lo sapevi che adesso lei aspetta un bambino – il bambino che lui aveva sempre detto di non volere? Non lo voleva da me, immagino..."
Paul appoggi la fronte contro quella di lei. "Dio, Les, mi dispiace tanto."
Dopo un po' lei si scost e alz la testa. "Devo trovare il modo di ricostruire la mia autostima. E certo non lo posso fare a Grants Pass, dove Greg continua a insistere che possiamo rimanere amici."
"Ci lavoreremo, e vedrai che in breve tempo ti sentirai meglio. Non si tratta del tuo fallimento, Leslie, ma del suo!"
"A livello mentale lo so bene" rispose lei. "Ma ho tante di quelle delusioni da superare, e alcune risalgono a secoli fa... ti rendi conto che nessuno mi invit mai al ballo del liceo?"
Paul aveva riso al suo commento sul ballo del liceo, come se fosse uno scherzo. Leslie aveva lavorato per gli Haggerty dieci anni, e tutti pensavano che lei avesse un gran senso dell'umorismo. Tutti quanti, inoltre, al momento del divorzio si erano schierati dalla sua parte. Il padre di Paul, Stan, fondatore e presidente delle Costruzioni Haggerty, aveva dichiarato che non avrebbe mai pi lavorato con Greg; ma i suoi figli si erano ribellati e gli avevano fatto notare che rifiutarsi di fare affari con un agente immobiliare di successo era un atteggiamento miope e in un certo senso discriminatorio. "Certo che lo " aveva ruggito Stan. "Io discrimino tutti gli stronzi bastardi come lui!"
In quel momento Leslie lo aveva adorato.
Aveva sposato Greg Adams a ventitr anni. All'epoca lui era un giovane agente immobiliare ai primi passi, che per stava acquisendo notoriet e successo pur avendo solo trent'anni. Era iscritto a tutte le associazioni e i gruppi pi conosciuti, dal Rotary Club alla Camera di Commercio, ed era stato o era presidente di molti. Aveva inoltre in mente di candidarsi all'incarico di consigliere comunale, e pi tardi di sindaco.
Era un uomo molto attraente e sexy, e Leslie faticava ancora a credere che avesse scelto proprio lei. Bench lavorasse a tempo pieno per gli Haggerty si era iscritta a sua volta a tutte le associazioni che potevano essere utili per i progetti del marito: associazioni caritatevoli come la Junior League, gruppi di volontariato, sempre con l'obiettivo di sostenerlo nelle sue ambizioni. Ovviamente era stato Greg a suggerirglielo.
Finch, dopo otto anni di matrimonio, Leslie aveva scoperto che Greg aveva una relazione con un'avvocatessa di ventisette anni – cio undici anni meno di lui. Greg aveva ammesso tutto senza reticenze, dicendo che gli dispiaceva molto di aver ferito Leslie ma che doveva andarsene perch la sua vita era cambiata in modo radicale. Aveva lasciato la loro bella casa il giorno dopo, e aveva avviato immediatamente le procedure per il divorzio, mentre Leslie era ancora sotto shock.
A lei erano stati assegnati la casa e il mutuo, che non poteva pagare da sola. Cos la casa era stata venduta, e Greg aveva avuto la met del ricavato. Ma non le aveva accordato alcun assegno per gli alimenti, perch a quanto pareva non aveva denaro nonostante il suo successo negli affari.
"Figuriamoci" aveva tuonato Stan. "Stronzate! Ha un mucchio di soldi, solo che li ha nascosti!"
E probabilmente era vero, perch dopo la vendita della casa e la divisione dei beni aveva comprato una nuova casa molto pi grande in un quartiere di lusso, una nuova macchina, e aveva portato la nuova compagna ad Aruba per una vacanza da sogno. Un anno dopo il divorzio si era risposato con una sontuosa cerimonia a cui aveva invitato met della citt, compresa Leslie e i suoi genitori. Loro avevano rifiutato con un biglietto di scuse. Un anno e quattro mesi dopo il divorzio, la nuova signora Adams ostentava un inizio di pancione.
In tutti quei mesi, Greg le aveva telefonato regolarmente ed era passato a farle visita: ripeteva che Leslie doveva saperlo, lui avrebbe sempre provato affetto e rispetto per lei. Non voleva dimenticare gli anni felici che avevano passato insieme, e voleva che restassero buoni amici. Se lei non fosse stata cos umiliata, demoralizzata e depressa, forse avrebbe trovato la forza di cavargli gli occhi con le mani nude.
Quando le aveva annunciato che Allison era incinta, e che sperava che lei fosse felice per loro, Leslie aveva detto basta. Aveva sopportato tutto il possibile, non ne poteva pi. Cos era andata da Stan e gli aveva detto che le dispiaceva terribilmente, ma doveva licenziarsi.
"Ma... dove andrai?" aveva domandato lui.
"Non lo so" era stata la sua risposta, "ma devo andarmene da qui. So che la gente  dalla mia parte, molti pensano che mi sia stato fatto un terribile torto, ma questo non impedisce loro di guardarmi con aria compassionevole e di domandarsi che cos'abbia mai fatto per allontanare mio marito. Questa  la sua citt. E poi, diciamolo, anche i miei amici ammirano Greg per aver fatto di tutto perch ci separassimo amichevolmente... Come se non bastasse incontro Greg e Allison dappertutto, lui la bacia sul collo, le accarezza il pancino,  insopportabile. Ti do un preavviso di un mese, far altrettanto con il mio padrone di casa, e comincer a cercare lavoro in un'altra citt. Spero che tu capisca, e che mi dia delle buone referenze."
Stan aveva fatto molto di pi: aveva telefonato a Paul e gli aveva chiesto se non gli occorresse una segretaria. "Cos avrai pi tempo per riflettere, per riprenderti e rimetterti in piedi. Pu anche darsi che tu decida di tornare a Grants Pass, chi lo sa? Ci sar sempre un posto per te nella nostra impresa. Anzi, non so proprio come ce la caveremo senza di te!"
Conner dovette dare ragione a Jack, la trota ripiena era eccezionale. E mentre mangiava continu a osservare gli avventori del bar. Jack chiacchierava con tutti, scambiava scherzi e battute come si fa con i vecchi amici, e intanto svolgeva tutti i lavori necessari. Serviva la cena a due anziane signore, poi a una famiglia con due bambini, e a due uomini seduti all'altro lato della sala. Sparecchiava, serviva da bere, si chinava su un tavolo per dare un consiglio su una carta da giocare in una partita di pinnacolo. E infine aiutava le due anziane signore a uscire dal suo locale e a scendere gli scalini della veranda.
Tutto sommato, pens Conner, visto che doveva nascondersi da qualche parte, quel posto non era cos male. La gente era amichevole, il ritmo di vita sembrava rilassato e tranquillo. Gli ci voleva proprio un po' di tranquillit.
La coppia seduta in fondo al bancone invece sembrava molto concentrata. Teneva le teste vicine conversando sottovoce, e se Conner non andava errato, la maestra d'asilo era andata vicina alle lacrime un paio di volte. Erano davvero una coppia? Le mani dell'uomo la carezzavano in modo amichevole, non cos intimo... Forse avevano litigato, o qualcosa del genere. In ogni modo sembrava che lui cercasse di consolarla, e intanto bevevano qualcosa. Dopo una ventina di minuti si alzarono, l'uomo lasci alcune banconote sul banco e poggiandole una mano sulla schiena la accompagn fuori del locale.
Conner prov una fitta di risentimento. Per colpa della sua ex moglie, per colpa del caso che lo aveva portato ad assistere a un delitto e poi a nascondersi, non avrebbe mai pi provato niente del genere. Non avrebbe avuto la gioia di accompagnare una graziosa maestra d'asilo fuori da un locale, per portarla in un posto tranquillo e riservato...
Il suo cuore era affamato d'amore, e pesante come un macigno.
"Le occorre nient'altro, amico?" domand Jack.
"No, grazie. Aveva ragione per la trota. Eccellente. Mi dica quanto le devo."
Jack mise il conto sul banco, Conner tir fuori un po' di denaro e lo depose vicino al foglietto, poi usc.
Una volta in macchina Conner arriv fino alla svolta per gli chalet ma la ignor e guid verso la valle finch non vide che sul cellulare il simbolo del campo non aumentava di intensit. Poi parcheggi in uno slargo e digit il numero che aveva gi imparato a memoria. Lei rispose con una voce impastata di sonno. "Oh, Katie, mi dispiace, ti ho svegliata..."
A Katie non occorreva un nuovo nome: non era una testimone, lei. Per rise e gli ricord: "Non dobbiamo parlare dell'ora o del clima, non dobbiamo descrivere il panorama o fare nomi!".
"Potresti dormire a qualsiasi ora del giorno" protest lui. Ma non era vero: Katie andava a dormire presto, quasi insieme ai bambini, perch non voleva sentirsi troppo sola. "Potrei avere problemi con la faccenda dei nomi, per."
"Stai bene?" domand lei.
"S, sto bene. E non vedo l'ora di farla finita con questa storia e di tornare a una vita normale."
"Le cose potrebbero non tornare mai pi normali, ci hai pensato?"
"A che altro posso pensare?  vero, forse le cose non torneranno com'erano, ma possono essere normali, no? Forse saremo in un posto nuovo, ma avremo finito con questa faccenda e potremo ricominciare prima che i bambini si dimentichino della mia faccia. Dimmi come state, tu, Andy e Mitch. Tutto bene?"
"I nomi..." gli ramment lei ridendo. "Meglio di quanto pensavo. Ho un buon lavoro con un attraente dentista single, e chiss?" Nella voce di lei si intuiva un sorriso. "Quando le cose si saranno sistemate potresti raggiungermi qui..."
"Chiss" ripet lui con una risatina.
"Hai gi trovato lavoro?"
"Ci vado domani. Ce n' uno pronto per me."
"Mi farai sapere se ti piace, vero?"
"Certo, lo far. Senti, non so quanto spesso potr chiamarti, ma se per caso mi chiami tu e io non rispondo  perch i cellulari funzionano male. In casa ho..." Stava per dire Internet, ma si ferm in tempo. "Insomma, mi terr in contatto in un modo o nell'altro."
"D'accordo, dammi notizie quando puoi. In ogni modo, se ho bisogno d'aiuto non chiamer te... mi hanno dato altre opzioni pi rapide. Non ti preoccupare, siamo al sicuro e c' chi si prende cura di noi."
"Non mi preoccupo."
"Mi fai un favore? Cercherai di farti degli amici? Finalmente non sei costretto a lavorare sedici ore al giorno per mantenerci, perci cerca di trarre vantaggio dalla situazione. Considerala un po' come una vacanza."
"Certo" le assicur lui. "Perch no." Ma intanto pensava, Una vacanza? Mi devo nascondere da un assassino collegato con la malavita. Sono stato separato dalla mia famiglia e non ho pi niente, tranne l'incertezza di dove andremo e come potremo ricominciare. Chiamala vacanza!
"Non so dove sei" riprese Katie, "ma dovunque tu sia ci dev'essere qualcosa che la gente del posto fa per divertirsi. Informati. Vai in un locale a bere una birra –  qualcosa che non hai mai potuto fare. Magari chiedi un appuntamento a una ragazza..."
"Un appuntamento? Non credo proprio!"
"Ti meriti un po' di divertimento, se non proprio la felicit" insistette lei. "Suvvia,  solo temporaneo!"
"Per il divertimento, vedremo" replic lui. "La felicit, direi di no. L'ultima volta che sono stato felice, poi sono stato punito dal mondo intero."
Lei rise. "Fa' come ti pare. Sii pi infelice che puoi."
Conner sospir. "Cercher di godermi questo periodo, va bene? Perch quando sar finito credo che ricomincer subito a lavorare come prima. Tesoro, dimmi se tu e i bambini state bene per davvero. Loro non sono spaventati, spero..."
"No, ma sentono molto la tua mancanza e non riescono a capire perch non possiamo stare con te. Ma vanno in una buona scuola, e anche se non siamo qui da molto hanno gi cominciato a giocare a calcio e hanno invitato a casa due o tre amici per mangiare una pizza e guardare un film insieme. Il mio capo  un tipo flessibile, che non richiede nessun impegno particolare. Ho la sensazione che non abbia davvero bisogno del mio aiuto e che non sia nemmeno lui a pagare il mio stipendio, non so se mi spiego." Katie sbadigli. "Per sono sicura che supereremo questo periodo senza troppi problemi."
Era sempre stato lui a far giocare i nipoti, pens Conner, a farli saltare sulla palla elastica o a portarli alle lezioni di nuoto, e non essere pi disponibile per loro era una sofferenza. "Sei sempre stata la pi positiva di noi due" disse strofinandosi gli occhi per cacciare un bruciore sospetto. Se avessero superato quella prova – e l'avrebbero fatto di sicuro – sarebbero state persone diverse. Nuove identit, forse un nuovo lavoro e una nuova citt in cui vivere. Ma almeno sarebbero stati di nuovo insieme. "Ti ammiro pi di qualsiasi altra persona che conosco."
"Oh, come sei carino a dire questo... Non lo merito affatto!"
Invece lo meritava, riflett Conner. Aveva avuto dei periodi veramente duri, ma non si portava dietro i ricordi penosi. Soffriva molto, poi si riprendeva e riacquistava il suo modo ottimista di vedere la vita.
"Non sprechiamo troppi minuti" disse Katie. "Noi stiamo bene, tu stai bene, siamo tranquilli. Voglio che ci parliamo di nuovo dopo che avrai visto com' il tuo lavoro – e ricorda che hai promesso di trovare qualcosa di divertente da fare."
"S, me lo ricordo" la rassicur lui. "E lo far."
Chiss se poteva sperare di conoscere una donna che accettasse un rapporto temporaneo, senza impegno, giusto per passare piacevolmente il tempo? E quella sua speranza lo rendeva poi tanto diverso da Samantha?
Paul non aveva affatto intenzione di mettersi a comprare e vendere case, spieg a Leslie. Ma data la situazione economica difficile che aveva abbassato i tassi di interesse, si era trovato a comprare due o tre case ipotecate con l'idea di rivenderle quando avesse potuto guadagnarci qualcosa. Nel frattempo aveva deciso di affittarne una a lei, quella che era nelle condizioni migliori. In effetti la casa, circa cento metri quadrati con due piccole stanze da letto, era adorabile, e Leslie sospettava che Paul le facesse pagare un affitto veramente irrisorio.
"Nelle prossime settimane ti mander qualcuno a ripulire il giardino, mettere un po' di terriccio e piantare dei fiori lungo il viale" disse Paul. "E non appena il tempo migliorer ho intenzione di cementare il vialetto d'accesso e costruire un garage coperto che funga anche da ripostiglio. Queste piogge finiranno presto, e quando arriver la primavera vedrai che spettacolo."
La casa, situata in una strada tranquilla, appariva accogliente e prometteva di diventare un rifugio piacevole. Le altre case allineate lungo la strada si somigliavano tutte, alcune erano in condizioni migliori di altre, ma nel complesso il quartiere sembrava proprio quello che Leslie cercava, abitato da vicini gentili che l'avrebbero accolta volentieri.
"Lascia che ai fiori pensi io" propose. "Ho sempre desiderato avere un giardino, ma tra il lavoro e la vita in un appartamento non ne ho mai avuto la possibilit."
"Fai tutto quello che vuoi, Les" acconsent lui. "Tratta la casa come se fosse tua."
"Per accetter volentieri la pulizia del giardino e la costruzione del garage" aggiunse lei. "Sar bello avere un posto in cui parcheggiare la macchina, anzich lasciarla in strada."
"Consideralo gi fatto."
Se Leslie temeva che la moglie di Paul la compatisse per esser dovuta scappare da Grants Pass in modo da sfuggire all'umiliazione del divorzio, le sue preoccupazioni svanirono subito. La ragione del suo trasferimento a Virgin River non venne mai menzionata durante la cena, e Vanni si dimostr davvero grata per il fatto che suo marito avesse finalmente deciso di assumere qualcuno che aveva gi lavorato con lui e quindi sapeva il fatto suo. Che Leslie fosse anche un'amica di famiglia rendeva tutto ancora pi piacevole.
Quando finalmente Leslie si infil a letto nella sua nuova casa, si sent pi rilassata di quanto non le accadesse da secoli. E sapeva bene perch: si era allontanata per sempre dal passato. D'ora in poi, che uscisse per fare spese, andasse al lavoro o si concedesse un bicchiere di vino da Jack, non rischiava pi di imbattersi in Greg e Allison, o in qualcuno degli amici di prima. Era come se fosse in un altro continente, ed era un enorme sollievo.
La mattina dopo usc sulla veranda in vestaglia, con una tazza di caff bollente tra le mani. Le cime degli alberi erano ancora avvolte nella nebbia mattutina, ma si sentivano delle voci: vicini che si salutavano, macchine messe in moto, grida di bambini che probabilmente stavano andando a scuola a piedi o in autobus. Era ancora molto presto, ma quando Leslie ebbe fatto la doccia e si fu vestita molto semplicemente, in jeans e felpa sopra una camicetta bianca, il sole stava cercando di far breccia tra le nuvole.
Paul le aveva consigliato di non vestirsi in modo troppo elegante perch il container che fungeva da ufficio era piuttosto spartano. Quando lavorava negli uffici delle Costruzioni Haggerty lei indossava di solito abiti formali, tailleur o completi pantaloni, perch nel corso di una giornata le accadeva di incontrare clienti, arredatori, investitori o agenti immobiliari. Ma Paul le aveva spiegato che in ufficio le sole persone che avrebbe visto a parte lui erano i suoi operai.
Leslie si port un'altra tazza di caff per il tragitto, e seguendo le indicazioni arriv al suo nuovo ufficio: un lungo container parcheggiato su un terreno spoglio, accanto a due case in costruzione. Era piuttosto grande, e probabilmente le stanze da letto servivano da uffici mentre cucina e bagno erano rimasti immutati.
C'era un solo pick-up parcheggiato l accanto, e non era quello di Paul. Leslie guard l'orologio. Le otto meno un quarto, che per quel genere di lavoro era gi un'ora tarda. Non per gli impiegati, ma gli operai di solito cominciavano a lavorare alle prime luci dell'alba. Lei aveva sperato di far buona impressione arrivando presto – e non c'era nessuno da impressionare.
Entr e trov un uomo seduto in cucina, a un rozzo tavolo che consisteva in una plancia di legno grezzo appoggiata a due cavalletti. L'uomo teneva in mano una tazza di caff e stava sfogliando un fascio di progetti, ma si alz in piedi vedendola. "Salve" disse. "Sono Dan Brady, uno dei capomastri. Paul  andato a parlare con una squadra di operai in un altro cantiere, ma mi ha detto di restare qui ad aspettarla. Il suo ufficio  in fondo al corridoio." Le indic la direzione e aggiunse: "Credo che Paul abbia deciso di sistemarla nella stanza vicino alla sua, perch  quella in cui c' una scrivania.  vecchia e malconcia e probabilmente dovr darle una pulita e mettere una zeppa sotto una delle gambe, ma non appartiene a nessuno e perci dev'essere sua. Si accomodi". Cos dicendo le porse la mano e Leslie la strinse con un sorriso.
L'interno della cucina, not lei, era un disastro: disordinato e sporco, con tracce di fango sul pavimento. Sulla credenza c'era una caffettiera elettrica da trenta tazze, coperta di impronte fangose. "Sono Leslie Petruso" si present lei. "Mi faccia indovinare... gli uomini prendono una tazza di caff qui dentro, vero?"
"S, quando fa freddo. Se il tempo  bello preferiscono star fuori, seduti sul retro dei pick-up o su una catasta di legname. Qui dentro  peggio del solito per via della pioggia... spero che lei non sia del tutto disgustata."
Leslie rise. "Ho lavorato nell'ambiente per dieci anni, e mi  capitato spesso di andare in un cantiere. Lieta di conoscerla, Dan."
Lui accenn alla tazza di lei con il mento. "Vuole che gliela riscaldi?"
"Grazie" disse Leslie porgendogliela. "Paul le ha detto che cosa voleva che facessi?" domand poi.
Dan mise brevemente la tazza nel microonde e poi gliela restitu. "Ha detto che lei avrebbe saputo che cosa fare. Di solito prende con s il laptop, ma sulla sua scrivania c' un foglio con gli orari. Io sto aspettando una squadra di operai che lavorino agli interni di queste due case, e Paul torner in mattinata, non so a che ora. Per lei va bene se adesso mi metto al lavoro?"
"Ma certo. Non si preoccupi per me."
Dan le sorrise. "Benvenuta a bordo, allora. Siamo tutti molto felici che Paul abbia chi lo aiuti a organizzare i documenti."
"Rimane sempre un po' indietro, eh?" domand lei con una risata.
" un costruttore" fece Dan sogghignando, "perci  dura tenerlo chiuso in ufficio. Se ha bisogno di me sar nella casa sulla sinistra."
"Nessun problema. Frugher un po' tra le carte di Paul e cercher di trovarci un senso."
"Buon divertimento" fece Dan con un cenno di saluto.
Quando si fu allontanato, Leslie si guard attorno con calma. Tralasci per il momento l'ufficio di Paul e la sua scrivania – per quello ci sarebbe stato tutto il tempo – e invece apr gli armadi e i pensili e quasi automaticamente cominci a ripulire il lavello, poi il ripiano della credenza, e poi spazz per bene e lav il pavimento. A quel punto riemp il lavandino di acqua calda e detersivo e pass uno straccio su ogni superficie, con cura e precisione.
Quando Paul ricomparve in ufficio verso le dieci, le tracce di fango sul pavimento e le ditate erano sparite. L'acciaio inossidabile della caffettiera scintillava di pulizia, e nella brocca c'era del caff appena fatto. "Accidenti!" esclam lui.
Leslie soffi via un ricciolo che le era caduto sulla fronte. "Avvisa i tuoi uomini" disse. "Dovranno imparare a tener pulito questo posto."
"Oh, sanno bene come tener pulito" rispose lui. "Quando consegniamo una casa finita si potrebbe mangiare sul pavimento."
"Ah, davvero?" ribatt Leslie. "Perch se qualcuno mangiasse sul pavimento di quel bagno morirebbe nel giro di dieci secondi. E io non ho intenzione di pulirlo, fa troppo schifo. Il lavoro tocca al prossimo che entra qui per usare il bagno. E d'ora in poi dovranno tenerlo scrupolosamente pulito, perch al momento non posso nemmeno pensare di appoggiare il mio..." si schiar la gola invece di pronunciare la parola, "su quell'asse."
In quel momento la porta d'ingresso si apr e un uomo si affacci all'interno, guardandoli con degli occhi blu da togliere il fiato. "Oh, scusate... avrei dovuto bussare."
Paul rise dondolandosi sui talloni. "Nessun problema, entri pure. La nuova segretaria mi stava dando istruzioni sul modo di tenere pulito l'ufficio."
"La nuova segretaria?" ripet l'uomo.
Paul non rispose ma tese la mano e si present. "Sono Paul Haggerty. Che posso fare per lei?"
"Conner Danson" rispose l'uomo con una stretta di mano. "Un'amica mi ha detto che ci potrebbe essere del lavoro per me..."
"Si tratta di Brie?" domand Paul.
"Proprio lei, una vecchia amica. Il mio ultimo datore di lavoro ha chiuso e..."
"S, mi ha detto qualcosa al riguardo. Eravate compagni al college?"
Conner sorrise. "Ho seguito qualche corso, ma non sono mai stato uno studente modello. A un certo punto ho smesso, mi sono arruolato nell'esercito e ci sono rimasto per un paio d'anni, e poi sono andato a lavorare come apprendista da un falegname. Specializzato in cucine e bagni su misura."
Paul accenn all'album che Conner teneva sotto braccio. "E immagino che l abbia delle foto da farmi vedere."
"Indovinato" fece l'uomo porgendogli l'album.
Paul lo apr e cominci a sfogliarlo, mentre Leslie guardava da sopra la sua spalla. Ogni tanto gettava un'occhiata a Conner: corti capelli bruni, abbronzato, sopracciglia folte, pizzetto... molto attraente. Le sarebbe anche piaciuto rivedere quegli occhi. Il blu era sconvolgente.
"Accidenti" esclam Paul accennando alle foto. "Dei lavori magnifici. E dice che il suo capo ha chiuso la ditta?"
"Non  il periodo migliore per chi costruisce mobili su ordinazione."
"Ma i suoi sono talmente belli... non ha mai pensato di mettersi in proprio?"
"In questo momento ci sono decine di ebanisti e falegnami senza lavoro" spieg lui. "Ho chiesto a tutti quelli che conoscevo, e finalmente Brie mi ha detto che..." Non fin la frase e la lasci sospesa nell'aria.
"Ho un bravissimo specialista di rifiniture interne, il mio capomastro" disse Paul. "Di solito sceglie personalmente i suoi collaboratori, ma scommetto che sar molto felice di lavorare con qualcuno dotato del suo talento." Poi chiuse l'album e glielo restitu. "Al momento ho alcuni contratti per costruire o restaurare delle case, perci posso darle lavoro per almeno sei mesi" riprese. "Ma in seguito non posso garantirle niente."
"Be', cominciamo cos" assent Conner.
"Questo  proprio il genere di lavoro che mi piace fare" continu l'altro. "Ma se perdo troppo tempo nei dettagli il lavoro in generale ne risente."
"Per me sar un piacere badare ai suoi dettagli" disse Conner. "Oltretutto non so se voglio restare qui per sempre... sono pi per la citt."
"E da quale citt viene?"
Conner rispose in accordo con la sua nuova biografia. "Colorado Springs. Se posso fare una domanda, come mai ha una quantit di lavoro sufficiente da assumere un'altra persona, in un paese piccolo come questo?"
"Per una serie di motivi" spieg Paul. "Quando sono arrivato in questa zona mancavano i costruttori e quindi non c'era molta concorrenza. E dato il bellissimo paesaggio e la mancanza di industrie, la gente che si trasferisce qui lo fa perch se lo pu permettere. Prenda mio suocero, generale in pensione: ha scelto Virgin River perch era un posto perfetto per andare a caccia e per tenerci i cavalli. La sua compagna  una famosa attrice che si  quasi ritirata dalle scene, e anche lei ama andare a caccia e ha due cavalli e dei cani. Poi c' Jack, il proprietario del bar. Non  cos ricco o importante ma  un uomo che lavora sodo, un Marine in congedo che ha messo da parte una certa somma e voleva regalare alla moglie una bella casa spaziosa in cui crescere la famiglia. Insomma, ho reso l'idea? Le persone vengono a vivere qui per scelta. E tendono a costruire una casa nuova o a restaurare le vecchie case di famiglia, per poi lasciarle ai figli. Io amo costruire delle case che dureranno diverse generazioni. Questo me l'ha insegnato mio padre."
"E come mai  venuto qui?" domand ancora Conner.
"Semplice, per via di mia moglie. Prima era la moglie del mio migliore amico, e io gli avevo promesso che se mai gli fosse successo qualcosa mentre era in Iraq mi sarei occupato di lei e del bambino che aspettava. Purtroppo  accaduto il peggio e io ho mantenuto la parola, ma non  stato un sacrificio. Sono sempre stato innamorato di Vanni... adesso lei aspetta il nostro terzo figlio, lo abbiamo appena scoperto."
"Ehi, congratulazioni" disse Conner abbassando gli occhi. Non riusciva a guardare in faccia nessuno dei due. La scena che aveva visto nel bar la sera prima non dimostrava certo un gran rispetto da parte di Paul per la moglie di cui era sempre stato innamorato. Il suo nuovo capo si dava da fare con la segretaria, lui li aveva visti insieme e questo lo metteva molto a disagio.
"Adesso mi serviranno i suoi dati" riprese Paul, "o per meglio dire serviranno a Leslie in modo che possiamo sistemare la sua assistenza sanitaria, decidere lo stipendio e cos via. E mentre lei riempie un po' di formulari io pulir il bagno."
"Ma io non intendevo che dovessi farlo tu" protest Leslie con un sorrisetto imbarazzato.
"No, tocca a me. Avrei dovuto fare in modo che questo posto fosse almeno decente... pensa che Vanni si  sempre rifiutata di venire qui, mi faceva portare i documenti a casa! Pulir il bagno e mi assicurer che d'ora in poi rimanga pulito." Poi le cinse le spalle con un sorriso. "I formulari per i dipendenti sono nell'ultimo cassetto di sinistra."
"Va bene, ci penso io" rispose lei. Sorrise con calore a Paul, poi a Conner. E quando i suoi occhi incontrarono quelli di Conner, tra loro pass una scintilla.

3.
Dopo aver riempito alcuni formulari, Conner attravers un tratto di terreno fangoso per raggiungere una delle due case, quasi terminata, e si present a Dan Brady.
"Ehi, salve! disse Dan tendendogli la mano: "Paul mi ha detto che stava arrivando un falegname molto bravo".
"Spero che parlasse di me" rispose lui. Intanto pensava, Eccomi diventato un'altra persona. Prima ero Dan, o zio Danny, e adesso sono Conner, il falegname. Probabilmente il cambiamento sarebbe stato permanente. "Mi hanno detto che devo lavorare con te. Che stiamo facendo?"
Dan apr alcuni progetti, disponendoli su un'asse di legno in equilibrio sulla base di un'isola della cucina. "Piani di lavoro di granito, pensili e basi in noce con inserti in vetro" spieg indicando i progetti. "E stesse superfici nel bagno con due lavabi in granito, pensili e basi come quelli della cucina ma senza vetri."
" un lavoro piuttosto complesso" osserv Conner. "Ho fatto qualcosa di simile, ma  passato un po' di tempo. Spero non ti dispiaccia se ti chiedo qualche consiglio di tanto in tanto."
"Mi dispiacer se non lo fai. Preferisco aiutarti a completare il lavoro secondo i desideri del proprietario piuttosto che doverlo rifare. Perci cerchiamo di farlo bene fin dall'inizio, e se hai dei dubbi esponili subito."
"Grazie. Lo apprezzo molto."
"Io ancora di pi. Consegniamo in tempo, e rispettando i preventivi, perch costruiamo in modo intelligente."
"Spero di essere all'altezza" fu il commento di Conner.
Non si trovava in un cantiere da parecchio tempo, ma aveva sempre avuto a che fare con le costruzioni in generale. Si era costruito da solo tutti gli scaffali del negozio, aveva tenuto dei corsi per i proprietari di case che volevano rinnovarle da soli, aveva dato consiglio e aiuto a falegnami che cercavano di ottenere qualcosa di nuovo ed elegante. Ma il lavoro in negozio lo teneva troppo occupato per dedicarsi seriamente alla realizzazione di mobili, a parte gli oggetti che aveva costruito per i nipoti: i giochi all'aperto nel loro giardino, scaffali e armadi nella loro camera, i loro letti a forma di macchine da corsa.
I nipoti gli mancavano moltissimo, ma lavorare di nuovo il legno gli dava una sensazione rassicurante. Misurare, tagliare, inchiodare, passare la carta vetrata era terapeutico. Non poteva vagare troppo lontano con la mente facendo un lavoro di precisione, ma mentre le mani erano occupate si poteva permettere qualche riflessione. Il lavoro di ebanista era sempre stata la sua passione. Di tanto in tanto dava un'occhiata a Dan per controllare i suoi progressi, ed era stupito e ammirato dall'abilit artistica di quell'uomo.
"Da quanto tempo fai questo lavoro?" gli domand a un certo punto.
"Oh, da sempre. Mio padre era un costruttore, e insieme abbiamo costruito la casa in cui abitava la mia famiglia, una stanza alla volta. Era un padre molto severo, ma un maestro nel suo lavoro.  stato lui il mio primo capo."
"Io ho perso il mio dodici anni fa" si sorprese a dire Conner. E pens a quanto fosse facile in quella circostanza abbandonare le cautele e parlare di s, della persona che era veramente. Era sempre stato cos, magari senza rendersene conto? Naturale che lo fosse stato – prima non aveva mai avuto niente da nascondere. Chiss se una persona attenta avrebbe saputo mettere insieme mille piccoli dettagli e scoprire il suo nascondiglio? Si pent di aver parlato, ma aggiunse in ogni caso: "Anche lui era un uomo severo, buono ma duro. Da quanto tempo lavori con Haggerty?".
"Da alcuni anni.  un tipo solido, una brava persona." Dan si raddrizz e aggiunse: "Ma non farti l'idea che siccome  gentile sia anche debole o troppo facile da accontentare. Con lui lo stipendio te lo devi guadagnare. E se non lavori come si deve te ne vai – e alla svelta. Credimi".
Anche Conner si raddrizz. "Mi stai mettendo sull'avviso per qualche ragione?"
"Nessuna in particolare, ma un avvertimento amichevole non pu far male. Che cosa ti porta qui fra le montagne?"
Conner gli forn la versione ufficiale – che a poco a poco stava cominciando a sembrare veritiera.
"E cos conosci Brie?"
"Allora eravamo molto pi giovani..."
"E conosci anche suo fratello Jack?"
"No. Frequentammo due o tre corsi insieme, ma non conoscevo nessuno della sua famiglia. Quando mi sono trovato senza lavoro mi sono messo in contatto con tutti quelli che avevo conosciuto, anche tanti anni fa."
Dan sorrise. "Jack ti piacer, ma non farglielo mai capire. In effetti, il modo migliore di entrare nelle sue grazie  dargli un po' di rogne. Accusalo di qualcosa, digli che ti fa pagare un conto troppo salato. Vedrai..." E con una risatina Dan torn al suo lavoro.
"Quel Jack che possiede il bar in paese?" domand Conner.
"Proprio lui."
Pi tardi, quando ebbero finito la giornata lavorativa, Dan gli disse: "Ehi, stasera la mia fidanzata  fuori e io vado a cena da Jack. Ti offro una birra, se non sei occupato".
Occupato... una volta lo era sempre, al punto che non aveva nemmeno il tempo di bere una birra con gli amici – a meno di non prenderne una dal frigo di Katie quand'era a casa di lei. Quando aveva una moglie aveva fatto di tutto per tornare a casa in orario, ma da quel periodo sembrava che fossero passati secoli. E spesso era tornato in negozio dopo cena, un pensiero che adesso lo riempiva di rimorsi. Forse non aveva messo abbastanza impegno nel suo matrimonio? Aveva fatto s che Samantha si sentisse trascurata, che lo ritenesse una specie di drogato del lavoro? Poi, dopo il divorzio, aveva dovuto pensare a Katie e ai bambini. E non ricordava pi che significasse avere degli amici!
"Un po' di tempo ce l'ho" rispose a Dan. "E anzi pensavo di cenare da Jack anch'io."
"Benissimo, allora. Ci vediamo l tra un quarto d'ora."
Nel piccolo locale c'erano almeno venti persone, e tutte sembravano conoscersi tra loro. Conner si sentiva un po' a disagio.
Vedendo entrare Conner e Dan, Jack alz una mano e li salut. "Ehi!" disse ad alta voce. Loro due si sedettero al bancone e Jack non perse tempo e cominci a fare le presentazioni a chiunque si trovasse a tiro. "Questo  Conner, nuovo arrivato in paese, che adesso lavora per Paul."
Cos lui conobbe il cuoco e sua moglie, Denny che dava una mano al bar, la ragazza di Denny, Becca, che presto avrebbe cominciato a insegnare nella scuola elementare. "Appena ci sar una scuola" precis Jack. "Ci stiamo lavorando." Poi conobbe Mel, la moglie di Jack, il pastore, il dottore. Dopo un po' entr Paul Haggerty, che si rivolse a Dan con un sorriso franco. "Com' andata oggi con questo ragazzo?" domand.
" andata benissimo" rispose l'altro. "Colorado Springs non sa quel che si perde."
"Colorado Springs?" esclam la moglie di Jack dall'altro lato della sala. Lasci i figli seduti a tavola con la loro cena e si avvicin. "Ci vive mia sorella! In che quartiere abitava?"
Conner esit per un momento, poi si invent qualcosa. "Conosce la zona di Breckenridge Park?"
"Veramente no. Mia sorella vive nella zona di nordest."
"Breckenridge si trova a sudovest" disse subito lui. "Una zona un po' isolata, senza molti edifici."
"Ma Colorado Springs  una citt bellissima. Stavo quasi per trasferirmici anch'io."
"Ma poi ha sposato me" intervenne Jack da dietro il bancone.
"Gi, poi ho sposato lui" disse Mel con un sorriso. "E non solo Jack  la cosa migliore che mi sia mai capitata, lo  anche Virgin River. Spero che stare qui le piacer."
"Non fargli pressione, Mel" intervenne di nuovo Jack. "Conner  arrivato solo da due giorni e qui  tutto un po' fangoso."
"Sono arrivata anch'io nel mese di marzo" riprese Mel. "E non mi  piaciuto per niente. Poco prima del paese sono uscita di strada e mi hanno dovuta tirar su con il carro attrezzi, poi nel piccolo chalet in cui abitavo la veranda  crollata e mi sono bagnata e infangata dalla testa ai piedi... e questo testone continuava a dirmi, Abbi pazienza, vedrai com' bello qui." Mise una mano sul braccio di Conner e lo guard con una scintilla divertita negli occhi azzurri. "E lo  davvero. Forse non oggi, ma nella bella stagione ci sono giornate straordinarie... e notti."
"Quello che conquist Mel" spieg Jack, "furono le stelle. Aveva vissuto a Los Angeles dieci anni e non ne aveva mai viste tante. Basta guardare il cielo in una notte limpida. Noi ci siamo abituati e lo diamo per scontato, ma  un vero spettacolo. D'altra parte immagino che anche Colorado Springs e i dintorni offrano panorami meravigliosi."
Questo fece ricordare a Conner la zona della Sierra, a est di Sacramento, dove l'aria era pura e limpida e la vista toglieva il respiro. Qualche tempo prima ci aveva portato i nipoti ed era riuscito a metterli sugli sci per la prima volta. "S, certo" disse cercando di combattere una fitta di nostalgia. Dio, come avrebbe voluto riavere la propria famiglia, il negozio, i clienti che erano anche diventati amici... "Colorado Springs  una bella citt in cui vivere" continu. "Non l'avrei mai lasciata se avessi trovato un nuovo lavoro."
Paul Haggerty si ferm per un po' e come aveva fatto Jack present Conner a tutti quelli che passavano l vicino. A un certo punto arriv anche Mike Valenzuela, il quale si present e si disse molto contento di conoscere un vecchio amico di Brie dei tempi del college.
"Un amico del college?" tuon Jack. "Non mi avevi detto che conoscevi mia sorella!"
"Ho frequentato il college per un semestre" spieg lui, "e i corsi che frequentavamo insieme erano solo un paio. Quando la ditta per la quale lavoravo ha chiuso, mi sono messo in contatto con tutte le persone che conoscevo – anche se Brie non la sentivo da tempo. E lei mi ha risposto che forse qui c'era del lavoro per me. Ma non  che negli ultimi diciassette anni ci fossimo sentiti spesso..."
"Nemmeno per gli auguri di Natale" disse una voce femminile dietro di lui. Conner si volse e vide Brie con una bimba in braccio. Lei mise la piccola a terra e quella corse immediatamente vicino al tavolo dove i bambini di Mel stavano cenando. "Ma Conner non l'avevo dimenticato. Mi chiese di uscire con lui tre volte."
"E per tre volte lei mi rispose di no" precis Conner.
Mike cinse le spalle della moglie con un braccio e la strinse a s. "Non posso darti torto, amico. Ma spero che la cotta ti sia passata, perch sono un tipo possessivo."
"Gi, lo vedo. Non preoccuparti."
"Incredibile" fece Jack. "Un amico dei tempi del college!"
"Avevo un bel po' di amici, Jack. E all'epoca tu eri parecchio lontano" gli ricord Brie. "In effetti lo era anche Mike. Conobbi mio marito quando venne a Sacramento a trovare Jack" spieg a Conner. "Erano ancora nei Marine, tutti e due. Mike e io ci mettemmo insieme molti anni dopo."
Seguirono altre presentazioni, poi Jack annunci che la cena era pronta. Conner mangi un piatto eccellente di fagioli rossi con salsicce e riso e bevve un'altra birra. E quando venne l'ora di andar via approfitt di una pausa per scambiare due parole con Brie.
"Credo di aver conosciuto tutto il paese" le disse a bassa voce.
"Non ci sei andato nemmeno vicino" fece lei. "Quelli sono solo i clienti abituali e gli amici."
"Non mi sembra un posto cos anonimo..." osserv Conner nervosamente.
"S e no. Pu essere anonimo se tu non usi la tua vera identit. Vedi, la gente di qui  abituata a vedere persone come te, che vengono qui per una vacanza, un lavoro temporaneo o una visita a parenti o amici. E non sono tipi da usare Facebook o Twitter. Tu resta fedele alla tua storia e rilassati. Sei qui per un lavoro, sei di passaggio, e dal momento che non hai intenzione di mettere radici non rischi niente."
"Sei sicura che nessuno mander una e-mail o telefoner al cugino che guarda caso abita vicino all'uomo contro cui devo testimoniare?" continu lui abbassando ancora la voce.
Brie fece un cenno negativo. "Gli investigatori della procura hanno svolto un'indagine accurata sull'imputato. C' sempre la possibilit che qualcosa sia sfuggito, ma un altro grande vantaggio di questo paesino  che gli estranei danno subito nell'occhio. Cos come tu non hai potuto andartene in giro senza che la gente ti notasse, non lo potrebbe fare qualcuno che ti sta cercando. Siamo sepolti tra le montagne, Conner.  per questo che Max ha scelto questo posto."
"Per tutto questo mi rende un po' nervoso... non vedo l'ora che arrivi il processo, cos da farla finita."
"Lo so" disse lei. "Credimi, lo so."
E poi entr lei. Leslie. Era talmente carina e fresca che a Conner sembr che la porta si fosse aperta per lasciar entrare un soffio di primavera. Avrebbe voluto che non fosse cos, sapeva che la faccenda poteva diventare problematica, ma l'attrazione fu istantanea. Come un'onda che gli gonfiava il petto, un batticuore, una luce negli occhi. Se lui fosse stato un tipo normale, senza complicazioni, e se lei non fosse stata la donna di un altro, sarebbe stata proprio il tipo di ragazza da frequentare.
"Be',  stata una giornata lunga" disse a Brie. "Ci vediamo." E se ne and.
Conner sarebbe potuto andare nel container che fungeva da ufficio per prendere una tazza di caff o scambiare quattro chiacchiere, come facevano tutti gli altri; ma resistette alla tentazione e si prepar dei sandwich per pranzo e un thermos di caff. I bagni erano ormai in funzione in entrambe le case che stava rifinendo con Dan, e il tempo stava migliorando. Poteva pranzare all'aperto senza problemi.
Cos, nelle prime due settimane di lavoro in cantiere evit Leslie per quanto poteva – anche se la trovava pi carina ogni volta che la vedeva. Gli occhi scuri, cos insoliti in una ragazza con la pelle chiara e i capelli biondi, si accendevano quando lei sorrideva. La sua risata era dolce come una melodia. Il suo carattere era allegro e vivace, e Conner lo apprezzava sempre di pi. Per non poteva impedirsi di disapprovarla: la maestra d'asilo aveva una relazione con un uomo sposato, e certo questo non contribuiva a renderla desiderabile ai suoi occhi. Ciononostante non poteva negare di essere tentato da lei, e c'erano tratti della sua personalit che gli piacevano molto. Il suo senso dell'umorismo, per esempio. Faceva ridere tutti gli uomini della squadra, anche quando abbaiava degli ordini. Perfino Conner, che negli ultimi tempi non era stato di umore allegrissimo, si sorprendeva spesso a sorridere. Nonostante il suo aspetto cos femminile, Leslie comandava la sua nave con mano ferma: insisteva perch gli uomini si pulissero i piedi prima di entrare o sciacquassero le loro tazze sporche, e bench fosse la sola donna fra tanti uomini non aveva piet per chi di loro lasciava l'asse del gabinetto alzato.
Dopo un paio di settimane, Conner cominci a sentire la malinconia della sua vita solitaria. Cercare di passare inosservato lo costringeva a essere innaturale e distaccato: a volte andava da Jack per bere una birra e cenare, ma spesso invece scendeva verso Fortuna, o si comprava qualcosa di pronto per cenare da solo nel suo chalet. Di tanto in tanto provava un nuovo ristorante o si fermava in una tavola calda, e ogni volta che poteva parcheggiava il pick-up in una zona in cui c'era una buona ricezione per il cellulare e chiamava Katie prima che lei e i bambini andassero a letto. Doveva telefonare abbastanza presto, perch Katie aveva un fuso orario diverso.
Lo rattristava invariabilmente pensare che sua sorella andasse a dormire presto per evitare le serate solitarie. Katie, cos graziosa e vivace, avrebbe dovuto avere degli amici, o un fidanzato. Che anche lui fosse solo non aveva importanza: Conner non sopportava l'idea che lei non avesse nessuna compagnia.
Un sabato pomeriggio, dopo aver parlato con Katie, Conner decise di bere una tazza di caff accompagnata da una fetta di torta. Era vicino a uno Starbucks, ma gli piaceva di pi il locale dove aveva incontrato Brie, un piccolo caff chiamato Loving Cup, con una facciata dipinta di turchese e un interno coloratissimo arredato con mobili dall'aspetto fragile, su cui lui aveva quasi paura di sedersi. Prefer come sempre sistemarsi al bancone, su uno sgabello pi solido, e ordin caff e torta.
E poi Leslie entr, si avvicin al banco e a tutta prima non si accorse di lui. Portava dei leggings sotto il cappotto, i suoi capelli erano un po' spettinati, e parlava con il barista ridendo come se fossero vecchi amici. Poi prese il bicchiere di t freddo e il muffin che aveva ordinato e and a sedersi su uno dei delicati divanetti per controllare i messaggi sul cellulare. Faceva come molte persone residenti tra le montagne, cio leggeva i messaggi e rispondeva alle chiamate nei posti in cui c'era ricezione.
Conner chiam il barista con un cenno, e il ragazzo biondo si avvicin. "Pu mettermi il caff e la torta in una confezione da portar via?" domand.
"Certo. Tutto bene?" si inform l'altro, forse domandandosi perch il cliente avesse cambiato idea.
"S, benissimo. Ho un pollo arrosto in macchina, e ho pensato che  meglio andare casa, riscaldarlo al microonde per cena e tenermi la torta al limone come dessert." E cos dicendo azzard un sorriso.
"Mi pare un ottimo programma" disse il barista, e si volt per prendere una tazza di carta da asporto e una scatola per la torta.
"Conner?"
Diavolo, pens lui. Leslie era in piedi alla sua sinistra. Lui la guard negli occhi, not il suo delizioso sorriso e pens, Accidenti. Quella faccia lo turbava, gli dava un piccolo brivido lungo la schiena... e al basso ventre. "Salve" disse.
Che sorpresa! Non mi aspettavo di incontrare qualcuno di Virgin River proprio qui. C' una palestra di yoga dietro l'angolo. Mi piace molto fare yoga, e ci vengo almeno due volte alla settimana."
Questo spiegava i leggings. "Non me ne intendo molto di yoga" ammise Conner.
Lei rise divertita. "Mi stupirei del contrario" rispose. "Prenda il suo caff e venga a sedersi con me."
"Forse  meglio di no."
"Perch? Ha altri programmi?"
Lui rimase senza parole. Che doveva rispondere? C'era stato un periodo, quand'era ancora Danson, in cui era molto disinvolto con le ragazze. Sapeva come prenderle, che cosa dire, come farsi dare almeno un numero di telefono. Ma era passato molto tempo da quando aveva avuto una donna nella sua vita, a parte Katie. Questo mentire continuamente, su tutto, non era facile. Lui era abituato alla sincerit. E con Leslie tutto era ancora pi complicato: lui la trovava molto attraente, ma lei andava a letto con il capo. "Non voglio interferire nei... insomma, in niente" disse infine.
"Interferire?" Leslie aggrott la fronte. "Di che diavolo sta parlando?"
"Be', lo sa" fece lui scrollando le spalle. "La sua... ehm, relazione."
"Quale relazione? Sono single."
Conner aggrott a sua volta la fronte. "S, certo."
Lei lo guard con gli occhi ridotti a due fessure. "Di che relazione parla?" insistette.
"Be', io... mi  parso che lei e Paul..." Non disse altro e si affrett ad aggiungere: "Ma non sono affari miei". E pens, Sono una tale frana a nascondermi e a raccontare storie che mi faranno fuori nel giro di un mese.
Leslie aveva la fronte sempre pi aggrottata. Il barista mise la torta e il caff di Conner sul banco. "Prenda quel caff e andiamo a sederci" ordin lei. E senza dargli modo di protestare si volt e si allontan, aspettandosi di essere seguita.
"Merda" brontol lui fra s. Poi sospir e obbed.
Leslie si sedette su un minuscolo divano dalle sottili gambe ricurve, di fronte al quale c'era una poltroncina dalle gambe ugualmente fragili. Lui la guard, tenendo il vassoietto con caff e torta, e disse debolmente: "Non so... non credo che quella poltrona regga il mio peso".
" pi solida di quanto sembri" replic lei. "Si sieda!"
E di nuovo lui obbed.
"Paul  un vecchio amico" esord Leslie. "Ho lavorato con la sua famiglia per dieci anni, in Oregon. A un certo punto ho deciso di trasferirmi, ma non avevo ancora trovato un lavoro, e lui me ne ha offerto uno a Virgin River. Non c' niente di sconveniente nei nostri rapporti."
"D'accordo. Come ho detto, non sono affari miei" fece lui alzandosi per andar via.
"Siediti!" ordin Leslie passando al tu.
Lui fece come gli veniva detto.
"Perch diavolo hai pensato una cosa simile di me?" domand lei irritata.
"Be', ecco..." Conner deglut. "La prima sera che ero a Virgin River sono andato nel locale di Jack, e tu e Paul... Non sapevo chi foste, nessuno dei due, ma lui ti ha messo un braccio attorno alle spalle e ti ha baciata. E sembrava che tu stessi piangendo. Avete bevuto qualcosa insieme, poi siete andati via. Come una coppia."
Lei rimase in silenzio per un po', con le labbra strette, come per trattenere la rabbia. "Ma che faccia tosta!" sbott infine.
"Senti, non mi devi nessuna spiegazione. Non mi riguarda..."
"Stammi bene a sentire. Nel periodo in cui lavoravo nella ditta degli Haggerty a Grants Pass ero sposata. Poi mio marito e io abbiamo divorziato, e lui si  trovato una compagna molto in fretta – anzi, ce l'aveva gi prima che divorziassimo. Si  risposato subito, ha messo incinta la nuova moglie, diventer padre tra breve. E io? Be', naturalmente io dovrei essere molto amica della simpatica coppia, e probabilmente lui vorrebbe che io fossi la madrina del neonato. Come puoi capire sarei andata anche all'inferno pur di cambiare aria! Questo lavoro con Paul mi ha salvato la vita – Paul mi ha salvato la vita! E per questo pu darsi che il mio comportamento con lui sia alquanto emotivo."
Conner tacque per un po', e poi – stranamente – sorrise. "Sul serio?" domand.
"A quale parte ti riferisci?" rispose lei bevendo un sorso di t.
"Davvero lui voleva che diventassi amica della sua nuova moglie?"
"Davvero. E che fossi felice per loro."
"Accidenti" fece lui continuando a sorridere. "Che faccia tosta."
Lei si schiar la gola. "Gi.  stato cos fottutamente civile che perfino i miei genitori hanno pensato che io dovessi accontentarlo e far finta di niente. Scusami... di solito non dico parolacce."
"Mi sembra il minimo, parlando del tuo ex marito."
"Non hai idea di cos' stato! In quella citt non riuscivo a evitare di incontrarli, e Paul  stato molto gentile ad aiutarmi. Non ricordo di aver pianto o di essere stata baciata da lui nel bar di Jack, ma..."
"La scena aveva qualcosa di intimo, come se lui fosse il tuo uomo e tra voi ci fosse stato un litigio o un malinteso. Ed eravate cos... Be', probabilmente non ho molta immaginazione, ma ho pensato che quella fosse l'unica possibilit."
" una conclusione piuttosto affrettata e poco lusinghiera nei riguardi di una donna" replic lei. "L'ultima cosa che farei  avere una relazione con un uomo sposato."
"Senti, ti chiedo scusa. Mi spiace molto per quello che hai passato, ma era pi logico che vi prendessi per una coppia anzich pensare che il tuo capo ti consolava perch il tuo ex..." Conner ridacchi e si pass un mano sul pizzetto. "Insomma vuole che restiate amici, eh? Ma guarda. E mi par di capire che tu non ne hai alcuna intenzione?"
Lei lo guard truce, con gli occhi socchiusi per la collera. "Avrei voglia di ammazzarlo, ma il fatto  che probabilmente lo rimpiangerei e gli pagherei anche il funerale. Un tempo lo amavo, capisci. E adesso lo odio, ma non abbastanza."
"Caspita" fece Conner. "Ti capisco."
"Davvero?"
"Anch'io sono divorziato, e anche per me non  stato divertente" spieg lui. "Ma con lei non saremo mai amici." La collera di Leslie alla sola idea che lui la ritenesse capace di frequentare un uomo sposato gli rendeva ancora pi difficile lottare contro l'attrazione che sentiva per lei.
"Ho trentadue anni" riprese Leslie. "La gente continua a dirmi che sono giovane, ma non  stato facile superare i trenta, porre fine a un matrimonio durato otto anni, e pensare di dover ricominciare con la mia vita a questa et. Non ho avuto alcun problema a cominciare una nuova vita a ventidue, ma adesso? Non  la stessa cosa... e le circostanze sono molto pi complicate. A essere sincera, non mi diverte affatto che tu mi abbia presa per un'adultera. Non ti ha insegnato nessuno a non saltare alle conclusioni senza riflettere?"
"Ti ho chiesto scusa, mi pare" protest lui. "Forse sono un po' troppo cinico, ma ho trentacinque anni e neanch'io sono tanto contento all'idea di cominciare una nuova vita. Dopo aver divorziato, perso il lavoro, cambiato casa e citt eccetera."
"A quanti degli uomini con cui lavori hai espresso le tue illazioni su Paul e me?" domand lei.
"A nessuno" replic lui inarcando le sopracciglia. "Non faccio pettegolezzi. Senti, non posso biasimarti se ti sei offesa, ma adesso non potresti smetterla? Non avevo intenzione di essere..."
Si interruppe sentendo qualcuno che tossicchiava, e si volt imitato da Leslie. Il barista biondo li osservava da dietro il bancone. "Di solito chiudo alle sei" li inform. "Non potreste continuare a discutere da Starbucks?"
Mentre uscivano dal bar, poco dopo, Conner domand: "Allora, ci siamo chiariti? Accetti le mie scuse?".
"Forse... ma devo ammettere che sono ancora infastidita. E mi domando quante altre persone abbiano pensato che i miei rapporti con Paul Haggerty siano qualcosa di pi che una vecchia amicizia assolutamente irreprensibile."
"Te l'ho detto, io sono cinico. A volte per me non  facile dimenticarlo."
"Be', fai uno sforzo" replic lei aprendo la portiera della propria macchina.
"Ci prover. E rester dietro di te lungo la strada del ritorno. Non troppo vicino, ma quanto basta per assicurarmi che tu arrivi sana e salva."
"Guarda che non ho bisogno di una scorta" gli fece notare lei.
"Sono certo che sei una guidatrice molto abile, ma si d il caso che anch'io viva a Virgin River" rispose Conner chiudendo la portiera dopo che lei si era seduta. "Ges" borbott. "Che caratterino!"
Leslie torn a Virgin River con i fari di Conner dietro di lei, a rispettosa distanza.
Era ormai un anno e mezzo che non la sfiorava nemmeno lontanamente la possibilit di un uomo nella sua vita. Per tutti quei mesi non aveva fatto che rimpiangere o maledire Greg Adams, il suo sorridente ex marito, e non aveva provato nemmeno un'ombra di desiderio per qualcun altro. Anzi, si era convinta che sarebbe passato parecchio tempo prima che permettesse a un uomo di avvicinarsi a lei – se mai lo avesse fatto: perch solo una stupida poteva di nuovo concedere la propria fiducia a un uomo, e rischiare un'altra delusione. Perci, la sola idea che qualcuno la ritenesse capace di legarsi a un uomo sposato la feriva profondamente.
Inoltre, il tipo di uomo a cui avrebbe potuto interessarsi in un futuro molto remoto non somigliava affatto a Paul Haggerty. Paul era come un fratello per lei. Conner Danson, invece... be', quella era un'altra faccenda. Se non fosse stato un tale stronzo, sarebbe stato irresistibile.
Il che era una sorpresa, perch Conner non somigliava per niente al genere di uomo che l'aveva attratta fino a quel momento. E non somigliava nemmeno a Greg, la qual cosa forse avrebbe giocato a suo favore, se non fosse stato per il fatto che era uno stronzo. E poi non bisognava dimenticare che lei era ben decisa a rimettere insieme la propria autostima senza l'aiuto di un uomo.
Greg era bello come un attore, con i capelli scuri, dei begli occhi nocciola disseminati di pagliuzze dorate, una figura snella dalle spalle larghe e muscolose e un sorriso che faceva tremare le ginocchia. Era molto esigente riguardo agli abiti da indossare e alle macchine da guidare, e il suo obiettivo principale nella vita era diventare ricco e famoso. Leslie aveva il sospetto che la sua nuova moglie avvocatessa gli avesse insegnato dei trucchetti per nascondere alcune somme di denaro, perch nonostante Greg fosse riuscito a evitare di pagarle gli alimenti sembrava ancora decisamente benestante. D'altra parte, quand'erano sposati aveva sempre guadagnato abbastanza da permettersi tutto quello che voleva.
Durante i loro otto anni di matrimonio Leslie si era abituata a vedere le donne che flirtavano con lui, ma non aveva mai dubitato della sua fedelt nemmeno per un momento. Greg era divertito da quelle avance, era evidente che si sentiva lusingato, ma non aveva mai dato loro seguito. Una volta, una cameriera molto bella aveva scritto il suo numero di telefono sul conto, anche se lei e Greg stavano cenando insieme. Lui aveva guardato il foglietto, poi aveva riso e lo aveva accartocciato. "Ma figuriamoci" aveva detto.
Conner era un tipo del tutto diverso. Bello non era un termine adatto a descriverlo, perch era pi alto, pi muscoloso, pi forte. Non aveva una classica bellezza maschile: teneva i capelli molto corti, aveva la mascella squadrata, gli straordinari occhi azzurri si guardavano intorno con fare sospettoso oltre le folte ciglia scure. Aveva una deliziosa fossetta sulla guancia sinistra e un bel sorriso, che per si vedeva raramente, e di solito aveva la faccia cupa e distante. Baffi e pizzetto gli davano un che di misterioso, e lui ci passava sopra le dita come se non ci fosse abituato. Era assai pi robusto di Greg, ma d'altro canto faceva l'operaio nei cantieri e ne aveva l'aspetto: jeans, stivali con la punta rinforzata di metallo, un sacco di testosterone. Leslie lo aveva visto all'opera, con la cintura porta attrezzi, e bench ne avesse viste molte altre le era parso che lui la portasse con maggior disinvoltura. A dirla tutta, aveva l'aria di chi avrebbe potuto strappar via la portiera di una macchina se necessario.
Leslie lavorava a contatto con gli operai da dieci anni, e ne aveva visti di tutti i generi: ma in Conner c'era qualcosa che le dava i brividi. Non capiva bene che cosa fosse: forse il fatto che sembrava incapace di mentire o di nascondere i propri pensieri. Quel che gli passava per la testa gli usciva subito dalle labbra. Pensava che lei andasse a letto con il capo, ma non aveva potuto far finta di non essersene accorto. Lei lo aveva osservato mentre lavorava, non aveva potuto farne a meno. Di solito era serio, quasi cupo, poi qualcosa lo divertiva e allora la sua faccia si illuminava e lui sorrideva. La stessa reazione immediata: i suoi sentimenti salivano subito in superficie. Non era stato capace di nascondere il proprio stupore divertito all'idea che un tale potesse divorziare, risposarsi, mettere incinta la nuova moglie e aspettarsi che l'ex moglie ne fosse contenta. Che faccia tosta, aveva commentato. Molto diretto. Senza complicazioni. Ecco, era questo: Conner sembrava privo di complicazioni. Dopo Greg, l'idea era molto accattivante.
Oh, diavolo. L'ultima cosa che le ci voleva era sentirsi attratta da un operaio edile che era solo temporaneo...
Poi Leslie sgran gli occhi. Forse la cosa migliore in quel momento era proprio un operaio edile temporaneo! Nessuna aspettativa, quindi nessuna delusione. E nessuno che intralciasse la sua missione di riconquistare fiducia in se stessa e autostima.
Conner segu Leslie a distanza per non accecarla con il riflesso dei fari nello specchietto. E intanto pensava, Diavolo, quanto se l'era presa! Il che probabilmente era una buona cosa, perch lui doveva proprio cercare di superare l'attrazione che provava per lei. Brie lo aveva messo in guardia, niente legami sentimentali durante quel periodo.
Ma pi cercava di convincersi a usare il buonsenso, pi sentiva il desiderio di conoscere meglio quella ragazza tosta e ostinata. E pi la desiderava, in senso anche fisico. Un'idea sbagliatissima... la sua vita al momento era troppo complicata.

4.
Nonostante le cautele, nella settimana che segu Conner pass qualche minuto con Leslie ogni giorno. E a poco a poco lei si ammorbid, divenne meno rigida, finch un giorno non gli sorrise e ogni remora di Conner si sciolse come un blocco di ghiaccio al sole. Era di nuovo nelle grazie di Leslie!
Sapendo questo, accett subito l'invito di Dan quando alla fine della settimana l'altro gli propose: "Vieni, andiamo in ufficio, Les ha fatto dei biscotti. Portati il pranzo".
"Ottima idea" replic lui.
Una volta entrati, Dan pos sul tavolo della cucina il suo contenitore con il pranzo e si diresse verso la stanza che Leslie usava come ufficio, in fondo al corridoio. Poco dopo ricomparvero tutti e due.
"Ciao, Conner" disse lei.
"Ciao" rispose lui con un cenno.
Leslie tolse dal frigorifero una borsa di tela e ne svuot il contenuto sul tavolo: mezzo sandwich, uno yogurt, una mela e una lattina di t verde. "Come vanno le cose l?" domand accennando con la testa alle due case in cui Dan e Conner stavano lavorando.
"Questa settimana dovremmo finire i bagni" rispose Dan. "Forse ci vorranno anche un paio di giorni la settimana prossima, ma questo non dovrebbe ritardare i lavori all'esterno. Paul mi ha parlato di una casa da restaurare a Redway, che vorrebbe cominciare subito dopo. A te ha detto qualcosa?"
"S, mi ha detto che sposteremo il container molto presto. C' anche una casa nuova a nord di Virgin River, circa seicento metri quadrati, di cui Paul  pronto a gettare le fondamenta."
Conner sapeva bene che cosa questo significava per lui. Potevano passare dei mesi prima che potesse lavorare all'interno di quella casa nuova: forse nel frattempo sarebbe dovuto andare a Sacramento a testimoniare, e in ogni modo la costruzione della casa nuova non sarebbe cominciata ancora per un bel po'. Quindi lui non avrebbe pi visto Leslie, a meno di non andare a ritirare personalmente il suo assegno nel cantiere in cui il container era parcheggiato... e anche questo non sarebbe stato necessario, perch probabilmente Paul gliel'avrebbe portato da Jack.
"Le cose sono molto migliorate da quando sei arrivata tu" disse Dan accennando al vassoio di biscotti coperto da una pellicola che stava sul tavolo.
"Gi" annu lei. "Biscotti e un minimo di pulizia."
"Non solo, ma preventivi e contratti scritti come si deve e pronti in tempo. Sono cos felice che Paul si sia finalmente deciso ad assumere una segretaria a tempo pieno!"
" bello lavorare di nuovo con Paul, anche se per un breve periodo."
"Un breve periodo?" fece Dan perplesso.
Lei apr lo yogurt. "Non voglio dire che me ne andr domani. Solo che i miei genitori si avvicinano alla settantina, e tra qualche tempo... forse dovrei dire fra qualche anno, avranno bisogno di me. Per ora sono in ottima salute, non si fermano mai, e Grants Pass non  lontano da qui perci ci possiamo vedere spesso. Ma hanno entrambi sessantotto anni, io sono figlia unica, e prima o poi dovr tornare nell'Oregon."
"Ma tu cosa prevedi, mesi o anni?" sbott Conner.
"Ho promesso a Paul di restare almeno sei mesi, forse anche qualcuno in pi" spieg lei. "A meno che non ci sia qualche emergenza a casa dei miei, naturalmente. Ma a parte le emergenze, non pianter certo in asso Paul senza un'alternativa. Vanessa mi ucciderebbe!"
Conner le scocc un rapido sorriso che mise in risalto la sua fossetta, ma poi abbass gli occhi sul sandwich che stava mangiando. Questo gli dava un po' di tempo per elaborare un piano. Eccome.
Sei mesi. E lui era un uomo paziente... quasi sempre.
"Ho sentito dire che stai progettando un matrimonio" disse a Dan.
"Non proprio. Quello che abbiamo in mente  di sposarci, ma senza fare niente di eccezionale. Cheryl e io stiamo insieme da due anni, e nell'ultimo anno abbiamo costruito la nostra casa con qualche aiuto da parte degli amici. Adesso ci abitiamo, anche se alcune cose non sono ancora finite, ma dovrebbe essere pronta a giugno. Poi Cheryl vuole una cerimonia tranquilla, molto intima, prima di metterci in viaggio per San Juan per un po' di pesca come si deve." Rise e continu: "Non si pu non amare una donna come lei. Non  soltanto bella, intelligente e con i piedi per terra,  molto pi divertente di quanto io mi meriti".
"E le vostre famiglie?" domand Leslie. "Non vorranno una cerimonia pi allargata?"
"Il fatto  che le nostre famiglie non ci sono pi, siamo solo noi due. Spero che gli amici ci aiuteranno a inaugurare la nuova casa con una festa, ma per il resto vogliamo starcene per conto nostro."
Famiglie che non c'erano pi... quel pensiero rimase per un po' nella mente di Conner. La sua per ora era lontana, ma l'avrebbe ritrovata. Almeno finch Katie non avesse incontrato qualcuno che poteva diventare suo marito e un secondo padre per i bambini, cos da rifarsi una vita. Lui e la sorella erano molto uniti, ma Conner non le aveva sempre raccontato tutto quello che gli succedeva. Per esempio, se usciva con una ragazza non forniva certo i dettagli a Katie, era pi probabile che le accennasse qualcosa solo dopo qualche tempo. E anche quando aveva conosciuto la sua futura moglie, non l'aveva presentata a Katie fino a poco tempo prima del matrimonio.
Ma chiss come, l'idea che forse non avrebbe mai parlato di Leslie con Katie gli dava fastidio, anzi lo rattristava. Leslie era il tipo di ragazza che faceva piacere esibire di fronte alla famiglia...
"Sei molto silenzioso" gli fece notare lei.
Lui fin di masticare e inghiott. "I biscotti sono buonissimi" disse. Poi le sorrise per coprire il proprio imbarazzo. Guardandola si sentiva le guance in fiamme, e si augur di non essere arrossito come un ragazzino.
Poco dopo torn al lavoro con Dan, ma parlarono soltanto di quello che stavano facendo. Intanto per Conner pensava alla mossa seguente da fare – e non ne trovava nessuna che lo convincesse. Finalmente prese una decisione: avrebbe chiesto a Leslie quando aveva la prossima lezione di yoga, perch forse sarebbe passato al Loving Cup all'ora in cui lei finiva. Si sarebbero seduti di nuovo su quelle seggioline da casa delle bambole, a chiacchierare senza che Dan o qualcun altro arrivasse a interromperli. E forse avrebbero potuto parlare da amici, e lei non lo avrebbe detestato come l'ultima volta. Sarebbe stato un buon inizio...
Guard l'orologio. Erano le quattro, di l a poco avrebbero finito di lavorare, e lui non voleva perdere l'occasione di parlarle prima che andasse via. "Vado un momento in ufficio" disse a Dan. "Devo chiedere un'informazione a Leslie."
"Fai pure" rispose l'altro.
Ma mentre usciva dalla casa, Conner vide una macchina che parcheggiava davanti al trailer, vicino al SUV di Leslie. Era una scintillante Cadillac nera ultimo modello, con targa dell'Oregon.
Ne usc un bell'uomo con un elegante cappotto di cammello e scarpe lucidissime, che si guard intorno, vide Conner in piedi sulla soglia della casa quasi finita, e poi entr nell'ufficio.
Conner pensava di sapere chi fosse l'uomo. Non aveva intenzione di intromettersi, ma non voleva allontanarsi. Si appoggi al palo di sostegno della veranda non ancora finita e rimase dov'era, abbastanza vicino da accorrere in aiuto di Leslie, se fosse stato necessario.
Mezz'ora dopo usc anche Dan, con in mano il suo contenitore del pranzo. "Non sei andato troppo lontano" osserv.
"Un tizio  entrato in ufficio" spieg Conner. "La macchina ha la targa dell'Oregon." Indic la lussuosa Cadillac, che di sicuro non era la macchina di un operaio. "Dev'essere qui per vedere Leslie, perci aspetter che se ne vada."
"Potrebbe essere venuto a vedere Paul" obiett Dan. "Magari  un cliente, o un potenziale compratore."
"Ma allora avrebbe preso un appuntamento e Paul sarebbe qui anche lui."
Dan ridacchi. "Non sei solo un bel faccino, eh? Vuoi che aspetti qui con te?"
Bel modo di tenere un profilo basso, si rimprover lui. "No, grazie. Credo di potermela cavare."
Dan rise di nuovo. "Allora chiudi quando hai finito, per favore."
"Sicuro."
Leslie aveva quasi finito di aggiornare il libro paga sul computer quando sent che qualcuno apriva la porta d'ingresso. Era normale che gli operai andassero e venissero, e anche Paul entrava e usciva spesso. Ma poi si sent chiamare: "Leslie?" e pieg la testa fino a toccar il ripiano della scrivania. Dio mio, no...
"Leslie?" ripet la voce.
Lei trasse un gran sospiro, respinse la sedia e si alz, and fino alla soglia della sua stanza e guard in corridoio. Eccolo l. Oh, merda. "Greg, che diavolo ci fai qui?" domand in tono pi paziente di quanto volesse in realt.
"Secondo te che ci faccio? Mi hai piantato in asso senza lasciare un indirizzo. Hai cambiato il numero di cellulare!"
Lei si avvicin lentamente lungo il corridoio, scuotendo la testa. "Greg, siamo divorziati da pi di un anno. Tu ti sei risposato. La tua nuova moglie aspetta un bambino... Non ti ho piantato in asso, mi sono trasferita. Tra noi non c' pi alcun rapporto!"
"Ma che sciocchezza! Certo che tra noi c' un rapporto, e anche molto importante, solo che  diverso da quello che avevamo fino a due anni fa."
Era proprio questo genere di affermazioni che aveva fatto imbestialire Leslie, e adesso lei ne aveva davvero abbastanza. "Sei impazzito?" esclam. "Sei completamente fuori di senno? Certo che  diverso! Non ti amo pi, lo vuoi capire? Non voglio restare in contatto con te. Non voglio che siamo amici. Tu hai voluto un'altra vita, una vita diversa. Be', adesso vai a casa tua e goditela!"
Greg cominci a scuotere la testa. "Ma Leslie, che ti  successo? Bisogna che ne parliamo... Siamo troppo civili perch ci sia tanto rancore tra noi dopo tutti gli anni belli che abbiamo passato insieme. Dobbiamo superare i malintesi e formare una nuova amicizia pi forte. Io ti voglio bene. Tu sei importante per me, molto importante!"
Lei lo fiss incredula, come ormai accadeva sempre quando se lo trovava davanti. "Greg, tu hai bisogno di farti curare. Io me ne sono andata proprio per non vederti pi!" Fece qualche passo verso di lui e riprese: "Stammi bene a sentire. Tu mi hai tradita. Tu mi hai lasciata. Sei riuscito chiss come a derubarmi di met dei nostri beni comuni. Ti sei risposato, e tua moglie aspetta il bambino che non hai voluto avere con me. Se tutte le persone nella mia vita mi volessero bene in questo modo sarei la creatura pi disgraziata sulla faccia della terra!".
"Che modo contorto di vedere le cose" borbott lui sprezzante.
"Come accidenti hai fatto a trovarmi?"
"Ho chiesto a tutti quelli che conoscevamo. I tuoi genitori non volevano dirmi dove fossi, il tuo vecchio capo nemmeno..."
"E non ti hanno spiegato perch non volevano dirtelo? Perch gliel'avevo chiesto io!  proprio per evitare altre conversazioni come questa che me ne sono andata! Alla fine, chi  stato il genio che te l'ha rivelato?"
"Uno degli impiegati della ditta Haggerty aveva sentito dire che eri venuta a lavorare per Paul a Virgin River."
"E sei venuto in macchina fin qui?" esclam lei stupefatta. "Non potevi telefonare?"
"Volevo che mi guardassi negli occhi mentre mi dicevi che non possiamo mai pi essere in buoni rapporti, Leslie. Perch l'idea che tu mi odi mi distrugge."
Lei fece un altro passo avanti. "Certo che possiamo essere in buoni rapporti, Greg" disse con maggior sicurezza di quanta ne sentisse da settimane, "purch io non debba mai pi parlarti n vederti in faccia. Adesso vattene e lasciami in pace."
"Ma io voglio sistemare le cose tra noi perch..."
"Lo so, perch mi vuoi bene. Per  troppo tardi per sistemare le cose. Tu hai fatto la tua scelta, io ho fatto la mia e con te ho chiuso."
"Vorrei tanto trovare il modo di farti capire" insistette lui. "Tutto  cambiato cos rapidamente... sono diventato un uomo diverso, con esigenze diverse e diverse aspettative.  stata una transizione, Leslie. Non  stato qualcosa a cui avessi pensato, o che avessi programmato.  stato... ecco, io..."
Tra un attimo avrebbe detto, Non ero mai stato innamorato cos, prima. Gliel'aveva detto altre volte, e lei sentiva ancora il dolore della ferita. "Vai via" sibil. "Vattene!"
"Leslie, ti prego, cerca di ragionare..."
Lei si avvicin alla parete della cucina, stacc l'estintore, liber l'ugello e lo punt contro di lui.
"Adesso ti comporti senza criterio" fece Greg.
"Se non sali immediatamente in macchina e non torni a Grants Pass, roviner il tuo bel cappotto di cammello. E i tuoi capelli cos perfetti!"
"Senti, non..."
Lei inond di schiuma le sue scarpe lucidissime.
"Ehi!" strill lui balzando all'indietro.
"Dico sul serio. Conto fino a tre. Uno... due..."
"Hai perso la testa, Leslie" esclam lui indietreggiando verso la porta. "Non ti sei mai comportata cos. Sono molto preoccupato per te."
"Allora cerca di starmi alla larga" ribatt lei. "Tre!"
Lui quasi cadde fuori dalla porta.
Un minuto dopo, Conner vide la macchina di Paul Haggerty avvicinarsi al container. L'ex marito di Leslie, in piedi accanto al bagagliaio aperto della Cadillac, si stava pulendo le scarpe con un asciugamano preso dalla sacca da golf. Paul fren di colpo e salt gi dal pick-up. "E tu che diavolo ci fai qui?" esclam.
"Non riuscivo a trovare Leslie da nessuna parte. Poi ho sentito dire che era venuta a lavorare con te, cos sono venuto fin qui" borbott l'altro con impazienza. Mostr a Paul l'asciugamano sporco. "E lei mi ha innaffiato con l'estintore!"
Paul gett indietro la testa e scoppi in una sonora risata che dur un bel po'. Infine squadr l'altro dall'alto – era molto pi alto e robusto di Greg – e domand deliziato: "Ma davvero?".
"Insomma, che sta succedendo? Perch mai ha fatto una cosa simile?"
"Perch, testa di legno, vuole che tu scompaia e la lasci in pace. Secondo me le piacerebbe seppellirti in una buca, ma dal momento che questo non  possibile la cosa migliore che puoi fare  tornare dalla tua nuova mogliettina e lasciare tranquilla Leslie! Lo capisci s o no?"
Greg chiuse il bagagliaio con un tonfo. "Ma che avete tutti? Io sto cercando di comportarmi da gentiluomo! Leslie  stata mia moglie per otto anni, voglio solo assicurarmi che stia bene!"
"Allora avresti dovuto evitare di tradirla" ribatt Paul.
"Senti, vorrei tanto trovare il modo di spiegare come sono andate le cose. La mia vita  cambiata in un attimo,  stato come se... oh, lasciamo perdere, quello che  stato  stato. Sono stufo di ripetere che mi dispiace tanto e che vorrei cambiare tutto se potessi, ma certe cose succedono e basta. In questo momento voglio solo che Leslie e io restiamo in buoni rapporti.  davvero importante per me!"
Paul si avvicin a pochi centimetri dalla sua faccia, e per farlo dovette chinare un poco la testa. "Meglio che tu stia bene a sentire, Adams, e con attenzione. Vattene e lascia in pace Leslie,  chiaro? Adesso entro in ufficio, e se scopro che lei  turbata o in lacrime torno fuori e ti meno fino a ridurti come una polpetta."
Greg si raddrizz, indignato. "Non minacciarmi, Paul. La gente finisce nei guai per frasi come queste."
"Lo far anche se dovessi inseguirti fino a Grants Pass" ribad Paul. "E adesso, fuori dai piedi."
Poi apr la porta dell'ufficio ed entr. Conner lo ud gridare: "Non sparare, sono io!".
Ridacchiando, torn nella casa in costruzione per prendere le sue cose e chiudere a chiave.
S, pens. Quel posto gli piaceva sempre di pi.
La scena con l'ex marito di Leslie aveva messo Conner di umore socievole, cos and da Jack. E l si imbatt in Paul Haggerty, che era proprio quello che voleva. Dal momento che Paul lo aveva visto in piedi sulla veranda della casa in costruzione, Conner gli domand notizie di Leslie. "Non sapevo niente di preciso" aggiunse, "ma non mi piaceva l'idea di questo tizio che non avevo mai visto da solo in ufficio con Leslie. Cos ho deciso di restare l vicino per assicurarmi che andasse tutto bene."
"Ti ringrazio, Conner. Sai, da queste parti non mi viene mai in mente di stare attento agli estranei. Probabilmente mi sono dimenticato che in giro c' gente di cui  meglio non fidarsi." E ignorando che Conner la conosceva gi non ci mise molto a raccontare la storia di Leslie.
"Quel tale  il suo ex marito, ed  per questo che lei ha preferito venire a lavorare qui anzich restare a Grants Pass, che  la sua citt natale. Lui non si decide a lasciarla in pace."
Jack mise sul banco una birra per Paul. "Cio,  uno che non muore anche se gli spari" osserv.
"Gi, qualcosa del genere. Ma io l'ho cacciato via e poi sono entrato a controllare Leslie. Era arrabbiata, ma stava bene." Ridacchi. "E lo aveva innaffiato di schiuma con l'estintore."
"Sul serio?" rise Jack. "Sapevo che era una ragazza in gamba!"
Continuando a chiacchierare, Paul disse che aveva affittato a Leslie una casa che aveva ristrutturato per poi rivenderla, a un paio di isolati dal bar. E poi, finita la sua birra, salut tutti e se ne and a casa per cena.
Conner cen al bar, e quand'ebbe finito e venne il momento di tornare a casa non riusc a scrollarsi di dosso il suo umore socievole. Cos cedette all'impulso di controllare di persona se Leslie stesse bene, gir per un po' in macchina nei paraggi e non gli ci volle molto per trovare il SUV giallo di lei parcheggiato davanti a una casa. Si ferm dietro il SUV e and a bussare alla porta.
Leslie apr e lo guard chinando la testa di lato. "Che ci fai qui?"
"Oggi ho sorvegliato l'ufficio, per assicurarmi che il tipo con la Cadillac non ti desse fastidio" spieg lui.
"Davvero?"
Conner fece segno di s. "Stavo venendo a chiederti qualcosa quando l'ho visto arrivare ed entrare, e cos mi sono fermato nei paraggi."
Lei esit un secondo. "Be', entra" disse poi.
"Non vorrei disturbare..." fece lui. Ma si affrett a entrare prima che lei cambiasse idea. E la casa gli piacque subito. Era piccola, intima, perfetta per lei, ed era gi del tutto sistemata: quadri appesi alle pareti, foto incorniciate sulla credenza, un centro tavola di fiori secchi e delle tovagliette all'americana sul tavolo da pranzo, un plaid sul bracciolo del divano. Conner la segu in cucina, dove si poteva notare la mano artistica di Dan nei piani di lavoro in granito e nei bei pensili di quercia scura.
Prima del suo arrivo, Leslie era seduta al tavolo della cucina con il giornale aperto davanti a s e una tazza di t fumante.
"Be'" disse, "quello era il mio simpatico ex marito, che continua a domandarsi perch non possiamo essere i migliori amici del mondo."
"L'ho visto uscire dalla casa mobile con della schiuma bianca sulle sue belle scarpe lucide" osserv Conner. E non riusc a trattenere una risata.
"Ho perso la pazienza. Non sopportavo pi la sua mancanza di rimorso, il modo in cui non vuole assumersi la responsabilit di quello che  successo, la sua pretesa che ci comportiamo da adulti e dimentichiamo: “Ma Leslie”, lo imit parlando in falsetto, “non posso evitare di provare quel che provo... Non sono io che ho deciso di cambiare i miei sentimenti...”." Poi guard Conner con aria quasi supplichevole. "Tu credi che sia davvero cos? Che non abbiamo alcun controllo sui nostri sentimenti?"
"Pu darsi" rispose lui agganciando i pollici alle tasche anteriori dei jeans. "Ma di certo possiamo controllare le nostre azioni."
Lei trasse un gran respiro. "Ti va un po' di t?"
"No, grazie. Ma se vuoi parlare mi sieder qui un minuto... insomma, se hai voglia di sfogarti."
Leslie gli indic la sedia di fronte alla propria, e si sedette di nuovo. "Non so se quello che ti dico ha un senso, ma una delle ragioni per cui ho accettato questo lavoro con Paul  per smettere di parlare di quello che era successo. Be', non  del tutto vero, non avevo ancora finito di parlarne, al contrario, ma la mia famiglia e i miei amici erano arcistufi di starmi a sentire. E come biasimarli, dopo un anno e mezzo? E pensare che ho delle amiche che hanno divorziato, che hanno dei bambini in custodia comune con gli ex, che hanno rapporti molto civili con loro, e le ammiro molto... Allora che cos'ho io che non va? Perch non sono contenta che Greg voglia conservare la nostra amicizia?"
Conner scroll le spalle. "Forse perch lui si considera del tutto giustificato?"
"Esatto. Questa storia che non ha potuto evitarlo, che non  stata colpa sua eccetera, ecco, mi fa sentire una vera merda."
Lui sorrise.
"Devi proprio sorridere se ti dico che mi sento una merda?"
Lui fece segno di no, ma il sorriso rimase. "Stavo pensando. Non lo giustifico affatto,  un disgraziato, ma quell'idea... che ci sono sentimenti che non puoi evitare... be',  un'idea che condivido."
"Ma davvero?" fece lei mettendo un gomito sul tavolo e appoggiando il mento sulla mano.
Conner annu. "S, mi piace. Per, anche se mi sento cos posso sempre controllare le mie azioni."
"E come, secondo te?"
Lui si chin in avanti. "Cercando di essere forte." Fece una pausa e continu. "C' una cosa che forse devi sapere. Spero che non ti dispiaccia, ma Paul ha detto a me e a Jack che il tizio che  venuto a trovarti oggi era il tuo ex - e che tu gli hai sparato della schiuma con l'estintore."
"Ah, grandioso" fece lei.
"Jack era molto colpito. Paul non ha fornito altri dettagli e io non gli ho fatto capire che sapevo. Ma diavolo, Les, la tua reazione mi ha fatto rimpiangere di non essere una ragazza!"
Leslie aggrott la fonte. "E perch mai?"
"Be',  stato fantastico. Un uomo non potrebbe mai farlo. Io per esempio avrei tanto voluto fare qualcosa di analogo alla mia ex, ma mi hanno insegnato che non bisogna maltrattare le donne, anche quando sono delle vere stronze."
"Immagino che adesso avr questa reputazione" osserv lei.
Conner scroll la testa. "Io credo che avrai l'ammirazione di tutti. E Paul ovviamente si sente molto protettivo nei tuoi confronti."
"Tutta la famiglia Haggerty  stata magnifica con me, specialmente in questi ultimi mesi. Il padre di Paul, che ha fondato l'impresa,  una specie di grosso orso che adora la moglie e i nipotini, e penso che tutti loro credano molto nella necessit di essere leali e mantenere gli impegni."
"Spero che ci credano tutti" osserv lui.
Leslie allung una mano sopra il tavolo per sfiorare leggermente quella di lui. "Temo che non tutti lo facciano, Conner. Secondo me  una qualit rara, e per questo ancora pi ammirevole."
Lui sent un'ondata di calore a quel tocco, e abbass gli occhi sulla sua piccola mano. Era perfetta, con le unghie corte dallo smalto trasparente e la pelle immacolata. Non gli sarebbe dispiaciuto sentire quelle mani morbide su tutto il corpo...
"Ti dico qualcosa che magari ti divertir" riprese Conner. "Paul ha affrontato il tuo ex a muso duro e gli ha detto che stava per entrare in ufficio, e che se avesse visto che eri turbata lo avrebbe inseguito e lo avrebbe menato fino a levargli la pelle – anche se avesse dovuto dargli la caccia fino a Grants Pass."
Leslie sorrise beata. "Ha detto cos?"
"Proprio cos. Non conosco Paul da molto, ma non l'ho mai visto cos arrabbiato. Faceva paura. E credo che abbia fatto benissimo."
Lei rise. "E pensa che stavo per aprire il fuoco su di lui!"
"Infatti l'ho sentito gridare: “Non sparare!”."
"Non avevo alcuna intenzione di posare quell'estintore finch non avessi sentito la Cadillac che si allontanava. Non mi ero mai arrabbiata tanto... Avrei dovuto farlo molto prima!"
"Se torna a darti fastidio vuol dire che  mentalmente disturbato" dichiar Conner.
"Tu dici?" ridacchi lei. "Sai, credo che Greg sia un narcisista. Non  un tipo meschino, almeno non consapevolmente, ma tutto gira sempre attorno a lui – adesso lo capisco bene. Lui fa un sacco di complimenti, lecca qualche piede, lusinga una quantit di gente, influente o meno, ma fa tutto questo solo per ottenere quello che vuole."
"E che diavolo pu volere da te?"
"Un divorzio perfetto! Si  sempre preoccupato molto della sua immagine, e quando eravamo sposati voleva far credere a tutti che il nostro fosse un matrimonio perfetto. Voleva essere un modello di comportamento, voleva essere ammirato negli affari e nelle relazioni umane, e un giorno sperava di occupare un posto in politica, nel consiglio comunale e poi pi in alto ancora. Per lui essere rispettato  essenziale. Quando ho scoperto che mi tradiva ha confessato subito, e nel giro di un'ora mi ha spiegato che si era innamorato di un'altra nonostante le migliori intenzioni, che proprio non aveva potuto evitarlo, e che avrebbe divorziato per sposare lei – ma che noi due saremmo rimasti amici perch lui non avrebbe mai smesso di amarmi. Non poteva pi restare sposato con me perch i suoi sentimenti erano cambiati e lui stava attraversando un periodo di transizione. Oh, e senti questa: non volevo mica che lui vivesse nella menzogna o fosse infelice per tutta la vita, vero?"
"Accidenti" esclam Conner. Non avrebbe potuto essere pi stupefatto, specialmente dopo quello che aveva passato con Samantha. "Ti dispiace se ti faccio una domanda? Se pensi che non siano affari miei dimmelo... ma come l'hai scoperto?"
"Grazie ai pettegolezzi... e alla tecnologia. Avevo sempre pensato che chi tradiva la moglie non potesse essere tanto stupido da tenere dei messaggi incriminanti sul cellulare. La sola idea era ridicola, specialmente se l'uomo era una persona conosciuta. Ma un giorno, per pura curiosit, ho letto i messaggi di Greg mentre lui era sotto la doccia. Non mi aspettavo di trovare niente, e infatti molti erano scritti da me o da qualcuno del suo ufficio. E poi, tombola! Un bel po' di messaggini sexy tra lui e una certa Allison. Cos, mentre Greg si asciugava i capelli con il phon, le ho mandato un messaggio dal suo cellulare. Ho scritto che avrei voluto leccarla su tutto il corpo, e lei ha risposto che il suo corpo era dove lui l'aveva lasciato, pronto e a disposizione."
Conner non riusc a trattenersi e scoppi in una sonora risata. "Non l'avrai fatto veramente!" esclam asciugandosi gli occhi.
"Oh, l'ho fatto eccome. E Greg era cos mortificato..."
"Come no, mortificato. Probabilmente sperava di essere scoperto!"
"Questo non lo so, ma era sicuramente pronto a essere scoperto. Poi, nelle trattative per il divorzio,  venuto fuori che avevamo pochissimo denaro... e guarda caso la sua nuova moglie  avvocato."
Conner scroll il capo. "E immagino che in casa non avessi oggetti contundenti" comment.
"Sono rimasta sotto shock per un po' di tempo, e pensavo addirittura che Greg sarebbe tornato da me. Ma non  durata molto." Leslie bevve un sorso di t. "Sei stato gentile a passare a trovarmi, Conner. Ma ti assicuro che sto bene. Benissimo."
"Non sei pi sotto shock, insomma."
"Assolutamente no. Allora, che cosa volevi chiedermi?"
"Ah, s... Mi domandavo se domani vai a lezione di yoga, visto che  sabato. Perch in quel caso potrei passare da quel caff all'ora in cui tu finisci... e forse questa volta potremmo partire con il piede giusto, cio senza che tu sia troppo arrabbiata con me."
"Veramente no" rispose lei. "Domani far ginnastica in giardino. Sta arrivando la primavera, voglio sistemarlo un po', e cos ho pensato di piantare dei fiori."

5.
Il sabato cominci con una convocazione a casa di Brie. Luke Riordan, proprietario degli chalet, buss alla porta di Conner e disse: "Ho un messaggio da parte di Brie... dice di telefonarle quando ti sarai alzato".
"Sono alzato" rispose lui. "Posso usare il tuo telefono?"
Brie voleva che andasse da lei per il brunch, e non sapendo se quello era un messaggio in codice per qualcos'altro Conner accett. Si scopr che era in effetti un messaggio in codice.
"La colazione te la offro" disse Brie, "ma devi chiamare Max dal telefono del mio ufficio. Gli ho parlato un'ora fa, e lui vuole darti gli ultimi aggiornamenti."
Regis Mathis, dopo essere uscito su cauzione, aveva messo il suo caso nelle abili mani di uno degli avvocati pi famosi dello stato e adesso teneva un profilo molto basso. Tuttavia, quando usciva in pubblico era sempre circondato da parecchi uomini, che probabilmente erano guardie del corpo.
"Ma come pu essere a piede libero?" esclam Conner nel ricevitore. "Io l'ho visto uccidere un uomo a sangue freddo, lui mi ha minacciato di morte, e sappiamo bene che ha fatto incendiare il mio negozio!"
"Purtroppo non ne sappiamo tanto quanto lei crede. Per esempio la voce sulla segreteria telefonica non  quella di Mathis – il che tra l'altro non dovrebbe affatto stupirci."
"No, ma stupisce che si sia sporcato le mani personalmente con un omicidio, quando  ovvio che non ne aveva bisogno. Ed era in prigione quando il mio negozio  stato bruciato, perci sappiamo che conosce gente in grado di fare il lavoro sporco per lui!"
"Io ho qualche teoria al riguardo" spieg Max. "Non posso discuterne apertamente perch stiamo ancora indagando, ma in via confidenziale posso dire che stiamo esaminando la possibilit di un legame tra Mathis e Randolph. Ma  ancora troppo presto..."
"Quando potremo farla finita con questa storia?" domand Conner.
"Sembra che si possa fissare la data del processo per il venticinque maggio, sempre che la difesa non tiri fuori altre tattiche di rinvio. Ma pu star sicuro che gli avvocati di Mathis faranno tutto il possibile per rallentare le procedure. Hanno gi cominciato a inondarci di mozioni."
"Grandioso" brontol lui.
"Per ormai sono in trappola e lo sanno. Il sangue trovato nella macchina era della vittima, il mandato d'arresto non aveva difetti, abbiamo un testimone oculare sicuramente imparziale, pu darsi che ci fossero dei problemi tra i due uomini, perci c' anche il movente... Mathis non ha scappatoie, Conner. Ma certo non si arrender facilmente e senza lottare. A questo lei dev'essere preparato."
"Quanto tempo ci potrebbe volere?" domand ancora Conner.
"Non voglio fare previsioni. Il giudice  un tipo molto severo che non tollera ritardi e dilazioni, e questo  a nostro favore. Lei resti nascosto e speriamo per il meglio. L'unico problema per noi sar la selezione della giuria."
"Perch?" si inform Conner.
"Perch a parte la sua passione per il gioco – del tutto legale – questo tizio  assolutamente pulito."
"Credevo che avesse avuto delle noie con le tasse..."
"Certo, perch  molto ricco, ma  sempre stato assolto. Per non ci perdiamo d'animo, per quanto riguarda la giuria abbiamo dei consulenti di prim'ordine."
Mentre gli serviva le uova strapazzate, Brie fu pi chiara. "La verit  che ci sono stati casi di basso profilo che hanno impiegato anni per arrivare al processo. Il tuo tizio non  un boss o un pezzo grosso della Mafia.  chiaro che ha dei contatti particolari con la malavita, se ha potuto incendiare il tuo negozio e minacciarti, ma nonostante tutto resta un cittadino normale. Conosciuto, ma non come un criminale. Non mi aspetto che il processo venga rimandato troppo a lungo, ma non si pu sapere."
"Che mi dici del tuo accusato, lo stupratore?" domand Conner.
"Ah, lui. And subito al processo, senza cauzione. Dapprima si rivolse a un avvocato d'ufficio, poi trov un bravo avvocato che praticava il patrocinio gratuito, ma fu inchiodato prima ancora di cominciare. Per la difesa cerc di annullare o rendere inammissibili prove importanti, come il fatto che io fossi assistente del Procuratore Distrettuale che lo aveva processato senza riuscire a ottenere una condanna – il che faceva di lui non solo uno stupratore seriale ma un uomo che agiva per vendetta ai danni di un pubblico ufficiale. Ma alla fine la difesa venne sconfitta e questa prova venne messa agli atti. Quel che penso riguardo al tuo caso, Conner,  che il processo potrebbe non cominciare prima della met di giugno. Ma credo che una volta data la tua testimonianza potrai riunirti con la famiglia e ricominciare una vita normale, al pi tardi verso la fine dell'estate."
Conner tacque per un lungo momento. "E poi, che faremo?"
"Tornare a casa  proprio fuori questione?" sugger lei. "Perch una volta che sia tutto finito..."
"Gi, ma quando sar finito lui dimenticher che ho testimoniato contro di lui? Tu stessa sei rimasta qui dopo il tuo processo" le fece notare.
Brie si lasci sfuggire una risatina. "Quell'uomo era un animale pervertito, ma non aveva contatti. Per, sai come ragiona la gente in questo posto? Mio fratello Jack, Mike, Paul, i Riordan, giusto per fare qualche nome... Se quello fosse mai sbucato da dietro un tronco d'albero sarebbe morto all'istante. La gente di qui ha cura degli amici, Conner. E non sono soltanto leali, sono incredibilmente forti e coraggiosi. Tutti loro hanno ricevuto un addestramento militare, molti sono tiratori scelti, se non addirittura decorati. Forse il tuo tizio  un po' pi complicato, ma grazie all'abilit e al coraggio dei suoi abitanti questo  probabilmente uno dei luoghi pi sicuri al mondo."
"Mmh" riflett lui. "In effetti anch'io ho ricevuto una medaglia dall'esercito come tiratore..."
"Sai che questa  un'idea sbagliata, vero?" Poi, visto che Conner non rispondeva, lo fece lei stessa. "Se qualche estraneo compare in paese e ti guarda in modo strano, tu ti spaventi. E magari gli dai la caccia di notte e gli spari, solo perch ti sei spaventato. E non  proprio il caso. Preferisco che tu ti affidi a noi, a Mike e a me. Se vedi qualcuno di sospetto, per favore, chiama Mike."
"Vorrei tanto essere io quello che protegge Katie e i bambini" sospir lui.
"Gi, ma il problema  che se la proteggessi metteresti lei e i bambini in risalto, e cos tutti e quattro finireste nell'occhio del ciclone. Dammi retta, per qualche mese limitati a costruire armadietti per le cucine e i bagni. D'accordo? Tu e Katie e i bambini sarete di nuovo insieme tra non molto. Ma al momento, che tu stia qui e lei all'altro capo del paese  la soluzione pi sensata."
Finita la colazione Conner salut Brie, sal in macchina e and fino a Ferndale, una graziosa cittadina vittoriana ricca di bed-and-breakfast e di negozi d'antiquariato. Si sedette su una panchina del parco e parl al telefono con Katie, che era in palestra con i bambini in una citt lontanissima da l... Conner resistette alla tentazione di riferirle la conversazione con il Procuratore Distrettuale e con Brie. Era molto pi importante sentire la voce felice di lei e sapere che amava il suo nuovo lavoro, che si era fatta degli amici, che forse si stava prendendo una cotta per il capo che l'aveva invitata a cena, e che i bambini adoravano la nuova scuola. E che Andy era un po' troppo timido, mentre Mitch era un po' troppo sfacciato...
"Direi che te la stai cavando benissimo" comment lui.
"Ti dispiace che non pianga disperatamente tutte le sere?" domand lei. "Guarda che sento ugualmente la tua mancanza, Danny."
"Non fare nomi" ammon lui.
"S, stiamo bene, ma tu mi manchi. E manchi anche ai bambini, che adorano parlare con te. Te li passerei, ma al momento sono nell'acqua, si tuffano dal trampolino e poi sguazzano abbracciati ai materassini. Tu stai bene? Ti diverti, come mi avevi promesso di fare?"
"Be', c' una ragazza che..."
Katie emise un'esclamazione. "Una ragazza?"
"Una donna" corresse lui. "L'ho conosciuta al lavoro, ed  simpatica e carina. E divertente."
"Dio santo... hai una ragazza!" fece lei. E scoppi in una gran risata.
"Lo trovi tanto divertente?" brontol Conner in tono indignato.
"No, ma  proprio quello che ti occorre e non credevo che ne avessi il coraggio. Perci vai, buttati!"
"Per ora non  che io le piaccia molto" replic lui quasi irritato, "il che probabilmente  un bene. Altrimenti rischio di doverla piantare in asso senza una parola di spiegazione."
"Ma no, calmati, non  detto che succeda cos... Non solo ci sar una spiegazione quando finalmente avrai fatto quel che devi fare, ma probabilmente ci saranno anche articoli sui giornali e servizi in TV. E quando tutto sar risolto potrai raccontarle tutta la storia e portarla a conoscere la famigliola felice, che comprender me e i due nuotatori-calciatori-saltatori. E poi, anche se per lei dovesse essere meglio lasciarti andare,  comunque un'ottima cosa che tu adesso ti diverta un po'. Non hai idea di quanto io ne sia felice..."
"Lo dici perch se io mi trovo una ragazza tu non dovrai avermi sempre tra i piedi?" fece lui scherzando solo a met.
"Santo cielo, come la fai drammatica... Non mi sei mai stato tra i piedi, anzi  stato proprio il contrario – e lo sai bene anche tu. Ma niente mi farebbe pi felice di sapere che ti sei messo con una graziosa e simpatica ragazza in quel posto in cui sei.  un'idea che approvo in pieno. Vorrei che andasse altrettanto bene con il mio dentista!"
"Uscite insieme?" si inform Conner.
"Oh no, lui si comporta in modo molto professionale. Non ero l'unica che ha invitato a cena, c'erano anche il suo assistente con la sorella.  stata una serata puramente amichevole... ma credo che sia il tipo di uomo che piace a me, serio, affidabile e amante dei bambini."
"Per carit, non lasciarlo mai solo con loro!"
Katie rise di nuovo. Dio, quanto gli mancava la sua allegria! "Oh, non credo che gli chieder mai di fare da babysitter."
Dopo aver chiuso, Conner pass due minuti a sentirsi sciocco e ridicolo e venti a ricordare quanto l'influenza positiva di Katie lo avesse sempre aiutato. Poi vide al di l della strada un fioraio che disponeva delle cassette di fiori sul banco all'aperto e si alz dalla panchina. Erano secoli che non portava dei fiori a una ragazza...
Leslie aveva comprato una cassetta di peonie e un po' di piantine variegate, che adesso stavano a terra sulla sua veranda. Aveva appena incominciato a dissodare il terreno quando una vicina si ferm a salutarla. La signora Hutchkins viveva in quel quartiere da trent'anni ed era vedova da due. Era una vispa settantaseienne che a Leslie ricordava sua madre, e portava sempre a spasso un piccolo Shih Tzu bianco e nero di nome Puff.
Leslie si appoggi alla vanga per chiacchierare un po' con la vicina, ma l'ultima cosa che si sarebbe aspettata era di veder arrivare Conner alla guida del suo pick-up. Lui si ferm, scese e le scocc un gran sorriso.
Strano... quando lo aveva conosciuto, una delle cose di lui che l'avevano colpita era la sua espressione molto seria. Quasi come se tenesse il broncio al mondo intero. O era cupo, o sorrideva al momento sbagliato come quando lei aveva detto di sentirsi una vera merda... Invece adesso, ogni volta che la vedeva sorrideva come un idiota.
"So che non mi hai invitato ad aiutarti con le piantine" esord dirigendosi verso il retro del pick-up, "ma..." Poi vide la signora Hutchkins e si port la mano alla visiera del berretto che gli copriva in parte i corti capelli scuri. "Signora..." disse con un cenno.
"Salve, giovanotto" rispose la donna. Poi si rivolse a Leslie. "Ci sentiamo domani. Vieni, Puff." E si incammin lungo la strada verso casa sua.
Leslie si avvicin al retro del pick-up proprio mentre Conner abbassava il portellone. Il vano di carico era pieno di cassette di fiori. "Dio del cielo" esclam lei. "Che hai fatto?"
Conner si tolse il berretto e si gratt la testa. "Mi sa che mi sono lasciato prendere dall'entusiasmo."
Leslie alz gli occhi al cielo. Il pick-up era un trionfo di blu, giallo, rosso, fucsia, azzurro lavanda e bianco.
"Ho preso margherite, ranuncoli, peonie, lavanda, aglio selvatico, fiordaliso, papaveri e lantane in tre diversi colori" spieg lui. "Non ti ho preso delle rose, e nemmeno piantine di pomodori. Sono difficili da coltivare, tutt'e due."
"Sei una specie di esperto di giardinaggio o simili?"
Conner rise. "Non lo ero fino a stamattina."
"A ogni modo non sono pi arrabbiata con te" lo rassicur lei. "Certo, mi hai offesa, ma poi ci ho riflettuto... io avevo le mie ragioni per ritenermi insultata se tu pensavi che io mi dessi da fare con un uomo sposato, ma forse anche tu avevi le tue per arrivare a quella conclusione."
"Gi, qualcosa del genere" convenne lui.
"E adesso chi pianter tutti questi fiori?"
"Pensavo che potremmo farlo insieme. E mi auguro che duri tutto il giorno."
Leslie si mise una mano sul fianco. "Di' un po', adesso sta diventando un po' troppo chiaro... stai forse flirtando con me?"
"Assolutamente no" protest lui. "Non sono bravo in queste cose. Ho portato i miei attrezzi: badile, vanga, rastrello, e anche un po' di terriccio e del fertilizzante. Ho pensato che non ti aspettavi di vedermi arrivare con... ehm, tanti fiori."
Lei non pot evitare di ridere. "Che cosa ti fa pensare che io voglia passare tutta la giornata con te?"
"Be', speravo che se ti avessi portato tanti bei fiori avrei finito col piacerti."
"Conner..." fece lei scuotendo la testa.
"Leslie..." rispose lui con un sorriso.
"E va bene, puoi fare il lavoro pesante. Prepara il terreno."
"Vedi? Non ho perso il mio tocco." E detto questo prese dal pick-up una grossa cassetta di margherite e la segu.
Qualche ora pi tardi Conner constat che era riuscito a far ridere Leslie con le sue battute e a farle pensare che lui era una specie di eroe pronto a lavorare sodo senza fiatare. Bene, pens, era come andare in bicicletta. Non si dimenticava mai. Fecero una pausa all'ora di pranzo e Leslie prepar dei sandwich, ma sbocconcell appena il suo. Vedendo la differenza nei loro due piatti Conner domand: "Mangi abbastanza?".
"Sono un po' pi magra del solito" ammise lei. "Effetto del divorzio. Ma sto facendo in modo di non riprendere peso, mangio dei cibi sani, faccio yoga, eccetera."
"Puoi riprendere un bel po' di peso prima di essere troppo grassa" osserv lui.
Leslie aggrott la fronte. "Non so se ringraziarti o chiederti di andartene."
"Ti preoccupi dei fianchi troppo tondi? Non devi, perch in una donna qualcosa da sentire sotto le mani  un pregio, non un difetto."
"Vediamo se indovino... hai saltato del tutto le lezioni di adulazione."
"Dico sul serio, Les, non devi diventare troppo magra. Mangia e non preoccuparti. Continuer a regalarti dei fiori anche se ti verr il culone."
"Smettila di fare il macho, Conner."
"Potrei provarci, se proprio vuoi..."
Ma lei non lo voleva per niente. Guardarlo flettere le braccia mentre vangava, o ammirare i muscoli possenti delle sue cosce quando si accucciava a terra era uno spettacolo troppo divertente. E ancora pi divertente era quando lui la sorprendeva a osservarlo. Leslie adorava averlo attorno.
Ci volle parecchio tempo per sistemare tutti i fiori. Quando il sole cominci a calare all'orizzonte il giardino era un trionfo di colori: c'erano fiori lungo la veranda d'ingresso e quella della cucina, lungo il perimetro dello steccato, lungo il viale d'accesso, attorno alla base degli alberi e della cassetta delle lettere. E loro due erano coperti di terra.
"Accidenti" osserv Leslie. "Sei molto pi ambizioso di me!"
"Come ti ho detto, mi sono lasciato prendere un po' la mano... Era da tempo che non portavo dei fiori a una ragazza."
"Ma li vendono anche a mazzi nei supermercati, sai. Cinque dollari, si mettono in un vaso con l'acqua, e la ragazza pensa che tu sia un vero gentiluomo."
Conner sorrise, con fossetta e tutto. "Non volevo lasciarti alcun dubbio in proposito."
Lei ci pens su per un po'. "Senti, possiamo parlare pi tardi del fatto che la mia missione in questo posto non prevede che io mi metta con un uomo. Ma per il momento ti chiederei di riporre gli attrezzi e di lavarti le mani. Torno subito."
"Dove vai?"
"A prendere la cena da Jack. Sono troppo stanca anche solo per mettere insieme un sandwich, e troppo sporca per mangiare al bar."
Si tolse le scarpe infangate, si spazzol i jeans come poteva ed entr in casa per lavarsi le mani e prendere la borsa.
Dieci minuti dopo era di ritorno con un sacco di carta marrone e due bottiglie di birra. "In cucina ho una mezza bottiglia di Merlot, ma non ti ho mai visto bere vino" spieg sollevando le due birre. "Queste ti vanno bene?"
"Sei una meraviglia!"
Lei si guard. Sporca, spettinata, esausta. "Devi essere pi disperato di quanto appari" ribatt.
Poi mise in tavola la cena mentre lui si spazzolava accuratamente le unghie nere di terra. Seduti al tavolo della cucina assaporarono le costine di maiale arrosto di Preacher, l'insalata di patate e i fagioli stufati, e parlarono di argomenti vari, come essere cattolici, avere dei fratelli o essere figli unici, non avere pi i genitori o essere loro molto legati. Di tanto in tanto Leslie si distraeva a osservare gli occhi azzurri di lui e il fatto che la mattina si fosse presentato con le guance lisce e appena rasate, mentre adesso erano ombreggiate di barba. Brindarono al giardino, facendo tintinnare l'uno contro l'altra il bicchiere di vino e la bottiglia di birra. Poi parlarono di lavoro: si scambiarono pettegolezzi su uno o due dei collaboratori di Paul, e risero dell'abitudine che aveva Dan di togliersi l'arto artificiale e andare in giro con la gamba vuota dei pantaloni che svolazzava.
"Non sapevo che gli avessero amputato una gamba" osserv Leslie.
"Neanch'io" disse Conner, "finch un giorno non sono arrivato al lavoro e ho trovato la protesi sul pavimento del bagno. Dan  pi agile su un gamba sola di molti di noi con tutt'e due." Fin la seconda birra e si alz. "Adesso ti aiuto a lavare i piatti e a metter via gli avanzi."
"Non  necessario, hai gi lavorato abbastanza. Ti accompagno alla porta." Una volta sulla soglia Leslie si volt a guardarlo. "Grazie, Conner. Il giardino  magnifico, e la giornata  stata molto divertente."
Lui la cinse alla vita e l'abbracci. " piaciuta molto anche a me." Lei gli diede un colpetto amichevole sul braccio, ma quando cerc di scostarsi lui non glielo permise. Affond la faccia nel collo di lei e inspir, emettendo un piccolo gemito.
"Sono tutta sudata e sporca..." sussurr lei.
"Mmh... mi domando come fai a profumare cos. Sapone e fiori?" Le depose un lievissimo bacio sul collo. "Incredibile..."
Leslie non oppose resistenza, anzi gett la testa all'indietro. "Questo per  flirtare" disse con voce roca.
"Io non sto flirtando" replic lui dando al suo collo una leccatina e un altro piccolo bacio. "Cerco solo di ottenere quello che voglio, ecco tutto." E continu a darle piccolissimi baci, su su fino al lobo dell'orecchio. Poi si scost e le sorrise.
Gli occhi di lei erano spalancati, ma cerc di parlare in tono serio. "Senti, te lo dir solo una volta anche se ormai dovresti saperlo. Visto che sto cercando di riprendermi dal divorzio..."
"E da un marito che  un caso da ricovero..." aggiunse lui.
"S, anche quello – be', non voglio storie sentimentali."
Conner fece un cenno di assenso. "Perfettamente comprensibile."
"Punto e basta."
"Ho capito. Ma davvero, come ci riesci? Hai fatto la doccia di nascosto, da Jack? Perch a vederti dovresti odorare di sudore, terra e concime, invece hai un profumo buonissimo."
"Ma hai sentito quello che ho detto?"
"Oh, s. Ho anch'io dei problemi molto simili. Ti va di andare al cinema domani?"
"No!"
"Peccato... vuol dire che ci andr da solo.  da tanto che non vado a vedere un film."
"Insomma, tu pensi che per te andrebbe benissimo una non-relazione... ma questa  un'altra cosa che io non faccio. Chiaro?"
"Les, non ti ho fatto nessuna proposta. Ho solo assaggiato il tuo collo – che tra l'altro era delizioso. Ci vediamo al lavoro luned, d'accordo? Non dimenticarti di innaffiare i fiori." Le diede un bacio in fronte, poi usc, si avvicin al pick-up e vi sal senza voltarsi.
Lei ebbe un piccolo brivido. "Diavolo" disse a voce alta.
La settimana di lavoro fu particolarmente pesante, a cominciare dal preparare il container per poterlo spostare in un altro cantiere al di l delle montagne. Solo caricarvi tutto il necessario e predisporlo per agganciarlo al rimorchio prese tutta la mattinata. Quando fu agganciato e part, Paul parl con Dan di un altro progetto in corso. Si trattava di erigere un edificio prefabbricato che sarebbe diventato la scuola di Virgin River, e quando Conner seppe che era un lavoro volontario, che alcuni uomini del paese e alcuni degli operai di Paul lo avrebbero fatto gratis, disse: "Mettete in lista anche me. Il mio carnet di ballo  libero".
" un lavoro per la comunit" mise in chiaro Paul. "Quando facciamo qualcosa per il paese non veniamo pagati.  come quando c' da spalare la neve in inverno, rimorchiare una macchina uscita di strada o cercare qualcuno che si  perso – un favore tra vicini. Ma se preferisci lasciar perdere lo capiremo. Sono sicuro che il denaro ti serve."
Conner si strinse nelle spalle. "Sono sicuro che serve a tutti, ma io sar felice di farlo gratis. Pi gente ci lavora pi in fretta si finisce, giusto?"
"Ben detto!" esclam Dan dandogli una pacca sulla spalla.
E in effetti il lavoro si rivel interessante, e Conner vide parecchie facce note. Il bar era stato chiuso in modo che anche Jack, Preacher e Denny potessero dare una mano. C'era anche Mike Valenzuela, oltre a molti dei coltivatori o proprietari di ranch che Conner aveva conosciuto al bar. Scopr che il paese aveva ereditato un fondo fiduciario che sarebbe servito a pagare il salario della maestra, la graziosa ragazza di nome Becca fidanzata di Denny. Il terreno su cui doveva sorgere la scuola era stato affittato, ma l'edificio era stato pagato con il denaro del fondo amministrato da Jack. In sostanza il compito di amministratore faceva di lui il sindaco di Virgin River – anche se non ufficialmente.
A una certa ora del pomeriggio quasi tutti comparvero al cantiere per dare un'occhiata e, quando arriv Brie, Conner profitt dell'occasione per parlarle in privato. "Mi piacerebbe molto raccontare a Katie di questo progetto, e di come l'intero paese collabori" le disse.
Brie scroll la testa. "Meglio di no" ripose. "A lume di naso, mai menzionare un fatto o un luogo che possa essere controllato su Google."
"Peccato. Le piacerebbe molto...  proprio il genere di cose che Katie adora." Ma cap che Brie aveva ragione.
Nei primi tre giorni della settimana, Conner lavor per Paul la mattina e alla scuola nel pomeriggio. Poi and con Dan a Redway e cominci a smontare i pensili e gli armadi di una cucina che doveva essere rinnovata a partire dal luned successivo.
Non vide Leslie per tutta la settimana. Pass parecchio tempo in paese, lavorando alla scuola e poi cenando da Jack, e un paio di volte pass in macchina davanti alla casa di lei sperando di vederla in giardino a innaffiare i fiori. La tentazione di bussare alla sua porta era forte, ma resistette. Se non l'avesse lasciata in pace a riflettere, il suo progetto con lei sarebbe potuto fallire...
Il sabato per ne ebbe abbastanza. Lavor alla scuola per buona parte del giorno, e nel pomeriggio sal in macchina e and a Fortuna. Ma non voleva dare nell'occhio, e cos evit di parcheggiare davanti alla facciata color turchese del Loving Cup e si ferm invece sull'altro lato della strada, un po' prima dello studio di tatuaggi. Poi attravers, entr nel locale e ordin un caff, un t e due fette di torta.
Erano quasi le sei, e il locale era vuoto a eccezione di un ragazzo, forse uno studente, che lavorava su un computer portatile. Conner si install su uno dei fragili divanetti da casa delle bambole e aspett.
Leslie aveva sempre avuto un problema di autostima. Si era sentita sicura di s solo per un periodo, nel suo ruolo di moglie – una buona moglie, tra l'altro – ma poi aveva cominciato ad avere dei sospetti e Greg aveva ammesso: "S, cara, c' un'altra. E io non posso vivere senza di lei.  la semplice verit".
Tuttavia non era stato per niente semplice. Bench tradita e umiliata, Leslie aveva cercato di convincere Greg a riprovarci, ad andare da un consulente o da uno psicologo. Se avesse lasciato Allison e avesse provato, forse... ma lui aveva fatto le valigie mentre lei parlava, e in quell'occasione Leslie aveva vissuto uno dei momenti pi orribili della sua vita. Si era aggrappata a lui e l'aveva supplicato di non mandare a monte il loro matrimonio: era letteralmente caduta in ginocchio afferrando una gamba di lui. In seguito, la sola idea di potersi ritrovare in una situazione analoga le era parsa intollerabile. Non si sarebbe mai pi abbassata a quel livello. Era orribilmente umiliante. Cos era venuta a Virgin River con un'idea ben chiara in mente: sarebbe vissuta senza un uomo, e se mai in futuro ce ne fosse stato uno sarebbe stato qualcuno a cui lei non teneva affatto.
Eppure, come una canzone che non riesci a toglierti dalla testa, continuava a sentire il tocco dei baffi di Conner sul collo. Lui le mancava. Le mancava quel suo fare seducente, la sua forza, la sua tenerezza. Voleva ridere, voleva osare e rischiare di nuovo, anche se questo la spaventava. Per tutta la settimana aveva fantasticato sulle braccia di lui che la stringevano, e ogni volta che le immaginava lei era vestita sempre meno. E sempre meno...
And a lezione di yoga per sciogliere la tensione, e poi nel suo caff preferito per bere un t. E l, la prima persona che vide fu Conner. Lui le sorrise, e Leslie si port automaticamente la mano al collo, nel punto in cui sentiva da una settimana il tocco dei suoi baffi.
Lui stava seduto a uno dei tavolini, con una tazza di caff di fronte – e una tazza di t nel posto destinato a lei. Il suo primo pensiero fu: sarebbe di cattivo gusto gettarsi su di lui e sentire il sapore di quei baffi?.
"Ma guarda chi c'" fece lui. "Che sorpresa!"

6.
Leslie si avvicin al divanetto. "Che ci fai qui?" domand.
"Secondo te?" rispose lui. "Speravo di incontrarti per caso... Com' andata la tua settimana?"
"Bene, grazie. E... vuoi farmi credere che il tuo atteggiamento  soltanto amichevole?"
"Non  mai stato nient'altro. Non ti ho vista per tutta la settimana e ho pensato che magari ti faceva piacere mangiare una fetta di torta. O bere un t."
"Credevo di averti detto che..."
"S, me l'hai detto. Sei a dieta perci non mangi dolci, e non vuoi avere una relazione, e non vuoi nemmeno una non-relazione. Sar un po' complicato... Siediti, a ogni modo. Ti ho ordinato del t e una fetta di torta di mele."
"Ma sto cercando di controllare il peso..."
"S, mi hai detto anche questo. Prendi solo un assaggio, io manger il resto. Non occorre che tu controlli il tuo peso, Les. Sei perfetta. Saresti perfetta anche con dieci chili in pi, perci non punirti." Si sedette in avanti, spieg un tovagliolo di carta, infilz un pezzo di torta con la forchetta e glielo porse. "Coraggio. Ti ho dato una settimana di tempo, e adesso  arrivato il momento di decidere. E di mangiare la torta."
Forse non era una buona idea, pens Leslie, ma il boccone era a portata di labbra, perci si lasci imboccare. Anche se la vera tentazione non era la torta di mele.
" stata una settimana interessante" riprese lui. "Ho lavorato in paese con Dan, Paul e alcuni altri a erigere il prefabbricato della scuola. Tutti quelli che ci hanno lavorato lo hanno fatto gratis, ed era parecchio, temo, che non facevo qualcosa del genere. Lavoro volontario, al servizio della comunit.  stato bello. E sono passato un paio di volte davanti a casa tua per vedere come andavano i fiori... direi che abbiamo fatto un magnifico lavoro nel tuo giardino." Bevve un sorso di caff. "Se non hai in programma di piantare fiori nel cortile sul retro, credo che domani dovremmo andare al cinema e poi a cena. Oggi ho lavorato alla scuola e so che la gente sar l anche domani, ma non mi dispiacerebbe prendermi un giorno di riposo."
Lo studente seduto dietro Conner chiuse il computer e se lo mise sotto braccio, preparandosi ad andar via.
"Non so se  una buona idea" disse Leslie. "Non vorrei sfidare il destino..."
"Io non voglio sfidare il destino, voglio solo te."
"Ah. Questo s  parlar chiaro."
"Lo so,  un mio brutto vizio. A volte sono troppo sincero, e so che posso mettere a disagio le persone, ma non intendevo dire quello che puoi pensare. Capisco le tue preoccupazioni, perch somigliano molto alle mie. Non chiedo appuntamento a una donna da molto, molto tempo, e non ho nemmeno chiesto il numero di telefono n offerto qualcosa da bere a nessuna. Non volevo sfidare il destino, come dici tu, perci capisco che tu non voglia trovarti in condizioni da essere poi delusa. Be', nemmeno io... Mi  successa la stessa cosa che a te, mia moglie mi ha tradito e abbiamo divorziato. E io sono ancora parecchio arrabbiato per questa faccenda."
Lei tacque per un momento. "Mi dispiace che abbiamo in comune proprio questo."
"Gi... non dovrebbe succedere a nessuno. Ma temo che abbiamo altre cose in comune oltre a questa. I tuoi genitori vivono nell'Oregon e tu mi hai detto chiaramente che prima o poi dovrai tornare l. E io, pi prima che poi, dovr cercarmi un lavoro vicino a mia sorella e ai miei nipoti, che sono la mia unica famiglia... perci dovr tornare a casa o fare in modo che loro si trasferiscano vicino a me. Te l'ho detto, vero? Mia sorella  sola, suo marito era nell'esercito ed  morto in Afghanistan qualche anno fa, e io voglio stare vicino a loro il pi possibile. Voglio esser parte della loro vita, specialmente adesso che l'idea di una famiglia mia non rientra pi nei miei programmi. Perci, proprio come te, non voglio una relazione sentimentale. Per quanto mi riguarda, un altro matrimonio  fuori questione – e fino a poco tempo fa non ero nemmeno pronto per un'amicizia con una donna. Ma poi ho conosciuto te... e credo che possiamo essere amici. Anzi, credo che lo siamo gi."
Lei corrug la fronte. "Perch proprio io?"
"Dici sul serio?" fece lui con una risatina.
"Perch non Dan, o qualcun altro della squadra di Paul?"
Lui sorrise. "Be', vediamo... il loro collo  ruvido" disse passandosi una mano sul pizzetto. "Tu invece sei morbida, carina e divertente, e mi piace il modo in cui fai rigare dritto tutti quanti. Quella faccenda dell'asse del gabinetto...  qualcosa che mi ha sempre dato un fastidio terribile, ma mia sorella fa come te.  piccola e minuta, ma non ha mai avuto problemi a ottenere che gli uomini della sua vita abbassassero l'asse."
Lei si irrigid. " una cortesia dovuta, quando si condivide lo spazio con una donna."
" ci che dice anche lei. Allora, che ne pensi dello spettacolo delle quattro a Fortuna e poi cena ad Arcata? Dico le quattro perch il tragitto  un po' lungo. Partendo da queste montagne, il tragitto  lungo per andare in qualsiasi posto."
"Non esco con qualcuno da... non me lo ricordo neanche."
"Vedilo come l'incontro di due amici che vanno al cinema e poi mangiano qualcosa insieme" osserv Conner. E poi le sorrise mettendo in mostra la fossetta, e lei cap alla perfezione che tipo di amici lui voleva che diventassero. Il pensiero le diede un delizioso brivido, e lei deglut per cacciarlo via. "Potrei anche abbassare le pretese e scegliere un film romantico" insistette lui.
"No" dichiar Leslie. "Niente film romantici."
Gli occhi azzurri di lui si scurirono. "Leslie, puoi trovare di meglio che non me, questo  sicuro.  una pura coincidenza che entrambi abbiamo gli stessi problemi di autostima dopo il divorzio. Perci non dobbiamo avere aspettative, solo prendere le ore piacevoli che ci possono capitare."
"Conner, io credo di sapere dove vuoi andare a parare con quest'idea dell'amicizia..." protest lei.
"Non credo che tu lo sappia davvero, Les. Perch qualsiasi cosa vada oltre un cinema ogni tanto, una cena e qualche risata dipende esclusivamente da te. Sei tu a decidere, giuro su Dio."
Conner non aveva scherzato dicendo che gli serviva una giornata di riposo. Sentiva il bisogno di rilassarsi e divertirsi, anche se doveva ammettere che frequentare gli uomini del posto rispondeva a una certa esigenza. Gli piaceva il cameratismo tra uomini: gli piaceva lavorare a un progetto con altre persone, anzich da solo.
Ma mentre Luke Riordan si dirigeva in paese la domenica mattina, per dare una mano con la scuola, lui si prese una canna da pesca e un mulinello dal capanno degli attrezzi e scese al fiume. Quando arriv scopr che Art, l'aiutante di Luke, stava gi pescando. Si scambiarono un saluto, poi Art gli mostr quali rocce erano le pi scivolose e pericolose.
Conner era a Virgin River da circa un mese, e molto era cambiato dall'inizio di aprile. I campi e le colline si erano coperti di colori, il sole si faceva vedere ogni giorno, il fiume – come aveva predetto Jack – era gonfio d'acqua e pieno di trote. Diversi animali selvatici, dai cervi ai lupi e agli orsi, apparivano di tanto in tanto con i loro cuccioli: nelle radure, sulla riva del fiume, a volte anche nei giardini meno frequentati. Dopo un lungo inverno cupo e nevoso era ufficialmente arrivata la primavera e lo spirito della gente si innalzava insieme alla temperatura.
L'atmosfera di Virgin River era stata piacevole fin dall'arrivo di Conner, ma adesso l'umore di tutti era ancora pi allegro e si sentivano echeggiare molte risate. Una specie di febbre primaverile. Forse come reazione a quell'inverno, in cui le nevicate erano state eccezionali e gli uomini del posto, compreso Paul, si erano coalizzati per consegnare scorte alimentari ai pi bisognosi, ripulire le strade e soccorrere quelli che abitavano in aperta campagna ed erano rimasti sepolti dalla neve.
Conner aveva sentito molti racconti sull'argomento, e questa tradizione del tutti per uno e uno per tutti lo attirava parecchio. Essendo cresciuto in una grande citt, non aveva mai sperimentato niente del genere, se non nel periodo in cui aveva servito l'esercito.
Prese un pesce, una bella trota grassa, e per un attimo si domand se con Leslie avesse fatto progressi sufficienti per convincerla a cucinarla per loro due... poi decise che era meglio andarci cauto. "Art" disse, "pensi che al tuo capo farebbe piacere questa trota?"
"Il mio capo?" fece Art perplesso.
"S, Luke..."
Art rise. "Luke  mio amico. Lui e Shelby sono la mia famiglia. Sono loro che mi hanno trovato, e mi hanno tenuto qui."
Gi, pens Conner. Il pericolo non era innamorarsi di una donna. Rischiava di innamorarsi di tutto il dannato paese!
Quando Conner arriv a casa di Leslie la domenica pomeriggio, lei aveva gi attraversato varie fasi di tensione e insicurezza – il che non era una novit – per era giunta ad alcune conclusioni. Per esempio, la sua vita non sarebbe certo diventata pi facile e pi piacevole se avesse evitato uomini fantastici come Conner. Al contrario. E lei non era tentata dalla compagnia di un uomo da lungo tempo. Da lungo, lungo tempo.
Nonostante tutto, per, decise di non strafare. Lasci i capelli come li portava di solito, sciolti sulle spalle. Applic lo stesso trucco leggero che portava ogni giorno al lavoro. Scelse per i jeans migliori che possedeva e gli stivali pi nuovi, indoss una camicetta bianca ben stirata e un bel blazer. E continu a ripetersi che l'occasione non era niente di speciale: loro erano solo due amici che andavano insieme al cinema.
Quando and ad aprigli la porta, lui la fiss con gli occhi spalancati. "Dio, sei fantastica" disse a bassa voce.
E Leslie scoppi a ridere.
"Che cosa c' di tanto divertente?" si inform lui.
"Be', non sono diversa dal solito... forse solo la giacca  un po' diversa. Tu d'altra parte hai dei pantaloni con la piega... Non jeans, un paio di pantaloni. Accidenti. Devo cambiarmi?"
"Non  che sei un po' agitata?" ribatt lui con un sorrisetto.
"Be', non esco con..." Leslie si schiar la voce e ricominci. "Non vado a vedere un film e poi a cena con un amico da moltissimo tempo."
Lui entr, cinse la sua vita con le braccia e l'attir a s. "Ti ho dato troppo da pensare, Les?"
E lei lo guard negli occhi cos azzurri. Annu senza parlare, e il sorriso di Conner si accentu disegnandogli piccole rughe attorno agli occhi.
"Allora credo che dovremmo toglierci il pensiero" disse. E si chin sulla sua bocca. Le sue labbra si mossero abilmente, dischiudendo quelle di lei e facendole un lieve solletico con i baffi. Le lingue si intrecciarono e danzarono insieme; lei emise un sospiro e le sue braccia sfiorarono quelle di lui e risalirono fino alle spalle. Il bacio si fece pi penetrante, e Conner la strinse ancora di pi. Poi, senza scostarsi dalla sua bocca, sussurr: "Hai un buon sapore... cos delicato".
"Tu sei il mio primo paio di baffi" sussurr lei di rimando.
Lui inarc le folte sopracciglia. "Ti piacciono?"
Leslie annu in silenzio e lui la baci di nuovo, coprendole le labbra, piegando la sua schiena all'indietro, sfiorando prima il labbro superiore e poi quello inferiore e infine divorandola ancora una volta. Tre baci, pens lei. Tre baci profondi, meravigliosi, umidi, caldi, straordinari.
E cap di essere perduta. Lo voleva. Da morire. Tutto.
"Forse dovremmo pensare al film" bisbigli Conner.
"Quale film?"
E lui rise, poi la lasci lentamente in modo da non farle perdere l'equilibrio. Lei si raddrizz, afferr la borsa e lasci una luce accesa per quando fossero tornati.
Conner le tenne aperta la porta d'ingresso. " pi difficile adesso che siamo cresciuti e conosciamo i trabocchetti e le conseguenze, vero?" domand con una risatina. "Mi ricordo quando uscii per la prima volta con una ragazza, a sedici anni. Ero cotto perso, ma pi eccitato che spaventato... e invece avrei dovuto essere spaventato a morte, perch lei mi mangi vivo. Non le and bene niente, il film non le piacque, trov che il cibo faceva schifo, non volle pomiciare..."
Leslie scoppi a ridere. "Povero Conner!"
Lui le apr la portiera del pick-up e la aiut a salire. "Dopo quella volta imparai a scegliere meglio."
"Cio puntando direttamente a quelle che volevano pomiciare?"
"Naturale" ribatt lui chiudendo la portiera e poi mettendosi al volante. "Per non ho scelto te solo dal punto di vista del pomiciare – bench ci veda un buon potenziale, col fatto che io sono il tuo primo paio di baffi e cos via."
"Non ho avuto molti appuntamenti" osserv lei. "Ci sono stati un paio di ragazzi prima di incontrare Greg, ma niente di serio. Tu, invece, scommetto che hai sempre avuto un sacco di ragazze."
"Non sempre, solo ogni tanto. Avevo orari di lavoro molto pesanti, e poi mi sono sposato – anche se  durato poco tempo." Le gett un'occhiata. "Su questo ti dir qualcosa di pi, ma non stasera. Non voglio rovinare la nostra serata. Voglio divertirmi e basta."
"Capisco benissimo. Per me  passato un anno e mezzo, nel quale non sono uscita nemmeno per una tazza di caff." Emise una risatina. "Che vita mondana, tra tutti e due!"
"Per questo non  davvero il nostro primo appuntamento" precis lui. "Direi il terzo, con molti contatti nell'intervallo. Abbiamo avuto due appuntamenti in cui abbiamo preso il caff – e io ti ho offeso – poi c' stato l'appuntamento in cui abbiamo piantato i fiori e cenato con cibo da asporto, e questo  un appuntamento con cinema e cena. Inoltre per tre settimane ci siamo visti tutti i giorni, finch il container non  stato spostato. Se fossimo al liceo sarebbe come se io ti portassi i libri tutti i giorni, poi ci trovassimo con la banda nel weekend per mangiare un hamburger..."
"Per poi andare da qualche parte a pomiciare" concluse lei.
Conner le sorrise soddisfatto. "Appunto."
Dopo dieci minuti in macchina con lui, Leslie scopr che il suo nervosismo per quel primo appuntamento post-divorzio era svanito. Stare con Conner era semplice: nonostante l'aspetto ruvido e la voce sexy ma profonda, in fondo era tenero e sincero, e quella sincerit l'aveva rapidamente conquistata. Tutto in lui sembrava vero, spontaneo, non premeditato. Conner era esattamente quello che appariva. Prendere o lasciare.
Il film era un thriller fantascientifico, molto coinvolgente. Quando lei gli artigli il braccio, Conner le cinse le spalle e l'attir a s con fare protettivo – e non la lasci pi. Dopo il film andarono a cena in un grazioso ristorante di Arcata, e per tutta la durata della cena Leslie elogi i piatti che avevano scelto e gli elenc tutte le cose che amava cucinare, mentre lui le spiegava a sua volta il genere di cibo che preferiva.
Durante il viaggio di ritorno continuarono a chiacchierare. Leslie disse che le sarebbe piaciuto viaggiare ma lo aveva fatto molto poco, mentre lui replic che aveva una scarsa inclinazione ai viaggi e gli importava solo di avere una casa e mettere radici. Se fosse potuto restare nello stesso luogo per sempre, disse, sapendo dove trovare una birra ghiacciata e una TV che trasmettesse le partite di football, sarebbe stato felicissimo.
"Anche a me piace il football" osserv lei. "Ma mi piacerebbe lo stesso viaggiare."
"Non ho mai avuto denaro sufficiente per i viaggi, ma in effetti, se ce l'avessi, mi vengono in mente due o tre cose che vedrei volentieri."
"Per esempio?" domand lei.
Conner scroll le spalle. "Non saprei... il Superbowl!"
Lei rise. "Non capisco se abbiamo una quantit di cose in comune o nessuna."
" troppo presto per dirlo" fece lui. Parcheggi di fronte alla casa di Leslie e si volse a guardarla. "Fammi entrare" preg.
"Ah, gi" scherz lei. " il momento in cui pomiciamo."
"O prendiamo un caff. In ogni modo non voglio finire qui la serata, e tu?"
"Nemmeno io" rispose lei. Ed era sincera.
Conner venne ad aprirle la portiera e l'aiut a scendere, prendendola per la vita. Il suo braccio la sosteneva ma allo stesso tempo le metteva fretta, e quando furono entrati lui chiuse la porta con un piede e la strinse a s, posando le labbra sulle sue e baciandola con forza come se per tutta la sera avesse aspettato solo quel momento. Leslie lasci cadere la borsa e si abbandon a quel bacio, domandandosi come aveva potuto farne a meno fino a quel momento.
Fu allora che decise. Si sarebbe goduta la vita anzich privarsi di ogni gioia, solo per il timore di soffrire di nuovo. Se lui voleva coprirla di baci favolosi come quello, e darle anche qualcosa di pi, lei avrebbe accolto quei doni mandati dal destino.
Conner si scost appena e disse: "Hai una bocca perfetta per i baci. Davvero perfetta".
"Ti stai togliendo il pensiero, come questo pomeriggio?" domand lei.
"Proprio no, anzi ho appena cominciato. Devi ascoltare i messaggi sulla segreteria, far uscire il gatto o qualcosa del genere?"
Lei fece segno di no. "Dobbiamo restare a baciarci qui in piedi contro la porta?" domand poi.
"Potremmo... Tu dove vuoi che andiamo?"
Lei fu tentata di rispondere A letto. Oppure sotto la doccia. O anche contro una parete. "Sul divano?" azzard.
"Non sembri cos sicura" osserv lui sfilandole il blazer. Si tolse la giacca e gett entrambi gli indumenti sulla spalliera di una sedia, poi la prese per mano e la condusse verso il divano. "Vuoi qualcosa da bere?" domand. "O vuoi che parliamo ancora un po'? I baffi non sono troppo ispidi?"
Leslie continu a scuotere la testa, strappandogli una risatina. Quando si fu seduta sul divano lui si inginocchi e le sfil gli stivali, poi si sedette accanto a lei e fece altrettanto con i propri. E infine la prese di nuovo tra le braccia, se la fece sedere in grembo e copr di nuovo la sua bocca in un bacio intenso e appassionato.
"Non voglio portare sfortuna" sussurr dopo un po', "ma tu hai un talento naturale..."
"Stai dicendo che ho sprecato la mia vocazione?"
Conner si appoggi allo schienale con lei. "No, sto dicendo che sei dolce e desiderabile e che io potrei restar qui a baciarti per tutta la settimana."
Poi, mettendole una mano sulle natiche per attirarla a s, si premette contro di lei facendole sentire la propria erezione. Leslie gli ridacchi contro le labbra. "Non credo che resisteresti. Tutto quello che vuoi  fare sesso."
Lui si fece molto serio. Le diede un lieve bacio sulle labbra, si scost, le baci il naso. "No, Les, non  tutto quello che voglio. Ma come inizio non  male."
Leslie ripens vagamene agli altri flirt che aveva avuto, ma non ricordava niente del genere. Nessuno l'aveva mai corteggiata in quel modo, con un pick-up pieno di fiori o commenti come Non  tutto quello che voglio ma come inizio non  male.
Conner era alto e robusto, ma in qualche modo riuscivano a stare sdraiati sul divano insieme, i corpi l'uno contro l'altro e le bocche ancora pi vicine. Leslie lo baci sulla bocca, sul mento, sulle folte sopracciglia, sulle guance, sul punto in cui appariva la fossetta quando lui sorrideva. Poi pass la punta della lingua sul labbro superiore, sfiorando i baffi e strappandogli un piccolo gemito.
"Dunque ti piacciono..."
"Mi piacciono" conferm lei. E tir la camicia di lui per farla uscire dai pantaloni, in modo da poter carezzare il suo stomaco piatto e le spalle scolpite. "Sei forte dappertutto" osserv.
Lui le slacci la camicetta bianca rivelando un reggiseno di pizzo molto trasparente. "E tu sei morbida dappertutto. Lo hai indossato per me?" domand chinandosi a baciare la sua pelle attraverso il pizzo.
"Be', credo di s. Non sapevo che sarebbe successo, ma ho pensato che era meglio avere la biancheria giusta..."
La mano forte di lui and alla cintura dei jeans. "Non vedo l'ora di controllare se porti gli slip coordinati."
"Una cosa alla volta."
"Hai ragione." Conner fece scattare il gancio anteriore del reggiseno e accarezz i suoi seni, poi li baci e infine li succhi. "Com' il tocco dei baffi sulla pelle?" domand alzando la testa.
"Bellissimo..." sussurr lei senza aprire gli occhi.
"Les... ci mettiamo nudi?"
"Vuoi dire pi di cos?"
"Dipende da te" sorrise lui. "E se la risposta  s, spostiamoci dal divano al letto. Se invece la risposta  no, mettiamo su il caff."
"Sono un po' nervosa" confess lei. "Mi domando se ci ho pensato abbastanza..."
Conner ridacchi e le fece scorrere un dito dal seno all'ombelico. "Non hai motivo di essere nervosa. Ho in tasca due profilattici nuovi di zecca, comprati la settimana scorsa."
"Avevi pianificato tutto, eh?"
"No, tesoro. Lo volevo, speravo che accadesse. E volevo essere preparato."
Leslie si morse il labbro. "Saremo ancora amici, dopo?" domand sottovoce.
"Lo saremo ancora di pi, spero. Pensi che io sia qui solo per il sesso? Perch  vero, io sono qui per fare sesso, ma con te – e solo perch sei tu. Non provavo qualcosa di simile da tanto tempo, e temevo che non lo avrei provato mai pi. Ma voglio che sia pronta anche tu" continu richiudendo i lembi della camicia di lei. "Dev'essere qualcosa che vogliamo tutti e due, non solo uno dei due. Se no, possiamo fermarci qui e mettere su il caff."
Lei gli afferr i polsi. "Sono nervosa, ma sono pronta."
"Sei nervosa perch si tratta di me?"
"Perch  passato tanto tempo, e perch tu mi piaci molto. E perch prima d'ora non ho mai fatto niente del genere... questa faccenda degli amici con privilegi  del tutto nuova."
"Oh,  qualcosa di pi" rettific lui. "Diciamo amici con reazione chimica. Perch tu mi ecciti da morire." Le mordicchi il collo con un sospiro che divenne un gemito. "Avr buona cura di te, Leslie."
"E se io non avessi sufficiente cura di te?" obiett lei.
Conner la guard stupito. "Questo non  possibile." La baci di nuovo, e senza interrompere il bacio la spost in modo che lei gli si sedesse di nuovo in grembo. Poi le mise un braccio sotto la schiena, uno sotto le ginocchia, e la sollev. "Da che parte?" domand.
"A sinistra."
Arrivato in camera Conner si ferm accanto al letto. La trapunta era ripiegata, i cuscini appoggiati alla testiera. "Perfetto" disse lui. E adagi Leslie sul letto.
Lei rimase l, in jeans e camicetta aperta, e lo guard mentre lui si svuotava le tasche e poggiava il contenuto sul comodino. Profilattici, portafoglio, poi l'orologio. Sfil del tutto la camicia dai pantaloni e slacci la cintura, e Leslie pens che guardarlo mentre si preparava per lei era la cosa pi sexy che avesse mai visto. Ma le riusciva difficile concentrarsi perch il rigonfio nei suoi pantaloni era imponente – e quando lui si liber dei pantaloni e rimase con indosso i boxer neri lei trattenne a stento un'esclamazione.
Conner si inginocchi sul letto e la carezz dolcemente, facendo scorrere le dita sulle sue labbra, poi sul collo e i seni e infine il ventre. Le apr i jeans e diede un lieve strattone, e lei sollev le anche perch lui potesse sfilarli. La vista dei suoi slip di pizzo gli strapp un gemito. Allora gett a terra i jeans e pass un dito appena sotto l'elastico. "Dio..." sussurr.
Leslie afferr l'elastico dei suoi boxer. "Fa' in fretta" preg. "Ho freddo."
"Non lo avrai per molto." E Conner si liber anche dei boxer, rivelando il mistero. Leslie si morse il labbro.
Lui si sedette sul letto e la fece alzare a sedere, poi le sfil dalle spalle la camicetta gi aperta e il reggiseno sganciato. "Liberiamoci di queste cose" disse con voce bassa e roca.
"E questi?" domand lei portando la mano agli slip.
"No, quelli no" disse lui. "Non ancora." Pass di nuovo il dito sotto l'elastico. "Fammi giocare un po'... Dio mio, Leslie, che bellezza straordinaria sei."
"Questo perch non mangio dolci" rise lei sottovoce.
"Non credo. Potresti mangiare tutti i dolci che vuoi e restare magnifica. Ma cos mi fai uscire di senno..." Le sue dita si insinuarono sotto l'elastico degli slip attorno alle gambe, prima una e poi l'altra. "Mi farai morire."
"Possiamo toglierli" sugger lei.
"Non ancora... lasciami fare." Dischiuse le gambe di lei e le sue dita si posarono sul punto pi sensibile, sotto il pizzo degli slip. Lei era gi pronta, calda, umida. Conner si chin sulle sue labbra mentre insinuava un dito dentro di lei, e il bacio si tramut in un gemito di gola. "Non so come faccio ad aspettare" sussurr lui.
"Non devi affatto aspettare" protest lei. E d'istinto, quasi senza volere, le sue anche si inarcarono verso di lui. "Io non credo di poter resistere ancora per molto."
"Bene" fece lui mordicchiandole un labbro. "Molto bene." Poi si sollev di nuovo e con molta lentezza fece scivolare gi gli slip di lei. Leslie era depilata, a eccezione di una piccola striscia sul pube. Conner la guard negli occhi e sorrise inarcando le sopracciglia. "Forse dovrei andare dal tuo barbiere."
Lei allung una mano a sfiorargli i baffi. "Non ti azzardare."
Finalmente lui gett da parte gli slip e si sdrai prendendola tra le braccia. La sua mano era di nuovo tra le gambe di lei e accarezzava quel piccolo bocciolo sensibile che poteva risvegliare le sensazioni pi meravigliose dell'universo. "Smettila" disse lei. "Non posso resistere se fai cos."
"Allora sei pronta?"
"Lo sono fin da quando mi hai portato quelle lantane in tre colori diversi."
La risata di lui risuon come un tuono sommesso. "Sapevo che in fondo eri una facile." E la accarezz ancora pi a fondo, con il pollice.
Allora Leslie allung la mano e lo prese. "Sicch fai il gioco sporco, eh?" E cominci ad accarezzarlo, senza troppa delicatezza. Lui gemette, con gli occhi chiusi.
Poi la baci di nuovo. "Il gioco sporco  l'unico che mi piace..." rispose. Ma poi scost la mano, prese il profilattico e lo indoss, e infine copr il corpo di lei con il proprio, sostenendosi sulle braccia per non schiacciarla con il suo peso. Dischiuse le gambe di lei con un ginocchio e sussurr: "Solo che adesso non posso pi giocare... Sono quasi al limite".
La accarezz ancora un po', incendiandola, e poi trov il centro di lei ed entr, spingendo appena e aspettando la sua reazione. Leslie fece un cenno di assenso e lui si spinse un po' pi a fondo. Un altro cenno, e lui avanz ancora un poco.
Poi la baci, intrecciando la lingua con la sua in una danza sensuale, e si insinu in lei fino in fondo.
Leslie ansim.
"Va tutto bene?"
"Dio mio... s" disse lei debolmente.
"Dimmelo, se non ti piace. Non accettare niente che ti faccia male."
"Dio" ripet lei. "Va bene... molto bene."
Dalle piccole rughe attorno agli occhi di lui cap che sorrideva. Poi Conner si mosse lentamente. Troppo lentamente. Copr di piccoli baci il suo collo, la spalla, un seno, prese un capezzolo tra le labbra. Intanto si muoveva, avanti e indietro. Dolcemente.
Lei si inarc contro di lui. "Di pi" disse.
"Proviamo cos" replic lui in un sussurro. "Lascia che ci arriviamo per gradi. Poi, quando sar il momento..."
" gi il momento" grid Leslie premendosi contro di lui.
"Cos mi fai morire" rispose Conner sottovoce. "Ci siamo quasi..."
"Pi forte" gemette lei. "Pi in fretta!" Non riusciva a crederci. Non aveva mai osato chiedere quello che voleva, mai cos!
E lui rise appena. "Ci siamo quasi" ripet invadendola con lunghe spinte lente. Lunghe, lente, una tortura.
Lei gemette di nuovo e si inarc. Le sue ginocchia si piegarono, i calcagni affondarono nel materasso, dalla sua gola eruppero deboli grida. E finalmente un grido pi alto, e lui cap che era giunta alla vetta. Le sue dita la accarezzarono di nuovo nel punto pi nascosto, le sue labbra coprirono quelle di lei in un bacio devastante, e lui si spinse in lei pi in fretta, con forza, pi a fondo.
E lei esplose pulsando attorno a lui, che continu a spingere per un po', e poi grid a sua volta. "Leslie..."
Il piacere di lei sembr durare un'eternit. E non era ancora finito quando lui lasci la sua bocca e l'afferr per i fianchi per un'ultima spinta. Tutto si ferm e tacque, tranne il pulsare di lui e le sue grida di estasi.
Leslie non seppe mai quando il suo orgasmo era finito ed era cominciato quello di lui, ma la fusione tra loro fu completa e lei seppe di non aver mai provato niente di cos esplosivo prima di quel momento.
Infine lui prese il mento di lei tra le dita e si impadron ancora della sua bocca, saccheggiandola con la stessa forza.
Fu un miracolo che lei non perdesse i sensi.

7.
Leslie era sull'orlo delle lacrime, ma allo stesso tempo sorrideva.
Conner rimase sospeso su di lei, evitando di schiacciarla con il suo peso, tenendo gli occhi chiusi. Poi fece un piccolo sorriso e la baci teneramente sulle labbra, le guance, il mento, la fronte. Leslie gli accarezz le sopracciglia, lisciandole, e finalmente lui apr gli occhi.
" stata la cosa pi incredibile, pi straordinaria..." sussurr.
"Mio Dio" fece lei. "Ho fatto sesso al primo appuntamento!"
"Un sesso meraviglioso" conferm lui con una risatina. Poi la guard con la fronte corrugata e pass un dito sulla sua tempia. "Ehi... dimentica quello che diceva tua madre.  stata una cosa bellissima! E poi ne abbiamo gi parlato, non era un vero primo appuntamento. Ma... stai piangendo?"
"Mi dispiace, credo di essere un po' troppo emotiva."
"Sono stato brusco? Ti ho fatto male?"
Lei scroll la testa. "Sei stato magnifico, sono io che sono un po' matta... E pensare che ero preoccupata! Ero cos preoccupata..." Ed emise un piccolo singhiozzo di emozione.
"Perch  passato tanto tempo dall'ultima volta?" domand lui.
"Non solo per questo. Conner, tu non immagini quello che sono arrivata a credere di me stessa. Che non ero granch come amante, per cominciare..."
"Non dirai sul serio. Mi hai portato su un altro pianeta!"
Lei rise, mentre una lacrima le scendeva lungo la guancia. "Sto solo pensando troppo... non parliamone pi." E pos il palmo della mano sulla guancia di lui.
"No, dimmi" insistette Conner.
"Mi  stato detto che..." Lei trasse un profondo respiro. "Che avrei potuto essere pi interessante."
"Ma  ridicolo. Chiunque ti abbia detto questo era un povero dilettante privo di esperienza!"
"E io mi sono sempre domandata, capisci, se questa era una delle ragioni per cui..."
"Per cui tuo marito ti ha tradita?" domand lui. "Per cui se n' andato?"
Leslie annu debolmente.
Conner rise senza allegria. "Tu sei magnifica, Leslie, puoi credermi. E fai l'amore come una dea... come un angelo. Un angelo selvaggio e meraviglioso." Scroll la testa e continu: "Ges, che maniera crudele e meschina di minare la fiducia di una donna... E invece, da quanto ho visto, insieme siamo stati fantastici. Vero?".
Lei si lasci sfuggire un sospiro tremulo. Quello era uno dei momenti pi intensi ed eccitanti che avesse mai trascorso con un uomo, ma assapor l'informazione per qualche minuto. "Non stai scomodo, puntellato sulle braccia in quel modo?" domand poi.
"No" fece lui scuotendo la testa. "E non voglio pi muovermi. Mai pi."
"Nemmeno io. Credo che la differenza stia tutta nei baffi..."
"Oh, non abbiamo nemmeno cominciato a metterli in funzione" fu la risposta.
Leslie ebbe un piccolo brivido e lui rise, facendo rimbombare la risata nel petto. Lei gli mise le braccia attorno al collo per tenerlo dov'era e chiuse gli occhi, comoda e felice come non le era mai successo.
"Vuoi dormire?" domand Conner.
"No. Non sono per niente stanca."
"Bene. Non sono stanco neanch'io, e anzi vorrei controllare se possiamo diventare ancora pi perfetti."
Lei apr gli occhi sorpresa. "Davvero?"
"Oh s, davvero." Poi, tenendola stretta, la fece voltare finch non furono entrambi su un fianco – ancora uniti.
La mattina dopo, molto presto, Conner attir Leslie fra le braccia e la mordicchi sul collo, dandole dei piccoli baci. Lei mugol di piacere e si accoccol contro di lui, che intanto le metteva una grande mano calda sul ventre. La desiderava di nuovo, ma non voleva stancarla troppo. Durante la notte avevano fatto l'amore altre tre volte, e lei aveva dormito accoccolata contro di lui ma Conner non aveva chiuso occhio. E aveva pensato molto.
Leslie era perfetta. Dolce, divertente, appassionata: difficile immaginare che un uomo potesse volere di pi. Certo lei avrebbe potuto aspirare a un uomo migliore di lui, aveva pensato subito dopo. E poi aveva provato di nuovo un moto di collera – quella che parlando con lei aveva cercato di nascondere anche se montava dentro di lui – all'idea che un uomo potesse dirle che non era abbastanza interessante o brava come amante. Non era difficile immaginare chi glielo avesse detto: Leslie non aveva avuto molti uomini, perci era stato sicuramente il suo ex marito, quel bastardo fedifrago. Conner aveva una voglia matta di rovinargli la faccia a suon di pugni, perch era sempre pi evidente che l'aveva fatta soffrire, e parecchio.
Ma nessuno aveva capito la sua sofferenza. Dopo il divorzio, quello che volevano tutti era che lei superasse quel momento difficile, probabilmente perch si erano stancati di sentirne parlare. Nessuno aveva saputo che cosa dirle o come aiutarla.
Lui se non altro aveva avuto molte manifestazioni di simpatia quando aveva rotto con Samantha; ma poi c'era stato il divorzio, lei era entrata in un istituto di recupero che si trovava in un altro Stato, e secondo i suoi amici a quel punto anche per lui era arrivato il momento di dimenticare tutto, prima di diventare insopportabile con la sua tristezza e le sue frasi sempre uguali.
Lui e Leslie condividevano questa caratteristica: anche lui si era spesso domandato quali fossero state le proprie mancanze, per far s che sua moglie avesse bisogno di tanti altri uomini. Non lo aveva detto a nessuno e probabilmente non l'avrebbe mai fatto, ma aveva anche dubitato della proprie capacit virili. Aveva cercato di darle tutto quello che voleva, ma evidentemente non le era bastato...
Adesso, per, non voleva pi pensarci. Adesso voleva lasciarsi il passato alle spalle, e si augurava che anche Leslie riuscisse a fare altrettanto.
Adesso teneva fra le braccia una delle migliori ragioni per andare avanti in cui si fosse mai imbattuto. E bench in un certo senso questo lo meravigliasse, non aveva il minimo dubbio su Leslie. Non temeva affatto di poter tornare a casa un giorno e sorprenderla a far su e gi con l'elettricista. Leslie era talmente diversa che se l'avesse conosciuta prima, Conner ne era certo, la sua vita sarebbe stata del tutto differente.
La desiderava come non aveva mai desiderato nessuna donna, compresa sua moglie. Perci l'avrebbe trattata meglio che poteva, e quando fosse arrivato il momento le avrebbe detto tutta la verit sulla sua situazione e poi se ne sarebbe andato. Sarebbe stato un sacrificio, ma l'avrebbe fatto perch dava troppo valore alla vita di sua sorella e dei suoi nipoti e non voleva metterle a repentaglio.
Leslie si mosse fra le sue braccia e si volt verso di lui, seppellendo il viso nel suo collo.
"Ti ho svegliata" si scus Conner. "Non volevo, mi dispiace... ma devo alzarmi."
Lei emise un brontolio di protesta e si fece pi vicina.
"Devo andare fino allo chalet, fare una doccia e cambiarmi" spieg Conner. " luned mattina." Poi le ravvi i riccioli biondi. "Tu potresti darti malata..."
Lei ridacchi. "Che malattia potrei avere? Orgasmite acuta che mi ha ridotta in punto di morte?"
"Hai detto che stavi morendo almeno una volta" le ramment lui.
"Oggi montano le intelaiature nel nuovo edificio" comment Leslie. "Devo andare al lavoro." Poi apr gli occhi e alz la testa. "Quando ti vedr, adesso che non lavoriamo pi nello stesso cantiere?"
"Quando vuoi vedermi?"
"Non vorrei spaventarti dicendo molto presto..."
"Oh, io non mi spavento facilmente. Vuoi che dorma da te stanotte?" domand Conner accarezzandole la schiena.
Lei fece segno di s. "Preparer la cena, e comprer anche una confezione da sei lattine di birra da tenere in frigorifero."
"E se cos finissi col viziarmi?" rise lui. "Potrebbe essere peggio che nutrire un gatto randagio."
"Se quello che ti preoccupa  di farti coinvolgere troppo..."
Conner scroll la testa. "Non credo che rischiamo di coinvolgerci troppo. Siamo entrambi in una situazione insolita, e cerchiamo di superare il fatto che ci siamo trovati in situazioni ancora peggiori. E comunque non mi preoccupo. Quando ti ho vista la prima volta, ho subito capito che eri una persona speciale."
"Ma se pensavi che avessi una storia con un uomo sposato!"
"Gi... sono fatto male, a volte sono troppo cinico. Ma ti ho chiesto scusa, no?"
"S, e in maniera molto carina. Allora, ci vediamo a cena?"
"Stasera, s. Adesso devo alzarmi."
Leslie sorrise e fece scivolare un gamba su quella di lui. "Non mi pare che tu abbia molta voglia di lasciarmi..."
Lui ricambi il sorriso e la baci. "Non osavo chiedertelo. Adesso mettiti comoda e facciamo in modo di arrivare molto tardi al lavoro."
La sera seguente, Conner fu sollevato dal fatto che facessero l'amore solo una volta – cosa che un uomo non pensa di solito. Splendidamente, ma una volta sola. Aveva seri motivi per insospettirsi se una donna portava l'interesse per l'atto fisico a un livello ossessivo...
Poche sere dopo, dato che Leslie aveva detto di amare la cucina esotica, lui si ferm in un ristorante tailandese di Fortuna per ordinare una cena da portare a casa di lei. Aveva intenzione di farle un discorso serio durante la cena, ma quando lei gli apr la porta i suoi progetti cambiarono.
Leslie stava sulla soglia con indosso un paio di jeans molto aderenti e una camicia di denim aperta fino alla vita, e sotto una sottile canottiera bianca. Profumava di sapone e di fiori come sempre, aveva i capelli biondi sciolti in riccioli sulle spalle e le guance rosee – come se avesse appena finito di fare l'amore. Conner trattenne il respiro. "Mio Dio..." sussurr.
"Che succede?"
"Mi ecciti. Solo a guardarti."
"Questo equivale a un Ciao, come stai?" sorrise Leslie.
"Non saprei. Quanto tempo ci metti a toglierti i vestiti?"
"Conner!" rise lei. "Mi dici almeno che cosa c' in quel pacchetto?"
"Cibo tailandese. Per dessert."
"Ah. E la portata principale?"
"Pensavo a un po' di solletico con i baffi."
"Immagino voglia dire che ti sono mancata" sorrise Leslie. Gli prese il sacchetto dalle mani, lo pos sul tavolo della cucina e punt direttamente alla camera da letto. Lui la raggiunse, la prese tra le braccia e cadde con lei sul letto coprendo la sua bocca in un bacio divorante.
Pass un'ora prima che pensassero alla cena, e decisero di mangiare sul divano. Conner era in jeans e maglietta, Leslie in accappatoio, e mangiarono direttamente dai contenitori di cartone appoggiati su un vassoio in mezzo a loro. Lei usava le bacchette, lui aveva preferito una forchetta.
"Posso insegnarti a usare le bacchette" propose Leslie.
"E perch mai? La forchetta va benissimo... per adesso devo parlarti."
" arrivato il momento del Discorso?" domand lei prendendo un boccone di pollo con zenzero, noccioline e cipolle. "Riguardo all'impegno, le aspettative e cos via?"
Conner aggrott la fronte. "Vuoi che parliamo di questo?"
"Be', so come ragionano gli uomini. Tu credi che avendo dormito con te io mi aspetti il matrimonio. E vuoi assicurarti che invece non sia cos."
Lui chin la testa di lato e ci pens su. C'era andata molto vicino, in effetti. "Non esattamente. Essere con te  meraviglioso, ma temo che finir col deluderti. Ho un bagaglio piuttosto pesante – problemi da esaminare seriamente, difficili da superare, capisci."
"Lo so."
"Perci vorrei parlarti della mia ex moglie."
"Se lo ritieni necessario... ma io non credo che abbia niente a che vedere con me. O con noi."
"Be', forse invece s. Tu stai cercando di superare un divorzio dopo quello che ritenevi un matrimonio felice, durato otto anni. Il mio  durato un anno, e conoscevo Samantha solo da sei mesi prima di sposarci. E anche lei mi ha tradito, ma con qualcosa come un centinaio di uomini."
Leslie quasi si strozz con il boccone, cominci a tossire e lui le batt dei colpetti sulla schiena finch non riprese fiato.
"Lo so...  dura da mandar gi – e scusa il gioco di parole. Anch'io credevo che il mio matrimonio fosse felice, ne ero davvero convinto. Invece Samantha mi tradiva, e quando la scoprii e l'affrontai lei mi disse che..." Conner si ferm. Era difficile da ammettere, e lui si schiar la gola. "Disse che il sesso per lei era come una malattia. Un'assuefazione."
Leslie sgran gli occhi. "Ma davvero?" domand cauta.
Lui annu, poi scroll le spalle. "Forse era vero, forse il suo problema era quello. Mia sorella non la perdon, ma in un certo qual modo la difese dicendo che si trattava di un'ossessione a cui non poteva resistere. Samantha entr in un programma di recupero, ma non so se abbia funzionato. Voleva che frequentassi con lei una sorta di consultorio familiare in modo da capire i suoi problemi e la sua malattia, ma io non me la sentii. Per me era finita. Le dissi che non mi sentivo pi parte di una coppia, e che la mia decisione era definitiva. Nell'anno in cui eravamo sposati lei mi aveva tradito tante di quelle volte che non le ricordava nemmeno tutte – e io questo non potevo accettarlo."
"Oh, Conner... mi dispiace davvero tanto."
"Cos, come puoi capire, adesso ho serie difficolt a concedere la mia fiducia a qualcuno. Non nel modo che credi... non ho problemi a fidarmi di te. Ma non mi fido pi neanche di me stesso, capisci. Non credevo di essere il genere di uomo che non vede quello che gli capita proprio sotto il naso, e invece non ho mai avuto il minimo sospetto. Forse non avevo immaginazione sufficiente per capire che stava succedendo qualcosa del genere proprio a me..."
Leslie lasci le bacchette nel contenitore di insalata di vermicelli e gamberi.
"Per voglio dirti una cosa. Ho divorziato quasi due anni fa e nel frattempo ho fatto alcuni controlli sanitari" riprese lui. "Sono assolutamente sano, non ho alcuna malattia, e da allora non sono stato con nessuna donna." Almeno questo era sicuro, pens.
Lei tacque per un po'. "Dev'essere stato orribile" disse poi.
"Io ragiono un po' come il tuo vecchio datore di lavoro" osserv Conner. "Credo fermamente in questo tipo di impegno. I miei genitori si sposarono per la vita, mia sorella e suo marito fecero altrettanto – anche se la vita di mio cognato  stata spenta troppo presto. Perci pensavo che se una donna faceva una promessa di matrimonio ci credesse davvero. Forse sono ingenuo... anzi, diciamolo, non avevo idea di potere essere tanto ingenuo."
Lei sorrise appena. "So esattamente come ti senti."
Conner ricambi il sorriso, brevemente. "Non credo... Tu hai letto un messaggio, ma io sono tornato a casa prima del previsto e l'ho sorpresa a letto con il ragazzo che consegnava l'acqua minerale."
Leslie deglut, immaginando la scena.
"A pensarci,  quasi comico... Anch'io consegnavo acqua minerale part-time, nei sei mesi in cui frequentai il college. Ma nessuna donna mi apr mai la porta senza niente addosso."
Lei emise un piccolo sbuffo. "Immagino che la tua ex non si sia mantenuta in contatto con te."
"Invece mi ha scritto parecchie lettere, ma io non le ho mai aperte e lo ho buttate direttamente nel trita documenti. Le avevo detto chiaro e tondo che per me era finita, non le serbavo rancore n nutrivo dei desideri di vendetta. Naturalmente mentivo, ero furioso con lei e pieno di rancore. Ma non volevo che lei contasse su di me per rimettere insieme i pezzi della sua vita."
"Sono sbalordita!" esclam Leslie. "Non riesco a immaginare che una donna stia con te e possa ancora provare desiderio per qualcun altro. Sei piuttosto efficiente, sai."
Lui inarc le sopracciglia. "A questo punto dovrei ringraziarti?"
"Non ancora, prima fammi dire due o tre cose. Non sei l'unico che abbia in serbo qualche sorpresa... Da quando sono venuta qui, qualche settimana fa,  la prima volta in tutta la mia vita che non vivo nella stessa citt dei miei genitori – o del mio ex marito e della sua meravigliosa nuova mogliettina. E sai che  successo? Ho cominciato a imparare alcune cose su me stessa. Per anni mi sono domandata se meritavo uno come Greg, l'uomo di successo, l'eccezionale futuro governatore dello Stato che credeva di essere... ma adesso che ho preso le distanze da tutto questo capisco chiaramente che meritavo molto di pi. E ti ringrazio, tra l'altro, per avermi vista com'ero veramente e non solo come un pallido riflesso di te. Con il mio ex marito restavo sempre sbiadita sullo sfondo, come una foto sovraesposta. Ero io a fare tutto il lavoro, dal correre qua e l per pulire la casa e il giardino a pagare le bollette o al sostenere in tutti i modi il mio magnifico coniuge, eppure non riuscivo a riconoscere il mio valore. Non mi sentivo abbastanza competente, nemmeno sotto le lenzuola!"
"Questo proprio no" protest lui scuotendo la testa. "Sei pi che competente, Les, devi credermi."
"Da quando sono qui, mi piaccio molto di pi. Amo la mia casetta, tutti i miei bei fiori, amo le lezioni di yoga e il lavoro nel container. Gli operai mi rispettano e fanno le cose a modo mio. Il mio capo ha bisogno di me, e ho una specie di fidanzato" e qui gli gett un sorriso, "che lascia a me le decisioni... Insomma, sto cominciando a conoscermi, capisci. E sono molto contenta che tu non voglia sposarmi, perch io non voglio sposare nessuno. Sto talmente bene da sola! Tu cerchi di risolvere i tuoi problemi, io cerco di risolvere i miei, e se ci incontriamo a met strada e ci divertiamo insieme, tanto meglio. Oh, e un'altra cosa: spero di non crearti difficolt, ma mentre ci divertiamo insieme ci sar solo un paio di scarpe maschili sotto il mio letto e mi aspetto che sotto il tuo ci sia un solo paio di tacchi alti."
Conner alz una mano. "Non c' bisogno di dirlo."
"Lo speravo. Allora, abbiamo stabilito quali sono le reciproche aspettative? Perch vedi, se te ne vai  ovvio che sentir la tua mancanza, ma non devi temere di deludermi."
Conner guard gli occhi scintillanti di lei, il suo sorriso sicuro, l'espressione felice che comprendeva lui ma non solo lui. Che donna notevole. "Non ti deluder" disse. Non sapeva esattamente come avrebbe fatto, ma quell'obiettivo era diventato il pi importante del mondo.
"Devo dire che c' un piccolo dettaglio che mi impedisce di raggiungere l'assoluta indipendenza" osserv Leslie.
"Davvero?"
"Ma non voglio parlarne, se avr l'effetto di renderti appiccicoso..."
"Poche storie" fece lui. "Spara."
"Ho qualche problema con il tritarifiuti della cucina" ammise lei.
Conner rise. "Per me sar un piacere dare un'occhiata al tuo tritarifiuti. Per non farti delle idee."
"Fa parte della vera indipendenza sapere a chi chiedere aiuto" lo inform lei.
"In questo caso, se hai finito di mangiare gamberetti, puoi chiedermi di tornare a letto."
Leslie era sempre stata molto vicina ai genitori, e parlava con loro al telefono almeno due volte alla settimana. I suoi erano stati sposati per dieci anni prima che lei venisse al mondo, perci dire che erano legati a filo doppio era un eufemismo: erano l'immagine perfetta di un matrimonio riuscito. A volte lei si domandava che sarebbe successo se uno dei due fosse venuto a mancare. Probabilmente sarebbero rientrati nel novero di quelle coppie in cui chi sopravvive segue il coniuge defunto nel giro di pochi mesi.
Sposando Greg, Leslie avrebbe voluto quel genere di matrimonio. Aveva capito ben presto che non sarebbe stato cos, ma fino a quando il matrimonio non era finito non si era resa conto di quanto fosse stato lontano dal suo ideale. "Sai" aveva detto a sua madre durante una telefonata recente, "solo da quando sono qui ho cominciato a capire tutto quello che mancava nel mio matrimonio. Greg aveva il genere di unione che gli occorreva, e io lo aiutavo a crederlo accettando tutto quello che diceva o voleva lui.  questo che fa una buona moglie, no? Per questo il suo abbandono  stato un colpo cos duro. Non riuscivo a capire che cos'altro avrei potuto fare per lui."
"Tesoro, si direbbe che stai quasi per arrivare al punto di dimenticarlo" osserv Candace Petruso.
"Non ci sto arrivando, l'ho fatto!" rispose lei. E raccont a sua madre della visita a sorpresa di Greg e della sua reazione con l'estintore – al che Candace scoppi in una gran risata.
"Non solo" confid Leslie, "ma diciamo che mi vedo con qualcuno..."
"E si pu sapere chi ?"
"Oh,  uno dei falegnami che lavorano per Paul, un tipo simpatico e molto attraente. Mi ha dato una mano con la casa, ha riparato il tritarifiuti e mi ha aiutata a sistemare il giardino. A volte andiamo al cinema o al ristorante, o stiamo insieme a casa mia. L'ho invitato a cena un paio di volte, e recentemente mi ha regalato un piccolo barbecue da mettere in cortile, cos pu arrostire le bistecche. Credo che ti piacerebbe."
"Non vedo l'ora di conoscerlo!" replic sua madre.
Di solito le conversazioni tra Leslie e i suoi erano un resoconto di tutto quello che Candace e Robert, entrambi quasi settantenni, facevano per tenersi occupati – cosa che aveva aiutato Leslie a non rivelare troppo su Conner e sul suo profondo interesse per lui. I Petruso erano cos pieni di impegni che a volte scherzavano sulla necessit di prendersi una vacanza per riposarsi dall'essere andati in pensione. La loro ultima impresa erano le lezioni di italiano che prendevano in previsione di una crociera nel Mediterraneo, in programma da l a qualche mese. Alcuni dei loro amici li avrebbero accompagnati, e loro erano elettrizzati all'idea.
Se Leslie parlava di Conner durante le loro conversazioni, cercava di farlo molto brevemente. Non poteva evitare di dare sue notizie, ma per il momento voleva tenere per s i dettagli della loro amicizia. La relazione con lui in un certo qual modo sembrava sbagliata, e allo stesso tempo giustissima. Sbagliata perch Leslie non avrebbe dovuto avere un rapporto cos intimo con qualcuno che conosceva appena, quando non aveva mai stabilito un rapporto analogo con suo marito, in otto anni di matrimonio. E giusta perch, semplicemente, lo era.
Spesso pensava di essersi saputa scegliere il meglio di due mondi: una vita indipendente e un uomo che poteva passare due o tre sere alla settimana con lei. A volte stavano seduti sulla veranda e ammiravano il sole al tramonto o i fiori in giardino, godendosi i profumi della primavera e chiacchierando. Era incredibile di quante cose potessero parlare, a parte due matrimoni falliti e due divorzi sgradevoli. E una volta esaurito quell'argomento, c'erano molte altre cose pi interessanti di cui discutere, dal riscaldamento globale (su cui erano in disaccordo) a show televisivi come American Idol (su cui invece concordavano).
Molte delle loro conversazioni, che stessero cenando, facendo colazione, fossero seduti in veranda o abbracciati a letto, riguardavano valori come l'onest, la lealt, il sapere qual era il modo giusto di agire.
"E che mi dici dell'essere infedeli in un matrimonio?" domand lei una sera.
Lui emise un piccolo grugnito. "Sarebbe troppo facile risponderti che  una cosa da non fare mai – anche se  quello che vorrei dire. So bene che non tutti i matrimoni sono perfetti, e che a volte ci sono circostanze difficili da capire..."
"Come Greg che si innamora per la prima volta dopo otto anni di matrimonio?" replic lei.
"A dire il vero stavo pensando alle mie carenze. Dare la propria parola di solito implica un sacrificio, e il valore di un uomo si misura anche da come riesce a mantenere la parola data. Con la mia ex moglie non ho saputo mantenerla fino in fondo. Un uomo migliore, pi forte di me, avrebbe cercato di capire il suo problema e di darle modo di riparare, ma io non l'ho fatto. Non potevo. E il modo in cui Greg ti ha lasciata... non solo penso che abbia sbagliato, ma che sia stato un vero idiota. Per dal suo errore io ho finito per guadagnare parecchio, no? Perch adesso che ti conosco, so bene che se fossi stata ancora sposata non mi avresti degnato di uno sguardo."
Dopo un momento di riflessione Leslie rispose: "Credo che anche a me sia toccato il meglio. Tu, naturalmente. Ma anche un bel po' di utilissime lezioni".
Molte cose succedevano a Virgin River in quel periodo. Aprile stava per finire, la scuola era quasi completata e in paese si facevano progetti per una grande festa di inaugurazione. La gente passava alacremente in rassegna magazzini dell'usato, scuole che stavano per chiudere, offerte su eBay e altre risorse ancora per comprare banchi, lavagne e cattedre con cui arredare le aule. La casa di Dan e Cheryl era finita, grazie all'aiuto di molti amici tra cui Conner, e i due si preparavano a dare una festa. Subito dopo si sarebbero sposati e poi sarebbero partiti verso nord per andare a pesca, come Dan aveva preannunciato.
"Io ho passato parecchio tempo a occuparmi di beneficenza" disse Leslie mentre lei e Conner stavano pigramente a letto un sabato mattina. "Ma non era soddisfacente come aiutare materialmente un amico. Credo sia pi divertente aiutare Cheryl e Dan a preparare il loro ricevimento di nozze, o cercare con Becca i mobili per la scuola in cui insegner tra poco."
In quel momento il campanello dell'ingresso squill, e poi qualcuno buss ripetutamente alla porta.
"Vado io" disse lei. "Credo che il ragazzino dei vicini stia vendendo biscotti per conto della scuola. Tu resta dove sei, torno subito." Scese dal letto e infil l'accappatoio.
"Forse dovremmo alzarci" sugger lui.
"Dammi solo un minuto." Leslie gli mand un bacio e si allacci la cintura.
Il campanello squill di nuovo, poi arrivarono i colpi sulla porta.
"Calma, calma, arrivo!"
Leslie apr la porta e si trov di fronte i suoi arzilli genitori. Suo padre aveva i capelli radi tinti di un colore improbabile. Le ciocche bionde di sua madre erano ritte sul capo in una foggia ultra moderna da signora  la page. Entrambi indossavano vestiti eleganti, del genere da cocktail o da sera.
" pronto il caff?" domand suo padre con un gran sorriso.
"Mamma? Pap?" esclam lei. "Che ci fate qui?"

8.
"Sentivamo la tua mancanza" spieg Candace Petruso. "E abbiamo una sorpresa da mostrarti."
"Perch siete vestiti in quel modo?" domand ancora Leslie.
" parte della sorpresa. Pensavamo che fossi gi alzata..." Candace guard l'orologio. "Santo cielo, sono le dieci!"
"Ma  sabato mattina" protest Leslie un po' imbarazzata.
"Di solito ti alzi presto" osserv Robert entrando in casa senza tanti complimenti. "Dov' la cucina? Vado a mettere su il caff. Tu, Candace, prepara la musica e poi spostiamo un po' di mobili per fare spazio." E si allontan.
"Quale musica?" esclam Leslie. "Che succede? Vi sarete alzati all'alba per arrivare fin qui da Grants Pass..."
Sua madre entr e si guard intorno. "Tesoro, questa casa  deliziosa come nelle foto che mi hai mandato. Credo che sia proprio adatta a te! Sai com' fatto tuo padre, non riesce a dormire oltre le quattro e mezza anche se non ha nessun motivo per alzarsi... e una volta alzato non riesce a star fermo. Volevamo mostrarti una cosa, e cos abbiamo deciso di venire qui d'impulso.  stato un tragitto molto piacevole."
"Ma sar stato scomodo per voi, con quegli abiti cos eleganti" osserv lei.
"Non essere sciocca, ci siamo fermati in una stazione di servizio per cambiarci" spieg Candace. E appoggi il suo iPod con gli altoparlanti sul tavolino da caff di fronte al divano.
Robert torn dalla cucina sfregandosi le mani. "Ecco fatto, il caff  quasi pronto. Adesso facciamo un po' di spazio." E spinse la poltrona contro la parete, il tavolino a ridosso del divano, il tavolo da pranzo in un angolo con accanto le sedie. "Vedrai come ti piacer la sorpresa, Leslie!" esclam soddisfatto.
"Lo spero proprio" ribatt lei a braccia conserte.
" uno spettacolo" continu suo padre. "Resta dove sei. Candace, premi Play."
Proprio in quel momento, prima che la musica partisse, Conner entr in soggiorno con l'aria pi sexy del mondo. Aveva i capelli un po' arruffati e una leggera barba era cresciuta attorno al pizzetto ben tagliato. Aveva indosso i suoi jeans sbiaditi, bassi sulle anche, e una maglietta bianca infilata in parte nella cintola dei jeans, sul davanti. Dallo scollo a V della maglietta si vedeva un po' di peluria – che Leslie moriva dalla voglia di accarezzare. Conner era a piedi nudi, aveva sulla bella faccia un sorrisetto appena accennato e gli occhi erano ancora assonnati.
Si sistem accanto a Leslie e Candace li guard entrambi a bocca aperta. "Oh..." disse. Intanto dall'iPod era partito un tango. Candace gett un'occhiata al marito. "Robert, avremmo dovuto telefonare... li abbiamo disturbati!"
"Non  un problema" disse Conner.
Candace sorrise timidamente. "Lei dev'essere Conner."
"Per fortuna" fece lui. Leslie scoppi a ridere.
Candace prese la mano del marito e disse: "Leslie, adesso ce ne andiamo e ti telefoniamo tra un paio d'ore. Forse possiamo vederci a pranzo, se ti va...".
"Non dire stupidaggini. Ormai siete qui, perci vediamo la vostra sorpresa. Poi ci metteremo d'accordo per il pranzo."
"Ma sei sicura?" domand Candace.
"Si tratta di un tango, immagino" disse lei inarcando un sopracciglio.
"Temo che ci siamo lasciati trasportare. Abbiamo preso qualche lezione di ballo e..."
"Ci prepariamo a stenderli tutti, in crociera" esclam Robert. "Tu sei l'unica a cui lo stiamo mostrando. Certo queste cose erano molto pi facili quando vivevi a Grants Pass."
"Be', allora vediamo questo tango" propose Leslie.
"Sei proprio sicura, tesoro?" insistette Candace.
"Sicurissima! Vai, mamma. Credimi, hai tutta la mia attenzione."
Candace riavvi la musica, Robert la prese tra le braccia, e poi danzarono avanti e indietro sul pavimento del salotto. Piuttosto bene, in effetti. I loro passi erano agili e ben coordinati, i movimenti aggraziati, e si guardavano negli occhi come una coppia di ballerini professionisti pronti per partecipare a Ballando con le stelle. I corti capelli biondi di Candace sembravano addirittura pettinati da un parrucchiere esperto. Leslie sollev la testa e gett un'occhiata a Conner, che aggrott la fronte divertito.
Dopo averli guardati ballare per due o tre minuti, Conner si volt e cinse Leslie alla vita, mise il braccio di lei sulla propria spalla, poi strinse l'altra mano contro il petto. E appoggiando la guancia contro quella di Leslie cominci ad ondeggiare lentamente, ballando una sorta di lento a tempo con la musica. O quasi.
"I tuoi sono tipi interessanti" le sussurr all'orecchio.
Lei rise. "S, non  vero?"
"E tua madre  bellissima per la sua et."
"Lo so. Spero di aver ereditato i suoi geni."
"Lo spero anch'io... altrimenti potresti finire col tingerti i capelli di uno strano miscuglio nero rossastro." Lei ridacchi. "Tuo padre ha la tintura peggiore che io abbia mai visto."
"Lo so... la mamma si preoccupa sempre perch sta perdendo i capelli e la tintura potrebbe peggiorare la situazione, ma a quanto pare lui crede di star bene cos."
"C' un sacco di tinta anche sul cuoio capelluto" sussurr Conner. "Credo che ormai non venga pi via."
"Gi" ridacchi lei.
"Per sono divertenti."
"A volte perfino troppo" rispose lei.
"Ma guardali" insistette lui. "Si stanno divertendo come matti a ballare il tango nel soggiorno della loro figlia... Da quanto tempo sono sposati?"
"Quarantatr anni."
"Senti cosa faremo quando avranno finito la gara di ballo" propose lui. "Io vado a casa a fare la doccia, radermi e cambiarmi. Tu prendi il caff con i tuoi, poi ti prepari, e ci troviamo da Jack per il pranzo in modo che loro possano interrogarmi un po'."
Entrambi si voltarono e guardarono Robert che guidava la moglie in una mossa da vero ballerino.
"D'accordo" concord Leslie. "Ma non vedo la necessit di un interrogatorio."
"Non mi importa, davvero, tanto dar solo le informazioni di base. Nome, grado e numero di matricola. Non gli diciamo che sono stato sposato con una drogata del sesso, d'accordo?"
"Io non gli ho ancora detto che ero sposata con un tizio che aveva difficolt di erezione."
Conner la guard con gli occhi sgranati. "Sul serio?"
"Diavolo... Volevo fare la signora e mantenere il segreto! Naturalmente pensavo che fosse in gran parte colpa mia."
Conner fece scorrere una nocca sulla guancia di lei, e i suoi occhi si scurirono di desiderio. "Non direi."
"Grazie" disse lei a fior di labbra.
Candace e Robert finirono il tango con una piroetta elaborata che lasci Candace piegata all'indietro quasi fino a terra, con un braccio teso verso l'alto.
Leslie e Conner si separarono e applaudirono con forza mentre Robert aiutava la moglie a rimettersi in piedi. Poi si inchin e Candace fece una riverenza.
"Allora, tesoro, che ne pensi?" domand suo padre.
"Penso che siete fantastici... purch uno dei due non si rompa il femore." Leslie guard sua madre con intenzione. "Dovresti fare attenzione con quella piroetta finale verso terra, mamma."
"Faccio sempre attenzione – e la densit delle mie ossa  eccellente" ribatt Candace. "Bene, adesso ce ne andiamo fuori dai piedi. Se hai tempo di pranzare con noi faccelo sapere e..."
"Io ho un'idea" intervenne Conner. "Vado a casa a fare una doccia e a cambiarmi. E poi ci troviamo a mezzogiorno, se per voi va bene."
"Perfetto" disse Leslie. "Ci vediamo da Jack."
Guidando verso lo chalet, Conner ripens all'esibizione di tango degli eccentrici genitori di Leslie e la trov del tutto normale – il che era parecchio strano. In effetti i due sembravano un tantino fuori di testa, ma era chiaro che si godevano la vita e si amavano molto. E adoravano Leslie.
Quando Conner aveva vent'anni e Katie solo diciassette, la loro madre era morta sul colpo per un attacco di cuore. Aveva cinquantatr anni e non sembrava affatto a rischio: era snella, atletica e piena di energia, un po' come Candace. Tre anni dopo anche il loro padre era morto dopo una breve, inutile lotta contro un tumore al colon. Aveva sessantatr anni.
Cos, oltre a perdere entrambi i genitori, Conner e Katie avevano ereditato la casa in cui erano cresciuti e la ditta del padre, Forniture e Costruzioni Conner. A ventitr anni, lui era diventato il proprietario e il gestore di un'impresa piuttosto grande. Se non avesse avuto l'aiuto di alcuni collaboratori fidati, che avevano lavorato per suo padre fin dall'inizio, Conner sarebbe affondato. E adesso si scopriva a domandarsi come sarebbero stati i suoi genitori se fossero vissuti. Nemmeno lontanamente simili a Robert e Candace, poco ma sicuro. Sua madre non era mai stata particolarmente frivola o attenta all'aspetto, e suo padre era rigido e piuttosto retrogrado. Certo non avrebbero mai preso lezioni di tango, n sarebbero andati in crociera. Ma suo padre aveva sognato per anni di andare in pensione e comprarsi uno chalet in riva a un lago pieno di pesci; e tutti e due non vedevano l'ora di avere dei nipoti.
Invece non avevano mai conosciuto i bambini di Katie.
Se Conner si fosse rifugiato a Virgin River per ragioni diverse dalla sua attuale situazione, e se i suoi fossero stati ancora vivi, avrebbero sicuramente amato il paese e i suoi abitanti. Invece lui stava vivendo una vita del tutto nuova in un mondo nuovo. E suo malgrado sperava che ai genitori di Leslie piacesse quest'altro Conner.
Leslie fece una rapida doccia, poi si infil un paio di jeans e una maglia, e con i capelli ancora umidi e un po' spettinati si vers una tazza di caff e and in cerca dei genitori. Trov Candace seduta sulla veranda a godersi la bella mattinata d'aprile. Si era tolta l'abito elegante e indossava un paio di pantaloni. Robert non c'era.
"Dov' pap?" domand lei sedendosi accanto alla madre.
" andato a fare una passeggiata in paese. Leslie, ti chiedo di nuovo scusa... Sono stata ingenua, sapevo che c'era un uomo nella tua vita, ma..."
"Non preoccuparti."
"No, davvero,  stato sciocco da parte nostra. Avremmo potuto fare tutta questa strada e non trovarti nemmeno in casa! Ti prometto che in futuro sar meno avventata."
"E invece io c'ero, perci va tutto benissimo."
"Conner  andato a casa a fare una doccia" riprese Candace dopo una pausa. "Questo vuol dire che... che non vive sempre qui con te?"
Leslie scoppi in una risata. "Non ci vive proprio! Ha affittato un piccolo chalet in riva al fiume, che io non ho mai visto, e la sua permanenza a Virgin River potrebbe addirittura essere pi breve della mia."
"E come mai  qui?"
"Ha una vecchia amica che gli ha trovato un lavoro con Paul dopo che la ditta per cui lavorava a Colorado Springs  fallita e ha dovuto chiudere. Ma ha una sorella che vive ancora l, una giovane vedova con due bambini. Conner ha detto pi di una volta che sente molto la loro mancanza e che vuole riavvicinarsi a loro. Sono la sua unica famiglia, capisci."
"E lui  molto affezionato alla famiglia?"
"S, molto. E a quanto dice Paul,  un falegname esperto, bravissimo a costruire pensili per cucine e bagni e a installare piani di lavoro in marmo o simili. Dovunque vada, non avr difficolt a trovare lavoro."
"Ma tra voi due  una cosa seria?" domand ancora Candace.
"In un certo senso" ammise lei scrollando le spalle. "Come hai visto siamo piuttosto intimi, ma siamo anche realistici. Io sono venuta qui per riacquistare fiducia in me stessa, e Conner  venuto per lavorare finch non trover un altro lavoro e potr tornare a casa – o in un altro posto che vada bene per lui, la sorella e i nipoti. Pu darsi che le nostre strade si incrocino solo per breve tempo. Ma lui  una bravissima persona, mamma, e io sono felice di averlo conosciuto."
"E quanto alla tua fiducia?"
Lei ridacchi. "Questo  il cambiamento pi azzeccato che io abbia mai fatto. Sono qui solo da due mesi e ho gi degli amici, un lavoro che mi piace, un bravo ragazzo nella mia vita, e mi sento molto meglio con me stessa. Sai, non avevo capito quanto le pretese di Greg nei miei riguardi avessero distrutto la mia autostima, finch non mi sono allontanata definitivamente da Grants Pass. Secondo lui dovevamo giocare entrambi nella squadra del grande Greg Adams, all'unico scopo di ottenere tutto quello che voleva negli affari e nella vita pubblica. E dopo il divorzio avrebbe voluto che mi comportassi da perfetta ex moglie e che continuassi a far parte della squadra. Anzi, se avesse potuto fare a modo suo, la squadra non avrebbe fatto che ingrandirsi per includere anche la sua nuova moglie e il loro bambino!"
"Pfui" sbuff Candace disgustata. " stato sempre un egocentrico. Fu una tale spina nel fianco quando organizzavamo il matrimonio che avrei voluto dargli una randellata in testa!"
"Ma davvero?" domand lei.
"Eccome. Dio santo, era come se si trattasse unicamente di mettere in vetrina lui!" Leslie aggrott la fronte cercando di ricordare i dettagli, e sua madre continu: "Per esempio, dovemmo esaminare cinque ristoranti – peraltro suggeriti da lui stesso – prima di trovarne uno che gli andasse bene! Tuo padre a un certo punto gli domand se avrebbe pagato lui il conto, perch sicuramente la sua famiglia non aveva intenzione di contribuire. Quelli avevano le pezze al culo!".
"Mamma, non ti ho mai sentita parlare in questo modo! Io posso anche imprecare come un carrettiere, ma di solito tu sei pi signorile..."
"Greg Adams porta alla luce il mio lato peggiore" fece Candace con una smorfia.
"Per questo sei stata una delle tante persone che mi hanno suggerito di lasciarlo perdere e andare avanti?"
"Proprio cos, tesoro. E non sai quanto mi sia costato non dirti che avevi avuto una botta di fortuna quando lui ti aveva lasciata."
Leslie la guard stupita. "Ma io credevo che Greg ti piacesse!"
"Piccola mia" disse sua madre chinandosi verso di lei, "tu lo amavi. Perci non potevo dire niente di negativo sul suo conto."
"Neanche quando mi ha tradita e mi ha lasciata per un'altra?"
"Tu continuavi ad amarlo, e soffrivi da morire. Come potevo dirti che eri una stupida ad amare un verme come lui? Sarebbe stato come darti dell'idiota, e tu non lo sei. Almeno nella maggior parte dei casi. Se devo essere sincera, ho sempre pensato che tu vedessi in Greg molto pi di quello che c'era davvero."
Leslie riflett su quelle parole. "Lo pensavi sul serio?"
"Eccome. Greg non  mai stato alla tua altezza."
Santo cielo, la vita era molto strana, pens Leslie. Per tanto tempo lei aveva avuto la sensazione di non essere all'altezza di Greg, e invece era il contrario? Per, era sua madre a sostenerlo – e si sa, le madri pensano sempre il meglio dei loro figli... "Avresti dovuto dirmi qualcosa" osserv.
"Non potevo. Seguivo le regole."
"E cio?"
"Ma s, lo sai... io posso dare a mio marito dell'idiota e dello stronzo, ma tutti gli altri no.  una regola, quasi una legge."
"Ah, ecco."
"E poi" continu Candace, "tu non mi avresti dato retta. E ti saresti arrabbiata con me."
" possibile... Ma in futuro, per favore, mi prometti di farlo? Perch ho passato tanto di quel tempo a dubitare..."
Candace scosse la testa. "Non lo so, angelo mio. Sono stata in disaccordo con molte delle tue decisioni, che a volte erano davvero bizzarre. Come l'idea che la carriera politica di Greg..." E qui dalla bocca di sua madre usc una risata, che poi lei soffoc con la mano, "che la sua carriera politica era talmente importante che avevi deciso di non avere figli in modo da poterti dedicare solo a quella. Proprio tu, che avevi sempre detto che un figlio solo non bastava e che avresti voluto averne almeno tre se non quattro! E poi, quale carriera politica?"
"Lui pensava che avrebbe ottenuto chiss quali incarichi. Era presidente della Camera di Commercio e aspirava a..."
"Pfui" ripet Candace liquidando l'argomento con un gesto della mano. "Tuo padre  stato presidente della Camera di Commercio, del Rotary e una decina di altri enti cittadini. E io non sono stata da meno, visto che ho presieduto la Junior League per tre anni. Mi avevano persino chiesto di candidarmi al consiglio comunale, ma non ne avevo proprio il tempo."
Leslie pass mentalmente in rassegna i propri ricordi. Quello che diceva sua madre era vero. Nel corso degli anni i suoi genitori avevano avuto pi influenza politica di quanta Greg ne avesse mai raggiunta fino a quel momento. Ero dunque immersa in una specie di nebbia romantica?, pens.
"Non ho mai collegato tra loro queste informazioni" ammise. "Ho creduto per anni che fosse un uomo meraviglioso..."
"Be', aveva i suoi meriti" concesse Candace. "Quando ti corteggiava, e poi appena sposati, ti circondava di premure. Ti teneva in palmo di mano, ti trattava come la First Lady che voleva tu diventassi. Naturalmente ti trattava anche come la sua segretaria personale. Dia un colpo di telefono a Leslie e le chieda se ho un minuto libero... Controlli con Leslie se posso fare una donazione... Leslie sapr di sicuro se sono libero di fare un intervento in quell'occasione..."
"Dio mio,  vero, faceva proprio cos!"
"Era cos irritante! Una volta abbiamo litigato per questo, sai."
"Avete litigato? Tu e Greg?"
Candace annu. "Non avrei voluto che tu lo sapessi. Non  stato uno dei miei momenti migliori... Ti ricordi che dovevamo dividere i giorni di festa con la sua famiglia? A una famiglia toccava la vigilia e all'altra il giorno di Natale, e un Ringraziamento a turno? E gli Adams sceglievano sempre per primi... Be', io non avevo mai accettato quell'idea e non capivo perch non potessimo festeggiare tutti insieme. Sarei stata pi che felice di ospitare sua madre e suo padre e perfino quel suo fratello buono a nulla con tutta la trib. Cos un anno ti chiamai a casa, e rispose Greg perch tu non eri ancora arrivata dal lavoro. Gli dissi che volevo mettere a punto la faccenda delle feste, in modo da sapere che cosa sarebbe toccato a noi. E lui mi rispose molto educatamente che eri tu a gestire i suoi impegni perch lui era talmente richiesto che non sapeva nemmeno quando sarebbe stato libero, e che solo tu conoscevi il calendario dei suoi eventi. Che pallone gonfiato! Tutto quello che faceva era andare a pranzo o a cena o a giocare a golf con i potenziali investitori!"
"Ma questo non mi sembra un litigio" osserv lei.
Candace abbass lo sguardo sulle mani ben curate che teneva poggiate in grembo. "Be', lo mandai a... a quel paese, e poi ti telefonai in ufficio."
Leslie rise deliziata. "Davvero?  fantastico... mi sarebbe piaciuto saperlo prima!"
Candace tacque per un momento. "Hai passato otto lunghi anni a promuoverlo e sostenerlo, Leslie. Certo, lui sapeva scegliere i migliori ristoranti, la musica pi adatta, i cibi pi squisiti sul menu, e i suoi progetti sul futuro venivano al primo posto. Non il vostro futuro, non il tuo, il suo. Tuo padre e io a volte ci chiedevano se non fosse il caso di farti riprogrammare." Scroll il capo. "Doveva essere una meraviglia a letto, per sopportarlo senza discutere."
Leslie scoppi in una gran risata, non perch sua madre era stata cos schietta ma perch si sbagliava di grosso.
"Che avresti pensato di noi se il nostro matrimonio fosse durato?" domand dopo una pausa.
"Leslie, quello che pensano gli altri del tuo compagno non ha importanza. Non capisci? Lo avevi scelto tu, eri tu quella che doveva viverci insieme, toccava a te adorarlo o non sopportarlo pi. Una volta che avevi fatto la tua scelta, io non avevo pi il diritto di esprimere la mia opinione. A tua nonna Petruso non ero mai piaciuta, e non si diede mai la pena di nasconderlo. Da questo imparai una lezione importante, e mi ripromisi di non diventare mai quel tipo di suocera. Ma adesso lui non  pi mio genero e io non devo pi fingere di venerarlo come un eroe. Tutto quello che mi importa  che tu trovi la felicit che meriti."
Leslie sent che gli occhi le si inumidivano. "Ogni volta che lo vedevo con Allison era come se mi pugnalassero. Mi domando per quanto ancora avrei sofferto cos se non avessi deciso di andarmene..."
" ovvio che  stata una decisione giusta" convenne sua madre. "Anche se io ero molto preoccupata."
"Ma la mia  solo un'assenza temporanea" disse lei. "Sono sicura che prima o poi torner a Grants Pass, e nel frattempo verr a trovarvi. Devo confessarti una cosa, per... stavo pensando di venire da voi per un weekend, ma non mi andava l'idea di non passare il mio tempo libero con Conner."
Candace le accarezz i capelli. "E a proposito di Conner, non vogliamo farlo aspettare! Vai a pettinarti, tuo padre sar qui a minuti."
Quando furono seduti a un tavolo d'angolo nel bar di Jack, i genitori di Leslie cominciarono subito col domandare a Conner da dove veniva e se aveva dei parenti. Subito dopo Leslie dirott abilmente la conversazione per evitare che diventasse un interrogatorio.
"Mamma, racconta a Conner della vostra ultima crociera e di tutti gli amici che avete conosciuto."
Candace fu ben lieta di accontentarla, e all'et di trentatr anni Leslie riscopr sua madre. Candace non era affatto il tipo che pensa solo a se stessa – anche se permetteva che la conversazione trattasse essenzialmente delle loro attivit di pensionati. Fece l'occhiolino a sua figlia e si imbarc in una descrizione dettagliata della loro crociera in Alaska.
Dunque sua madre usava la conversazione come scusa per non farsi un'opinione su Conner, pens Leslie. Ed era Conner a fare le domande.
"Siete andati a pesca mentre eravate in Alaska?"
"No, ma abbiamo mangiato il pesce pi buono che si possa immaginare. E abbiamo quasi dovuto contenderlo agli orsi, perch eravamo in un ristorante all'aperto costruito lungo la riva di un fiume dove gli orsi vanno a pesca!"
"Qui lo si vede tutte le estati" intervenne Jack, che origliava senza ritegno mentre serviva loro da bere.
"Ma davvero?" domand Robert.
Cos Jack rimase al loro tavolo per un po', cantando le lodi di Virgin River. E mentre lui parlava Conner fece scivolare un braccio sulle spalle di Leslie e la strinse brevemente a s.
Dopo pranzo lei chiese ai suoi se potevano fermarsi per il weekend.
"Questa volta no, tesoro. Ma se tu metti qualche mobile nella seconda camera da letto torneremo molto volentieri. Non mi dispiacerebbe imparare a pescare, se c' anche uno spettacolino con qualche orso nei paraggi."
Dopo di che i Petruso se ne andarono, e Conner torn a casa di Leslie verso le quattro e mezza. Una volta l, prese dal proprio pick-up una vanga e dei paletti.
"Paul ha ordinato il cemento per il tuo viale d'accesso, e io gli ho chiesto di lasciare a me la preparazione. Adesso scavo il contorno, cos lui potr fare la colata in settimana."
"Ti aiuto anch'io" propose lei.
"Nooo... tu trovati qualcosa di rilassante da fare" rispose lui dandole un bacio in fronte. "Leggi un libro. Lavora a maglia. Sai lavorare a maglia?" Lei fece segno di no e Conner rise. "E allora fai un sonnellino. Ci metter due o tre ore, poi far una doccia e ti cuciner un hamburger sulla griglia, se ti interessa."
"Mi interessa sempre" disse Leslie. "Perch hai voluto fare tu questo lavoro?"
"Ho sentito che Paul ne parlava con Dan e gli ho detto che sarei stato felice di pensarci io, perch non avevo nessun altro programma. Ho anche sentito che Paul vuole costruire accanto alla casa un garage coperto con uno spazio che faccia da ripostiglio. Tu lo sapevi, vero?"
"S, lo sapevo, ma non pensavo che il lavoro ricadesse sulle tue spalle."
"Non  andata cos, piccola, l'ho chiesto io. Adesso vai a cercarti un libro o qualcos'altro e riposati."
E cos, nelle tre ore successive, mentre Conner sudava nel vialetto scavando un ampio viale da cementare, Leslie se ne stette seduta sulla veranda con i piedi appoggiati alla balaustra e un libro in grembo. Non lesse molto, per, e guard Conner assai pi spesso del libro. E guardandolo sorrideva tra s. Perch nonostante le loro dichiarazioni sulla necessit di ritrovare se stessi e risolvere i rispettivi problemi senza lasciarsi coinvolgere troppo, c'era una cosa di cui in fondo al cuore lei era assolutamente certa.
Conner era suo.

9.
Entrando nel bar a met pomeriggio, Brie trov il fratello che lustrava lo specchio dietro il banco e gli scaffali di vetro, dopo avere spostato i bicchieri e le bottiglie di liquore. Era il genere di lavoro che Jack faceva quando il locale era vuoto.
"Una bella pulizia, Jack?" gli domand.
"Ehi. Che ci fai qui?"
"Ho appena portato in chiesa un carico di abiti per la prossima vendita dell'usato."
"Non hanno gi venduto stracci a sufficienza?" osserv lui.
"In realt  una finta vendita dell'usato. Tengono da parte parecchie cose che pensano di dare a chi ne ha bisogno appena si presenta l'occasione, e quello che resta viene venduto a prezzi cos bassi che  praticamente regalato. Ma in questo modo le signore dell'associazione ricavano qualcosa da mettere in cassa."
Brie si sistem su uno sgabello e continu: "Ness sta giocando con i tuoi figli – anzi spero che stia facendo un pisolino con loro – e ho pensato che ti avrei concesso l'onore di offrirmi una Coca dietetica".
"Sar un piacere" disse lui sporgendosi al di l del bancone per darle un bacio in fronte.
"Non ho interrotto il tuo lavoro, vero?"
"A dire il vero s, ma non importa. Non ho spesso l'occasione di parlare con te e voglio approfittarne quando posso." Vers la Coca Cola in un bicchiere e glielo porse. "Sembra che ultimamente tu sia stata pi impegnata del solito."
"S, la contea mi ha dato parecchio da fare, e ormai il mio lavoro part-time  diventato a tempo pieno. Ma va benissimo cos" aggiunse con un'alzata di spalle. "In ogni caso non avrei abbastanza cause per aprire uno studio privato."
"E poi a te piace essere occupata, no? I tuoi giorni di superlavoro per il Procuratore Distrettuale non sono poi cos lontani, e il lavoro non ti ha mai fatto paura."
"Come consulente per il procuratore locale non ho tanto da fare, di solito. Solo qualche causa qua e l."
"A ogni modo, non ti ho vista molto nelle ultime settimane. Immagino che sarai a Eureka tutto il tempo."
"Gi... in questo momento ci sono parecchi casi di violenza domestica o sessuale – che sfortunatamente sono la mia specialit. E qui  successo niente di interessante?" domand Brie. "Qualcosa di pi elettrizzante del mio lavoro?"
"In effetti questo posto ha qualcosa di elettrizzante" sospir Jack, "tanto che a volte mi sento come un dannato Cupido. Credo che stia nascendo un'altra storia d'amore, e non me l'aspettavo... ma adesso che ci penso, in effetti era logico."
"Ah s?" fece lei bevendo un sorso dal bicchiere.
"Gi. Fra quel tuo amico, Conner, e la nuova/vecchia segretaria di Paul."
La bibita di Brie fin nel canale sbagliato, lei si strozz e cominci a tossire finch gli occhi non le si riempirono di lacrime. Dopo un paio di secondi riusc a tirare il fiato e domand debolmente: "Ma davvero?".
"Stai bene?" domand Jack premurosamente.
"S... un sorso mi  andato di traverso. Dimmi di questa nuova storia. Ne sei sicuro?"
"S, certo che ne sono sicuro. Oggi sono venuti qui a pranzo insieme ai genitori di Leslie. Loro sono arrivati da Grants Pass per una visita, immagino per conoscere Conner, ed  stato un pranzo molto intimo. Conner ha sempre tenuto il braccio sulle spalle di Leslie, e tutti e quattro sembravano andare d'amore e d'accordo. E cos, eccone un altro che morde la polvere..." concluse Jack con una risata.
Brie si schiar la gola e cerc di parlare in tono noncurante. "Hai detto che era logico. Perch?"
"Oh, perch sembra che stiano molto bene insieme, ma forse sono solo io a pensarlo. Per in sostanza le cose stanno cos: lui  venuto qui da solo in cerca di lavoro, e lei  venuta qui da sola per star lontana dall'ex marito. Immagino che si siano conosciuti al lavoro e bum!, gli ormoni si sono scatenati. Sai quei buffi ormoni... ti ricordi com'era? E ti dir, c'era un deciso profumo di soddisfazione nell'aria. Quei due ci danno dentro, credimi."
"Tutto qui? Li hai visti insieme e hai dedotto che...?"
"Non solo. Leslie si  fermata qui un paio di volte a prendere una cena da asporto e cos ha fatto Conner, perci ho pensato che si vedessero con qualcuno. Ma non avevo capito che la faccenda era tra loro due! E osservandoli insieme si capisce che sono giusti uno per l'altra. Ho sempre avuto un occhio speciale per queste cose, io."
Brie rimase senza parole per un momento, poi si riprese e gett un'occhiata all'orologio. "Santo cielo, guarda che ora . Devo andare!"
"Ma se sei qui da meno di dieci minuti! Che fretta c'?" protest Jack.
"Se arrivo a casa prima che Ness si svegli dal sonnellino riesco a fare un paio di cose senza essere interrotta tutti i momenti. Grazie, Jack, sei un fratello da sogno."
"Ah, davvero? Se sono un tale sogno potresti fermarti pi a lungo!"
"So che vuoi tornare alle tue pulizie di primavera" fece lei.
"Certo, non vedo l'ora di lustrare un altro po' gli..."
Ma Brie era gi sulla porta e intanto rifletteva rapidamente. Che fare? Conosceva appena Leslie: l'aveva vista due o tre volte al bar, ma mai insieme a Conner. Doveva andare da lei? Non sapeva nemmeno dove abitava...
Dopo una breve esitazione si diresse verso gli chalet dei Riordan, anche se essendo sabato era quasi certa di non trovare Conner, che doveva essere con la sua nuova ragazza.
Aveva voglia di ammazzarlo!
Quando si avvicin alla propriet dei Riordan, poco dopo le quattro, vide Conner che pescava nel fiume con Art. Parcheggi, si incoll in faccia un sorriso allegro e si avvicin ai due uomini.
"Ehi" salut. "Ciao, Art. Ciao, Conner."
"Ciao, Brie" rispose Art. "Vuoi pescare?"
"Ti ringrazio, Art, ma non ho tempo. Volevo parlare un momento con Conner."
"Sei sicura? Ho un'altra canna se vuoi..."
Lei gli sorrise. "Ti ringrazio, sei molto gentile, ma oggi no."
"Non ti ho mai vista pescare" puntualizz lui.
"Be', per Mike  venuto a pescare con te parecchie volte."
"S" convenne lui. "Ed  proprio bravo."
Brie si rivolse a Conner. "Allora, hai un minuto?"
"Certamente." Conner riavvolse la lenza e usc dall'acqua. "Art, tienimi il posto" si raccomand. Poi rimase fermo sulla riva, in attesa.
"Possiamo andare nel tuo chalet? Questione di un minuto" disse Brie sorridendo. E poi si volse e si incammin verso gli chalet.
Lui la raggiunse, con gli stivali di gomma che sembravano squittire a ogni passo. "Tutto bene?" domand.
"S, benissimo. Qual  il tuo?"
"Il numero quattro." Quando ci arrivarono, Conner appoggi la lenza contro il muro e si sfil gli stivali, poi apr la porta e si fece da parte per far entrare Brie.
Non appena furono dentro, con la porta chiusa, la faccia di Brie si incup e lei gli moll un pugno sulla spalla. Conner fece un balzo indietro, non per la forza del colpo quanto per la sorpresa e l'espressione incollerita di lei. "Ehi!" protest.
"Sei impazzito?" esclam lei. "Hai una storia con Leslie? Non avevamo parlato chiaramente dell'argomento?"
"Non esattamente" ribatt lui. "Se ti riferisci a quando mi hai detto che questo non era il momento di mettersi con qualcuno, s, me lo ricordo. Ma a pensarci bene questo non  il momento di fare niente!"
Brie si avvicin fino a pochi centimetri dalla faccia di lui. "E allora che cosa ti  venuto in mente? Dovresti volare sotto il raggio dei radar, farti notare il meno possibile!"
"Ma davvero? In questo caso mi hai portato nel posto sbagliato. Ho aiutato a costruire la scuola, a finire la casa di un tale che conosco, sono stato decine di volte al bar a chiacchierare con tuo fratello e sto lavorando per il tuo amico Paul. Vado a pesca ogni settimana con Art, e guai se non lo faccio perch lui ci tiene. E questa  solo la punta dell'iceberg! Virgin River non  il genere di paese dove si rimane sconosciuti a lungo."
"S, ma una ragazza?" ribatt lei in tono accusatorio.
"Be', non l'avevo programmato."
"E come andr a finire questa storia? La pianterai in asso quando verr il momento di testimoniare?"
"No" rispose Conner. "Come minimo le devo una spiegazione, perci le dir tutto."
Brie si port le mani alla testa e si massaggi le tempie. "Oh, Dio santo. E cos metterai anche lei in pericolo!"
"In che modo?"
"Se il tuo nemico venisse a sapere chi  importante per te qui..."
"L'elenco sarebbe lungo" fece lui in tono piatto. "E potrebbe includere anche te."
"No, non capisci. Il resto di noi ha altri agganci – per esempio, io sono sposata con un poliziotto, e Jack non  qualcuno che ami, anche se ti piace... e in quella scuola hanno lavorato parecchie persone. Ma Leslie  sola!"
"Questo non  vero. Ci sono Paul e Dan che badano a lei, quindi non  del tutto sola. E io non la lascer certo seduta l come un bersaglio vivente. Poco ma sicuro."
"Hai dimenticato che non devi raccontare niente a nessuno finch non avrai testimoniato in tribunale?"
"Tu sai dove sono i nostri nemici" ribatt lui. "Che faresti se rapissero tua figlia? Diresti loro dove trovarmi?"
"Ma quando avrai finito con la testimonianza te ne andrai e io non sapr pi dove sei, il che fa del mio sforzo di adesso un sacrificio fondamentale!"
"Stai perdendo la testa" osserv lui. "Smettila, sono io che devo perderla."
"Non puoi metter fine a questa storia?" propose lei. "Prima che diventi una cosa troppo seria?"
"No!"
"Potrebbe essere penoso anche per te, Conner. Emotivamente, intendo, se dovrai piantare tutto e andartene. E pu essere pericoloso per lei, se qualcuno della controparte scopre che qui c' una persona a cui tu tieni in modo particolare. Potrebbero colpire lei per arrivare a te!"
"E allora dovremmo cambiare il nostro piano."
"Cio?" domand Brie incerta.
" solo un'idea... forse Danson Conner pu sparire per sempre e Conner Danson pu rifarsi una vita a Virgin River. Non credo proprio che qualcuno dei contatti di Mathis possa immaginare che io sono qui."
"La gente far due pi due quando andrai a testimoniare" protest lei.
"E allora non ci andr. Gli inquirenti possono sicuramente ottenere una condanna anche senza di me. Hanno la macchina, l'arma del delitto, le prove della scientifica. Max ha detto che hanno anche altre prove, solo che non mi ha voluto rivelare quali."
"Per hanno bisogno del testimone oculare che gli ha permesso di arrivare alle altre prove! Se non andrai in tribunale Max staccher la spina, credimi. Non potr pi aiutarti a mantenere la copertura, perch tutto questo costa un bel po' di denaro allo Stato."
"Ma io lavoro, e mi pago l'affitto dello chalet" protest lui.
"E tu credi che spostare i tuoi conti bancari e procurarti un'altra identit non sia costato niente? Credi che il pick-up che usi non costi niente? Lo so, a Sacramento hai ancora la tua propriet, ma se cerchi di venderla senza la mediazione della procura, Mathis lo verr a sapere. Avr sicuramente modo di ottenere informazioni come queste, anche se non usa i canali legali. Insomma, Conner, sai bene qual  l'unica cosa giusta da fare... se non vai a testimoniare lasci libero un assassino. E anche se all'esterno sembra una persona per bene, come ha ucciso una volta pu farlo di nuovo. Pensaci!"
"Calmati. So benissimo che  la cosa giusta da fare. E magari  anche giusto guardarlo negli occhi mentre lo accuso."
"E questo che diavolo significa?"
"Senti, non sei tu che mi hai detto di aver guardato in faccia l'uomo che ti aveva quasi uccisa e di aver dichiarato,  lui? E hai forse cambiato identit? Ti sei nascosta a Virgin River? No, hai puntato il dito contro di lui, lo hai fatto mettere dentro e hai continuato a vivere la tua vita!"
Brie scroll la testa. "Era diverso. Niente dimostrava che quell'uomo fosse collegato con dei criminali, o con gente che avrebbe potuto assumere per vendicarsi di me!"
Conner ridacchi. "Non guardi mai i polizieschi in TV? Ormai quello  in prigione da anni, ma se volesse potrebbe organizzarsi con qualcuno che sta fuori... Dubito che lo faccia, ma potrebbe. La sete di vendetta  qualcosa che non si dimentica facilmente. Bada, non sto cercando di spaventarti... e scommetto che non ti sto dicendo niente a cui tu non abbia gi pensato."
"Io sto solo cercando di tenerti al sicuro. E tu mi stai innervosendo parecchio!"
"Non sei tu quella che dovrebbe innervosirsi. Ci ho pensato su molto bene, e credo che chieder a Max di liberarsi delle mie propriet, cio di vendere le due case e tutto quello che contengono. Poi potr sicuramente riciclare il denaro, per cos dire, in modo che il ricavato della vendita non risulti a beneficio di Danson Conner. Cos potr ricominciare daccapo, cosa che volevo fare in ogni caso. Quando sar il momento andr a Sacramento a testimoniare, e poi torner qui. E comincer una nuova vita, con il mio nuovo nome e la mia famiglia."
"La tua famiglia?" ripet Brie.
"S. Non so che cosa Katie voglia per se stessa e per i suoi figli, ma ne abbiamo parlato e sappiamo entrambi che non possiamo tornare a Sacramento. E io li vorrei qui con me. Virgin River  il posto giusto per loro. Quanto a me, forse costruir armadietti per il resto della mia vita, o forse far qualcos'altro."
"Nella tua famiglia includi anche Leslie?" domand Brie. "Non dimenticare che Mathis ha fatto bruciare il tuo magazzino, e che ti ha minacciato di morte!"
Conner abbass la testa, e quando la rialz nei suoi occhi c'era uno sguardo feroce. "Allora non me l'aspettavo. Ma se tenter qualcosa adesso non mi coglier pi di sorpresa."
"Conner, quello che proponi  pericoloso per te e per le altre persone che ti sono vicine, come Katie e i bambini. E come Leslie. Credo che la cosa migliore sia di trasferirti altrove. Parler con Max e gli dir che sono sorte delle complicazioni, e che dobbiamo spostarti da qui prima che qualcuno possa trarre le ovvie conclusioni."
"No. Io da qui non mi muovo."
Brie scroll la testa con impazienza. "Devi ripensarci, se tieni davvero a lei."
"Certo che ci tengo, ma prima di fare una mossa qualsiasi devo darle la possibilit di scegliere." Alz una spalla. "Pu anche darsi che mi dica di andare per la mia strada. Non  venuta a Virgin River per trovare l'uomo ideale, anzi,  venuta qui per togliersi dalla testa l'ex uomo ideale, e cio quell'ex marito che l'ha fatta tanto soffrire. E poi  molto legata ai suoi, non credo proprio che accetterebbe di nascondersi. E io non glielo chiederei neanche."
"Allora sei innamorato di lei?"
"Adesso non esageriamo. Ci stiamo semplicemente godendo la vita, e non ci siamo detti niente del genere." Deglut e fece una pausa. "E poi non voglio starle troppo addosso."
"Parli come se avessi deciso di ignorare le minacce di Mathis e dei suoi scagnozzi" insistette lei.
"Nossignora. Parlo come qualcuno che ha deciso di difendere le persone che ama – cosa che prima non ho mai dovuto fare. Poi, tu e il procuratore vi siete premurati di sottolineare che per me reagire era impossibile. Ma possiedo una pistola e poi c'..." fece una risatina cinica, "la banda di Virgin River. Anche se tutto quello che ho fatto per questa gente  stato dare una mano qua e l, non dubito che mi coprirebbero le spalle."
Brie tacque per un po'. "Tutti loro meritano di meglio" disse infine.
"Non ho ancora fatto niente" le ricord lui. "E non ho detto niente a nessuno, n ho cambiato il nostro piano. Ma se tu mi ci costringi lo far, perch Leslie e io meritiamo una chance. Giusto per vedere se tra noi c' qualcosa che valga la pena di essere coltivato... dico solo questo."
"Non sei tu che comandi" esclam Brie.
"Invece s."
Quella notte, mentre Conner teneva Leslie tra le braccia, la tentazione di raccontarle tutto era quasi irresistibile. Naturalmente non lo fece, anche se avrebbe voluto. Avrebbe voluto dirle:  successo cos, e testimoniare  l'unica cosa giusta da fare. Ma posso proteggerti. So che devo tenere al sicuro le persone che amo.
Invece disse: "I tuoi genitori sono molto simpatici".
"S... come una coppia di giullari! A volte le loro stranezze sono imbarazzanti, ma sono meravigliosi. E non posso dimenticare che mi hanno sempre sostenuta."
"Stranezze?"
"Be', a loro piace mascherarsi, o partecipare per beneficenza alle gare di torte in faccia o a quei tirassegno dove se ti colpiscono cadi in un mastello colmo d'acqua. Per festeggiare i quarant'anni di matrimonio sono andati a fare bungee jumping, ti rendi conto? Saltare con l'elastico gi da un ponte! Sono sempre l a chiedere, Dov' la festa?. Ma devo dire che non mi hanno mai delusa, e forse sono stata io a deludere loro..."
"Stento a crederlo."
"Me ne sto rendendo conto solo adesso. Sono stata occupata da altre cose negli ultimi anni – diciamo pure negli ultimi dieci anni – e forse per questo li ho tenuti un po' a distanza. Ma non lo far mai pi."
"Hai ragione" concord lui. "Sono un po' strambi, ma in modo simpatico. E non sai quanto tempo ti resta da passare con loro, perci goditeli finch puoi."
"Tu capisci proprio tutto" osserv lei.
Conner rise. "Diavolo, no... ma ho perso i genitori quand'ero troppo giovane. E anche se i tuoi sono molto pi divertenti di com'erano i miei, a volte sento ancora la loro mancanza. Credo che la mia vita sarebbe stata del tutto diversa se loro non fossero morti cos presto, perci devi essere felice di poter passare ancora del tempo con i tuoi." Tossicchi. "Quella tintura, per..."
"Lo so" rise lei. "Lo so."
Seduto in macchina di fronte al Loving Cup, Conner telefon a Katie. Parl brevemente con Mitch e Andy, ma com' tipico a cinque anni la loro attenzione fu di breve durata e Katie riprese il telefono.
"Voglio chiederti una cosa, e voglio che tu sia del tutto sincera" le disse Conner.
"Lo sono sempre."
"Hai paura di quello che succeder dopo la mia testimonianza?"
"Ne abbiamo gi parlato, Conner, ma se dobbiamo affrontare di nuovo l'argomento, facciamolo. So che la nostra vita non sar mai pi la stessa. So che la mattina in cui  bruciato il nostro magazzino la vita che avevamo vissuto prima  finita per sempre. E fin da allora ho capito che non avrei mai pi potuto vivere a Sacramento senza guardarmi sempre le spalle. Lo faccio anche adesso... Le cose per stanno cos e non si possono cambiare. E tu devi agire di conseguenza. Non puoi lasciare che quell'uomo vinca! Sai qual  la parte peggiore di tutto questo? Non avere scelta. Noi non ce l'abbiamo, Conner. Dobbiamo andare avanti."
Quant'era coraggiosa la sua sorellina, pens lui. Lo era sempre stata. "Devo confessarti che ultimamente ho anche pensato di non andare in tribunale..."
"Per via della tua donna?" disse subito Katie
Lui sbuff. "No, non per lei, per me. Ma lei ti somiglia... Non le ho detto niente, ma se sapesse mi chiederebbe di sicuro di fare il mio dovere – anche se alla fine potrebbe costarle caro."
"Quella donna mi piace" afferm Katie.
"Sono in un posto bellissimo, un delizioso piccolo paese tranquillo. Non so come stai tu dal punto di vista emotivo, ma voglio che tu e i ragazzi veniate qui."
A quelle parole segu un lungo silenzio. "Katie?" chiam lui.
"Lo dici per la tua nuova ragazza?" domand lei sottovoce.
"No, tesoro, lo dico per il paese, per il genere di posto che , per la gente che ci abita. Pu darsi che quella ragazza non resti qui a lungo, ma questo  il posto in cui mettere radici, ne sono sempre pi convinto ogni giorno che passa. L'unico svantaggio  che limita un po' le tue prospettive di trovare un altro uomo... ma i ragazzi qui starebbero benissimo. E per me sarebbe molto pi facile tenere d'occhio loro... e anche te."
Un altro silenzio.
"Katie, sei ancora l?"
"C' una piccola complicazione" disse lei dopo un lungo sospiro. "Credo di essermi presa una cotta per il dentista."
"Ne avevi gi parlato..."
"S, ma...  una cosa seria."
"State insieme?"
"No, non ancora. Ma passiamo sempre pi tempo insieme e, Dio mio, Danny... ops, scusa, Conner, mi piace talmente tanto! Vuole le stesse cose che voglio io, una casa, dei bambini, una famiglia.  cos dolce, intelligente, leale. Credo che stia cercando di mantenere il nostro rapporto sul piano professionale, ma giuro che se si china di nuovo verso di me come a dire che non gli dispiacerebbe baciarmi, gli salter addosso. Scusa se sono cos sfacciata, ma lo far."
"E tutto questo succede al lavoro?"
"Al lavoro, dopo il lavoro, quando pranziamo insieme. Ci siamo visti parecchio anche nei weekend.  fantastico con i bambini,  andato a vedere due o tre delle loro partite di calcio e loro lo adorano. Una sera l'ho invitato a cena, e una domenica lui ci ha invitati a mangiare hamburger e hot dog arrostiti sul barbecue."
Questa volta fu Conner a tacere.
Katie era nel Vermont, lontana mille miglia da lui. E tutti e due avevano conosciuto qualcuno che li interessava, per usare un eufemismo. Con la differenza che lei stava cedendo a una cotta mentre lui ci era gi dentro fino al collo, anche se non aveva idea di quanto Leslie fosse coinvolta.
"Danny?" sussurr Katie.
"S, sono qui."
I suoi nipoti erano tutto per lui. Diavolo, anche Katie lo era! Quando la loro madre era morta Conner aveva cercato di colmare il vuoto; e quando se n'era andato anche il padre lui aveva fatto le veci di entrambi i genitori. Il marito di Katie non aveva visto i suoi bambini venire al mondo, ma Conner era stato accanto a lei, in ospedale, e aveva passato la notte nella sua stanza per aiutarla con i gemelli che avevano un solo giorno di vita.
"Sognavo che tu potessi venire qui" disse Katie. "Mi piace molto, qui. Lo so, per ora non potremmo esser pi lontani pur vivendo nello stesso paese..."
Lui rise. "Potremmo, se tu vivessi in Florida."
"Forse tutto si aggiuster" sospir lei.
Aveva sempre saputo che sarebbe successo, pens Conner. Un giorno o l'altro. Ma non pensava che sarebbe successo cos, con Katie che incontrava l'uomo dei suoi sogni dopo essere dovuta fuggire lontano perch suo fratello era stato testimone oculare di un delitto. Per anche vivendo a Sacramento avrebbe potuto innamorarsi di un uomo che l'avrebbe portata via, e il risultato sarebbe stato lo stesso. Diamine, Katie meritava di innamorarsi di nuovo... quello con Charlie era stato un matrimonio pieno d'amore, perduto troppo presto.
"Andr tutto bene, tesoro" disse dolcemente.
A qualsiasi costo, pens, avrebbe fatto in modo che andasse tutto bene.

10.
Conner e Dan lavorarono per altre due settimane per rifinire la cucina nella casa che stavano ristrutturando, e quand'ebbero terminato Conner si offr di andare fino al nuovo cantiere di Paul, oltre le montagne, per prendere i progetti del lavoro successivo che lui voleva affidargli. Il container era parcheggiato sulla propriet dove Paul stava costruendo una grande villa. Le fondamenta erano gi state scavate e la struttura stava prendendo forma.
Paul era dentro il container, non nel suo ufficio ma chino sul grande tavolo di assi di legno poggiato su cavalletti. Aveva il computer aperto e una quantit di fogli sparsi davanti a s, e la sua espressione era alquanto corrucciata. "Qualcosa non va, capo?" domand Conner.
"Gli arredi, ecco che cosa non va. Ho un grosso lavoro di ristrutturazione a Clear River, e non riesco a trovare quello che vogliono i proprietari restando nei limiti del preventivo. Hanno preso delle foto da Architecture Monthly, roba di lusso, capisci, e io non trovo niente di quello che vogliono a un costo basso!"
"Fammi vedere" fece lui.
Paul gli pass alcune foto ritagliate dalla rivista.
Ah, pens Conner. Vendere ai costruttori era quello che aveva sempre fatto! Pass in rassegna le foto. "Bello. Rubinetteria in ottone cromato, stile toscano, mi piace molto. Quanto al lavabo in ottone... se fossi in te cercherei di dissuaderli.  molto bello, ma tenerlo pulito ed evitare le macchie  un'impresa. Qualche accessorio qua e l  una cosa, ma sconsiglio l'ottone a diretto contatto con l'acqua. Bisogna dire per che l'effetto  molto elegante. Belle anche le luci... queste non dovrebbero essere difficili da trovare. Fammi usare il tuo computer per un momento, credo di sapere dove possiamo trovare un po' di questa roba. A prezzo di fabbrica."
"Dici davvero?" disse Paul girando il portatile verso di lui.
"Ci provo. Conosco alcuni produttori che fabbricano questi accessori, o delle repliche molto fedeli." Fece un po' di ricerche e in pochi minuti trov rubinetti, miscelatori, soffioni da doccia, e poi lampade, maniglie e pomoli per i pensili. Annot i numeri di codice e i prezzi, continu a cercare un accessorio dopo l'altro e a prendere nota dei dettagli. Alcuni oggetti erano difficilmente reperibili, alcuni costavano un po' troppo. "Prova a suggerire quest'alternativa ai tuoi clienti" disse a Paul indicando un soffione da doccia. " di ottima qualit, ha lo stesso valore, e secondo me  perfetto. Pu essere addirittura meglio dell'originale – la ditta Moen offre una garanzia a vita." E continu la ricerca per la cucina, trovando gli arredi originali o delle buone alternative a prezzo ottimo.
"Come ci sei riuscito?" domand Paul stupefatto.
"Costruire arredi per cucine e bagni  il mio lavoro."
"S, ma hai le informazioni che ha di solito un costruttore, non un semplice falegname..."
"Il mio capo mi affidava spesso delle ricerche, perci sono abituato a ottenere buona merce a prezzi di fabbrica."
"Grazie" fece Paul rimirando il foglio con prezzi, numeri di codice e siti Internet. "La prossima volta, invece di perdere tempo chieder direttamente a te."
"Ma certo" rispose lui. "Sar felice di darti una mano."
Paul lo guard con un'espressione strana. "A volte ho l'impressione che in te ci sia molto pi di quanto appare."
Conner rise. "Non hai idea! Hai i progetti per il prossimo lavoro? Dan e io vorremmo cominciare domani, se i proprietari sono pronti."
"Eccoli qua" disse Paul porgendogli alcuni rotoli di disegni. "In due o tre giorni dovete tirar via la cucina che c', mettere il pavimento nuovo, i pensili di base, un piano di lavoro in granito. E nei dieci giorni successivi dovreste installare gli elettrodomestici e procedere alle rifiniture. Fate in modo di non tardare."
"Un gran bel lavoro" osserv Conner esaminando i progetti.
"E un gran bel guadagno, perci voglio rispettare i tempi di consegna. Se avete bisogno di aiuto fatemelo sapere e vi mander qualche uomo in pi, ma voglio accontentare questa gente. Hanno un sacco di amici."
"Contaci."
"Ah, Conner... volevo parlarti anche di un'altra cosa."
Lui inarc le sopracciglia.
"Si tratta di Leslie. Al momento non  qui,  andata a Eureka per comprare della cancelleria per l'ufficio. E volevo appunto parlarti di lei."
"Spara" disse Conner dopo una pausa di silenzio.
Paul trasse un gran respiro. Evidentemente quel discorso non era facile nemmeno per lui. "Tu mi piaci, figliolo. Brie garantisce per te, Dan dice che sei un gran lavoratore attento e preciso. Si fida di te, e non  uno facile. Non ho ragione di dubitare di te o di avere dei sospetti, perci non si tratta di questo... ma conosco Les da dieci anni, ormai  quasi parte della famiglia, e ultimamente ne ha passate tante. Non voglio che debba soffrire di nuovo."
Conner fece un piccolo cenno di assenso. Non era stupito dalle parole di Paul: le notizie correvano in fretta da quelle parti. "Perfettamente comprensibile – ma dovresti parlare con lei, non con me. Di' a lei che cosa ti preoccupa, perch ti assicuro che io non voglio proprio complicare la vita di nessuno."
Un angolo della bocca di Paul si incurv in un sorrisetto. "Lei sembra felice" osserv.
Conner sogghign appena. "E io? Ti sembro felice?"
"Non saprei leggere la tua faccia nemmeno se ne andasse della mia vita" rise l'altro.
"Non voglio essere indiscreto, ma posso sapere una cosa? Quando frequentavi tua moglie, la gente ti faceva tante domande? Ti diceva la sua riguardo al tuo comportamento, alle tue ragioni e intenzioni? Magari prima ancora che ne fossi sicuro tu stesso?"
L'altro scoppi in una gran risata. "Come no" rispose. "Tutti quanti, pi i loro amici e parenti. E non so se hai gi conosciuto mio suocero..." Rise di nuovo, poi si alz e gli porse la mano. "Buona fortuna, amico."
Conner la strinse. "Grazie... almeno credo."
"Per non fare casini con lei."
"Leslie non mi sembra una donna fragile o nevrotica" osserv Conner. "Anzi, credo sia la donna pi normale che io abbia mai frequentato. In tutta la mia vita."
"Be', io spero che tu sia l'uomo pi normale che Leslie abbia mai frequentato" fu la risposta. "Perch ho conosciuto l'ultimo, e ti assicuro che adesso lei si merita un uomo davvero normale."
Dopo le ultime piogge di aprile, maggio arriv con un sole caldo che accese di mille colori le colline e i prati colmi di fiori. Conner si fece prestare la Harley da Luke Riordan e una domenica pomeriggio port Leslie a fare una gita oltre le montagne, attraverso i boschi di sequoie fino ai vigneti e al mare.
Si fermarono su una collina per ammirare lo splendido panorama, ma quella vista li tenne occupati solo brevemente e ben presto si ritrovarono sdraiati sull'erba a sbaciucchiarsi come due ragazzini.
"Sei una terribile tentazione" sussurr lui. "Mi piacerebbe spogliarti qui, subito, ma potrebbe essere rischioso..."
"Ah, davvero?"
"Be', prima di tutto c' una strada. Potremmo immergerci uno nell'altra e non accorgerci delle macchine in arrivo fino all'ultimo momento. O le formiche rosse potrebbero entrarci sotto i vestiti, e la pagheremmo cara."
"Allora andiamo via di qui. Cerchiamo un supermercato, compriamoci due filetti, delle patate, dei funghi e degli asparagi e torniamo a casa. Tu puoi arrostire bistecche e asparagi sulla griglia e io penser alle patate e ai funghi."
"Affare fatto" fece lui porgendole una mano per aiutarla ad alzarsi.
Quella sera, mentre bevevano un bicchiere dopo cena – lei il suo Merlot e lui una birra – Leslie disse: "Spero di non spaventarti, ma devo dire che non ricordo di essermi mai sentita cos bene".
"E perch dovrei spaventarmi?"
"Be', so che non prendi in considerazione nessun tipo di rapporto permanente. Ma sappilo, io mi sento molto meglio di quanto mi sia mai successo in vita mia."
L'idea di un rapporto permanente era davvero allettante, ma era un lusso che al momento lui non poteva permettersi. "Quale pensi che sia la ragione?" domand Conner.
"Non saprei... forse perch non sono sempre sulla corda. Fino a poco tempo fa non mi ero resa conto di quanto lavorassi duramente nel mio matrimonio con Greg. Avevo sempre sentito dire che un matrimonio costa fatica, e avevo accettato l'idea senza capire davvero che cosa significasse. Cio che entrambe le parti della coppia dovevano lavorare sodo, non una sola."
Diavolo, quanto sconvolger la sua pace, pens Conner. "Tutte le coppie hanno delle divergenze" osserv ad alta voce. "Solo che finora noi non ne abbiamo avute."
"Non so perch, ma credo che con te sar diverso."
"E come mai?"
"Be', mi sembra che tu apprezzi la calma quanto me."
Lui bevve un sorso di birra. "Infatti  cos, piccola. Ma questo non significa che i guai non possano raggiungermi."
Lei alz le spalle, ignara. "Vuol dire che se succede qualcosa giocheremo le carte che ci vengono servite."
Non posso continuare a rimandare, pens lui. Anche se non doveva dire niente a nessuno, sapeva di potersi fidare ciecamente di Leslie. Doveva rivelarle la verit, ma avrebbe aspettato ancora un po'. Perch quell'intervallo dalla dura realt era troppo piacevole per abbandonarlo cos presto.
Un pomeriggio verso le tre e mezza Jack Sheridan stava lucidando il bancone, quando nel locale entr un uomo che non aveva mai visto. La cosa in s non era insolita: la gente passava di l di continuo. Ma l'aspetto dell'uomo, quello s era insolito. Non era un cacciatore, un campeggiatore, un pescatore o un rocciatore. Insomma non era uno sportivo, anzi sembrava uscito dalle pagine di GQ. Portava una camicia bianca perfettamente stirata, con il colletto aperto e le maniche arrotolate, un paio di pantaloni con la piega, mocassini lucidissimi. E sul braccio teneva un elegante blazer di flanella.
"Salve" disse Jack amichevolmente.
L'uomo si sedette su uno sgabello. "Buongiorno. Mi d una birra?"
"Certo. Qualche preferenza?"
"Non saprei. Una marca importata, magari."
Jack sorrise. "Eccola" disse prendendo dal frigorifero una bottiglia di Heineken e stappandola. "Bottiglia o bicchiere?"
"Un bicchiere ghiacciato, per favore." Poi l'uomo estrasse dalla tasca un cellulare ultimo modello e selezion la funzione Chiamata.
"Non riuscir a telefonare" lo avvert Jack. "Qui in paese non c' campo per i cellulari, bisogna arrivare sulla statale 36 verso Fortuna. Ma se vuole ho un telefono fisso."
"Davvero? Mi farebbe un gran piacere, devo chiamare mia moglie."
"L'apparecchio  in cucina, si accomodi. E non si lasci spaventare dal cuoco." L'uomo si irrigid. "Scherzavo" fece Jack con un sorrisetto ironico. "Sembra feroce, ma in realt  un agnellino. Giuro."
Dopo una lieve esitazione l'uomo entr in cucina. Fu di ritorno dopo un paio di minuti, e un secondo dopo Preacher lo segu e si mise dietro il bancone accanto a Jack. Quel giorno il suo grembiule bianco era tutto macchiato, il che lo faceva apparire pi inquietante del solito, e in pi aveva un cipiglio feroce. Preacher non doveva aver gradito quel che il tale aveva detto al telefono, pens Jack. Altrimenti non sarebbe uscito dalla cucina.
Gli vers un bicchiere di Coca e prese una tazza di caff per s.
"A proposito" disse, "io sono Jack.  qui di passaggio?"
L'uomo gli porse la mano, sottile e ben curata "Greg" disse. "S, star qui per un'oretta circa."
" strano venire a Virgin River solo per un'ora" comment Jack. "Sta forse cercando una propriet da comprare per qualcuno?" Certo non per s, pens.
"Be', non che siano affari suoi, ma sono venuto a parlare con mia moglie... la mia ex moglie. Vive qui, dobbiamo discutere di due o tre cosette e ho pensato che vederci in un luogo pubblico sarebbe stato pi piacevole che non presentarmi da lei senza preavviso."
"Un'ottima idea" comment Jack.
Preacher incroci le braccia sul petto e lo fiss truce.
"Cos lei verr qui?" continu Jack.
"Difficile a dirsi...  caduta la linea."
"Ah" fece lui. Quello era un modo elegante per dire, Mi ha chiuso il telefono in faccia. "Qualcuno che conosco?"
L'uomo ridusse gli occhi a due fessure, poi gett una rapida occhiata a Preacher e si schiar la gola. "Leslie Adams." Tossicchi di nuovo. "Petruso, adesso. Leslie Petruso."
"Ah, Leslie" fece Jack con un sorrisetto. "Una nostra buona amica, vero, Preacher?"
Preacher fulmin il tizio con un'ultima occhiata e torn in cucina.
Ora, Jack non si considerava un genio, ma conosceva bene il suo socio. Quel tale Greg doveva aver detto qualcosa di molto sgradevole a Leslie per far s che Preacher lo seguisse dopo la telefonata. E ovviamente Jack sapeva che questo era l'ex che Leslie aveva inondato di schiuma con l'estintore. Quanto gli sarebbe piaciuto assistere alla scena!
"Leslie  molto benvoluta qui, come pu immaginare" disse ad alta voce.
" benvoluta dappertutto" rispose l'altro. "Ma sono stato un po' preoccupato per lei, da quando  venuta fin quass.  da sola."
"Non  sola, amico mio. Paul Haggerty bada a lei, e lo fanno anche altri. E sembra che si sia inserita molto bene nella nostra comunit."
"Ho sentito dire che frequenta qualcuno" disse Greg. "Mi domandavo... lei per caso sa chi ?"
Jack decise di mentire. "La gente di solito non mi racconta le sue storie sentimentali. Non so dirle proprio niente."
Greg scroll la testa. "Vorrei tanto che tornasse a casa, dove potrei badare a lei molto meglio."
"A meno che non abbia capito male, socio, siete divorziati... e non solo, lei stesso ha appena detto che adesso Leslie ha qualcuno che bada a lei."
"Ma questa non  una cosa positiva, Jack" obiett l'altro. "Nessuno conosce Leslie quanto me..."
Jack pass lo straccio sul bancone con molta cura. "Interessante che voi due abbiate divorziato. A sentirla si direbbe che eravate molto legati."
"Lo siamo ancora, questo non cambier mai. Non si passano quasi dieci anni con una donna senza stabilire un legame molto forte. Ed  questo che abbiamo, Jack, un legame speciale. Leslie ha bisogno di me. Certo, a volte lei non vuole ammetterlo e lo capisco, perch io mi sono risposato. Ma so quello che va bene per Leslie, anche se lei non lo sa."
Jack tacque a lungo, pensando a quanto sua moglie gli avrebbe fatto pagare una frase come quella – e loro erano ancora sposati. Un commento cos maschilista non avrebbe avuto un bell'effetto a casa sua. Mel non amava essere diretta da qualcun altro. "Lei dev'essere una persona molto intuitiva" comment.
Greg fece un sorrisetto compiaciuto. "Ho i miei momenti" replic portandosi il bicchiere alle labbra.
Gi, pens Jack, ma non credo che questo lo sia.
Leslie rispose al telefono sulla sua scrivania. "Costruzioni Haggerty, sono Leslie."
"Leslie, sono Greg. Devo parlarti."
Lei inspir a fondo. "C' stato un lutto in famiglia?" domand brusca.
"No, certo che no!"
"Hai deciso di darmi una buona parte del denaro che hai nascosto mentre divorziavamo?"
"No! Voglio dire, non ho mai..."
"E allora non abbiamo niente di cui parlare."
"No, senti, aspetta! Sono andato a trovare i tuoi!"
Lei rimase senza parole per un momento. "E a che scopo?"
"Volevo sapere come stavano e avere tue notizie. Loro mi hanno detto che adesso vedi qualcuno. Sar meglio che ne parliamo."
"Adesso stammi bene a sentire" ribatt lei seccamente. "Chi eventualmente io vedo non  affar tuo, e non voglio che tu infastidisca i miei. Tu a loro non piaci neanche!"
"Non dire sciocchezze, sono sempre molto gentili con me!"
"Perch sono persone gentili. Vedi di lasciarli in pace, o ti sguinzaglier contro Paul."
"Che brutto carattere, Leslie. Non c' ragione di essere cos sprezzante, ti chiedo solo di ascoltarmi per un momento. Sono qui a Virgin River, in un piccolo bar, e non me ne vado finch tu non accetti di incontrarmi. Ho pensato che un luogo pubblico ti piacesse di pi, e ti facesse sentire meno minacciata..."
"Che facesse sentire me meno minacciata?" fece lei scoppiando a ridere. "Che stronzata, Greg! Credi che non oserei farti del male in un luogo pubblico? Comunque perdi il tuo tempo. Non ho intenzione di incontrarti, perch non abbiamo niente da dirci."
"Se non vieni scoprir dove abiti e verr a casa tua. Dico sul serio, non me ne andr finch non ti avr vista. Dobbiamo discutere di quest'uomo che fr..."
Lei riagganci sbattendo il cordless sulla scrivania. "Maledizione!" ringhi. Come aveva potuto restare sposata con lui tanto a lungo senza capire che bastardo ficcanaso fosse? Che in tutti quegli anni le avesse messo dei calmanti nel t?
Non voleva vedere Greg, non voleva parlargli, ma temeva che se non fosse andata da Jack lui le avrebbe complicato la vita ancora di pi. E soprattutto non voleva che lui rovinasse il suo rapporto con Conner. Era davvero felice per la prima volta da tanto tempo...
Sbatt il telefono altre due o tre volte sul ripiano della scrivania, imprecando, e Paul comparve immediatamente sulla soglia. "Qualche problema?"
Lei afferr la borsa e le chiavi della macchina. "Devo andar via, Paul. Ed  gi tardi, perci non riuscir a tornare oggi. Verr in ufficio presto domani mattina..."
"Non c' bisogno che tu arrivi all'alba. C' qualcosa che non va?"
"C' che quell'uomo mi sta facendo saltare i nervi" ringhi lei.
"Conner?"
"Dio santo, no. Conner  un tesoro,  perfetto. Parlo di Greg Adams!"
"Che vuole adesso?"
"Mi sta aspettando da Jack. A quanto pare i miei genitori gli hanno detto che frequento qualcuno e lui vuole discuterne con me."
"Perch mai?"
"Non ne ho la pi pallida idea, ma lui minaccia di restare l finch non mi vede, o addirittura di venire a casa mia. Perci  meglio ci vada prima che il locale si riempia di gente e ci sia anche un pubblico."
Paul si fece da parte per lasciarla passare. "Vuoi che venga con te?" domand.
"Non occorre, Paul. Posso cavarmela da sola."
Se il locale di Jack fosse stato un saloon da film western e Leslie avesse portato una fondina con un revolver, la scena sarebbe stata perfetta. Lei entr di furia, pronta a dar battaglia, e vide con sollievo che c'erano solo due uomini seduti a un tavolo accanto alla finestra, intenti a bere un boccale di birra. Entro mezz'ora sarebbero arrivati i clienti per la cena, ma grazie a Dio per il momento il locale era quasi vuoto.
Greg si volt sentendo i suoi passi e sorrise, ma lei si avvicin al bancone scura in volto e non si sedette.
"Qualcosa da bere, Les?" domand Jack.
"No. Greg, non ho niente da dirti a meno che tu sia venuto per darmi un grosso assegno. Voglio che tu te ne vada, e che lasci in pace me e i miei!"
"Leslie, tesoro... So che per te questo momento di transizione  difficile e..."
"Non chiamarmi tesoro! Non  un momento di transizione e non  affatto difficile,  un divorzio, e ho scoperto che  la cosa migliore che mi sia mai capitata. Adesso stammi a sentire una volta per tutte. Tra noi non c' pi niente.  finita. Tu mi hai lasciata, hai una moglie incinta a Grants Pass. E non..."
"Una moglie incinta?" ripet Jack, che stava ascoltando poco lontano.
"Non ha qualcosa da fare da qualche altra parte?" domand Greg seccato.
"No. Amico, deve farsene una ragione..."
"Lei non capisce" ribatt Greg. Poi si rivolse a Leslie. "Non c' bisogno di tutto questo antagonismo, Leslie. Io voglio aiutarti perch tengo molto a te. E ho pensato che dovremmo parlare di questo tizio che vedi, perch..." Cerc di prenderle una mano, ma lei la tir via con uno strattone. "E va bene, forse non vuoi sentirtelo dire, ma lo stai facendo solo per ripicca. La gente commette degli errori gravi quando agisce per questo motivo."
"Non. . Per. Ripicca."
"Non conta solo il periodo di tempo che  passato, Leslie" insistette lui. "Quello che conta  l'investimento emotivo. E credimi, io so quant' stato difficile il divorzio per te."
"Non lo  pi per niente. Anzi, divorziando mi hai fatto un enorme favore. E adesso vattene."
"Dimmi solo chi , Leslie. Parlami di lui. Non voglio dovermi preoccupare per te..."
"Questo privilegio lo hai perso da un pezzo, Greg. Non discuto pi delle mie faccende private con te."
Lui scroll la testa. "La tua amarezza parla da sola. In questo tizio ci dev'essere qualcosa che ti preoccupa, altrimenti non saresti cos sulla difensiva."
"In te c' qualcosa che mi preoccupa" ribatt lei. "Se compari qui un'altra volta telefoner ad Allison e le suggerir di farti internare."
"Davvero" intervenne Jack, "anch'io sono preoccupato per lei. Ha un bambino in cantiere a Grants Pass e viene ancora qui a tormentare la sua ex?"
Greg si volt di scatto. "Perch non si trova qualcos'altro da fare?" sibil.
Jack fece spallucce. "Potrei, ma questa conversazione  affascinante. E poi il bar  mio."
L'altro sospir esasperato. "E va bene" disse voltandosi verso Leslie. "Veniamo al punto e diciamo le cose come stanno."
Lei mise un gomito sul bancone e appoggi la testa sulla mano, gemendo. Poi imprec sottovoce.
"Che tu te ne renda conto o no, il fatto  che la tua autostima ha ricevuto un duro colpo" esord Greg. "Perci non sei nelle condizioni di legarti a un tale che non conosci davvero. Quando ho fatto la difficile scelta di andarmene, sapevo che avrei dovuto aiutarti a superare tutto questo, Leslie, e lo far perch tengo molto a te. Anche se non ti amo pi come una moglie, ti voglio bene come alla mia migliore amica, e sar sempre cos."
"Io non sono la tua migliore amica. Non sono neanche un'amica e basta, e la mia autostima non  mai stata pi salda."
"Perci, anche se capisco che tu sia in fase di negazione, so che il fatto di perdermi ti ha distrutta" continu Greg imperterrito. "Per te  stato come toccare il fondo, e io non voglio che per riemergere tu chieda aiuto a un uomo che non va bene per te – non quando ci sono io pronto ad aiutarti per superare la crisi. Sappiamo entrambi che non hai mai avuto un'alta opinione di te stessa, che hai sempre lottato con l'impressione di non essere all'altezza. Ma io voglio solo esserti utile... Hai pi potenziale di quanto credi, Leslie. Lascia che ti aiuti!"
Lei lo fiss stupefatta per un minuto. Ironicamente, non solo Greg era fermamente convinto che fosse cos, ma c'era stato un periodo in cui era stato vero. Il suo abbandono l'aveva distrutta. Ogni volta che lo vedeva con la nuova moglie, bella, intelligente, arrivata, il dolore era insostenibile. Greg riteneva di essere un dono di Dio per tutte le donne, e quindi se lasciava sua moglie lei doveva per forza essere distrutta.
Dio, quanto le dava fastidio ammettere che per un po' di tempo era stato cos!
Gli volt la schiena, gir attorno al bancone e irruppe in cucina attraverso le porte a battente. Preacher alz la testa dai fornelli e la guard con la fronte aggrottata, domandandosi che diavolo voleva.
Leslie si guard intorno, e finalmente vide l'estintore agganciato sulla parete accanto alla porta. Si avvicin, lo sganci dalle staffe e si volt per tornare nel bar.
Se Jack non l'avesse seguita per vedere che diavolo aveva in mente, probabilmente non avrebbe fatto in tempo. Era ancora accanto alla porta quando vide che lei aveva gi liberato l'ugello e si preparava a usare la schiuma. Anche Preacher l'aveva seguita, ma non abbastanza in fretta. Adesso erano entrambi sulla soglia della porta che dava sul bar, Preacher un po' pi indietro.
"Ehi, ehi, Leslie, calma!" esclam Jack cingendola alla vita da dietro e sollevandola dal pavimento. "Stai ferma!"
"Ma hai sentito che cosa mi ha detto?" ringhi lei furibonda. "Che il suo abbandono mi ha distrutta, che non ho un briciolo di autostima perch lui mi ha lasciata?"
"S, non ho potuto fare a meno di sentirlo.  un idiota. Adesso te ne libero e lo butto fuori."
"No! Lascia fare a me. Questo  l'unico messaggio che capisce!"
"Dai, Les, cos sporchi tutto..."
"Non quanto sporcherei se lo ammazzassi!"
Jack ridacchi e diede un'occhiata a Greg, che stava indietreggiando nervosamente senza rendersi conto che cos diventava un bersaglio migliore.
"Poi per dovrai ripulire" ammon Jack.
"Certo" disse lei.
"E allora vai." E la rimise a terra.
Lei gir di corsa attorno al bancone e colp. Questa volta non ci fu alcun preavviso, esitazione o conto alla rovescia: Greg venne colpito al petto, in faccia, sulle braccia, le gambe e la schiena – perch si era girato per scappare via urlando.
"Sei una stronza puttana fuori di testa!" strill correndo in strada, tutto bianco e simile a un omino di neve.
Leslie si volt verso il bancone ridendo a crepapelle.
"Non ho sporcato cos tanto" osserv, "la schiuma  finita tutta addosso a lui. Adesso s che berr volentieri qualcosa."
Jack le serv il suo Merlot preferito e le porse uno straccio preso da sotto il banco. "Sembra che abbia dimenticato il suo bel blazer" osserv.
"Perfetto per la vendita di beneficenza della chiesa" fece lei sollevando l'indumento con due dita e passandolo a Jack. Poi appoggi l'estintore sullo sgabello accanto a s, come se fosse il suo cavaliere. "Non credo che torner a prenderlo. Peccato che non ne ricaveranno quanto vale... sono sicura che sia costato un bel po'."
Si volt verso la porta in tempo per vedere Conner e Paul che entravano insieme, sicuramente dopo aver visto Greg. Lei sollev il suo bicchiere verso di loro in un brindisi.
"Lo ha fatto di nuovo" disse Paul a Conner.
"Ragazza in gamba" rispose Conner.

11.
Leslie non voleva sacrificare il suo tempo con Conner, ma non vedeva l'ora di arrivare a casa per telefonare a sua madre. Perci gli chiese di darle un'ora di tempo. Se poi avesse voluto vederla quella sera, aggiunse, lo scotto da pagare sarebbe stato una cena presa da Jack.
"Perch non mi hai detto che Greg vi stava tormentando?" domand non appena sua madre rispose al telefono.
"Credevo di avertene accennato" rispose Candace.
"S, so che vi ha telefonato ed  anche venuto da voi per sapere dov'ero, quando me ne sono andata da Grants Pass, ma non avevo idea che poi avesse continuato a infastidirvi!"
"Be', tesoro, non volevo che ti preoccupassi. Sapevo che non era colpa tua, e a un certo punto ho pensato di essermi liberata di lui."
"Da quanto va avanti questa storia?"
"In effetti,  cominciata subito dopo che tu ti sei trasferita l. Dapprima pensavo che venisse da noi solo perch voleva sapere dove fossi andata, ma quando ha continuato anche dopo averlo saputo ho cominciato a pensare che fosse un po' strano... E finalmente gli ho detto con tutta la gentilezza possibile che non poteva spuntare da noi in quel modo, e che volevo che prima telefonasse. E a ogni chiamata dicevo sempre che mi dispiaceva, ma stavamo proprio per uscire. Per l'imbecille ha continuato a telefonare."
"Che diavolo ha in testa?" esclam Leslie.
"Be', dapprima ha detto di non volere che i nostri rapporti cessassero solo perch il vostro matrimonio era finito, ma era chiaro che non era vero. Finiva sempre col parlare di te, voleva sapere come stavi e cos via... Cos alla fine gli ho detto che non eri mai stata meglio, che frequentavi un uomo fantastico e che eri molto felice."
"E questo quando gliel'hai detto?"
"La settimana scorsa" rispose sua madre. "Perch?"
"Perch oggi  venuto a Virgin River. Di nuovo!"
"Ma che diavolo..."
"Voleva sapere tutto dell'uomo che frequento.  certo che lo stia facendo per ripicca, e vuole aiutarmi in questo momento di crisi, perch  sicuro che io sia ancora devastata per il dolore di averlo perduto."
Candace scoppi a ridere.
"Che c' di tanto divertente?"
"L'altissima opinione cha ha di s, ecco cosa mi fa ridere. Come ti sei liberata di lui?"
"L'ho beccato con l'estintore, ma questa volta sul serio. L'ho coperto di schiuma."
"Sta diventando un'abitudine, eh? Sai, mi viene un sospetto allarmante... stai diventando come i tuoi genitori!"
Lei sospir. "Non mi dispiacerebbe affatto, specialmente se potessi divertirmi tanto quanto voi... ma a ogni modo penso di comprarmi un estintore da tenere in casa. Sai, se non temessi di mandare un messaggio sbagliato a quel cretino di Greg, telefonerei a sua moglie e gli direi di tenerlo chiuso in casa per un po'."
"Uhm... forse il nuovo matrimonio non funziona poi cos bene, ci hai pensato? Quell'uomo ha troppo tempo libero."
"Dio, spero proprio che ti sbagli" esclam Leslie. "Ho bisogno che sia felicemente sposato, in modo che non sia pi un mio problema!"
"C' stato un momento in cui un pensiero simile – che il suo matrimonio fosse in crisi – ti avrebbe riempita di gioia" le ramment sua madre.
"Gi, ma negli ultimi due mesi ho scoperto una verit molto importante. L'unica cosa peggiore che sentirsi respinta e devastata,  sentirsi una perfetta idiota."
Nella seconda settimana di maggio, Conner ricevette da Brie un messaggio in cui lo pregava di richiamarla non appena avesse un minuto. Quando la contatt, lei gli disse che aveva delle informazioni da dargli e lo invit ad andare a casa sua verso le sei, quando avesse finito di lavorare. E poich era ancora presto, per far passare il tempo Conner and da Jack a bere una birra.
Se aveva mai sperato di passare inosservato a Virgin River, ci aveva rinunciato del tutto. Ormai era conosciuto come l'uomo di Leslie: erano bastati un barista, un cuoco, due o tre clienti del bar e un costruttore con la lingua lunga, e tutto il paese era venuto a saperlo. Nel giro di una settimana, la visita di Greg e la doccia di schiuma antincendio erano diventate una leggenda. Gli abitanti di Virgin River adoravano le belle storie, e quando ne capitava una la divoravano con gran gusto. Forse perch a parte quelle storie in paese non c'era un granch come divertimento.
" un paesino" spieg Jack. "Noi viviamo per cose come queste."
"E qual  l'ultima diceria su di me?" si inform Conner.
"Oh, niente di interessante, solo che per avere Leslie dovrai strapparla con la forza all'ex marito." E Jack sogghign.
Conner lo fiss intensamente per un momento. La triste verit, pens, era che lui teneva nascoste delle informazioni molto pi interessanti... "Ragazzi" disse scuotendo la testa, "dovete farvi una vita vostra!"
"Questa  la nostra vita, amico. E di solito non amiamo le emozioni troppo forti."
Questo, Conner lo capiva molto bene.
"E dov' la tua ragazza stasera?" domand Jack.
"Credo sia la serata dedicata allo yoga."
"E che cosa fai quando  la serata dello yoga?"
"Lavoro un po' al computer e vado a letto presto. Essere oggetto di pettegolezzi  una cosa massacrante."
L'altro rise. "Scommetto che non sei il duro che sembri."
Dal bar, Conner and a piedi a casa di Brie. Lei gli aveva detto di presentarsi alla porta di casa e non a quella dello studio, che era stato aggiunto a un lato della casa. Quando lei gli apr, Conner fu colpito ancora una volta dalla sua somiglianza con Katie. Anche Brie era piccola e minuta, specialmente a piedi nudi com'era in quel momento. Portava un paio di jeans aderenti, una blusa con le maniche rimboccate, e aveva i lunghi capelli sciolti sulla schiena. Se Conner non ricordava male, aveva passato i trentacinque, ma sembrava molto pi giovane della sua et.
Brie teneva in mano una tazza di plastica da bambini. "Vieni" disse. "Sto dando la cena a Ness."
Lui la segu fino in cucina e la osserv mentre toglieva dal microonde una ciotola di maccheroni al formaggio e vi soffiava sopra per intiepidirli. Ness era seduta accanto al tavolo su un seggiolone e squittiva di impazienza per avere la pappa. "Va bene, va bene, non agitarti" disse Brie deponendo la ciotola di fronte a lei. Poi riemp di latte la tazza, la mise sul tavolo e si appoggi alla credenza con un gran sospiro.
Conner ridacchi scuotendo la testa. "Faccio fatica a immaginarti mentre fai arringhe in tribunale" osserv.
"Ed era anche straordinariamente brava" fece Mike Valenzuela entrando in cucina. Vestito com'era, in camicia di denim, jeans e stivali, non sembrava un poliziotto – e, come Conner aveva scoperto, non voleva affatto sembrarlo, infatti portava di rado una pistola, anche se teneva un fucile agganciato alla rastrelliera del pick-up. "Posso prenderti qualcosa da bere?" domand aprendo il frigorifero.
"No, grazie. Allora, che succede?"
"Un paio di cose" spieg Brie. "Prima di tutto, stanno per cominciare la selezione della giuria, e probabilmente riusciranno a rispettare la data che Max aveva scelto. Il che significa che sarai chiamato a testimoniare verso la fine del mese, forse anche prima.  una buona notizia, vero? Seconda cosa, questa  arrivata per te al Procuratore Distrettuale e lui me l'ha inoltrata." Gli porse una busta bianca.
Conner guard la scrittura, poi il mittente, e le restitu la busta. " della mia ex moglie. Mi ha gi scritto altre lettere, ma io non le leggo mai."
"Quella leggila, per favore. Vorremmo sapere come mai l'ha spedita all'ufficio della Procura, se lo dice."
Conner la premette nella mano di lei. "Fai pure, leggila tu. E divertiti."
"Ma potrebbe essere personale..." protest lei reggendo la busta con una certa riluttanza.
Gi, pens lui. Il Procuratore Distrettuale conosceva la storia del suo matrimonio, ma Brie no.
"No, non credo. Abbiamo divorziato due anni fa, e l'abbiamo fatto perch lei aveva dei problemi con il sesso. Nel senso che lo faceva molto pi di me, con molti altri partner."
"Oh" disse Brie. "Mi dispiace..."
"Perci vai tranquilla. Probabilmente  un'altra di quelle lettere di riparazione... me ne ha mandate un po' prima dell'incendio – e prima dell'omicidio nel vicolo dietro il mio magazzino."
"Di riparazione?" ripet lei aprendo la lettera. "Dunque significa che...?"
"Gi,  entrata in una specie di programma di rieducazione" annu lui. "Molto lungo e molto costoso. Il mio regalo d'addio alla signora."
"Accidenti" sussurr Brie dispiegando i fogli di una lunga lettera ed esaminandoli. Scritti nitidamente a mano in inchiostro blu, con una grafia ordinata e fitta. Tre pagine, su entrambe le facciate, una scrittura quasi ossessiva. "Accidenti" ripet. "Ci vorr un po'."
"Mettici quanto vuoi,  tutta tua."
"Non ti domandi come abbia fatto a collegarti a Max? All'ufficio della Procura? Non sei curioso di sapere?"
"Non proprio. Era una donna intelligente – in quasi tutte le sue manifestazioni."
Brie scorse rapidamente la prima pagina. "Be', siamo fortunati, lo dice subito. Dopo aver saputo dell'omicidio e dell'incendio del tuo magazzino ha deciso di rischiare e ha chiesto all'ufficio della Procura se per caso sapevano dov'eri.  molto preoccupata per te e spera che tu stia bene."
"Tipico di Samantha" ribatt lui. "Si preoccupava per me anche prima dell'omicidio e del resto. Vuole che ci sia un dialogo tra noi, il che non succeder mai."
"Forse vuole essere perdonata" sugger Brie.
"S, c' anche questo... e infatti subito dopo il divorzio le ho detto che la perdonavo, ma che non avremmo mai pi avuto dei contatti perch non era una buona idea per nessuno dei due. Vorrei tanto che la smettesse di scrivermi."
Brie lesse un altro po'. "Dice che non  pi ricaduta nel suo vizio da tempo, che ti chiede scusa e che sente la tua mancanza."
"Buon per lei – che stia guarendo, voglio dire. Ma adesso ci sono due o tre cosette che vorrei dirti. Quando pensi che mi chiederanno di andare a Sacramento?"
"Tra due o tre settimane, direi."
Ness cerc di prendere la tazza di latte, che per era troppo lontana, e automaticamente Conner la spinse pi vicina alla sua manina. "Ecco qua, tesoro.  buono, vero?" domand gentilmente. Poi si raddrizz e gett un'occhiata a Brie. Meno male che erano tutti in cucina, con Ness che mangiava la sua cena. Si augurava che la presenza della bimba impedisse a Brie di avere una crisi di nervi.
"Prima di testimoniare voglio andare a trovare mia sorella" annunci. "Andr in macchina fino a San Francisco, lascer il pick-up nel parcheggio a lungo termine dell'aeroporto e prender un aereo per il Vermont. Non le ho ancora detto che ci andr, ma sono sicuro che sar felice di vedermi. Siamo molto legati, lei, io e i bambini."
"Non te lo consiglio" fece lei scuotendo la testa.
"Non ti stavo chiedendo un consiglio" ribatt Conner. "Non so esattamente che cosa sai di noi, perci lascia che colmi qualche lacuna. I nostri genitori sono morti quando eravamo piuttosto giovani, prima uno e poi l'altro, e ci siamo ritrovati orfani quando io avevo ventitr anni e Katie venti. Abbiamo rilevato l'impresa di famiglia senza sapere come gestirla, e anche se lei si riteneva un'adulta io ho dovuto farle da padre e da madre mentre lavoravo giorno e notte. A ventisei anni ha sposato un ragazzo fantastico, Charlie, che per me era come un fratello. Meno di un anno dopo, due mesi prima della nascita dei gemelli. Charlie  morto in Afghanistan. Questo  successo cinque anni fa. E io ho continuato a prendermi cura di Katie e dei suoi figli fino al giorno in cui il Procuratore Distrettuale ha mandato lei da una parte e me dall'altra del Paese. Parlo con Katie quasi ogni giorno, e sai che  successo? Che a lei piace il posto dov', che ha trovato qualcuno a cui si sta affezionando, e che sta pensando di rimanere nel Vermont. Dice che lei e i bambini potrebbero avere un futuro l, e spera che finisca anch'io a vivere accanto a loro. Ma guarda caso, dopo tutti questi anni, dopo tutte le difficolt e i pericoli, scopro di volere la possibilit di godermi ancora un po' la cosa migliore che mi sia mai capitata."
"Senti, Conner, io ti capisco bene, ma..."
"Non so quale sia il tuo concetto di famiglia" continu lui, "ma Katie e i bambini e io siamo molto legati. Abbiamo sempre saputo che potevamo finire a vivere in due citt diverse – dopotutto lei era sposata con un militare, e si sarebbe spostata parecchio per seguire il marito. Questo lo posso accettare. Entrambi possiamo accontentarci di una visita ogni tanto, ma come ho detto, siamo molto, molto legati. I bambini non capiscono perch  da tanto che non vedono lo zio Danny –  cos che mi hanno sempre chiamato. Perci, prima di testimoniare – prima di mettere a rischio la mia pelle o di fare un altro cambiamento sostanziale nella mia vita – voglio fare due cose importanti. Dir a Leslie quel che mi aspetta, e le dir che dopo il processo torner qui, se lei pensa che le interessi ancora. E andr a trovare mia sorella per controllare che lei e i bambini stiano bene, e che siano felici e al sicuro se decidono di restare dove sono."
Brie abbass gli occhi e per un minuto si picchiett la lettera contro la gamba. Poi alz lo sguardo su di lui. "Senti, Conner..."
"Brie" disse Mike. Non a voce alta n in tono severo. Disse solo il suo nome e lei lo guard. Mike sollev la lattina di Coca Cola e prima di accostarla alle labbra accenn a Conner. Lascialo parlare, diceva quel cenno.
"So che ci sono dei rischi, qualsiasi cosa io faccia" riprese lui. "Quel figlio di puttana potrebbe farmi ammazzare mentre salgo gli scalini del tribunale. In effetti sarebbe l'unica cosa che avrebbe un senso, ma scommetto che lo condannerebbero comunque."
Mike alz le spalle, ma sembr quasi un gesto di assenso.
"Mi terr il nuovo nome, la nuova identit, e se l'ufficio della Procura mi aiuta vender tutto e comincer una nuova vita. Pensavo di vendere anche il contenuto delle due case, ma forse  pi sensato mettere i mobili in un deposito finch non sapremo quale sar la nostra destinazione. Le case invece dovremo venderle, perch sappiamo che non torneremo mai pi a Sacramento. Non dopo quello che  successo. Io mi comprer il pick-up che sto usando o ne comprer un altro, si vedr. Con la sua parte anche Katie potr ricominciare da capo. Ma questo  tutto quello che far: non ho intenzione di scappare per tutta la vita. Se Regis Mathis non mi becca prima che io lo mandi in galera per sempre, dubito che si dar poi la pena di frugare tutti i maledetti Stati Uniti per trovare me o Katie e togliersi il gusto di vendicarsi. Non credo. Far meglio a spendere il suo denaro per pagarsi gli avvocati che tenteranno di andare in appello."
"Pensaci bene, Conner" disse Brie. "Te lo chiedo per favore."
"Ci ho gi pensato. Ti ho vista con tuo fratello, tuo marito, tua figlia, e non credo proprio che faresti la vita che ho fatto io. Piuttosto obbligheresti Mike a portare la pistola anche quando va a letto."
"Non so proprio come Max prender questa faccenda" disse lei dopo una pausa.
"Be',  una brava persona. Per un po' sar arrabbiato con me, ma non credo che si vendicher dando il mio indirizzo attuale a Mathis. In fondo non ho fatto niente di male, io."
Brie gli volse la schiena e si vers una tazza di caff, poi si volt di nuovo. "Vedo che ci hai pensato davvero. Che cosa ti ha fatto cambiare idea e mettere a punto tutti questi piani?  stata Leslie?"
"Leslie  fantastica" rispose Conner, "ma nessuno dei due  pronto a prendersi un impegno serio o qualcosa di simile. Ci conosciamo da troppo poco tempo, e abbiamo entrambi degli ex abbastanza pesanti da gestire. Ed  per questo che voglio un po' pi di tempo per stare con lei... non voglio buttare via il nostro rapporto senza vedere se ha un futuro. No,  stato tuo marito. Mike."
"Mike?"
"Gi. Un ufficiale di polizia decorato. Non solo si  meritato un bel po' di medaglie quand'era nei Marine, secondo quanto mi ha detto Jack, ma ha ricevuto un encomio per il lavoro svolto come sergente nell'unit anti-crimine. E fammi indovinare" prosegu rivolto a Mike, "hai testimoniato contro un bel po' di criminali, vero? Ma non ti sei mai nascosto."
Mike gli fece un sorrisetto. "Una tonnellata di criminali – per bisogna dire che ho sempre tenuto un profilo molto basso. Lo faccio tuttora. Ma concordo con te su una cosa: se Mathis non ti ferma prima che tu testimoni contro di lui, credo che le probabilit che si vendichi in seguito siano molto scarse. Probabile che sia davvero un criminale pericoloso, ma sono certo che ha cose pi importanti a cui pensare. Mathis  un uomo d'affari, non uno psicopatico, e ucciderti dopo che avrai testimoniato non gli darebbe alcun vantaggio. Forse solo una piccola soddisfazione, ma credo sia troppo impegnato in altri problemi per badare a questo."
"Tu affronti questa stessa minaccia ogni giorno" osserv Conner. "La possibilit che qualcuno si vendichi."
"E la signora Valenzuela fa altrettanto" puntualizz Mike. "Anche lei ha fatto condannare un bel po' di criminali."
"Ecco, lo vedi?"
"Per uno di loro ha evitato il carcere e mi ha aggredita" disse Brie. "Non dimenticarlo."
"Non lo dimenticher mai, e mi dispiace moltissimo che ti sia successo. Dico davvero. Per continuo a pensare che il mio piano sia buono."
"Naturalmente tutto cambierebbe se lui riuscisse a ottenere un secondo processo e tu fossi ancora una volta l'unico testimone che pu danneggiarlo seriamente" osserv Mike.
"In questo caso dovr contare su Max perch stringa i tempi e riesca a evitare ripensamenti. Correr i miei rischi. E lascer a Brie l'onore di dare la notizia a Max."
"Accidenti, grazie!" fece lei.
"Dobbiamo solo toglierci il pensiero" riassunse Conner. "Tutto qui."
"Che ne pensi invece di un compromesso? Per andare da tua sorella aspetta la fine del processo..."
Conner scroll la testa. "Mi dispiace, no. Lei  tutta la mia famiglia, i suoi bambini sono come figli miei. E il rischio  adesso, non a processo finito. Devo vederli prima che qualcosa..." Si interruppe e abbass la testa. Prima che qualcuno mi faccia fuori per impedirmi di testimoniare, termin fra s. "Devo farlo ora, prima del processo. Chi lo verr a sapere?"
"Almeno fammi un favore" insistette Brie. "Parti da un aeroporto di scarsa importanza, uno piccolo come Redding, per esempio. Evita gli aeroporti pi importanti, specialmente quelli nell'area di Sacramento dove Mathis potrebbe aver messo i suoi scagnozzi."
"D'accordo. Questo lo posso fare."
Tornato a casa Conner mand una e-mail a Katie, chiedendole di mandargli per e-mail il suo indirizzo di Burlington, nel Vermont. E il giorno dopo le telefon.
"Ma non puoi venire qui, Conner!" protest subito lei. "Ti hanno detto espressamente di non farlo!"
"Me ne andr da qui alla chetichella tra una quindicina di giorni" rispose lui. "E ti far sapere quando arrivo. Passer circa una settimana con te, e a quel punto sar arrivato il momento di andare in tribunale. Dopo sar tutto finito e potremo tornare a una vita normale – ma tu ed io dobbiamo parlare di molte cose, Katie. Dove andremo a vivere, per dirne una. Ci sono cos tanti fattori a cui pensare... e i bambini hanno la priorit."
"Sei meraviglioso" disse lei commossa. "Per quanto le cose diventino complicate per te, metti sempre loro al primo posto..."
"Non mi costa nessuna fatica, tesoro. E far sempre del mio meglio perch loro vivano nelle migliori condizioni possibili."
Le loro conversazioni erano sempre brevi, perci dopo pochi minuti lui e Katie si salutarono. E Conner ricominci a pensare al futuro.
L'idea che gli unici membri della sua famiglia vivessero dall'altro lato del paese era dolorosa, ma se loro erano felici lui si sarebbe adattato. Forse avrebbe finito con lo spendere in viaggi pi di quanto guadagnava... ma la cosa pi importante era che sua sorella e i suoi nipoti vivessero una vita felice.
Il secondo pensiero, altrettanto importante, era che doveva dire la verit a Leslie, e poi doveva darle il tempo di elaborare le menzogne che le aveva raccontato. Conner rimand l'inevitabile al weekend, quando avrebbe avuto il tempo di spiegarle tutto per bene. E quel sabato, mentre lei era a lezione di yoga, and a casa sua, tagli l'erba e innaffi i fiori. Poi compr una bistecca per s e un branzino per Leslie che amava il pesce, insieme ai contorni che lei preferiva.
Quando Leslie arriv a casa e vide tutto quello che lui aveva fatto sorrise maliziosa. "Mi sa che qualcuno vuole qualcosa..." disse.
"Comprensione, ecco quello che voglio" disse lui serio. "Leslie, non ho mai mentito sui miei sentimenti per te. Sono veri, autentici e molto forti. Ma molto della storia personale che ti ho raccontato  una menzogna."
"Oh, Dio" sussurr lei sconvolta. "Oh, Conner... che dici?"
"Per cominciare, il mio vero nome  Danson Conner."
Poter dire la verit gli diede la sensazione di togliersi un enorme peso dalle spalle, anche se Leslie era scioccata, attonita e incredula.
Si sedettero al tavolo della cucina, uno di fronte all'altra, perch quella non era una conversazione da fare a letto, e nemmeno sulla veranda dove qualcun altro avrebbe potuto sentirli. E quando Conner arriv a spiegare di essere l'unico testimone oculare di un omicidio, ragione per cui aveva dovuto cambiare nome e nascondersi a Virgin River, lei lasci cadere la testa sul tavolo con un gemito.
"Mi dispiace tanto, Les" disse lui.
Lei sollev stancamente la testa. "Non lo hai fatto di proposito..."
"Gi. E quando ho detto che avevo un pesante bagaglio sulle spalle non parlavo soltanto di divorzio e di problemi di fiducia."
"Gi, lo vedo."
"Probabilmente faresti meglio a ridurre le tue perdite al minimo, a partire da adesso."
"Che significa? Che dovrei cacciarti via a calci?"
Lui scroll le spalle. "Nessuno deve sapere dove sono, n chi sono le persone che mi sono vicine, perch sono stato minacciato. Il mio magazzino  stato bruciato. E nessuno, tranne me e il Procuratore Distrettuale, sa dove vivono Katie e i bambini, perch non possiamo rischiare che vengano colpiti per arrivare a me. E non potremo tornare a Sacramento, dove abbiano vissuto tutta la vita, perch diventeremmo un bersaglio troppo facile per un'eventuale vendetta."
"E allora dove andrai?" domand lei.
"Non lo so. A Katie piace la citt in cui vive adesso, ma la decisione non  definitiva. E a me piace molto vivere qui, ma nemmeno questo  definitivo."
"E dopo il processo?" domand Leslie. "La tua vita sar ancora in pericolo, dopo il processo?"
" possibile, se si considera l'ipotesi che quell'uomo voglia vendicarsi. Ma io non sono un criminale pentito che testimonia contro altri criminali... sono solo un tale che stava portando fuori la spazzatura. Manterr la mia nuova identit e ricomincer daccapo, ma non ho intenzione di nascondermi tutta la vita, di restare sotto copertura come i testimoni segreti inseriti in un programma di protezione. Sai, quelli che non potranno mai pi telefonare agli amici o far loro visita. Chiunque sia stato testimone di un delitto pu essere oggetto di vendetta, credo. Ma se quel tale finir in carcere, liberarsi di me non gli sar di nessun aiuto, anzi potrebbe peggiorare la sua situazione. So per di essere a rischio fino al processo, ed  per questo che voglio andare a trovare Katie e i bambini prima di andare in tribunale. Finch posso..."
"Hai ragione. Fai bene."
"Per me sar dura rinunciare a te, ma come ho detto..."
"S, certo, devo ridurre al minimo le mie perdite. Ma non prima che tu mi abbia cucinato quel branzino, poco ma sicuro."
Lui le sorrise. "Magari dopo che avr finito di lavare i piatti?"
"Magari dopo che avrai finito con me" replic lei. "Per dubito che lo far. Se decidi di andartene da qui non cercher di trattenerti. Sei libero di andar via quando vuoi, questo lo sai. Ma non ho intenzione di rinunciare a te solo perch hai qualche complicazione. Sei troppo bravo in cucina."
"Ma io non voglio forzarti!"
"Oh, credo che ce la far. Adesso, prima di goderci una magnifica cena e un po' di buon sesso selvaggio, c' altro che vuoi dirmi?"
"Cio, oltre alla ex moglie fuori di testa e all'assassino che potrebbe darmi la caccia? No, credo sia tutto."

12.
Jack sent arrivare la moto ancora prima di vedere chi la guidava. Il rombo della Harley era fragoroso, come se qualcuno, di proposito, avesse praticato alcuni buchi nella marmitta con l'aiuto di un cacciavite. Diede un'occhiata dalla finestra accanto al bancone e vide una gran turismo, con i manubri alti, fermarsi all'angolo. Due secondi dopo il motociclista entr.
Era un omone grande e grosso vestito di pelle, con lunghi capelli, folte basette e una barbetta scarruffata. Jack not con una certa sorpresa che portava una fede nuziale all'anulare.
"Salve, socio" gli disse.
"Ehil" rispose il tizio. "Mi dia una tazza di caff mentre penso a che cosa mangiare. E mentre ci sono, mi pu indicare la toilette?"
"Ma certo,  qui dietro dopo la cucina. Stia attento a usare la porta con la targhetta e a non svoltare in casa del cuoco."
"Far attenzione" fece l'altro spingendo la porta a battente.
Torn rapidamente, con l'aspetto un po' migliorato. I lunghi capelli arruffati erano stati pettinati e raccolti in una nuova coda di cavallo, e probabilmente l'uomo si era anche lavato la faccia.
"Si  tolto i moscerini dai denti?" fece Jack in tono scherzoso.
"Quasi tutti" rispose l'altro alzando la tazza per portarsela alle labbra. " bellissimo, da queste parti."
"Gi, con la primavera il posto diventa una meraviglia. Dov' diretto?"
"Da nessuna parte. Facevo solo un giro. Che c' di buono sul menu, oggi?"
"Il fatto  che non abbiamo menu " spieg Jack, "e non c' da scegliere perch c' un piatto solo, quello che decide il cuoco. Ma  tutto buono, gliel'assicuro. Il piatto di oggi  una bouillabaisse di frutti di mare. Gli scampi e le capesante erano in offerta speciale."
"Diavolo, sembra fantastica" osserv l'uomo.
"Oh, lo .  cotta con una salsa di cocco, e Preacher mi ha ordinato di dire a tutti che ci ha messo anche delle arachidi. Non molte, ma un po' ci sono. E chi  allergico alle arachidi non pu mangiarne nemmeno una."
"Oh, per me non  un problema. Adoro le arachidi." L'uomo guard l'orologio. " troppo presto per avere una ciotola di quella zuppa?"
"Forse posso convincere il cuoco a preparargliene una, anche se ancora  un po' presto per la cena. Mi scusi un attimo."
Jack apr la porta della cucina per domandare a Preacher se fosse fattibile. "Ci vorr un quarto d'ora" disse poi al motociclista. "Posso portarle un po' di pane e burro nell'attesa?"
"Va bene cos, grazie" rispose l'altro. "Ma se non le dispiace me lo porti poi con la bouillabaisse."
"Ma certo. La sua moto si  fatta sentire quand' arrivato poco fa..."
"Spero di non avere svegliato nessuno dal sonnellino" fece l'altro. "Ho dei problemi al motore e alla marmitta. Potrei lavorarci adesso, ma so che non  niente di grave e dopo mangiato me ne torno a casa." Si alz, tolse la giacca di pelle e and ad appenderla al portabiti accanto alla porta come se fosse impaziente di cominciare la sua cena. Quando torn allo sgabello, Jack non pot fare a meno di notare la donna nuda tatuata sul suo avambraccio.
"E dov' casa sua?" domand.
"Sacramento. Lei da quanto tempo vive quass?"
"Be', ormai sono quasi otto anni... La migliore decisione della mia vita, a essere sincero" rispose Jack.
"Arrivano molti motociclisti da queste parti?"
"Qualcuno ogni tanto" fece Jack stringendosi nelle spalle.
"Mi stupisce che non vengano dei gruppi numerosi. Le strade che portano fin quass sono proprio del genere che cercano i club di motociclisti, e in effetti questo  quello che faccio, cerco strade panoramiche con una bella vista. C' un grosso gruppo che sta organizzando un viaggio dalle montagne alla costa, su strade difficili con viste spettacolari. Di solito non mi spingo cos a nord, ma questa zona  davvero interessante."
"Pu spargere la voce, purch poi non arrivino delle bande" osserv Jack.
"Stia tranquillo, io non faccio parte di una banda, e non le frequento nemmeno."
"Ma certi club di motociclisti possono perdere un po' il controllo, no?"
"Pu darsi" fece l'altro alzando le spalle. "Che cosa intende per perdere il controllo?"
"Be', ubriacarsi, scatenare delle risse, mettere a soqquadro le citt" disse Jack a mo' di esempio.
"Orribile" disse l'uomo. "Io non farei mai parte di un club di quel genere. Cos si finisce in prigione e si beccano delle multe salate, per non parlare delle spese per rimediare ai danni alle propriet."
Jack ridacchi. "Come aspetto non ci somigliamo molto, ma la pensiamo allo stesso modo."
"A vederla si direbbe che  appena stato congedato. Dice che  qui da sette anni?"
Jack si pass una mano sui capelli cortissimi. "Credo che ormai il mio aspetto non cambier pi. Dopo vent'anni nei Marine ti abitui a pettinarti con una passata dell'asciugamano ed  difficile rinunciarvi. Lei  stato nell'esercito?"
"Io no" rispose l'altro tendendogli la mano. "Ma la ringrazio per quel che ha fatto lei."
"Sono lieto di aver servito il mio Paese" disse Jack stringendo la mano dell'uomo. "Mi chiamo Jack."
"Io sono Walt."
In quel momento Preacher usc dalla cucina con una ciotola fumante e un cesto di pane disposti su un vassoio, e Walt si sfreg le mani. "Non vedevo l'ora di cominciare" disse.
Questo strapp un sorriso a Preacher. "L'ho cucinata solo una volta prima di oggi, ma  stata un successo."
"E niente menu, eh?"
"Non potrei rientrare nel bilancio se dovessi servire troppi clienti. Cerco di tenere a mente quello che piace a cacciatori e pescatori, ma questo  talmente facile che  quasi imbarazzante... Nella stagione di caccia fa freddo e umido, perci preparo stufati e zuppe, e naturalmente qualcosa che ricordi le loro prede, cio stufati o chili di cacciagione, salmoni e trote ripiene."
Mentre Preacher parlava, Walt tuff il cucchiaio nella bouillabaisse e assaggi, poi alz gli occhi al cielo mugolando di piacere. "Quand' la stagione di caccia?" domand. "Io non sono un cacciatore, ma adoro mangiare."
"E cucini?" domand Preacher dandogli del tu.
"No, per niente. Le due cose migliori dell'andare in moto sono trovare bei panorami e scovare posti dove si mangia bene. In California ci sono molte gemme nascoste come questa, lungo le strade secondarie, e a me piacerebbe un po' di compagnia... ma ormai mia moglie viene con me solo ogni tanto. Anche lei adora mangiar bene, ma dice che la sto facendo ingrassare." Scroll la testa e comment: "Le donne sono strane, vero?".
"Io ho una moglie e quattro sorelle" fece Jack. "E fra loro stanno sempre a parlare di sederi e cosce troppo grossi."
"Anch'io sento sempre questi discorsi" disse Walt continuando a mangiare con gusto. "Non mi importa, se questo le fa passare il tempo... ma non capisco di che si preoccupa. Insomma, guardatemi. Non sono mica Tom Cruise!" Pesc una capasanta dalla ciotola e se la cacci in bocca.
"Moglie che ride, la vita ti sorride" disse Preacher.
"Preacher, sei un artista. Quel che hai  un dono!" continu Walt.
Jack e Preacher lo osservarono mentre pescava un'aragostina dalla zuppa e la tagliava a met con il cucchiaio. "C' una specie di trattoria a Paradise" continu Walt. "Il proprietario  ungherese, i cuochi sono lui e il figlio, e sono straordinari. Uno dei miei posti preferiti. Ti fermi l davanti e sembra una baracca, ma all'interno ci sono tovaglie candide e cristalleria, e il cibo migliore che si possa immaginare. E a Napa c' un posto piccolissimo che adoro. In tutto ci saranno una dozzina di posti a sedere, ma  fantastico. Elegante e costoso, ma ne vale la pena." Mastic e inghiott. "Gite in moto e ristoranti sono i miei hobby" riprese.
"Potrei abituarmici anch'io" osserv Preacher.
Walt sogghign. "Fatti crescere un po' di capelli e sarai perfetto."
"Non voglio distrarti dalla tua cena" intervenne Jack, "ma mi piacerebbe sapere qualcosa di pi di questo tuo club."
"Be'" fece Walt continuando a mangiare di gusto, "in realt sono socio di due o tre club che ho conosciuto tramite il negozio in cui lavoro. I membri del gruppo per cui sto organizzando il viaggio sono un po' rozzi, insomma non sono azzimati come venditori dell'IBM che fanno una gita nel weekend. Prendono la moto molto seriamente, sono dei duri. In realt sono innocui come agnellini... ma se fate finta di spaventarvi quando li vedete ne saranno felici." Rise e inghiott un altro cucchiaio di bouillabaisse.
"Dovr allenarmi un po'" disse Preacher. L'altro ridacchi a bocca piena.
"Fagli uno sconto, Jack" disse Preacher. "Quest'uomo mostra la dovuta reverenza per il mio lavoro." E torn in cucina.
"Dovremmo essere sei o sette in questo gruppo" continu Walt. "E saremo qui tra un mese circa. Possiamo accamparci, ma se da queste parti c' la possibilit di trovare un alloggio fammelo sapere. A questa gente il lato gastronomico del viaggio non interessa tanto quanto a me, ma io ho intenzione di passare un bel po' di tempo con Preacher."
In quel momento la porta del bar si apr e Conner entr togliendosi il cappello.
"Un mio amico possiede degli chalet lungo il fiume. Non so quante prenotazioni abbia, ma si pu chiedere. Conner" disse accennando al nuovo venuto, "abita in uno degli chalet. Conner, lui  Walt. Sta esaminando la zona per un viaggio che organizza per un gruppo di motociclisti."
"Salve" disse Conner tendendogli la mano, "da dove viene?"
"Da Sacramento, e lei?"
"Colorado Springs" rispose lui un po' a disagio. "Un viaggio in moto, eh?"
" qualcosa che facciamo abbastanza spesso" rispose Walt tornando alla sua cena. Quando riprese fiato chiese a Jack di scrivergli le indicazioni per arrivare agli chalet, Jack si allontan lungo il bancone per cercare un blocco e cominci a scrivere.
"E che cosa fa quando non organizza i viaggi in moto?" domand Conner.
"Lavoro in un'officina che ripara moto. Logico, non le pare? Sono piuttosto bravo con la chiave inglese. E lei che lavoro fa?"
"Costruisco e ristrutturo cucine e bagni. E sono piuttosto bravo con sega e martello. Quella qui fuori  la sua moto?"
"No, ci stavo lavorando per un cliente – una specie di lavoro su misura. Quando verremo qui il mese prossimo user la mia moto, ma ho detto al mio cliente che volevo provare la sua per un giro un po' pi lungo prima di consegnargliela. E meno male che l'ho fatto, perch non  ancora pronta." Prese un cucchiaio di zuppa di pesce, lo mangi e si pul le labbra e la barba con il tovagliolo. "Per grazie a lui ho potuto fare una bellissima gita. Gli far uno sconto sul costo delle riparazioni."
Conner cerc di non guardarlo con troppo sospetto. "Qualche tempo fa mi sono fatto prestare la moto da un amico e ho fatto un giro per le strade secondarie che costeggiano il Pacifico. Devo dire che mi  piaciuto molto. Se volessi comprare una buona moto e arrivassi fino a Sacramento, dove mi consiglierebbe di cercare?"
Walt si alz per cercare qualcosa nella tasca dei jeans, emettendo un tintinnio di ferraglia. Portava due catene attorno ai tacchi degli stivali, un lunga catena infilata nel passante della cintura e attaccata al portafoglio che teneva nella tasca posteriore, e un nutrito mazzo di chiavi agganciato all'altro passante. Prese dal portafoglio un biglietto da visita piuttosto usurato e lo porse a Conner. Il biglietto recava la scritta Walt Arneson, Manutenzione e vendita, Harley Davidson. "Mi chiami a questo numero. Ci possiamo incontrare da un rivenditore, e io le mostrer qualcosa di interessante." Poi gli porse la mano. "Io sono Walt, e tu?"
"Conner" rispose lui. "Conner Dan..." tossicchi, "Conner Danforth."
"Allora ti aspetto, Conner." Poi si volt di nuovo verso il bar e tese la mano a Jack. "Grazie, amico. La zuppa era eccellente, ringrazia Preacher da parte mia." Prese il foglietto con le indicazioni per gli chalet, se lo cacci in tasca, poi mise sul bancone due banconote da venti dollari.
"Ehi, cos  troppo" protest Jack. "Riprendine una e ti do il resto."
"No, tieni tutto" rispose l'altro. "La compagnia  stata buona come il cibo. Ci vediamo tra un mese."
"Io sar qui" rise Jack.
Walt usc, e poco dopo il rombo della sua moto risuon nell'aria.
Jack osserv Conner con la fronte aggrottata. "Be', quel che hai fatto  stato un po' strano" osserv. "Il tuo cognome  Danson..."
"Gi. Ma all'ultimo momento non me la sono sentita di dirgli quello vero." Conner alz una spalla. "Sembrava, non so, un Hell's Angel o roba simile."
"S, l'aspetto era quello, ma non mi ha fatto una cattiva impressione. Ha un lavoro regolare, ha chiacchierato e scherzato, gli  piaciuta la bouillabaisse di Preacher. Insomma, anche se era un motociclista grande e grosso con la barba incolta e i tatuaggi,  stato gentile e simpatico. D'altra parte sono abituato a vedere ogni genere di tipi strani quass tra le montagne."
"Dici che sono stato offensivo?"
"Diamine, no, ma  stato un po' bizzarro vederti cos impaurito. Se qualcuno ti spaventa ci siamo sempre io e Preacher." E Jack sogghign.
Conner si port una mano al petto. "Diavolo, me n'ero dimenticato. La prossima volta dar a quello strano tipo il numero di telefono e quello della tessera di previdenza sociale."
"Molto spiritoso. Sei qui per una ragione?"
"Una birra, se non  troppo disturbo. Vuoi un documento di identit?"
Jack sbuff e gli serv la birra. "Sabato tu e Leslie andate da Dan e Cheryl per l'inaugurazione della loro casa?"
"Oh, s. E mi domandavo, cosa potremmo portare? Credi che apprezzerebbero due bottiglie di vino buono?"
Jack scroll la testa. "No. A quanto ne so, Dan si concede una birra ogni tanto, ma Cheryl non beve alcolici."
La porta del bar si apr ed entrarono i primi clienti dell'ora di cena. "Portagli un oggetto per la casa, o qualcosa da bere che sia analcolico. Ehi, gente" disse poi salutando i nuovi arrivati. E si allontan.
Finita la birra Conner scese gi verso la valle finch non trov campo per il cellulare.
Doveva fare due telefonate, una a Katie e ai bambini, e una a Brie.
"Ciao, Brie, sono Conner. Probabilmente non  niente di cui preoccuparsi, ma poco fa al bar ho incontrato un motociclista, un tipo grande e grosso con l'aria un po' inquietante che viene da Sacramento. Ha detto che stava facendo un giro in zona per preparare l'itinerario per un viaggio in moto. Mi ha dato il suo biglietto da visita, dov' scritto che lavora per la Harley Davidson. Poi mi ha chiesto il mio nome e io l'ho alterato un po'."
"E hai avuto l'impressione che stesse cercando proprio te?"
"Non proprio, ma la coincidenza mi  sembrata strana. Puoi controllare chi , e assicurarti che non sia un sicario?"
"Scoprire chi  non significa scoprire se  un sicario" gli fece notare lei. "Di solito i sicari hanno coperture perfettamente legittime."
"A Jack  piaciuto" aggiunse Conner.
Lei rise. "A Jack piacciono quasi tutti. Come si chiamava il tizio?"
"Walt Arneson, e ti do anche l'indirizzo e il numero di telefono." Li lesse dal biglietto e lei prese nota. "Grazie" disse poi. "E c' anche un'altra cosa, ho spiegato tutto a Leslie e le ho detto che tu sei il mio contatto, nel caso accadesse qualcosa di preoccupante o lei sentisse il bisogno di parlare con una donna."
"Ah. E come l'ha presa?"
"Sono un uomo fortunato" rispose lui. "Ha reagito come mi aspettavo,  stata molto comprensiva e mi ha offerto il suo sostegno morale – anche se era abbastanza scioccata."
"E allora non lasciartela scappare" disse Brie con un risolino. "Chiamer Max e gli dar il nome di questo tizio. Lui ha a disposizione dei detective che lavorano per il suo ufficio, e se c' qualcosa da scoprire lo scoprir."
"Ti ringrazio molto. Sai com', la prudenza non  mai troppa."
"Naturale. A proposito, Conner... preferisco dirtelo al telefono in modo da non doverti guardare in faccia... Ho letto la lettera della tua ex moglie, anche se  stato alquanto laborioso. Non l'ho fatto per curiosit, lo sai. Ma dovevo scoprire se per caso parlava di qualcosa che noi dovevamo sapere, per esempio se sa che tu sei l'unico testimone dell'omicidio o qualcosa del genere. Sarebbe stato facile dedurlo anche per lei, perch la polizia era stata chiamata immediatamente dopo l'incendio del tuo negozio, tu avevi ricevuto delle minacce, e cos via."
"Non mi importa che tu l'abbia letta, Brie" rispose lui. "Ti avevo gi dato il permesso di farlo."
"Ecco, ho pensato che tu dovessi sapere quello che ti ha scritto. Quello che farai in seguito  affar tuo, ma era giusto che tu sapessi. La tua ex moglie sapeva di essere malata. Quando ti ha sposato sperava di poter tenere a bada le sue pulsioni per il solo fatto di essere legata a te, e adesso rimpiange molto di averti messo in una posizione cos delicata. Perci, quando tu l'hai sorpresa con un altro lei sapeva gi di essere sesso-dipendente; ma pensava che tu fossi il tipo di uomo in grado di tenerla con i piedi per terra, di aiutarla a calmarsi, in un certo senso di renderla felice. Solo che all'epoca non sapeva ancora molto della sua malattia."
"Malattia" fece lui in tono di scherno.
"Tu lo sapevi? Che ti aveva sposato avendo gi quel problema?"
"No. E non credo troppo a questa cosiddetta malattia."
"Lo capisco... nemmeno io ci credo, sai. Ma ci sono tante altre cose che faccio fatica a capire... per esempio perch certe donne, pur essendo intelligenti e forti, permettano a un uomo di picchiarle al punto di dover andare in ospedale. Eppure mi ritrovo ad aiutarne parecchie. L'animo umano  complesso e spesso difficile da interpretare, Conner... Ma una cosa la so per certa, serbare rancore non serve a niente. E spero che tu presto possa dimenticare tutto quanto. So bene che non volevi sapere niente di quello che c'era scritto in quella lettera, ma ho pensato che dovessi avere queste informazioni. Niente di quello che  successo  stato per colpa tua. La tua ex lo sa, e devi sempre ricordartelo anche tu."
Leslie non aveva mai conosciuto di persona Cheryl, la fidanzata di Dan, anche se aveva aiutato Dan con alcuni preparativi per la festa di inaugurazione della loro casa. Per decise ugualmente di telefonarle. "Lascia che sabato venga a casa tua un po' prima degli altri" propose. "Cos ti dar una mano a sistemare la casa, o in cucina. Probabilmente verr una quantit di gente, e tu avrai centinaia di cose da fare."
"Ti ringrazio, sei molto gentile" disse Cheryl. "Allora ti aspetto."
Fu cos che quel sabato, armata di una bottiglia di merlot e di un mazzo di fiori, Leslie si diresse verso la casa che Dan e Cheryl avevano costruito un po' fuori Virgin River, sul fianco di una collina, in modo da avere una bella vista. La casa non era molto grande: era un ranch di mattoni e legno ben rifinito, in fondo a un lungo viale d'accesso che si incurvava un paio di volte prima di arrivare davanti alla porta. Il giardino era ancora un po' incolto, ma ai lati dell'ingresso c'erano dei bei vasi di fiori.
Buss, e le apr una bella giovane donna sorridente. "Ciao, io sono Leslie" disse lei tenendo vino e fiori con un braccio e offrendo l'altra mano.
"Sono felice di conoscerti, finalmente!" esclam Cheryl. "Dan  il tuo ammiratore pi convinto e mi parla sempre di te."
"Anch'io sono un'ammiratrice di Dan" disse lei entrando. Porse il vino e i fiori a Cheryl e continu: "Questi sono per te".
"Che pensiero carino. Io non bevo, ma se tu vuoi un bicchiere di vino posso aprire la bottiglia. Non so se in casa abbiamo un cavatappi, forse Dan ne ha uno in quel suo coltellino mille usi... vuoi che glielo chieda?"
"Mi dispiace, non ho neanche pensato di informarmi se il vino andasse bene" si scus lei. "Ma dal momento che avevo visto Dan da Jack..."
"Ogni tanto gli piace bere una birra gelata" spieg Cheryl dirigendosi verso la cucina e deponendo la bottiglia e i fiori sulla credenza. L'isola di lavoro era coperta di piatti e vassoi con cibo in varie fasi di preparazione. C'era un piatto con delle verdure crude gi tagliate, salatini di mais e patatine ancora nelle buste, due grosse pentole a pressione, una confezione di panini, salsine, cetriolini sott'aceto, cipolline, pomodori. "Per non esagera" continu Cheryl. " uno dei fortunati che sa quando fermarsi, soprattutto perch un amputato come lui non pu rischiare di trovarsi sbilanciato" Poi rise. "Hai mai visto Dan su una gamba sola?"
"No, ma ne ho sentito parlare."
" uno spettacolo notevole. Lui dice che  solo istinto di sopravvivenza. Quanto a me, non bevo perch sono un'ex alcolista."
"Non lo sapevo..." disse Leslie un po' imbarazzata.
"Probabilmente sei l'unica" rise l'altra. "Ai tempi in cui bevevo avevo una certa reputazione... Ma ormai sono sobria da tre anni."
"Congratulazioni.  la cosa giusta da dire, congratulazioni?"
"Non saprei, ma le accetto volentieri" rise l'altra aprendo un pensile e prendendo un vaso per i fiori. "Certo che quando mi hanno vista arrivare hanno subito capito che era capitato loro un osso duro!"
"Hanno capito? Chi?" domand Leslie d'impulso.
"Gi, scusa... passo tanto di quel tempo a parlare con le persone in riabilitazione che a volte dimentico l'esistenza di quelli che non hanno mai dovuto affrontare niente del genere. Parlavo degli Alcolisti Anonimi. Io lavoro al college e frequento dei corsi pagando una retta ridotta, ma il mio sogno sarebbe di lavorare con la gente in riabilitazione."
"Accidenti. Sono stupita che Dan non me ne abbia mai parlato. Sapevo che lavoravi al college, ma niente di pi."
"Oh, Dan  molto discreto e non direbbe mai una parola su questo argomento. Dice che tocca a me decidere se parlarne o no, perch sono problemi che riguardano me. Insomma mi lascia decidere al riguardo, e io gliene sono molto grata. Fino a due anni fa non riuscivo a parlarne con nessuno, e adesso invece non parlo d'altro!" Sistem i fiori nel vaso e domand a Leslie: "Come ti sembrano? Sai, sono negata per le faccende domestiche".
"Cos vanno benissimo. Senti, so che sta per arrivare tanta gente e che dobbiamo pensare al cibo, ma se abbiamo tempo vorrei vedere la tua casa. Dan ne parla di continuo, credo ne sia molto orgoglioso."
"E ha ragione d'esserlo! Il progetto della casa  interamente suo. Naturalmente si  tenuto lontano dalle scale e dalle impalcature, ma tutto il resto porta la sua firma. Vieni, non ci vorr molto. La casa  piccola." E le fece strada.
Per prima cosa attraversarono un soggiorno/sala da pranzo e arrivarono a un'ampia camera da letto con bagno. Soggiorno e camera erano disposti a L, e le porte finestre di entrambi si aprivano su una veranda. C'erano altre due camere da letto pi piccole separate da una toilette, e una delle stanze era arredata con mobili da ufficio. "Questa  per me" spieg Cheryl. "Certe donne sognano una stanza da cucito, ma io volevo uno studio con il computer in modo da poter fare ricerche e studiare. Certo non avrei mai immaginato di avere una stanza tutta mia, quando ero una ragazzina!"
Tornate in soggiorno, Cheryl apr la porta finestra per uscire sulla veranda. Il giardino non era molto grande ma si estendeva anche sul retro, fino alla base della collina verde di alberi. "Ci sono tutti i tipi di animali selvatici che arrivano fin qui" spieg Cheryl. "Cervi, orsi, puma, eccetera. Questa veranda  il luogo pi tranquillo e rilassante della casa. Se stai seduta qui, immobile, la mattina presto e al tramonto, gli animali si avvicinano tanto da potergli contare le ciglia."
"Per i cervi va benissimo" osserv Leslie, "ma forse con gli altri  meglio stare pi attenti."
"Oh, io lo sono sempre" la rassicur Cheryl. Lev lo sguardo verso gli alberi che circondavano la casa e trasse un profondo respiro. "E faccio anche attenzione a non dare per scontato nulla di tutto questo..." Poi si volt verso Leslie con un sorriso. "Bene, andiamo a preparare qualcosa da mangiare. Avremo compagnia da un momento all'altro."
Leslie non cap l'importanza che quella giornata aveva per Cheryl finch non glielo spieg Paige Middleton. Secondo il racconto di Paige, per lungo tempo Cheryl si era vergognata di aver dovuto lasciare Virgin River per entrare in un centro di riabilitazione per alcolisti. Era stata Mel, la moglie di Jack, a trovarle un istituto la cui retta fosse pagata dalla contea. E Cheryl aveva cominciato cos la sua nuova vita. Alla fine della cura aveva vissuto per alcuni mesi a Eureka, in una casa che condivideva con altre donne, poi aveva conosciuto Dan Brady e si era innamorata di lui.
"Ci ha messo parecchio tempo a tornare qui, come se temesse di non potersi scrollare di dosso la sua cattiva reputazione. Sono certa che si aspettava di essere giudicata molto severamente, e di certo aveva dei cattivi ricordi di Virgin River e dei problemi con cui aveva convissuto da ragazza." Paige si strinse nelle spalle. " probabile che qui ci sia parecchia gente pronta a giudicare male gli altri, ma la maggior parte di noi era solo felice che lei fosse riuscita a salvarsi. Cheryl  una donna straordinaria, e diventer un mentore eccezionale per le persone che hanno avuto il suo stesso problema. Sono certa che potr dar loro un aiuto fondamentale."
Quando la folla di invitati cominci ad aumentare Leslie si piazz in cucina per aiutarli a trovare piatti e bicchieri usa e getta, e per assicurarsi che venissero poi buttati nella pattumiera e non lasciati in giro. Gli amici di Virgin River e i colleghi di Cheryl provenienti dal college cominciarono ad arrivare verso le due e il flusso continu fino alle cinque. Gli abitanti di Virgin River presenti alla festa erano circa una ventina, e ormai Leslie li conosceva tutti, dagli Haggerty agli Sheridan, compresi alcuni dei colleghi di lavoro di Dan. Altri erano amici di Cheryl che venivano da Eureka. I gruppetti di persone si fermavano un'oretta, visitavano la casa, mangiavano qualcosa, si congratulavano con la coppia e poi se ne andavano.
Quando Conner arriv, Leslie avvert la sua presenza prima di vederlo. E quando lo vide il suo cuore si gonfi di emozione e tutto il suo essere fu scosso da un brivido di desiderio e d'amore. Era un uomo talmente bello, cos alto e forte, con quegli occhi azzurrissimi... Anche lui la vide, le sue labbra si incurvarono in un sorriso dedicato solo a lei, e in un attimo Conner fu al suo fianco e la cinse alla vita. Poi le sue labbra si posarono sulla tempia di lei in un lieve bacio.
Ridurre le sue perdite?, pens lei. Quali perdite? Conner era l'uomo migliore che avesse mai incontrato!
La gente d'attorno not la loro intimit e sorrise. Ma nessuno di loro, pens ancora Leslie, capiva che oltre a essere bellissimo e una gran brava persona, Conner aveva il coraggio di dieci uomini. A quel pensiero il suo cuore si riemp di orgoglio.
Dopo aver aiutato Cheryl a riordinare la cucina, Leslie disse un rapido arrivederci alla sua nuova amica perch non vedeva l'ora di avere Conner tutto per s. Ogni minuto era prezioso, il tempo correva cos veloce, e lei voleva godersi tutto di lui finch avesse potuto.

13.
Nei giorni successivi, Conner e Leslie si sforzarono di non portare il loro rapporto a un livello eccessivamente intimo solo perch il giorno della testimonianza di Conner in tribunale si avvicinava sempre di pi.
Sarebbe stato facile cedere alla tentazione, vivere nella stessa casa e passare insieme ogni momento disponibile: ma non sarebbe stato pratico, dato che entrambi stavano ancora cercando di adattarsi alla loro nuova vita.
" come cambiar pelle" le disse Conner. "Sono certo che alla fine staremo insieme, ma quando questo accadr voglio che tu ti senta assolutamente sicura di quello che fai. Non voglio correre rischi, e non voglio che in futuro tu debba pentirti delle tue scelte."
Nonostante tutto, se erano insieme alla fine della giornata si ritrovavano ancora insieme la mattina dopo.
"Uno di questi giorni passeremo alla fase successiva" sugger Leslie. "Tanto, le lenzuola del tuo letto nello chalet non vengono usate molto spesso..."
Nel frattempo, almeno due notti alla settimana restavano ognuno a casa propria. E in una di quelle serate Conner apr il suo computer e compose un'e-mail.
Cara Samantha, ho letto la tua ultima lettera.  la prima volta che lo faccio da quando ci siamo separati, le altre le avevo stracciate senza aprirle. Forse avevo paura di leggerle, non so... ma adesso vorrei dirti qualcosa di me, in modo che entrambi possiamo lasciarci il passato alle spalle. Prima di tutto, sappi che sono andato avanti con la mia vita e che sono felice come non mi era mai accaduto prima, ma questo non ha niente a che vedere con le tue eventuali mancanze. In secondo luogo, non serbo per te alcun rancore.  vero che l'ho provato a lungo, ma adesso me ne sono liberato quanto basta per augurarti tutto il meglio. E infine, ora che entrambi abbiamo avuto la possibilit di chiarirci le idee, di dimenticare e di perdonare, voglio continuare la mia vita senza alcun bagaglio, senza ulteriori spiegazioni e senza ricevere pi alcun contatto da parte tua, insomma senza ricordi di quello che  successo tempo fa. Voglio pensare a te come a una donna che un tempo mi  stata vicina, una donna che ormai ha una nuova vita in cui io non sono incluso. Se posso chiederti un favore, vorrei che anche tu mi ricordassi come un uomo che un tempo ti ha voluto bene, e che ha fatto il meglio che poteva in circostanze piuttosto difficili. Credimi, so di chiederti molto: e so che forse ti  parso che all'epoca non mi sforzassi affatto, ma ho fatto davvero del mio meglio.
Adesso per voglio dimenticare tutto. Senza rancore, senza pensieri ossessivi, senza auto compatimento.
Ti auguro buona fortuna, Samantha. Vivi felice
Danny
Quando ebbe riletto e corretto alcune cose, si cre un nuovo indirizzo e-mail e le invi il messaggio. Aspett un poco, nel caso che la sua e-mail gli venisse rispedita perch l'account di Samantha non era pi valido, ma non fu stupito di constatare che invece lei aveva mantenuto tutto come allora – forse nella speranza che lui volesse cercarla. Dopo circa un'ora Conner annull la nuova e-mail appena creata. Ecco fatto, pens.
La mattina seguente cominci una bufera mediatica che prese Conner alla sprovvista, anche se avrebbe dovuto aspettarselo.
La Procura Distrettuale cominci la selezione della giuria, fatto che riaccese l'interesse della stampa, e ogni mezzo di comunicazione riprese le notizie del delitto di cui lui era stato testimone e azzard previsioni di ogni genere sull'esito del processo.
Conner lesse una quantit di notizie on-line prima di andare al lavoro. Quel giorno lavorava con Dan Brady alla ristrutturazione di una cucina. Aguzz le orecchie per tutto il giorno, ma la notizia di un imminente processo per omicidio a Sacramento evidentemente non suscitava l'interesse di nessuno a Virgin River. Prima di andare a casa di Leslie, Conner si ferm da Jack per vedere se qualcuno dei clienti ne parlava, ma nessuno fece commenti in proposito.
Bisognava riconoscere che la stampa aveva trattato l'argomento con una certa discrezione. Articoli e notiziari speculavano sui testimoni, e avanzavamo l'ipotesi che il testimone dell'accusa fosse in qualche modo collegato con il magazzino di forniture edilizie dietro il quale era stato commesso il delitto – lo stesso magazzino che poi era stato dato alle fiamme. Ma a meno che non gli fosse sfuggito qualche articolo, Conner non trov il suo nome da nessuna parte. I giornalisti dovevano conoscere la sua identit, perch era apparsa sul mandato di perquisizione che a suo tempo aveva permesso alla procura di esaminare la macchina e l'abitazione di Regis Mathis, e infine di arrestarlo. Eppure nessuno l'aveva riportata.
Un nome che compariva spesso era quello della vittima, Dickie Randolph. Randolph non era un pezzo grosso della criminalit organizzata, ma bazzicava l'ambiente della droga e della prostituzione e aveva investito del denaro in alcune propriet immobiliari di Mathis. Correva anche voce che Mathis fosse socio di Randolph in certi affari poco puliti. Ovviamente, pur essendo un criminale di scarsa levatura, Randolph aveva avuto numerosi contatti con l'ambiente della malavita.
Secondo la stampa il movente del suo assassinio non era ancora chiaro, ma si diceva che tra Mathis e lui non corresse buon sangue per qualche misteriosa ragione. D'altra parte erano molti quelli che potevano avere un motivo per eliminare Randolph – e se Conner non avesse visto con i propri occhi Mathis che premeva il grilletto, gli inquirenti avrebbero avuto motivo di sospettare di parecchie persone.
In sostanza, come gli investigatori avevano detto a Conner tempo prima, in quel caso tutti avevano le mani sporche. Ma a quanto risultava dalle prove, solo Mathis aveva eseguito materialmente l'omicidio.
Conner era un po' incerto sul modo migliore di affrontare con Leslie la valanga di notizie. Cos la preg di accendere il computer in modo che potessero vederle insieme, e che lui potesse spiegarle quello che sapeva delle indagini e del processo imminente.
Si sedettero al tavolo della cucina, Conner cerc le pagine dei giornali di Sacramento e sullo schermo apparvero articoli e fotografie.
Molte delle foto che sarebbero state usate come prove al processo, come le macchie di sangue nella macchina di Mathis, non erano disponibili. Ma altre erano arrivate nelle mani dei giornalisti: il bidone della spazzatura in cui il corpo era stato gettato, con il rivolo di sangue su uno dei lati; il nastro giallo con cui la polizia aveva delimitato l'area; il corpo della vittima su una lettiga, coperto da un telo.
"Tu dov'eri?" domand Leslie.
"Ero appena uscito dalla porta sul retro del magazzino" spieg lui. "Ho visto arrivare la macchina, ho sentito la portiera che sbatteva, poi ho visto un uomo che girava attorno alla macchina fino al lato del passeggero. Ha preso una pistola dalla tasca, ha aperto la portiera e ha cacciato un pallottola nella testa dell'altro uomo.  stato veloce e brutale. Io mi sono nascosto dietro il bidone, l'assassino ci ha gettato dentro il corpo,  risalito in macchina, ha fatto marcia indietro nel vicolo e se n' andato, il tutto nel giro di due minuti. Per prima cosa io ho guardato dentro il bidone e ho visto che mani e piedi della vittima erano legati con del nastro adesivo. La bocca era tappata con un altro pezzo di nastro."
"E hai chiamato subito la polizia?"
"S, perch portavo sempre il cellulare agganciato alla cintura. Il poliziotto di servizio mi ha chiesto di controllare il polso della vittima, ma l'uomo era gi morto."
Naturalmente molti giornali riportavano la foto delle macerie fumanti del magazzino, tutto ci che restava del lavoro di una vita.
"I complici dell'omicida sanno che il testimone sei tu?" domand ancora lei.
Conner alz le spalle. "Certo che lo sanno, perch il mio nome era sul mandato di perquisizione. Tra non molto la mia foto apparir sui giornali. E se negli uffici della Procura Distrettuale c' una fuga di notizie, com' gi accaduto, ben presto scopriranno anche dove sono. Il magazzino incendiato era un chiaro messaggio di avvertimento a chiunque pensasse di testimoniare contro Regis Mathis, ma io ho ricevuto un messaggio ancora pi diretto, registrato sulla segreteria telefonica di casa mia. Nel caso dubitassi che gli scagnozzi di Mathis sapessero dove vivevo."
"E se tu decidessi di non testimoniare, pensi che si dimenticherebbero di te?"
"Ci sono troppe incognite per dirlo con certezza" rispose Conner. "Per esempio, io ho chiamato la polizia pochi minuti dopo l'omicidio. Se non compaiono altri testimoni, penseranno che il loro avvertimento mi abbia spaventato abbastanza? O cercheranno di fare in modo che non mi riabbia dallo spavento? Perch ci che ho visto  stato davvero orribile, credimi. Se fosse successo a qualcuno della mia famiglia pregherei Dio perch qualcuno avesse il fegato di farsi avanti."
" naturale che tu lo debba fare" osserv lei.
"Ma sar difficile per te comportarti come se non avessi notato niente di strano in me" obiett Conner. "E dovrai farlo per un po' – almeno finch il processo non sar finito."
Lei rise appena. "Credi davvero che avr difficolt a recitare la mia parte, sapendo che significa la salvezza per te e per la tua famiglia?"
"No, non ne dubito... ma se ti senti sopraffatta dalle circostanze, o spaventata, puoi sempre parlare con Brie."
"Parler anche con te, non  vero? Potremo sentirci ogni tanto?"
"Ma certo che ci sentiremo." Conner chiuse il computer, cancellando gli articoli e le immagini, e la accarezz dolcemente sulla guancia. "Probabilmente ci parleremo ogni giorno, ma adesso non pensiamoci pi..." Si chin a darle un lieve bacio sulle labbra. "Andiamo a sederci sulla veranda e parliamo di cose di tutti i giorni. Fingiamo che la nostra vita sia normale."
La prese per mano e la condusse fuori. Si sedettero sulle due poltroncine di vimini, mentre il sole calava dietro le montagne e il cielo si tingeva di violetto, e Conner le chiese di parlargli dei tempi del liceo e degli amici che aveva allora. Leslie gli raccont della sua amica del cuore che si era trasferita in un'altra citt quando avevano entrambe sedici anni; l'evento era stato cos traumatico che lei aveva pianto per giorni e giorni. Poi c'erano state le amiche del college, con cui era ancora in contatto e che vedeva circa una volta all'anno. Durante gli anni in cui era sposata aveva avuto un'altra amica molto intima, ma poi si erano perse di vista perch la sua amica aveva avuto dei bambini e Leslie no. Per sua stessa ammissione, era stato il suo desiderio insoddisfatto di avere una famiglia che l'aveva allontanata a poco a poco dall'altra.
Conner voleva anche sapere dei suoi ragazzi, e lei gli raccont che due erano durati un po' pi del solito ma non erano stati troppo interessanti. E poi lui domand chi era stato il primo, quello che aveva saputo conquistarla fino a diventare il suo primo amante.
"Oh,  stato Pete" fece lei con un sorrisetto. "Credo che fosse la prima volta anche per lui, perch nessuno dei due sapeva cosa fare... Successe a casa mia sul divano del soggiorno, una sera che i miei genitori erano usciti. E non mi impression pi di tanto."
Conner la prese in grembo e la baci in quel suo modo scherzoso. "Che ci vorrebbe per impressionarti, adesso?" sussurr contro le sue labbra.
"Adesso?" rispose lei ridendo. "Adesso ci vorrebbe l'uomo perfetto..."
"Non ne conosco nessuno" replic lui accarezzandola lungo il fianco. "A volte  meglio essere imperfetti, ma se vuoi cercher di migliorarmi."
Lei sorrise. "Portami a letto, Conner. Non mi importa della perfezione, perch il mondo intero scompare quando sono a letto con te."
Conner non ricordava con quante donne era stato in intimit, ma non gli sembrava che fossero state cos tante. Solo due erano durate abbastanza da lasciare una traccia. Una quando lui era nell'esercito, lontano da casa, giovane e solo. E un'altra era arrivata pi tardi, quando lavorava tutto il giorno e sentiva la terribile tensione di gestire una ditta che non conosceva abbastanza. Entrambe le relazioni erano durate circa sei mesi, ma lui era riconoscente a quelle ragazze dolci e gentili con cui aveva chiuso in modo tranquillo, senza drammi. Poi, prima di sua moglie, c'era stato qualche legame poco impegnativo e di breve durata.
Ma nessun rapporto passato lo aveva preparato alla magia di quello che Leslie gli dava. Lei gli si apriva completamente, lo accoglieva e lo circondava d'amore, e anche se tra loro non erano state pronunciate parole d'amore, Conner lo sentiva fin nel profondo del cuore.
Amava sdraiarla sul letto e iniziare a spogliarla con lentezza, anche se lei diventava impaziente e cercava la fibbia della cintura di lui, pi colma di desiderio di quanto non lo fosse lui stesso.
"Aspetta" disse Conner. "Questa sera dovrai aspettare..."
Lei gemette. "Odio aspettare... ma amo aspettare te."
Lui le fece scivolare i jeans lungo i fianchi, ancora pi lentamente, e scopr un paio di slip di pizzo rosso cos ridotti da coprirla appena. "Questi sono nuovi" osserv.
"Li ho ordinati su Internet" sussurr lei. " divertente comprare biancheria per qualcuno che sa apprezzarla."
"Oh, io l'apprezzo davvero, tesoro." Conner fece scorrere un dito sotto l'elastico degli slip, lungo la vita e alla giuntura delle gambe. "E questi te li strapper a morsi. Ma poi te ne comprer degli altri..."
Chin la testa verso gli slip, ma lei lo allontan. "No! protest. "Prima togliti i jeans anche tu. Devi fare un gioco leale!"
Lui non esit e si liber dei jeans con una rapidit degna di un gioco di prestigio. Poi ricominci da capo, dalle labbra di lei al mento, ai seni, al ventre e ancora pi gi. Non stavano insieme da molto, ma ormai Conner sapeva quello che le piaceva. Ci che amava particolarmente era lasciare che lui la tormentasse con la lingua attorno all'orlo degli slip... fino al momento in cui era lui a non poterne pi e cedeva al desiderio.
Quella sera, pens Conner, non le avrebbe sfilato gli slip, ma li avrebbe solo spostati di lato. Prima di conoscere Leslie non aveva mai capito quanto fosse eccitante uno straccetto di pizzo che la copriva a malapena. Divaric dolcemente le gambe di lei, la accarezz con la lingua, poi scost gli slip e assaggi la sua parte pi privata. Fino in fondo, con gioia e desiderio crescente. E lei gemette, sollevandosi contro di lui e pregandolo di prenderla. Quando i gemiti accelerarono e il respiro di lei si fece affannoso, Conner la lasci e risal verso la sua bocca. "Non ancora" sussurr. "Non ancora."
"In te c' un lato crudele" sussurr lei.
"Ma ti piace. Non negarlo,  quello che ti piace di pi."
"Non posso negarlo..."
Allora Conner la baci con forza, come per ribadire che lei era sua, e Leslie lo abbracci stretto cercando di fargli fretta. Ma lui non voleva affrettarsi. Quella doveva essere come la loro prima volta. Poi, se ne avesse avuto l'energia, avrebbe ripetuto tutte le altre volte...
Cambi idea e la liber degli slip, lasciandola nuda.
"Per favore" preg lei sulle sue labbra.
"Aspetta ancora..." Entr in lei con tormentosa lentezza, e poi rest immobile – quasi sperando che anche il tempo si fermasse. Ormai sembrava la cosa pi naturale del mondo, essere con lei e in lei: era la donna che amava con tutto se stesso. S, che amava.
Chin il capo verso di lei e le lecc un capezzolo, poi l'altro, e poi li succhi dolcemente. E infine cominci a muoversi, lentamente e sempre pi a fondo.
"Di pi" sussurr Leslie, esattamente come lui aveva previsto. "Pi forte, pi in fretta..."
Conner rise. "Non ancora. Voglio che tu ci arrivi lentamente, che il fuoco nasca dall'interno. Cerca di star ferma e lascia che ti porti alla vetta con calma."
E lei gemette di nuovo. Non poteva. Non avrebbe resistito. Cerc di muoversi contro di lui, di avvicinarsi, ma lui non glielo permise. La tenne ferma e continu a muoversi lentamente, molto lentamente.
Non ci volle molto perch Leslie cominciasse ad ansimare, gemendo, inarcando le anche e conficcando i talloni nel materasso.
"S, tesoro" bisbigli lui. "Credo che ci siamo." Copr la bocca di lei in un bacio intenso, poi l'afferr per le anche e si spinse a fondo, sempre pi in fretta, con spinte ritmiche potenti e perfette. E lei grid, lo avvolse con le gambe attorno ai fianchi ed eruppe in una serie di spasmi bollenti che gli fecero perdere la testa. Cerc di aspettare ancora, ma non resisteva pi e la raggiunse, in un'esplosione che lo mand in orbita.
"Dio" gemette. "Dio, Les..."
Lei si lasci andare sul materasso, senza respiro, e Conner seppell il volto nel suo collo e cerc di riprendere fiato. Ma si sentiva come se avesse corso la maratona.
Leslie gli carezz i capelli madidi, giocherellando con i riccioli sulle tempie. Adorava le sue dita, pens lui. Quando infine pot rialzare la testa la guard negli occhi e disse: "Hai idea di quanto ti amo?".
"Credo di s" sorrise Leslie. "Quasi quanto io amo te."
Lui le ravvi i capelli arruffati. "Andr tutto bene, Les. Cercheremo di superare le prossime settimane, e poi andremo avanti con le nostre vite. Sar una vita nuova per entrambi."
"E resteremo qui?" domand lei.
Conner si strinse nelle spalle. "Questo posto va bene quanto un altro, e in pi  piacevole e vicino a Grants Pass. Quando verr il momento, insieme potremo prenderci cura dei tuoi genitori." Sorrise. "Quei due buffoni."
Leslie rimase senza parole per un istante. "Faresti questo per me?" domand a bassa voce.
"Per te farei qualsiasi cosa."
Conner pass con lei tutto il weekend. And allo chalet per prendersi un cambio d'abiti, ma pass l'intera domenica con lei. Andarono al cinema, si portarono a casa una cena tailandese, guardarono il tramonto nel cielo color lavanda e andarono a letto presto.
Come sempre, giacendo accanto a Leslie, Conner faceva fatica ad addormentarsi. Era cos bello sentire il calore di lei che non voleva perderne nemmeno un secondo; e intanto pensava che negli ultimi due mesi la sua vita era cambiata radicalmente. Tutto quello che voleva ottenere dalla sua vita era cambiato.
Assistere a un brutale omicidio non era il modo migliore per avere una rivelazione, ma probabilmente quello era stato l'inizio del cambiamento. A tutta prima il risentimento per la sua situazione era stato cos pesante da soffocarlo. Quando il suo magazzino era stato incendiato, quando aveva sentito le minacce sulla segreteria telefonica, un'onda di odio puro era salita in lui fino a fargli desiderare di uccidere qualcuno. E quando il Procuratore Distrettuale aveva deciso che l'azione pi sicura e ragionevole per tutti era separarlo da sua sorella e dai nipoti, Conner si era sentito un po' morire.
Ma in seguito, lentamente, la sua prospettiva aveva iniziato a cambiare. Dapprima era stato un mutamento leggerissimo, appena percettibile, ma adesso lo capiva appieno. Era stato schiavo del proprio lavoro, e nella sua vita non c'era stato spazio per nient'altro. Per lui non era stato insolito lavorare fino a sedici ore al giorno, e quando riusciva a passare un po' di tempo con Katie e i bambini lo faceva nelle rarissime pause. Lasciava il lavoro per andare a vedere le loro partite di pallone o per partecipare a una festa di compleanno, ma poi tornava al magazzino. A volte cenava con loro, ma tornava al lavoro dopo cena e andava avanti fino a notte inoltrata. Non si era mai preso un vacanza: perfino i letti dei bambini, costruiti come macchine da corsa, erano stati assemblati nel deposito del magazzino e poi consegnati con uno dei camion della ditta. La sua vita era fatta solo di lavoro e di preoccupazioni, nello sforzo continuo di far s che tutto andasse bene.
E poi, quando aveva perso il magazzino, Conner era quasi crollato. Non aveva pi niente da fare, non aveva pi un posto dove andare, poi Katie e i bambini erano andati lontano e lui aveva pensato che non avrebbe mai pi potuto dormire la notte. "Sar solo per pochi mesi" aveva detto a Katie per rassicurarla. "Giusto per essere tranquilli. E poi tutto torner come prima."
Adesso per capiva di non volere affatto che tutto tornasse come prima. Voleva poter dedicare la giusta quantit di tempo alle persone che amava. Voleva insegnare ai nipoti a pescare e a rizzare una tenda da campeggio. Aveva cercato di accettare l'idea che loro vivessero lontano da lui, ma non ci era mai riuscito del tutto; adesso, invece, la loro lontananza non sembrava pi cos penosa. Anzi, sapeva che in quel caso il tempo che avrebbe passato con loro sarebbe stato pi lungo e pi significativo. Sarebbe andato a trovarli pi spesso, e loro sarebbero venuti a trovare lui.
E sapeva un'altra cosa: non si sarebbe pi ammazzato di lavoro. Lavorare sodo andava benissimo, ma pensare solo al lavoro era un atteggiamento distruttivo. Non sapeva ancora che cos'avrebbe fatto quando tutti i problemi attuali si fossero risolti, ma le possibilit erano tante. Sarebbe stato pi che contento di lavorare a cucine e bagni per tutta la vita, ma avrebbe persino potuto comprare o affittare un negozio, anche se non sarebbe stato uguale a quello che aveva perduto. Avrebbe potuto ordinare arredi, accessori e pezzi di ricambio per Paul Haggerty. La zona non si prestava alla vendita di arredi di lusso, ma un magazzino di ferramenta che fornisse dal legname agli utensili, ai chiodi aveva le potenzialit per funzionare molto bene.
Finalmente, pensando a una vita in cui il lavoro si alternasse al relax e al divertimento, Conner si addorment. E quando riapr gli occhi il sole stava sorgendo, e la donna che lo aveva aiutato a cambiare atteggiamento verso la vita era ancora l, con lui. Era ancora sua – che lo sapesse o no. Conner l'attir a s, schiena contro ventre, e la baci sul collo.
" presto" le sussurr. "Ma io dovrei sgusciare fuori da casa tua, andare allo chalet, e poi al lavoro."
"Uhmmm" fece lei in tono di protesta.
"Sai bene che vorrei stare a letto con te per sempre" aggiunse lui. "Ma sai che non possiamo..."
"Lo so" sospir lei.
E poi squill il telefono. Lei si volt fra le sue braccia e lo guard stupita. Chi poteva telefonare a casa sua cos presto? Si allung sopra di lui, prese il cordless che stava sul tavolino da notte e disse: "Pronto?" con voce assonnata.
"Sono Brie. Scusa se ti disturbo cos presto, Leslie, ma per caso Conner  l?"
"Qui vicino a me" disse lei passandogli il telefono. " Brie."
"Pronto...  successo qualcosa?"
"No, niente di grave, solo che Max mi ha telefonato poco fa e mi ha buttata gi dal letto. Vogliono che tu vada a Sacramento al massimo tra una settimana, per prepararti al processo. Dovresti essere l luned prossimo."
Conner si rizz a sedere sul letto, passandosi una mano sul pizzetto. "E quanto tempo ci vorr?"
"Per prepararti? Al massimo un paio di giorni. Sarai ospitato in un albergo con dei poliziotti a proteggerti, perci non devi preoccuparti. Non so quando ti chiameranno a testimoniare, immagino nel momento che sar pi strategico per la procura, quindi non so per quanto dovrai restare a Sacramento. Ma devi essere l al massimo tra una settimana, perci ti rimangono solo pochi giorni per andare da tua sorella."
"Dovr andare a Sacramento direttamente da l?" domand lui.
"Credo sia la cosa migliore, cos non desterai troppa curiosit qui a Virgin River. E ho un'altra informazione che forse ti far piacere... il tuo motociclista  a posto. Lavora davvero in una concessionaria della Harley e organizza gite in moto per alcuni club.  pulito come una monetina appena coniata."
"Quindi non  un sicario?"
"Pare proprio di no. Ora, ti posso suggerire di fare la valigia e dire al tuo capo che hai un'emergenza in famiglia e devi andare in Colorado?"
"E che tipo di emergenza?"
"Digli che per ora non puoi spiegargli di che si tratta perch non hai tutti i dettagli, ma che ti manterrai in contatto con lui e tornerai prima possibile. Se sar il caso, magari gli parler io."
"S, ti prego, fallo" disse Conner. "Vorrei avere ancora il mio lavoro con lui, dopo il processo. E fai un'altra cosa per me... Tieni d'occhio Leslie."
"Certamente. Dille che se ha bisogno di qualcosa, qualsiasi cosa, mi chiami."
"Gliel'ho gi detto."
"Bene, allora salutala e mettiti in viaggio. Coraggio, Conner. Vedrai che tutto sar finito prima di quanto credi."
Conner si era detto che ben presto sarebbe dovuto partire per andare da Katie, ma non pensava che sarebbe accaduto cos presto. Aveva gi comprato un biglietto aereo per la settimana successiva, ma saggiamente aveva scelto un biglietto aperto la cui data poteva essere cambiata dietro pagamento di una piccola sovrattassa, nel caso che ci fosse qualche contrattempo.
Per fortuna erano solo le cinque del mattino, pens. Questo gli concedeva ancora un po' di tempo.
Appoggi il telefono sul comodino e si gir verso Leslie, facendola sdraiare di nuovo. "Tra due ore andr in cantiere e dir a Dan che devo assentarmi. Poi andr in ufficio da Paul e lo dir anche a lui. E infine andr allo chalet a fare la valigia. Ti chiamer appena sar arrivato da Katie."
"Tra due ore... ma adesso?"
"Adesso voglio fare l'amore con te ancora una volta, prima di partire."
"Per favore, non dirlo come se fosse l'ultima. Non voglio aver paura."
Conner la guard negli occhi. "Non  l'ultima volta, Leslie. Non lo . Non pensarlo nemmeno. Questo  solo un contrattempo che bisogna superare. Tutto qui."
Lei gli accarezz i capelli sulle tempie. "Ma  un contrattempo serio" bisbigli.
"Non preoccuparti" rispose lui. "Baciami e basta." E la divor con uno dei suoi baci pi possessivi.
Un'ora e mezza dopo, con i capelli ancora umidi per la doccia, Conner stava sulla soglia di casa con Leslie fra le braccia. "Se non avr problemi a cambiare il volo e ad arrivare fin l ti telefono stasera" le disse. "Ma se non mi senti stasera non stare in pensiero, ti chiamer per prima cosa domani mattina."
"Spero che tu trovi tua sorella felice e in buona salute" disse lei.
"Grazie... Sono certo che non corri alcun pericolo, Leslie, ma sii prudente. Chiudi sempre la porta a chiave e fai attenzione a tutto quello che succede attorno a te. "Poi la baci sul naso. "Ti amo."
"Io ti amo ancora di pi" disse lei lasciandolo andare con riluttanza. "Torna presto."
C'erano alcuni dettagli che Conner non aveva pensato di domandare a Brie, come per esempio se e quando avrebbe potuto rivelare la verit a pochi amici fidati. Quando disse a Dan che aveva un'emergenza in famiglia, in Colorado, l'altro come c'era da aspettarsi esclam: "Oh, diavolo, mi dispiace! C' niente che posso fare?".
"Non saprei... devo solo arrivare a casa al pi presto. E mi dispiace di piantarti in asso senza aiuto..."
"Non ti preoccupare, amico mio. Sposter un paio di uomini da un altro cantiere e li porter qui. Non saranno bravi come te, ma la famiglia  pi importante di tutto."
"Mi dispiace per il contrattempo" disse Conner.
"Non dirlo nemmeno. Hai il mio numero di casa, vero? Se le cose diventano complicate e hai bisogno di aiuto, chiamami subito. Io far tutto il possibile per darti una mano."
Conner fu commosso dalle parole di Dan. Lo conosceva solo da marzo e adesso si era alla fine di maggio, ma non si era sentito cos vicino a un amico da tanto, tanto tempo. Avrebbe voluto potergli dire quant'era importante per lui, ma dovette limitarsi a un semplice Grazie.
" a questo che servono gli amici" replic l'altro. "Sii prudente, mi raccomando. Non correre troppo rischiando un incidente, e appena puoi facci sapere che stai bene."
"Telefoner a Leslie appena arrivo" disse lui. "Stasera stessa, se posso."
Poi fu la volta di Paul. "Oh, accidenti, Conner, mi dispiace! Hai abbastanza denaro? Ti occorre un anticipo o un prestito?"
Lui rimase senza parole. Non aveva nemmeno spiegato al suo capo perch dovesse andarsene, e lui gli offriva del denaro! Come poteva essere certo che lui non avrebbe approfittato della situazione, accettando un bel prestito consistente per non farsi mai pi rivedere? "No, grazie, sono a posto. Mi dispiace di andarmene cos su due piedi, ma..."
"Senti, se te ne andassi a pescare ti tratterrei i soldi dalla paga, ma si tratta della tua famiglia e tu devi prendertene cura. Se hai qualche problema chiamami, posso sempre trovare il modo di aiutarti. Se a met strada scopri che hai rifiutato troppo in fretta e hai bisogno di contanti, posso mandarteli. Non fare complimenti!"
" molto bello da parte tua, Paul. Ho abbastanza denaro, ma ti ringrazio."
"Spero che tu risolva tutto quanto."
"Lo spero anch'io... far pi in fretta che posso."
"Non mi preoccupo di quanto ci metterai, e il lavoro te lo tengo. Assicurati soltanto di non tornare troppo in fretta, sistema le cose a dovere. I problemi di famiglia possono essere complicati, io lo so bene."
Gli abitanti di Virgin River erano dei ficcanaso, Conner lo sapeva, eppure n Dan n Paul gli avevano chiesto i dettagli di ci che era successo. Potevano anche essere curiosi, ma mostravano un grande rispetto quando si trattava di affari personali. Lui non aveva dato altre informazioni, e loro non avevano insistito.
Conner sentiva di non meritare quella lealt, quel sostegno incondizionato. Ma giur a se stesso che avrebbe ricambiato il favore non appena si fosse presentata l'occasione.

14.
Conner fece un lungo, faticoso viaggio che dur quasi tutto il giorno, e bench fosse abbastanza tardi quando arriv a Burlington Katie insistette per andarlo a prendere in aeroporto con i bambini.
Conner la vide in piedi nella zona del recupero bagagli, con i bambini per mano – entrambi stanchi e imbronciati – e come sempre pens che sembrava una ragazzina, quasi una bambina. Portava ancora i capelli lunghi sciolti sulle spalle, la faccia era priva di trucco, i grandi occhi azzurri erano spalancati. Non appena lo vide, Katie scoppi in lacrime, la sua faccia si contorse e il naso divent rosso – proprio come quello di una bimba.
Conner la baci sulla fronte. "Non fare cos" sussurr. Poi si inginocchi e prese i nipoti tra le braccia. "Mi siete mancati moltissimo!" disse baciandoli entrambi.
"Pungi" si lament Andy.
"Perch hai questa cosa sul mento?" domand Mitch toccandogli il pizzetto.
"Perch volevo sembrare pi figo" rise lui cercando di nascondere l'emozione. "Ma voi siete cresciuti da morire! Chi dei due  il pi alto?"
Andy ridacchi. "Siamo identici. Siamo uguali!"
"Oh, non saprei" fece Conner esaminandoli con la fronte aggrottata. "Credo che Mitch sia pi alto..."
"No, per io sono il pi intelligente" dichiar Mitch.
"Non  vero!"
"S che  vero!"
"Potete litigare a casa, per favore?" disse Katie con la voce un po' tremula per la commozione.
Conner si alz in piedi e la prese tra le braccia, stringendola a s. "Che bello vederti e sapere che stai bene... Vieni, portiamo a casa i mostriciattoli."
Lei annu con gli occhi ancora umidi. "Bambini, portiamo a casa zio..." cominci. Poi si interruppe e si guard intorno, ricordando che non doveva far nomi in un luogo pubblico. "Prendiamo un carrello per i bagagli e poi andiamo a casa prima che voi due vi trasformiate in zucche."
"Non  mai successo, ma lei continua a dirlo" puntualizz Andy a Conner in tono confidenziale.
"Meglio fare attenzione... uno di questi giorni potrebbe succedere."
Quando finalmente le tre grosse sacche di tela furono caricate sul carrello, uscirono nel parcheggio e Conner si offr di guidare lui perch Katie sembrava stanca e scombussolata. Lei gli diede le indicazioni necessarie, e in meno di cinque minuti i due bambini crollarono addormentati sul sedile posteriore.
"Dunque ti sei portato tutto?" domand Katie a bassa voce, ammiccando verso il bagagliaio.
"S, perch andr direttamente a Sacramento da qui. Il Procuratore Distrettuale vuole prepararmi per il processo, che dovrebbe cominciare presto, perci non aveva senso pagare l'affitto dello chalet solo per lasciarci i miei jeans."
"Ma poi tornerai lass, no? Quel posto ti piace!"
"S, spero di tornare, ma voglio pensare a una cosa per volta."
"E la tua ragazza? Non poteva tenere le tue cose a casa sua?"
"Credo che sarebbe stata felice di farlo, ma non volevo darle anche questo pensiero.  gi abbastanza sottosopra per tutta questa faccenda."
"Lo siamo tutti... e io sono ancora un po' preoccupata che tu abbia voluto venire fin qui. Non dovevamo vederci finch non fosse finito tutto – e soprattutto non dovevamo farci vedere insieme, tutti e quattro. Un uomo alto con una donna piccola di statura e due gemelli di cinque anni... diamo sicuramente nell'occhio!"
"Senti, so che Mathis deve avere una quantit di conoscenze, ma stento a credere che qualcuno sia riuscito a rintracciarci fino a Burlington, nel Vermont. Ripensandoci credo che sia stata una buona mossa andar via da Sacramento. Restarci era troppo rischioso, e gli scagnozzi di Mathis hanno dimostrato che erano in grado di bruciare un edificio per sottolineare il loro punto di vista. Ma dubito che abbiano una rete di investigatori in grado di localizzarci tutti e due." Allung una mano a stringere quella di lei con fare rassicurante. "Perch dovrebbero darsi tanta pena quando possono aspettare che io mi faccia vivo a Sacramento per il processo?  in quel momento che posso diventare un bersaglio facile."
"Ho una tremenda paura, Danny."
Lui le diede un'altra stretta. "Non devi. Finir tutto prima che tu te ne renda conto. E so che per te sar un po' difficile abituarti, almeno all'inizio, ma ho intenzione di tenermi il nuovo nome, Conner. Voglio cambiare tutto, davvero. Tu non sei costretta, ma io lo far."
"Perch?" domand lei stupita.
"Be', i miei nuovi documenti portano quel nome, e anche se non ho intenzione di nascondermi per sempre mi sembra giusto lasciarmi Danson Conner alle spalle. E poi..." continu gettandole un'occhiata, " cos che mi chiama Leslie. Perci mi terr questa identit.  pi facile, e Conner  l'uomo che lei conosce."
"Caspita" sorrise lei. "Credo che tu sia di nuovo innamorato!"
"Non di nuovo" la corresse lui scuotendo la testa. "Sono innamorato per la prima volta."
Bisognava essere ciechi per non notare la tristezza di Leslie, e lei ne era consapevole. Conner era partito solo da ventiquattr'ore, ma lei si era rinchiusa in se stessa non appena lo aveva visto allontanarsi da casa sua. Paul fu cos premuroso da domandarle se stava bene, e lei rispose: "S, sto bene, ma spero che Conner non abbia problemi gravi con la sua famiglia...".
Brie le telefon in ufficio e le chiese come se la cavava. "Sento molto la sua mancanza,  logico" disse lei, "ma questo lo posso sopportare. Per mi domando, non sar in pericolo?" Brie le rispose che Conner avrebbe avuto la miglior protezione che la procura gli poteva offrire, e questo la tranquillizz un po'.
Quella sera Leslie si ferm da Jack per bere un bicchiere di vino e portarsi a casa la cena, e Jack osserv: "Sicch il tuo ragazzo ha avuto un problema in famiglia... Sta bene?".
E lei rispose: " arrivato sano e salvo e mi ha detto che tutto si aggiuster. Dovrebbe risolvere il problema in una settimana, pi o meno".
"Sai che tipo di problema era?" domand ancora Jack – dal tipo curioso che era. "Spero che non si tratti di una malattia..."
"Non mi ha detto niente di preciso, perch  partito all'improvviso. Ma mi  parso di capire che ci fosse un guaio con la sorella..."
"Ah" fece Jack. "Si direbbe che c'entri un divorzio o qualcosa del genere."
"Gi, pare proprio cos. Sapremo tutta la storia quando torner, e spero che sia presto. Mi sono abituata ad averlo attorno, e devo dire che sento gi la sua mancanza."
Perci, tra la solitudine e un'ansia crescente che non poteva ignorare, Leslie era molto silenziosa e sapeva che tutti lo avevano notato. Oltretutto non avrebbe potuto parlare spesso con Conner mentre lui era a Sacramento, e continuava a ripetersi che doveva accettare la realt e pensare in modo positivo. Ma non era facile...
La mattina dopo, prima di andare al lavoro, usc in giardino e si inginocchi a recidere i fiori secchi dalle aiuole che avevano piantato insieme. Ogni suo pensiero era rivolto a Conner. Poi sent dei passi, alz gli occhi e vide una signora anziana che si avvicinava lungo la strada, in compagnia di una giovane donna che teneva la mano di una bimba di circa due anni e portava nel marsupio un beb paffuto e sorridente. Leslie le aveva gi viste altre volte: ogni tanto la giovane donna portava il beb in un passeggino con la capote di tela.
Si alz spolverandosi le ginocchia e sorrise alle due donne. "Buongiorno" disse.
"Buongiorno a lei" salut la donna anziana. " da un po' che volevo venire a salutarla... Sono Adie Clemens, e questa  Nora con le sue bimbe. Nora mi costringe a uscire per una passeggiata quasi ogni giorno."
"Ah, davvero?" disse lei. Porse la mano per prima alla donna anziana e poi alla pi giovane. "Io sono Leslie."
"Il dottor Michaels dice che Adie deve camminare mezz'oretta ogni giorno, e se non ce la porto io lei se lo dimentica" sorrise Nora. "Lieta di conoscerti."
"Siete parenti?" domand Leslie.
Le due donne si guardarono e scoppiarono a ridere. "No, sono solo la sua spina nel fianco" spieg Nora. "La pressione di Adie e il suo colesterolo si sono molto abbassati da quando mangia meno dolci e si muove un po' di pi. E adesso che  arrivata la primavera e l'estate  dietro l'angolo, le bimbe e io ne approfittiamo. Camminare al sole fa bene anche a noi. I tuoi fiori sono bellissimi" aggiunse. "Adie e io li ammiriamo ogni giorno, da quando li hai piantati."
Leslie guard il giardino con una fitta di nostalgia. " stata un'idea del mio fidanzato, Conner. Un giorno mi ha portato dei fiori, ma invece di un mazzo ne aveva un camion pieno... non avevo mai visto niente del genere."
"Il giovanotto alto con il pick-up?"
"Proprio lui" conferm Leslie. "Lavoriamo per la stessa impresa di costruzioni. Immagino che tuo marito lavori anche lui da queste parti?" domand poi rivolgendosi a Nora.
Adie rise di nuovo. "Nessuna delle due ha un marito" disse guardando Nora. "Forse  per questo che ci appoggiamo una all'altra."
"Io lavoro part-time in ambulatorio, e quando la scuola aprir lavorer anche l" continu Nora. "Presto mander le bimbe alla scuola estiva e al nido, tanto per vedere come se la cavano. Nel frattempo Adie e Marta Hutchkins me le tengono quando  necessario."
" una mamma fantastica" disse Adie dando un buffetto affettuoso al braccio di Nora.
"Chiedo scusa, sono stata una sciocca a concludere che..." disse Leslie un po' imbarazzata.
"Non ti scusare, probabilmente io avrei fatto lo stesso" disse Nora. "Questa  Berry" continu accarezzando i capelli della piccola che teneva per mano, "e lei  Fay Lynne. Hai una veranda meravigliosa, la pi bella dell'isolato. E il tempo  magnifico, non ti pare? Dovremmo festeggiarlo con limonata e biscotti uno di questi pomeriggi. Te la senti di fare quattro chiacchiere con una vecchia signora?"
"Chi hai chiamato vecchia?" fece Adie drizzandosi indignata un tutto il suo metro e cinquanta.
Nora ridacchi. "Ecco, lo sapevo, si  offesa..."
E Leslie pens che avere un'amica nel vicinato sarebbe stato piacevole, specialmente adesso che si sentiva cos sola. "Mi piacerebbe molto! Di solito arrivo a casa verso le cinque - un po' pi tardi se mi fermo da Jack per ordinare la cena da portare a casa."
"Ah, Jack" disse Nora in tono nostalgico. "In passato, prima di diventare mamma, mi fermavo anch'io in un bar a bere qualcosa... ma me lo ricordo appena." E poi rise di nuovo.
"Sarei felice di invitarvi nella mia veranda" disse Leslie. "Ditelo anche alla signora Hutchkins e a Puff."
"Lo faremo presto" promise Nora. "Andiamo, Adie, dobbiamo fare almeno un chilometro. Ci vediamo, Leslie."
Leslie le segu con gli occhi e pens che Nora non poteva avere pi di venticinque, ventisei anni, eppure aveva gi due bambine e niente marito. Non aveva osato chiederle se c'era un uomo nella sua vita, ma aveva l'impressione che non ci fosse nessuno.
Poi sent squillare il telefono e corse in casa, sapendo che solo due persone la chiamavano a quel numero: sua madre e Conner.
"Ehi, piccola" disse lui con la sua voce bassa e sexy. "Ti ho beccata prima che andassi al lavoro..." Rise. "Da sola senza tutti gli operai intorno, cos puoi dirmi tutte le porcherie che vuoi."
"Conner!"
"Sono solo anch'io in questo momento, cosa che qui  piuttosto difficile. Che cosa indossi?" domand scherzoso.
"Oh, smettila" rise lei. "Dimmi di Katie e dei bambini."
"Ah, i bambini... non sono due tipini tranquilli, poco ma sicuro. Facciamo la lotta di continuo e credo che mia sorella stia per buttarci fuori di casa. La sua  piuttosto piccola, un po' come la tua, due stanze da letto e un soggiorno minuscolo che riusciamo a riempire quando ci rotoliamo sul tappeto tutti e tre... Poi finisce che loro sono troppo eccitati e riescono ancora meno a star fermi. La loro madre li ha portati a correre nel parco per vedere se riesce a stancarli. Oggi si  presa la giornata libera per stare con noi e per cucinare una bella cenetta per me e il suo capo. Sai, quel capo che mantiene i loro rapporti su un piano molto professionale mentre lei si sta prendendo una cotta per lui..." Rise di nuovo. "Cos avr l'occasione di esaminarlo ben bene."
"Sembri... felice" disse lei. Ma immaginandolo mentre abbracciava stretta la sua sorellina o si rotolava sul pavimento con i nipoti, temeva che soffrisse ancora di pi dovendoli lasciare ancora una volta. "Per te dev'essere magnifico essere di nuovo con loro."
"Lo . Ma mi avranno distrutto completamente entro domenica – che  il giorno in cui devo partire. E a proposito di domenica, hai visto le notizie?"
"Controllo su Internet tutti i giorni" rispose lei.
"Hanno pubblicato il mio nome in un articolo, prima dell'udienza preliminare, ma poi non l'ho pi visto in nessun altro articolo. E non  uscita alcuna foto mia – almeno non ancora."
"Ma perch mai hanno pubblicato il tuo nome?" domand lei preoccupata.
"Non  strano, Les.  riportato sui documenti visibili al pubblico. Alla procura serviva il nome del testimone per ottenere il mandato di perquisizione grazie al quale hanno raccolto le altre prove – e all'epoca era uscito sui giornali. Se ti succede una cosa del genere  logico che cominci a notare dei particolari, come il fatto che vengano pubblicati i nomi delle vittime a meno che non siano minorenni. Ed  un bene che non abbiano ancora pubblicato una mia foto, perch somiglio troppo a un certo Danson Conner... Se posso evitare che i miei amici di Virgin River capiscano chi sono prima del processo,  molto meglio."
"Ma Conner, nessuno qui farebbe mai niente per danneggiarti!"
"Certo, lo so. Ma non voglio che ci sia troppa pubblicit, e che magari qualcuno arrivi fino a te."
"Non capisco bene che cosa intendi."
Lui inspir a fondo. "Non voglio che tu corra dei rischi, capisci. Qualcuno potrebbe colpire te per arrivare fino a me... Non guardi mai i telefilm polizieschi?"
"No. Ultimamente avevo ben altro da fare che guardare la TV!"
"Be', non guardarli nemmeno adesso. Tra una decina di giorni sar tutto finito, e io potr tornare da te."
"Ne sei sicuro, Conner?"
"Che vuoi dire?"
"Be', sar dura per te lasciare di nuovo tua sorella e i tuoi nipoti."
" sempre stato cos" rispose lui. "Quando Katie ha sposato Charlie aveva solo ventisei anni, ed  partita per Fort Bliss in Texas. Meno di un anno dopo lui me l'ha riportata a casa, incinta, e lei  rimasta con me mentre Charlie andava in missione. Poi  rimasta vedova... Negli ultimi anni ho cercato di preparami al momento in cui lei avrebbe incontrato un altro uomo, e ho sempre saputo che con ogni probabilit lei e i bambini si sarebbero trasferiti di nuovo. Lontano."
"A sentirti sembri pi un padre che un fratello" osserv Leslie.
"A volte infatti mi sento cos" ammise lui. "Forse sono anche diventato un po' pesante, ma mi  capitato un tale carico di responsabilit quand'ero troppo giovane..."
"Non sei affatto pesante!" protest lei.
"Fino a poco tempo fa ero legato a quel magazzino. Era la nostra eredit, dovevo farlo funzionare per assicurare un futuro a tutta la famiglia. Perch c'era anche la possibilit che Katie non incontrasse l'uomo giusto..."
"Ma adesso  diverso" osserv Leslie. "Adesso sei libero di andare dove vuoi."
"S,  vero. Per questo voglio tornare da te."
Conner avrebbe voluto stare al telefono per ore, ma ormai Katie e i ragazzi stavano tornando e Leslie doveva andare al lavoro. Perci la salut a malincuore e promise di chiamarla di nuovo appena possibile.
Vide il terzetto in arrivo dalla finestra del soggiorno. I bambini correvano, come sempre: sembravano incapaci di camminare con calma. Katie li seguiva, pi lentamente. I gemelli irruppero in casa e corsero da Conner, aggrappandosi ognuno a una gamba. Lui rise. "Vedo che siete molto pi calmi... come no!" Quando Katie entr a sua vola le sorrise. "Ottimo lavoro. Li hai proprio stancati per bene..."
"E infatti ho bisogno di un sonnellino" sospir lei. "Dove prendono tanta energia?"
I due corsero al televisore e accesero il DVD del loro film preferito del momento, Avatar.
"Forse dovresti smettere di dar loro da mangiare" sussurr Conner.
"A proposito... adesso preparo qualcosa per pranzo, e poi se abbiamo fortuna staranno un po' tranquilli. Ti vanno dei sandwich?"
"Mi va bene qualsiasi cosa, tesoro. Io che posso fare?"
"Puoi dirmi che cosa pensi della casa, del quartiere e della citt in generale."
"Mi sembra tutto molto gradevole, e capisco che tu stia cos bene qui. Ma una volta che il processo sar finito forse non potrai restare in questa casa..."
Lei si volt, con le mani occupate da pacchetti di prosciutto e formaggio che depose sulla credenza. "Invece posso, ho controllato" disse. "Il contratto di affitto dura sei mesi ed  rinnovabile. E la citt mi piace, Danny – voglio dire, Conner.  gradevole e molto accogliente."
Lui sorrise vedendo come si sforzava di usare il suo nuovo nome. "E poi qui c' un certo tale..." comment.
"Be', non siamo mai usciti insieme, e ci sono alcune complicazioni. Una  che lavoro per lui, e ho la sensazione che questo sia un limite che Keith non vuole oltrepassare. Ma lo capisco, e mi piace. Se avr mai una storia con qualcuno, dovr avere dei principi molto saldi. Come li aveva Charlie, e come li hai tu."
"Davvero li ho?"
"Eccome" disse Katie prendendo dal frigorifero una busta di lattuga, la senape e la maionese. "Ci sono cose su cui non accetti compromessi."
"Tu mi idealizzi" rise lui. "Al momento esco con la segretaria del mio capo, e non mi sento per niente in colpa."
"Raccontami di lei" lo preg Katie. "Dimmi tutto, tutto quanto." E cominci a spalmare di maionese le fette di pane per i sandwich.
"Be', per cominciare  bellissima. Dal primo momento che l'ho vista mi si sono piegate le ginocchia... Ha lunghi capelli biondi con dei bei riccioli, occhi scuri che a volte, per esempio quando sorride, diventano quasi neri.  pi alta di te, di una ventina di centimetri, e quando balliamo..."
"Siete andati a ballare?" esclam lei.
Conner ridacchi. " una storia buffa, te la racconter pi tardi. Leslie  bella, ma il tratto migliore di lei va ben oltre l'aspetto.  un tipo risoluto, dirige l'impresa di costruzioni con piglio sicuro, e credimi, tutti quegli uomini rigano dritto."
"Insomma,  autoritaria?"
Lui fece segno di no. " sicura di s. E pensa che mi ha detto di aver sempre avuto problemi di autostima... Forse li ha avuti in altri momenti della sua vita, ma non adesso, con me o nel suo lavoro. Ed  spiritosa, fa delle battute fulminanti, cosa che mi piace molto. Per – e questo pu sembrare incongruo –  anche una persona molto gentile. Tempo fa c' stata la festa di inaugurazione della casa di uno dei miei colleghi e della sua fidanzata, e bench non conoscesse la ragazza Leslie le ha telefonato e si  offerta di andare ad aiutarla prima e dopo la festa.  stato un pensiero premuroso e spontaneo.  una donna dolce ma forte, e prima di conoscerla non avevo mai capito quanto mi piaccia questo in una donna."
"Anche a me piacerebbe essere pi forte" osserv Katie.
"Tesoro mio, tu sei forte quanto basta" la rassicur lui. "Hai fatto miracoli con tutti i colpi bassi che la vita ti ha inferto. Non conosco nessuno che avrebbe saputo fare meglio di te."
"Ma ho sempre avuto te" gli ricord lei.
"Mi avrai sempre, anche se finissimo a vivere ai due lati opposti del paese."
Katie tacque per un poco. "Stai dicendo che Leslie non prenderebbe mai in considerazione l'idea di trasferirsi di nuovo?"
Conner mise le mani in tasca. "Vedi,  figlia unica. I suoi genitori sono ancora ben lontani dall'avere bisogno di lei, almeno cos penso io, ma hanno quasi settant'anni e Leslie lo tiene presente.  molto legata ai suoi – un'altra cosa che amo in lei. Probabilmente loro arriveranno a pi di ottant'anni prima di avere bisogno di assistenza, ma credo che Les e i suoi genitori abbiano bisogno di stare vicini dal punto di vista emotivo. Se pap e mamma fossero ancora vivi la penserei anch'io cos."
Katie chin la testa da un lato e sorrise. "Sbaglio o hai finalmente incontrato una donna che nutre i tuoi stessi sentimenti riguardo alla famiglia?"
Conner si appoggi al ripiano della colazione, sostenendosi con le sue grandi mani forti. "Credo di s... ma ricorda che se anche io vivr in California e tu nel Vermont potrai sempre contare su di me. Lo sai, vero? Se mai avrai bisogno di me, baster che tu mi chiami."
"Lo so" sorrise lei. "Anche Keith  cos...  molto legato a sua madre e a sua sorella, e ha buona cura di loro. Ti piacer, vedrai. Ne sono sicura."
In effetti Keith piacque a Conner. Era facile trovarlo simpatico. Arriv puntualissimo e port una bottiglia di Chardonnay perch sapeva che era il vino preferito di Katie. I bambini gli corsero incontro abbracciandogli le gambe, e lui si chin a salutarli con effusione. Quando si rialz teneva Andy sotto un braccio e arruffava i capelli di Mitch con l'altra mano, tenendo la bottiglia sotto l'ascella. Vedendo Conner gli tese la mano libera e disse: " un piacere conoscerti. Katherine non fa che parlare di te".
Katherine? pens lui. Quello non era il nome nuovo che le avevano dato quando si era trasferita, ma quello vero, quello che risultava sulla patente. Katherine Malone, il suo nome da sposata. Strano...
"Oh, non credere a tutto quello che senti" disse con una risata. "Lieto di conoscerti, Keith." E poi si disse che non tutti gli uomini avevano una forte stretta di mano, perch non tutti facevano un lavoro manuale. Lui stesso a volte si augurava di non avere un lavoro cos fisico, di poter fare qualcosa di pi sedentario...
Keith Phillips non era alto e robusto come Conner. Era alto poco pi di un metro e settanta, e sembrava giusto per Katie che era appena un metro e cinquantacinque. Aveva la corporatura snella di chi amava correre e sciare, e il suo sorriso rivelava denti perfetti. E come Katie, sembrava molto pi giovane della sua et.
"Sicuro di aver frequentato l'universit e tutto quanto?" domand Conner scherzosamente.
L'altro ridacchi. "Oh s, tutto quanto" rispose. Mise la mano sulla spalla di Katie, le diede una piccola stretta affettuosa, poi le porse la bottiglia di vino. "Chardonnay Rombauer Carneros del duemilanove" spieg. "Credo che ti piacer."
"Che gentile, Keith" esclam lei. "Grazie!"
"Qual  il tuo vino preferito?" domand lui a Conner.
"Non sono un gran bevitore di vino" rispose Conner. "Mi intendo pi di birre."
"Preferisci le straniere?"
"Non sempre. La mia prima scelta sarebbe una Michelob, ma se non la trovo non faccio troppo il difficile."
Keith rise. "Mi hai colto in flagrante – stavo solo cercando di far colpo su Katherine."
"Oh, questo non  difficile" rispose Conner. "Uno dei suoi pregi  che  facile renderla felice. Trae piacere dalle piccole cose, e tra le persone che conosco  l'unica sempre positiva e serena. Questo spesso mi fa vergognare... In sostanza  quasi impossibile farle perdere il buonumore."
L'altro sorrise con apprezzamento. "S, ha un vero dono.  cos anche al lavoro, ed  per questo che tutti l'adorano. Katherine, posso aiutarti? Ti serve qualcosa?"
"No, grazie. Se a voi due non dispiace tenere occupati i bambini, io finisco di preparare la tavola e in qualche minuto possiamo cenare."
Era una buona idea, pens Conner, perch cos avrebbe potuto parlare con Keith senza che Katie li ascoltasse. Portarono i bambini nel piccolo giardino sul retro della casa, e i due corsero subito all'area dei giochi. Non era attrezzata come quella che avevano lasciato a Sacramento, ma poteva bastare: appesi a una spessa barra di legno sostenuta da quattro zampe a cavalletto c'erano degli anelli, una corda per arrampicarsi e un'altalena.
"Guarda quei due" osserv Keith. "Che coppia di scimmiette!"
"Non ci sono bambini nella tua famiglia?" domand Conner.
"Mia sorella ha due ragazzine adolescenti, di sedici e tredici anni. Tutto un altro genere."
"Gi, lo immagino. Io non ho alcuna esperienza con le ragazze."
"Katherine mi ha detto che sei come un padre per i suoi bambini."
Lui annu. " abbastanza vero. E che altro ti ha detto?"
"Che al momento lavori in Colorado. Mi dispiace molto che la tua ditta sia fallita...  un momento difficile per tutti. Ma forse i tempi stanno migliorando."
"Ci vorr ancora un bel po'" osserv Conner.
"Gi, e tutti facciamo del nostro meglio. Anche nel mio campo c' stato un calo, sai. La gente tende a rimandare il pi possibile quel che non  strettamente necessario."
"Ma tu te la cavi abbastanza bene, no?"
"Be', non male, dati i tempi. Un dentista pediatrico non guadagna tanto come, per esempio, uno specialista in periodonzia." E qui Keith si lanci in una spiegazione dettagliata sui diversi tipi di specializzazione, sulla complessit di ognuna, e su quanto alcune specializzazioni fossero assai pi lucrative di altre.
Conner, con un certo sforzo, non si addorment.
"E tu come mai hai scelto di fare il dentista pediatrico?" domand infine.
"Perch ci so fare con i bambini" spieg Keith con un sorriso. "Facendo i turni in pediatria durante l'ultimo anno ho capito subito che quello era il lavoro per me. A volte devo quasi cacciar via i ragazzini per convincerli ad andare da un dentista per adulti. Molti vorrebbero restare in cura da me per sempre. Credo sia perch non hanno paura di quel che succeder loro nel mio studio."
Be', se non altro i bambini di Katie cresceranno con i denti in ordine, pens Conner.
E poi, grazie al cielo, la voce di Katie li chiam annunciando che la cena era pronta.

15.
Keith era effettivamente bravo con i bambini, pens Conner, ma non necessariamente mentre mangiavano. Per fortuna Katie sapeva il fatto suo.
Quando i gemelli cominciavano ad agitarsi perch erano stanchi di star seduti, quando prendevano il pur di patate con le dita o urtavano il bicchiere di latte minacciando di rovesciarlo, Keith cercava di ragionare con loro: "Andy, cos macchierai la tovaglia" oppure, "Mitch, se pasticci con il cibo non potrai pi mangiarlo."
Katie invece diceva sottovoce ma fermamente: "Smettetela". E loro obbedivano.
Forse a un certo punto Katie avrebbe spiegato a Keith qual era la sua arma segreta... Il fatto era che riusciva quasi sempre a far s che i figli si comportassero bene perch li separava. Come tutti i gemelli identici, i bambini non amavano stare divisi. A volte volevano stare ognuno per conto proprio, ma era una loro scelta.
Cos, se facevano qualche capriccio grave o qualche malefatta, la loro madre li metteva in due stanze separate e parlava con loro uno alla volta. I due fratellini dovevano stare da soli per un certo periodo, senza avere il permesso di parlarsi. Conner si domandava tuttavia se non comunicassero per telepatia, perch sembrava che uno leggesse nella mente dell'altro.
Lui non li riprendeva molto spesso, ma quando accadeva usava un sistema alquanto diverso. Il suo tono di voce era pi alto e l'espressione pi severa di quella di Katie, e non esitava a prender su uno dei gemelli e a portarlo di peso in un'altra stanza – quella che Conner chiamava la stanza della punizione.
Tutto considerato Keith se la cavava abbastanza bene per essere l'ultimo arrivato. Era evidente che i gemelli gli piacevano, il che era il fatto pi importante, ed era un tipo simpatico.
Durante la cena Conner scopr che aveva da poco finito di pagare tutti i prestiti avuti per frequentare l'universit, e che finalmente si era comprato una casa pi grande dopo aver vissuto a lungo in un appartamento minuscolo per risparmiare. Se non altro non aveva vissuto con la madre o la sorella a cui era tanto legato, pens Conner. Adesso Keith aveva una casa spaziosa, con quattro camere da letto e un grande giardino, situata in una zona dove le scuole erano ottime.
Conner si domand perch sottolineasse la faccenda delle scuole... e poi pens che forse Keith corteggiava non solo Katie ma i suoi bambini. D'altra parte era quello che si faceva se si frequentava una donna che aveva gi dei figli. A meno che... Non sar mica un tipo strano, un malato?, pens Conner allarmato. Non aveva idea di come fare a controllare una cosa del genere. Non aveva mai conosciuto nessuno che...
Trasse un profondo respiro. Avrebbe affrontato l'argomento con Katie quando il suo ospite se ne fosse andato. Ma a parte quelle preoccupazioni probabilmente infondate, pens ancora, Keith sembrava una brava persona – solo che aveva uno stile di vita un po' diverso dal suo.
Quand'ebbero mangiato il dolce e bevuto il caff, e la conversazione volse sul lavoro del giorno dopo, Conner si offr di far fare la doccia ai gemelli e di aiutarli a mettersi il pigiama. Ci vollero quaranta minuti buoni prima che li lasciasse nella loro camera e si incamminasse di nuovo verso il soggiorno.
La casa di Katie era cos piccola che dalla met del corridoio poteva vedere Katie e Keith in piedi uno di fronte all'altra, sulla soglia. Si parlavano a bassa voce, sorridendo, e Katie guardava il dentista con occhi adoranti. Lui le mise di nuovo la mano sulla spalla e le diede quella piccola stretta, poi si chin in avanti e Conner pens che stesse per baciarla. Invece no. Disse ancora qualcosa, le sorrise e se ne and.
Katie si volt e vide Conner. "Che cosa fai, mi spii?" domand con un sorrisetto malizioso.
"S, lo confesso – anche se non c'era molto da vedere."
"Come ti dicevo,  sempre molto corretto. Vuoi un altro po' di caff? O di dolce?"
Lui fece segno di no. "I bambini non sono ancora addormentati, ma sono a letto. Adesso vado a controllare, e se non dormono subito dar loro una mazzata in testa."
"Vado a dire di spegnere la luce" disse lei. E ancora una volta la parola della mamma ebbe il suo effetto, perch la luce si spense, la porta venne accostata e dalla cameretta si sent solo un mormorio sommesso.
Katie si sedette sul divano con un sospiro di stanchezza, appoggi la testa allo schienale e si ravvi i capelli, infilando le lunghe ciocche dietro le orecchie.
Conner era andato in cucina. "Se non ti dispiace mi prendo una birra. Tu vuoi un altro bicchiere di quel vino raffinato?"
"Ti  piaciuto Keith?" domand lei.
"Mi apro una birra" ripet lui dopo una piccola pausa.
Katie sospir. "Ma s, dammi un po' di vino."
Lui stapp una bottiglietta di birra e vers il vino in un calice, poi port entrambi in soggiorno. "Non  che non mi sia piaciuto" esord porgendo il vino a Katie.
"Sputa fuori. Cos'ha che non va?"
"Niente. Dico sul serio. Ma che cos'ha che va a te? Non mi sembra proprio il tuo tipo..."
" gentile, sensibile, dolce, bravo con i bambini, coscienzioso, degno di fiducia, affidabile..."
"Potrebbe essere tutto questo e avere un po' pi di spina dorsale" osserv Conner.
"Ma ne ha moltissima" replic lei accalorandosi. "Ha uno studio ben avviato, nella comunit  molto rispettato,  un tipo che tiene alla famiglia..."
"Ehi, non ti arrabbiare. Dico solo che non  come gli altri uomini della tua vita. Non  come Charlie, come me o nostro padre."
Lei abbass la testa. "Ma  cos gentile e dolce."
"Gi, cos pare. Ma Katie, che cos' quella mano sulla tua spalla?  questo tutto il contatto fisico che c' tra voi?"
" stato molto chiaro su questo punto. Non vuole oltrepassare certi limiti con una dipendente, anche se io gli piaccio molto."
"Ha detto proprio cos?" si inform Conner.
"S, proprio cos."
Conner emise un fischio.
"Oh, smettila! So che non  come gli altri uomini che mi interessavano in passato, ma..." E poi, inspiegabilmente, affond il viso tra le mani e cominci a piangere singhiozzando pian piano.
Conner si avvicin e le mise un braccio sulla spalla. "Su, tesoro, non fare cos... Che ti prende?"
"Perch ci mette cos tanto?" esclam lei. Sollev la faccia e guard il fratello con gli occhi umidi. "Io voglio solo un bacio! Be', no, non  solo quello che voglio, ma dobbiamo pur cominciare da qualche parte!" Poi si appoggi alla spalla di Conner e si asciug le guance con il dorso della mano.
Lui le accarezz i capelli. "Il problema  che  troppo prudente,  cos?"
"In parte s" ammise lei.
"Ma a parte questo a te sta bene?"
"Be', Danny – voglio dire, Conner, almeno non andr mai in guerra!"
"Ci sono una quantit di uomini che non sono cos... tranquilli e corretti, e che non vanno in guerra" osserv lui.
"Non c' niente di sbagliato nell'essere tranquilli e corretti!"
"Insomma, sai che cosa intendo. Non mi sembra il tipo che far mai squillare le campane... non so se mi spiego."
"S, lo so. Ci ho pensato parecchio. Il tipo d'uomo a cui sono abituata, da cui sono sempre stata attratta, insomma un uomo come mio padre o mio fratello,  uno audace, uno che ama rischiare. Ma ci sono gi passata, e adesso voglio andare un po' pi sul sicuro. Non voglio continuare a perdere i mariti, e non voglio che i miei bambini continuino e perdere un padre dopo l'altro."
"Ma Katie, io non sono uno che rischia" protest lui.
Katie rise. "Oh, s che lo sei. Un altro al posto tuo sarebbe scappato a gambe levate dopo aver assistito a un omicidio ed essere stato minacciato, ma tu no. Tu salirai sul banco dei testimoni, guarderai quell'uomo dritto in faccia e lo farai condannare. E rischierai la vita pur di farlo!"
"Be', non rischier proprio la vita" protest lui. "Sto prendendo tutte le precauzioni possibili."
"Ecco, io voglio una vita tranquilla" concluse Katie. I suoi occhi erano alquanto tristi, ma lei scroll la testa con aria decisa. "Voglio che i miei bambini abbiano una buona istruzione, un ambiente sicuro in cui crescere, una famiglia stabile..."
"E dei denti sani" aggiunse Conner con una risata.
Katie tir su col naso e rise a sua volta. "E dei denti sani" conferm.
"E lui ... perfettamente normale, vero?"
Lei cap al volo. "Solo perch gli piacciono i bambini non vuol dire che sia un pedofilo."
"Ma non lo darai per scontato, vero? Lo terrai sempre d'occhio?" insistette Conner perch non poteva farne a meno.
Lei alz la testa dalla spalla di lui e lo guard attentamente, con gli occhi ridotti a due fessure. "Marcandolo stretto" rispose.
"Ah, Katie, Katie!" esclam lui scoppiando a ridere e stringendole la gamba. Era quello che la gente non capiva della sua sorellina, perch appariva cos docile... ma Katie era una leonessa. Un drago. Parlava sottovoce e camminava senza far rumore, e molti la prendevano per una sciocchina, ma lei non lo era affatto. E non si sarebbe sognata di lasciare i suoi bambini con un tale un po' dubbio.
"Lo hai sempre tenuto d'occhio, vero?" domand ancora.
"Ogni minuto" conferm lei. "Ogni singolo minuto. E giuro che non smetter di sorvegliarlo, ma il fatto  che gli piacciono semplicemente i bambini. Vuole averne di suoi, dice che ha rimandato anche troppo e spera che non sia troppo tardi."
"Tesoro, non buttarti in questa storia per le ragioni sbagliate" disse Conner. "Posso capire la voglia di sicurezza, ma devi anche sentir suonare le campane..." Le accarezz la guancia con una mano. "Ho visto com'eri con Charlie. Dico sul serio, cerca di trovare uno che ti accenda davvero, perch io sto diventando vecchio!"
"Leslie non  un tipo tranquillo?"
Lui scoppi a ridere. "No!" ripose. "Proprio no! Ha un bel po' di problemi anche lei – anche se non drammatici come i miei. Ha un bizzarro ex marito che vuole che restino amici anche se si  risposato e sua moglie  incinta. E i suoi genitori, anche se sono persone straordinarie, sono eccentrici a dir poco. Un tipo tranquillo? Dio santo, no. Mi ha fatto perdere la testa, e innamorarmi di lei  stato come piombare in un vortice." Sollev la faccia di Katie per guardarla negli occhi. "Se mai dovesse lasciarmi, sono sicuro che cadrei a pezzi. Leslie per me  un gran rischio, questo s. Questo ti fa sentire meglio?"
Lei scroll la testa. "No. Io non voglio pi sentirmi cos, non me la sento di correre dei rischi."
"Spiegami bene che cosa ti piace in Keith" disse Conner.
Lei trasse un gran respiro. "Mi fa sentire a mio agio, protetta e sicura in tutti i modi. A volte, in studio o se andiamo fuori a pranzo, parla di cose semplici come una passeggiata in bicicletta nel parco con i bambini... e poi sottolinea come si fermano sempre alla fine del marciapiede e mi aspettano prima di attraversare. Dice che ammira il modo in cui li ho allevati, soprattutto perch l'ho fatto da sola senza un marito. Si assicura sempre che Andy e Mitch non corrano alcun pericolo, che non facciano imprudenze come tutti i bambini... e ha detto parecchie volte che io sono esattamente il tipo di donna a cui vorrebbe far crescere i suoi figli, e ha anche aggiunto: “Se pensi che questo significa che mi auguro di veder crescere il nostro rapporto, hai ragione”. A volte chiede il mio parere su qualcosa che a me pu sembrare poco importante, ma che lo  per lui... come se  meglio seminare dei fiori nel suo giardino o lasciare che cresca un prato, o se penso sia pi bello dipingere le pareti o mettere la carta da parati. Lo so, sembrano sciocchezze, ma mi danno la sensazione di essere normale. E sa il cielo se ho bisogno di normalit!"
Conner le diede un colpetto affettuoso sul braccio. "Noi ci siamo sempre parlati apertamente, con molta sincerit, non  vero?" Lei annu. "E allora permettimi di dirti qualcosa che non mi  facile dire alla mia sorellina... Sembra che tu stia scegliendo un compagno di stanza, non un marito. Lui ti piace pi per quello che non fa che per quello che fa. E mi pare che non ti faccia provare un granch."
"Oh, no, ti sbagli" protest Katie. "Io gli strapperei volentieri i vestiti di dosso. Ma la domanda , lui vuole strapparli a me? Perch se pu essere un gentiluomo alla luce del giorno e un amante selvaggio al buio,  proprio quello che voglio. Non sono una stupida, non voglio ritrovarmi con un uomo del tutto incapace di passione."
"Questo me lo devi promettere" insist lui.
"Naturale che te lo prometto. Ma se Keith ha tutte le caratteristiche che ti ho detto, la gentilezza e la comprensione ma anche la passione,  esattamente l'uomo che voglio. Esattamente. Non siamo nel selvaggio West, non mi serve un macho che mi protegga da un grizzly. Ho bisogno di un uomo affidabile, premuroso e tenero, che torni a casa dal lavoro tutte le sere."
Conner l'ascoltava, ma non ci credeva troppo. Forse quello era ci che Katie credeva di volere – una vecchia pantofola comoda. Ma se avesse insistito, in breve si sarebbe ritrovata vuota e insoddisfatta.
La sua sorellina aveva paura di innamorarsi di nuovo, di innamorarsi come le era accaduto con Charlie: aveva paura di un sentimento profondo, ardente e irrinunciabile che l'avrebbe fatta bruciare e l'avrebbe lasciata senza fiato. Quando si aveva avuto un amore cos e lo si era perso, la sofferenza era spaventosa e lasciava il segno a lungo.
Ad alta voce disse: "So che farai la scelta pi giusta, Katie. Cerca solo di porre a te stessa tutte le domande necessarie prima di lasciarti coinvolgere troppo".
"Delle domande?" ripet lei.
"Oh, s" rispose lui. "Per esempio, potrai essere felice accontentandoti di avere quasi tutto, o devi avere il tutto assoluto? Perch  difficile dare una risposta sincera a una domanda cos..."
Leslie scopr che il bel tempo e le giornate pi lunghe erano una sorta di conforto che l'aiutava a sopportare la lontananza di Conner. Quando tornava a casa dal lavoro c'era ancora luce sufficiente per sedersi sulla veranda. E se passavano le sue vicine era bello salutarle con un cenno, e a volte fermarle per fare quattro chiacchiere. La signora Hutchkins camminava con molta energia, Adie Clemens era pi lenta ma non le mancava la buona volont.
A volte passava Nora con le bambine, e una sera, mentre Berry giocava sul prato con un giocattolo che emetteva i versi degli animali, Nora si sedette accanto a Leslie per dare il biberon a Fay.
"Posso prenderla io?" domand Leslie tendendo le braccia.
"Ma certo.  una coccolona, questa qui." Poi fece un cenno in direzione di Berry. "Lei invece  cos indipendente che a volte mi preoccupa."
"Perch mai? Sembra felice."
"S, credo che lo sia, o almeno quasi sempre. Ma io ho avuto un rapporto cos disfunzionale con suo padre che mi domando se emotivamente questo non l'abbia segnata per la vita.  vero che lui non c'era quasi mai... Per adesso ci sto lavorando. Il pastore Kincaid  un ottimo psicologo."
"Davvero?"
"Oh, s" disse Nora. "Io non sono una persona religiosa, e quando Mel Sheridan mi ha suggerito di parlare con lui ho esitato parecchio. Non me la sentivo di riversare tutti i miei guai sulle spalle di un prete, capisci." Poi rise. "E invece una delle prime cose che ho scoperto  che era uno psicologo gi prima di diventare un prete."
"Posso farti una domanda, Nora? Quanti anni hai?"
"Ventitr. Solo ventitr, ma me ne sento quaranta."
"A sentirti parlare, pare che tu abbia vissuto molto" osserv Leslie.
"Ho vissuto in fretta" fu la risposta. "Sembri molto a tuo agio con la mia piccolina" disse poi con un sorriso.
"Avrei voluto dei bambini" confess Leslie. "Sono stata sposata otto anni, ho divorziato a trentuno, e volevo tanto dei bambini! Ma mio marito non era interessato, e cos alla fine ho lasciato perdere." Scroll la testa, pensierosa. "Ho rinunciato a parecchie cose a cui invece tenevo, e adesso sto cercando di capire perch mai l'abbia fatto."
"Cosa non facciamo per gli uomini, vero?" comment l'altra.
"Anche tu sei divorziata, Nora?"
"Non mi sono mai sposata" disse lei con un'alzata di spalle. "Ho conosciuto questo bastardo, arrogante, bellissimo giocatore di baseball quando avevo diciannove anni, e sono rimasta incinta non una volta ma due. Poi lui mi ha portata fin qui e mi ha mollata. Fay aveva solo poche settimane quando se n' andato. Si era messo in testa di entrare nel commercio della marijuana, ma era troppo inaffidabile perfino per quello, e cos ha alzato i tacchi. Mi ha piantata qui poco prima che Virgin River fosse seppellita dalla bufera di neve pi forte del secolo, e io stavo in una casetta dove il vento entrava da tutti gli spifferi. Si  portato via tutto, il camioncino e i mobili e perfino il frigorifero. Io ero terrorizzata e non sapevo che fare... e adesso credo che dovrei scrivergli un biglietto di ringraziamento! Ho portato le mie bambine in un grazioso paese dove non devo aver paura di tutte le cose che mi spaventavano prima. Non sono mai stata meglio."
"Dio mio... ma come hai fatto a cavartela?"
"Grazie alla generosit di nuovi amici che non erano affatto obbligati a prendersi cura di me. Il tuo capo ha mandato qualcuno a sigillare le porte e le finestre contro il freddo, la moglie di Preacher mi ha portato dei vestiti e delle coperte e un minifrigo per tenerci il latte e gli omogeneizzati, Adie ha detto al pastore che avevo bisogno di un cesto di Natale con del cibo. E poi  andata sempre meglio. Quando la neve ha cominciato a sciogliersi Mel mi ha dato un lavoro part-time nel suo ambulatorio, e ha detto che potevo portarmi dietro le bambine per tenerle d'occhio. Era quello che aveva fatto lei quand'erano nati i suoi figli." Nora allung un mano e diede una stretta affettuosa al piedino grasso di sua figlia. "Devo tutto alla gente di qui. Non so che avrei fatto senza di loro!"
"Di dove sei?" domand Leslie.
"Di Berkeley. Ci ho vissuto da quando avevo dieci anni, e me ne sono andata tre anni fa quando ero incinta di Berry. E tu di dove sei?"
"Di Grants Pass, nell'Oregon. Paul Haggerty, il mio capo, ha lavorato a Grants Pass per anni con il padre e i fratelli, e poi  venuto qui per aprire una filiale della loro impresa di costruzioni. E io sono venuta qui per lavorare di nuovo con lui, ma soprattutto per allontanarmi dal mio ex marito."
"Ti maltrattava?"
Leslie inarc le sopracciglia. "Ma no, per niente!" esclam. Poi si rese conto delle ragioni per cui Nora aveva fatto quella supposizione. "Per meglio dire, quelli di Greg non sono stati maltrattamenti, non nel senso letterale del termine.  un uomo egocentrico, egoista e manipolatore, ma lo fa sempre con la massima gentilezza. E vuole che restiamo amici anche se si  risposato subito dopo il divorzio e la sua nuova moglie  incinta. Io invece voglio solo che vada al diavolo e che mi lasci in pace!" Strinse a s la piccola e domand: "Immagino che il tuo uomo ti maltrattasse?".
" un tossicodipendente. Quando l'ho conosciuto giocava a baseball in una squadra minore e sperava di passare di categoria, ma poi ha cominciato a pasticciare con la droga. Qualche volta l'ho fatto anch'io, devo confessarlo, ma appena sono rimasta incinta ho smesso immediatamente. Chad invece ha continuato, naturalmente  stato colto sul fatto, ed  stato espulso dalla squadra. Poi  sceso sempre pi in basso e mi ha trascinata gi con s."
"Sai dov' adesso?"
"Non ne ho idea, ma spero che sia tornato a Berkeley o a Oakland, dove aveva tutti i suoi amici tossici. E non voglio vederlo mai pi. Ma adesso tu stai bene, no? Nella tua vita c' un altro uomo..."
"Si chiama Conner" disse Leslie. "In questo momento non c',  partito perch aveva un'emergenza in famiglia, e questo gli ha dato la possibilit di visitare sua sorella e i suoi nipoti. Ne sar felice, perch lui e la sorella sono molto legati."
"E quando torner?"
"Non ne sono sicura, ma spero tra una settimana, magari due. Non vedeva la sorella da tanto tempo... Lui e io ci parliamo tutti i giorni." Strinse di nuovo a s la piccola Fay. "Avevi ragione, questa bimba  proprio un coccolona."
"Non avevo una culla, perci l'ho sempre tenuta in braccio. Sar per questo... Anche adesso dormiamo tutte e tre nello stesso letto, strette una all'altra."
"Sembra bellissimo" osserv Leslie.
"Non  incredibile come alcuni dei tuoi errori pi gravi finiscano per diventare la cosa migliore che ti sia mai capitata?" disse Nora. E guard amorevolmente la piccola Berry che stava seduta sul prato, raccoglieva fili d'erba e modulava quella che poteva essere la sua versione di una canzone.
"Ho un'idea" disse Leslie. "Sabato ti piacerebbe venire a Fortuna, con le bambine? Magari fare qualche compera, e poi andare a giocare al parco?"
"Sei molto gentile, ma non ho i seggiolini per la macchina. Il pastore Kincaid aspetta che qualcuno li doni alla chiesa per una delle loro vendite di beneficenza, e dice che se ne arrivano li terr da parte per me. Ma fino ad allora non posso portare le bimbe in macchina."
"E allora potremmo vedere se Martha o Adie, o tutt'e due insieme, possono tenerti le bambine per qualche ora. Ti farebbe bene prenderti una pausa e distrarti un po'."
"Forse potrei lasciare loro le bimbe nel periodo in cui fanno il sonnellino" disse Nora. "Glielo chieder... se sei sicura di voler andare a Fortuna."
"Sicurissima" rispose Leslie. "Non solo mi piacerebbe avere compagnia, ma tu potresti fare qualcosa di diverso dal solito... Fammi sapere se hai convinto le due signore, e vedrai che ci divertiremo."

16.
Tornando a casa dal lavoro Leslie sperava di vedere Nora e le bambine nel loro giardino, tre porte pi in l. Le avrebbe salutate, magari invitate a bere un t freddo. E forse avrebbe potuto tenere fra le braccia la piccola Fay, e darle il biberon...
Invece davanti a casa trov una scintillante Cadillac, e sbuff esasperata.
"Merda" esclam. "Che diavolo vuole ancora?"
Pass rapidamente in rassegna le diverse possibilit. Poteva andare da Jack e aspettare che quel rompiscatole se ne andasse. Poteva girare la macchina e andare da Paul e Vanni, per procurarsi dei rinforzi. Oppure poteva andare a Fortuna, fare qualche spesa, cenare in un ristorante, ammazzare il tempo... Ma non aveva paura di Greg, si disse. Era semplicemente stufa marcia di lui e doveva farglielo capire! Cos imbocc il suo vialetto, ferm la macchina e scese.
Greg l'aspettava sulla veranda. Si era seduto su una delle sedie di vimini, con il colletto dell'impeccabile camicia bianca slacciato e le maniche rimboccate. E aveva una strana espressione che Leslie non seppe decifrare. Sembrava... triste, ecco. Addirittura contrito? Entrambi erano sentimenti che lui non aveva mai manifestato e che non le erano familiari.
Vedendola scendere dalla macchina, Greg alz una mano con il palmo rivolto verso di lei. "Non colpirmi con niente, per favore. Sono solo venuto per parlare con te. Non per litigare, per parlare e basta."
Leslie si avvicin alla veranda. "Non sperare che ti faccia entrare in casa" dichiar chiamando a raccolta tutta l'autorit di cui disponeva.
"Va bene. Ma puoi sederti qui fuori e parlare con me per qualche minuto?"
"Come hai scoperto dove abito?" ribatt lei.
"Questo  un paese piccolo. Sono gi stato qui due o tre volte, e ho notato la tua macchina sul vialetto. Ho anche visto un grosso pick-up parcheggiato in strada, e alla fine ho deciso che se volevo parlarti dovevo affrontare il tuo nuovo fidanzato."
"E non hai pensato di venire a cercarmi al lavoro?"
"Paul sembrava piuttosto contrario a quest'idea, l'ultima volta che l'ho visto" comment Greg.
"Questo  vero. Si  offerto di ridurti in polpette se non mi avessi lasciata in pace."
"Ma io non voglio farti del male, santo cielo! Non puoi dedicarmi dieci minuti?"
Lei sospir esasperata. "Resta dove sei, vado a prendermi un bicchiere di vino. Tu vuoi qualcosa? Un po' di merlot, un bicchiere di t freddo, una tazza di cicuta?"
Greg fece una smorfia. "Il t va benissimo, grazie."
Leslie sal gli scalini, apr la porta e ribad: "Se metti piede in casa mia ti faccio del male. Mi sono spiegata?".
"Leslie..."
"Dico sul serio. Sono talmente stufa di vederti che se invadi il mio spazio ti colpisco con qualsiasi cosa mi capita a tiro."
"Va bene. Aspetto qui."
Leslie chiuse a chiave la porta per buona misura. Dopo aver lasciato la borsa sulla credenza prepar un bicchiere di vino e uno di t, poi usc di nuovo, porse il t a Greg e si sedette sull'altra poltroncina. "Sono venuta qui per star lontana da te" disse, "e te l'ho ripetuto decine di volte. Quand' che lo capirai?"
"Scusami... l'ho capito, ma faccio fatica a dimenticarti."
"Non mi dire. Ma visto che sei stato tu a porre fine al nostro matrimonio e che adesso hai quel che volevi, perch non te lo godi e mi lasci in pace?"
" questo il problema..." sospir Greg. Bevve un sorso di t e non aggiunse altro.
"Quale problema?"
"Non so neanche da dove cominciare" fece lui tenendo gli occhi fissi sul bicchiere. "Ho commesso tanti di quegli errori..."
"Verit sacrosanta."
Greg alz la testa e la guard. "Il tuo fidanzato non  qui, vero?"
"Sar qui a momenti" ment lei, "perci se fossi in te mi darei una mossa. Cos' che vuoi?"
"Leslie, ti chiedo scusa. Ho rovinato le nostre vite. Non so com' successo, ma adesso ho mille rimpianti."
Quelle parole la stupirono. "Che succede? Il tuo nuovo matrimonio non funziona?"
"Era quello che credevo di volere, ma adesso, mi imbarazza dirlo, non  pi quello che voglio. Per niente. Sono stato un idiota, ho commesso un terribile errore a lasciarti andar via. Ti amo ancora."
Leslie era talmente stupefatta che non riusciva a parlare. Cerc di riprendersi, pensando che non molto tempo prima avrebbe dato il mondo intero per sentirgli dire quelle parole... "Temo proprio che sia troppo tardi" comment infine.
"Ne sei davvero sicura? Non  mai troppo tardi per rimediare a un danno, se sappiamo come comportarci.  il momento di mettere le carte in tavola, Leslie. Non so bene che cosa mi sia successo... ma sono stato sedotto, ecco. Per qualche ragione ero particolarmente vulnerabile, sono stato sedotto da... da molte cose, e mi sono coperto di ridicolo."
Lei bevve un sorso di merlot per darsi coraggio, poi lo guard. "Ma adesso aspetti un bambino, e hai degli obblighi verso di lui!"
"Oh, questo lo so, e non intendo dimenticarli. Allison guadagna bene, non ha bisogno che le paghi gli alimenti, ma io insister per mantenere mio figlio finanziariamente e moralmente. La triste verit  che non posso restare sposato con lei. Ho sbagliato, Leslie. Non ti ho mai dimenticata, sei tu l'anima gemella con cui voglio passare il resto della mia vita. Devi darmi un'altra possibilit." Lei emise un suono strozzato. "Sei impazzito?"
"No, tesoro, ma lo ero. Sono stato un pazzo quando ho avviato una relazione con un'altra donna solo perch era bella e giovane, ma adesso sono rinsavito. Ho ritrovato il buonsenso. Un po' tardi, lo ammetto, ma finalmente ho capito quale grosso sbaglio  stato lasciarti. Non so dirti quanto mi dispiaccia, e quanto desideri avere un'altra possibilit con te. Eravamo cos felici..."
"No, non lo eravamo" disse lei sottovoce. Con suo grande stupore, Greg si volt a guardarla. "Non lo eravamo affatto. Anzi,  quello che mi hai detto quando te ne sei andato, che non eri felice. Che non potevi vivere nella menzogna, che eri innamorato per la prima volta in vita tua! E adesso che tutto questo  passato e che io posso vederlo con altri occhi, capisco che neanch'io ero felice. Ho rinunciato a troppe cose per fare solo la moglie." Scroll la testa e aggiunse: "Ma non sar mai pi tanto stupida".
"Cosa dici?" esclam lui raddrizzandosi sulla sedia. "A che cosa avresti rinunciato? Io ti ho dato tutto quello che volevi!"
"No, non mi hai dato niente e io invece ho rinunciato a tutto. Abbiamo lavorato tutti e due incessantemente per il tuo successo, e non abbiamo mai parlato di quello che era importante per me. Io volevo dei figli, Greg. Quante volte ti ho detto che volevo una famiglia? Ma tu eri cos impegnato a parlare di te e delle tue ambizioni che non sentivi una parola di quel che dicevo io!"
"Vuoi dei bambini? Va bene. Li avremo!"
Lei scroll il capo. "No, Greg.  troppo, troppo tardi."
"Non essere precipitosa, Leslie. Non commettere il mio stesso errore, pensa alla vita felice che avevamo insieme. Lo so, tu mi hai pregato di rimanere e io sono stato tanto idiota da non prenderti sul serio quando invece avrei dovuto..."
Cerc di prenderle una mano, ma lei si ritrasse. "No" ripet. "Ormai ti ho cancellato dal mio cuore, e anzi, non ho pi il minimo rispetto per te."
"Mio Dio, come puoi dirmi una cosa simile?"
"Lo dico perch  vero.  venuto il momento che dimentichi anche tu. Non hai tenuto fede alle tue promesse, mi hai tradita e te ne sei andato felicemente a vivere una nuova vita. Hai fatto un errore, dici? Be', adesso accettane le conseguenze. Temo che dovrai fartene una ragione."
"Leslie!"
Lei scosse la testa in silenzio, anche se non era del tutto insensibile. Chiss che cosa pensava o sentiva Greg in quel momento. Chiss come doveva essere difficile trovarsi al suo posto. Greg non era abituato a essere respinto...
"Adesso vorrei che te ne andassi" disse ad alta voce, "e mi lasciassi bere il mio vino in santa pace."
" per via di lui?" domand Greg. "L'uomo con cui esci?"
"Vuoi sapere se ti ho subito scambiato con un altro? Assolutamente no. Ti sono sempre stata fedele mentre eravamo sposati, e per un anno e mezzo, dopo che mi avevi lasciata, non sono andata neanche a prendere un caff con un altro uomo. Ti domandi se adesso ho trovato un uomo per bene? Oh, s, eccome. Anzi, tra dieci secondi esatti entrer in casa e telefoner in giro per vedere di trovarlo, e poi gli chieder di affrettarsi a venire qui per scaraventarti fuori da casa mia. Dico sul serio. Se hai dei rimpianti  solo colpa tua, e io non ho la minima intenzione di lasciarmi ancora ferire da te."
"Ma sai bene che non lo farei mai..."
"Stammi bene a sentire!" esclam Leslie. "Non mi interessi pi, non mi piaci, non mi tenti. Anzi, guarda, negli ultimi mesi ho cercato disperatamente di capire che cos'avessi mai visto in te."
"Non posso credere che tu mi dica una cosa simile" protest lui. "Stavamo cos bene insieme!"
"Vattene, Greg. Torna a casa, prega Allison di perdonarti per essere stato cos stupido e occupati di lei e del vostro bambino."
"Ma Leslie, se tu ci riflettessi un po'..."
Lei si alz con calma, entr in casa e mise il chiavistello alla porta, poi and alla porta sul retro e si assicur che fosse chiusa anche quella. Si port il bicchiere di vino in camera da letto, si sedette appoggiandosi ai cuscini e fece il numero del cellulare di Conner. Sulla costa orientale erano circa le otto e mezza di sera.
"Mi manchi da morire" disse quando lui rispose.
"Non durer ancora molto, tesoro."
"Eri impegnato in qualcosa di interessante?"
"Stavo lavando i piatti" fece lui con una risata. "Katie sta facendo la doccia ai bambini per poi metterli a letto, e io volevo chiamarti appena la casa fosse stata tranquilla. Quello che vorrei in realt  prenderti tra le braccia e stringerti forte. E poi... be', lo sai."
"Lo vorrei tanto anch'io."
"Che cos'hai, Les? C' qualcosa che non va."
"Come lo sai?"
"La tua voce. C' qualcosa nella tua voce. Dimmelo, non farmi preoccupare."
"Si tratta di Greg. L'ho trovato sulla veranda quando sono tornata a casa dal lavoro. Voleva chiedermi scusa, te lo immagini? E vuole che gli dia un'altra possibilit. Vuole che torniamo insieme."
Conner tacque a lungo. "Ah,  cos?" disse infine.
"Hai mai sentito niente di pi assurdo?"
"E tu che cosa vuoi?" domand lui sottovoce.
"Voglio fare la doccia con te. Voglio stare a letto con te, voglio sentire i tuoi baffetti che mi pungono sul collo. Ecco quello che voglio." Sospir. "Voglio stare con te perch ti capisco, perch tu capisci me, perch ho fiducia in te e ti amo."
"Ma lui ti scombussola" osserv Conner.
"Non riesco proprio a capire perch. Quell'uomo ha un solo interesse, se stesso. Si tratta sempre e solo di lui. Perch diavolo questo deve toccarmi? Io con lui ho chiuso!"
"Forse non del tutto" sugger Conner. "Forse c' qualcosa che non  concluso."
Lei riflett brevemente. "Senti, questo weekend andr a trovare i miei. Partir sabato mattina presto e sar di ritorno domenica. Mi porto il cellulare, perch per strada funziona benissimo. E ti assicuro che non ci vado per vedere Greg."
"Non avevo intenzione di chiederti niente, ma se devi vederlo non cercher di convincerti del contrario. Fai quello che ti senti di fare. Te l'ho gi detto, quando andremo a vivere insieme voglio che tu non abbia il minimo dubbio. Voglio che tu sia sicura della tua scelta."
"Lo sono, Conner. Ti amo, e ne sono sicura."
"Per c' qualcosa che ti turba."
"E non so nemmeno io che cosa sia. Sono assolutamente sicura di volere stare con te, e solo con te, ma ho questo peso sulle spalle... Come me ne libero?"
"Io non conosco Greg quanto lo conosci tu, ma posso dirti quello che ho fatto io con Samantha. Le ho scritto una lettera."
"Non lo sapevo."
"L'ho scritta prima di partire" spieg lui. "Le ho detto che ero felice come non mi era mai accaduto prima, e che questo non aveva pi niente a che fare con lei. Le ho detto che ero andato oltre, e che speravo lei facesse altrettanto. Le ho augurato ogni bene, ma non le ho dato alcun indirizzo a cui potesse rispondermi. Insomma le ho detto addio nell'unico modo che mi sembrava giusto."
"Io continuo a dire addio a Greg, ma lui non se ne vuole convincere!" esclam lei.
"Troverai un modo. E presto io torner da te."
"Ho bisogno di mia madre" continu Leslie. "Per questo vado a Grants Pass, ho bisogno che lei mi aiuti a trovare una soluzione. Pensa che Greg non le  mai piaciuto, fin dall'inizio... Vorrei tanto che me l'avesse detto subito, avrei evitato di perdere tanto tempo!"
"Ma se non fosse stato per il tuo matrimonio e il tuo divorzio" osserv lui, "non ci saremmo mai conosciuti."
Questo la fece riflettere. "Non  incredibile come alcuni dei tuoi errori pi gravi finiscano per diventare la cosa migliore che ti sia mai capitata?" disse.
Quando Leslie guard di nuovo fuori della finestra la lucente Cadillac se n'era andata, e lei trasse un gran sospiro di sollievo. Poi and da Nora, tre case pi in l, e si scus dicendole che doveva annullare la loro gita a Fortuna. "Devo andare a Grants Pass da mia madre."
"Non ti preoccupare, ci andremo un'altra volta" la tranquillizz Nora. "Va tutto bene?"
"Non lo so... Il mio ex marito  venuto qui di nuovo. Quell'uomo  un vero tormento! E io ho bisogno di parlare di lui con mia madre. Mia madre  un tipo che ha... come dire? Ha delle idee ben precise, e credo che possa darmi dei buoni consigli. Ti far sapere."
"Ho visto la sua macchina" disse Nora. "Accidenti."
"Gi,  una gran bella macchina, ma al momento non lo rende affatto felice. Un tempo non era cos... cose come i bei vestiti, le macchine di lusso, l'iscrizione a un Country Club lo mandavano in visibilio. Io non gli facevo quest'effetto. Non gliel'ho mai fatto."
Leslie non aveva esattamente mentito a Conner, ma nelle sue intenzioni non c'era solo una visita ai genitori. Chiam sua madre venerd mattina e le disse: "Spero che non abbiate dei progetti per il weekend perch sabato ho bisogno di vederti. E vengo a Grants Pass".
"Ma certo, tesoro" disse Candace. "Abbiamo lezione di kickboxing nel pomeriggio, ma possiamo saltarla."
"Kickboxing?" esclam Leslie.
"Non hai idea di quanto sia divertente. Siamo un gruppetto che va insieme a lezione in una palestra del quartiere, e sai una cosa? Tuo padre e io siamo piuttosto bravi!"
"Non mi sorprende affatto. Ma senti, mamma... ho dei problemi con Greg. Continua a infastidirmi,  di nuovo venuto qui, e io non so pi come difendermi! Potresti fare un paio di telefonate per conto mio? Vorrei vedere Allison. Puoi chiamarla tu e fissarmi un appuntamento? La incontrer dove vuole lei, ma devo assolutamente parlarle di Greg, che mi sta facendo impazzire. E vorrei parlarle da sola. Dille che  una questione personale, e importante."
"Che ti succede, tesoro?" domand sua madre.
"Il fatto  che io stessa non mi capisco. Come ho potuto non notare questi suoi difetti in otto anni di matrimonio? E come mai non ho capito che mi stava usando? Tutta la citt avr pensato che ero un'idiota!"
"Diavolo, Leslie, stai esagerando. La citt pensava che tu fossi la cosa migliore che potesse mai capitare a Greg Adams, e che l'idiota  stato lui quando ti ha lasciata. Quanto ad Allison, dubito che la pensi cos... ma la chiamer e cercher di fissarti un appuntamento. Potreste incontrarvi al centro commerciale o nelle vicinanze. Tu ti levi il peso dallo stomaco e poi noi tre andiamo a mangiare il sushi."
"Il sushi?" ripet Leslie.
"Lo abbiamo scoperto da poco, ed  magnifico. A te non piace?"
Lei si limit a scrollare la testa anche se sua madre non poteva vederla. "Mi raccomando, di' ad Allison che non ce l'ho con lei, che sono molto felice della mia nuova vita ma che voglio... parlarle, ecco. Solo tra donne, Greg non deve essere presente. Dille che ho un regalo per il bambino, e che non le far perdere molto tempo."
Tuttavia, quando arriv a Grants Pass il giorno dopo, Leslie seppe da sua madre che la missione era stata difficile. "Allison non era molto entusiasta all'idea di incontrarti, e il fatto che avessi un regalo per il bambino non le ha fatto n caldo n freddo" spieg Candace. "Ce l'hai davvero?"
"Non ancora, ma posso comprare qualcosa mentre vado all'appuntamento."
"Ne ho comprato uno io e l'ho fatto avvolgere in carta da regalo. E per un tocco di classe in pi, ho comprato anche un regalo per lei, una lozione."
"Mamma, sei la migliore" disse Leslie grata.
"Adesso spiegami che cosa ti preoccupa."
"Non lo so neanch'io. Temo che una parte di me sia ancora affezionata a Greg. Odio pensarlo, ma..."
"Pfui" fece Candace con un gesto impaziente. "Ho visto quel magnifico fusto a casa tua, e poi ho avuto occasione di conoscerlo un po' e l'ho trovato divertente, intelligente, premuroso... non  possibile che tu pensi ancora a Greg!"
"E va bene, ma questa volta dici la verit? O tra dieci anni scoprir che Conner non ti era mai piaciuto, fin dall'inizio?"
"Ma non dire assurdit! Almeno finch lui non far qualche stupidaggine ferendo la mia bambina. Adesso vai a rinfrescarti il trucco, perch per questo incontro devi essere nella forma migliore. Allison ti aspetta a mezzogiorno da Nails, sulla Diciannovesima. Si fa fare manicure e pedicure."
"Non ci credo!" esclam Leslie.
"O cos o niente, tesoro mio, e non  stato facile convincerla. Ha detto che non aveva niente da dirti, ed  stata abbastanza antipatica."
"Ma che le prende?" si domand lei. " lei che ha vinto! Come pu avercela con me?"
"Sono sicura che quando saremo seduti davanti a un bel vassoio di sushi avremo la risposta. Adesso vai a prepararti!" Poi Candace la scrut dalla testa ai piedi. "Non hai niente di pi carino da metterti di quei jeans?"
"Ho un paio di jeans puliti, ma nient'altro."
"Oh, va be'" fece sua madre. "Pazienza."
Essendo sabato il salone di bellezza era affollato. La proprietaria and subito incontro a Leslie chiedendo se poteva esserle utile, ma lei fece segno di no e sollev il sacchetto con il regalo. "Sono qui per incontrare una signora" spieg. E si guard intorno cercando Allison.
La vide sul fondo della sala, seduta in una poltrona di pelle con lo schienale reclinabile. Aveva i piedi a mollo in una vasca con l'idromassaggio e teneva gli occhi chiusi. Chiaramente l'incontro con Leslie non la preoccupava troppo.
Il suo pancione era enorme e tendeva il prendisole con le spalline sottili, rosso a vivaci disegni verdi e blu. I capelli biondi erano trattenuti da una fascia, come se avesse in programma anche un trattamento al viso.
Leslie si avvicin lentamente. "Allison?" chiam sottovoce.
L'altra apr pigramente gli occhi. "Ah. Sei tu."
"Ti ho portato una cosa per il piccolo" disse lei mostrandole il sacchetto.
"Puoi posarlo l" fece Allison indicando il pavimento. "Vicino alla mia borsa e alle scarpe."
Leslie appoggi a terra il sacchetto e si guard di nuovo intorno, esitando. "Speravo che potessimo parlare in privato" disse.
"Purtroppo oggi non ho tempo per un colloquio privato, e questo  l'unico momento che ho per me in tutta la settimana. Se vuoi accosta una sedia e dimmi quello che hai da dire... prendere o lasciare."
"Si tratta di una questione personale" tent ancora Leslie.
"E allora parla sottovoce. Immagino abbia a che fare con Greg."
Leslie la guard chinando la testa di lato. Questo atteggiamento non era degno di Allison, che di solito era un po' pi gradevole. Non piena di calore, ma almeno educata. Cerc una sedia con gli occhi, ma c'erano solo quella basse con le ruote che le estetiste usavano per la pedicure delle clienti. Si strinse nelle spalle, avvicin una seggiolina alla vasca del pediluvio e si sedette ai piedi di Allison, come una specie di suddita.
"Bene" esord, "sono stufa di ripetere a tuo marito che non voglio essere sua amica. Abbiamo divorziato da quasi due anni e..."
"Non sar mio marito ancora per molto" la interruppe l'altra. "Ho chiesto il divorzio due mesi fa."
Leslie rimase a bocca aperta. Fiss Allison stupefatta e l'altra ricambi lo sguardo, freddamente. "Ma... ma aspetti un bambino!" esclam Leslie.
Allison alz gli occhi al cielo. In quel momento una giovane donna vietnamita avvicin una seggiolina all'altro lato della vaschetta, si sedette e infil un paio di guanti di gomma. Poi sollev un piede di Allison dall'acqua, lo asciug e cominci a togliere lo smalto.
"Ma per favore!" continu Allison senza badare alla ragazza che le stava ascoltando. "Per avere il bambino non mi serve Greg, che a ogni modo  un uomo inutile. Che cosa fa? Nient'altro che parlare, telefonare ai suoi contatti e tentar di far colpo sulla gente. A volte mi domando se abbia un ufficio. Pare che tutto il suo lavoro si svolga sui campi da golf, a pranzo con questo e a cena con quell'altro. E io mi sono stufata di giocare nella squadra di Greg Adams."
"Ma... ma siete sposati da pochissimo tempo!" osserv Leslie.
"Pi che abbastanza, per me. Ho uno studio ben avviato, lavoro molto, non ho tempo per badare a pi di un bambino."
Leslie abbass la voce. "Io credevo che voi due foste pazzamente innamorati..."
Allison fece spallucce. "E io credevo che lui e io volessimo le stesse cose. Quando l'ho conosciuto parlava di formare una coppia di potere, e la sua ambizione era molto interessante. Recitava bene la sua parte, e confesso di esserci cascata."
"Gi, come vi siete conosciuti?" domand Leslie. "Credo di non averlo mai saputo."
Allison parve cercare la risposta negli stucchi del soffitto. "Vediamo... Mi pare che sia stato a un seminario sugli investimenti. Lui stava parlando di riparo fiscale e societ in accomandita con due miei colleghi, e io gli ho offerto qualcosa da bere per approfondire l'argomento. Lui ha accettato volentieri, e non la smetteva pi di parlare. Ho creduto che avesse un bel po' di soldi e mi sono detta che guardavamo nella stessa direzione. A un certo punto mi ha anche detto che sua moglie lo frenava nei suoi progetti."
"Io?" esclam Leslie.
"Gi. Ci ho messo un po', ma poi ho capito che lui voleva darmi il ruolo di secondo violino. Non gli interessava giocare a Bill e Hillary Clinton, ma a George e Laura Bush." Fece una smorfia. "Il che poteva andarmi bene, purch fosse ben chiaro che George ero io. Greg non  abbastanza intelligente per fare il leader."
"E tutti i suoi soldi?"
Allison rise. "Mia cara, Greg non ne ha. Lui i soldi li spende, ma non risparmia n investe, e non guadagna neanche tanto, per inciso. Parla e basta. Grazie a Dio ho tenuto conti bancari separati e gli ho fatto firmare un accordo prematrimoniale."
Leslie era ancora a bocca aperta e si stava domandando se sarebbe mai riuscita a richiuderla. "Non riesco a credere a quello che sento" comment.
"Credici pure. E guarda, te lo puoi riprendere" concluse Allison.
"Ma io non lo voglio! Tu non lo ami pi?"
"Forse l'ho amato, per un po'. Bisogna dire che sa come trattare una donna, in quasi tutte le occasioni."
Leslie aggrott la fronte. "Quasi tutte?"
"Be',  cavalleresco, divertente, fa piccoli gesti come portarti dei fiori, ha buon gusto... l'anello di fidanzamento era enorme e mi era piaciuto molto, anche se credo che far cambiare la montatura." Poi si chin verso di lei e sussurr: "Per ha quel piccolo problema in camera da letto...".
"Che problema?"
L'altra si riappoggi allo schienale e si pass la mano sul pancione. "Non esattamente un granch in fatto di erezione. Capisci che voglio dire?"
Leslie assunse un'espressione perplessa. "No, non capisco che vuoi dire. Tra tutte le mancanze di Greg questa decisamente non c'era, almeno non con me. In ogni caso sembra che con te abbia funzionato" accenn al pancione di Allison, "almeno una volta." Si ferm prima di diventare volgare e magari vantare le doti di stallone di Greg, e si alz dalla seggiolina. Adesso poteva guardare l'altra dall'alto in basso. "Insomma, qual  stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?" domand ancora.
"Io ho deciso di candidarmi al Consiglio Comunale, e lui, in quel suo modo irritante, cos educato e superiore, mi ha informata che prima si sarebbe candidato lui e poi, se ero davvero convinta, avrei potuto preparare la mia campagna. Io gli ho detto di andare al diavolo, e da allora le cose si sono decisamente guastate."
"Ah, ecco. E hai ancora intenzione di farlo? Ti candidi al Consiglio Comunale?"
L'altra annu. "Partorisco il mese prossimo, e le primarie sono in autunno."
"Be', allora buona fortuna." Accenn al suo regalo e domand. "Sai se  un bambino o una bambina?"
"Una bambina, grazie al cielo. Immagino che a Greg non interesser pi di tanto."
"Spero che vada tutto bene... il parto e tutto il resto."
"Certo."
Leslie guard per un momento quei gelidi occhi azzurri, e senza volerlo mormor: "Povero Greg".
"Povero Greg?" ripet l'altra. " un perdente! Povero Greg?"
"Ha molti difetti, questo  vero, e come dici tu  un terribile egocentrico. Ma  gentile, e in lui non c' un briciolo di cattiveria. Non posso dire lo stesso di te."
"Vattene, Leslie. Mi hai gi fatto perdere abbastanza tempo."
Leslie se ne and con la sensazione di aver vissuto un'esperienza extra corporea... eppure adesso sentiva di aver capito tutto. Per prima cosa, era stata Allison a dargli la caccia. Greg era quello che lei voleva, almeno allora. Lui cercava sempre qualcuno disposto a promuoverlo e sostenerlo, ma Allison era stata pi che disponibile. Aveva voluto Greg perch pensava che fosse il compagno perfetto per lei: la sua era stata un'operazione pensata a tavolino. Allison era una donna fredda e calcolatrice, e anche crudele.
E tutto questo che cosa faceva di Leslie e di quello che aveva provato nel suo matrimonio e nel divorzio? La risposta era semplice... e terribilmente triste.
"Credo di essere stata semplicemente debole" disse poco dopo ai genitori. "Per quanto potessi essere irritata con Greg, cercavo di evitare i problemi. Volevo solo una vita tranquilla, volevo vivere in armonia. E non mi importava che Greg volesse diventare sindaco, se questo lo rendeva felice. Quella Allison, invece..." Scroll la testa. "Dio santo, se  gelida! Non vorrei trovarmi a litigare sul serio con lei. Ma se mai doveste avere una causa in tribunale, assumetela. Non ha emozioni n sentimenti, quindi  perfetta."
"Eppure sembrava che adorasse Greg, e che lui la adorasse" osserv Candace.
"Chi si somiglia si piglia" osserv Robert. "Ma quasi quasi mi dispiace per Greg."
"A me dispiace sul serio" comment Leslie. "Ha sempre avuto queste ambizioni grandiose e questa opinione esagerata di se stesso, eppure  completamente solo. Non c' nessuno che crede in lui, non c' mai stato. Quando eravamo sposati e io facevo quello che mi chiedeva, scrivevo le lettere per lui, prendevo le sue telefonate, mi occupavo dei suoi impegni, lo facevo solo per amor di pace, per renderlo felice e dimostrargli il mio sostegno, non perch pensassi davvero che sarebbe diventato un pezzo grosso della politica. In sostanza neanch'io credevo in lui."
"Per ha sempre una Cadillac scintillante e un bellissimo guardaroba" osserv Candace.
"Povero idiota, cos superficiale" fece Robert. "Devi esserti sentita molto sola anche tu quand'eri sposata con lui."
Leslie sorrise. "Ma no... Avevo voi, avevo un lavoro divertente con dei colleghi fantastici, avevo delle amiche. Ero tranquilla, serena. Eppure adesso..." Si interruppe e pens a quello che Conner aveva scritto all'ex moglie. Adesso sono felice come non mi era mai accaduto prima, ma questo non ha niente a che vedere con le tue eventuali mancanze.
"Sapete che vi dico, per questa volta salter il sushi e torner subito a Virgin River" disse ai genitori. "Domani voglio dedicarmi alla mie aiuole, in modo che il giardino sia perfetto quando Conner torner dalla sua visita alla sorella."

17.
Leslie impieg quasi quattro ore per tornare a Virgin River, e durante il tragitto pens parecchio ai suoi anni con Greg. Fin da quando lo aveva conosciuto, Greg aveva voluto molto pi di quello che aveva; e dopo otto anni l'aveva scambiata con una specie di reginetta del ballo, senza sapere che in realt aveva afferrato una tigre per la coda. Adesso, non solo Allison lo aveva mollato, ma sicuramente la notizia del loro divorzio si era diffusa rapidamente. Greg era stato messo da parte. Buttato via. Umiliato. Non sarebbe mai diventato sindaco, e probabilmente non avrebbe neanche ottenuto un seggio nel Consiglio Comunale.
Leslie per non si preoccupava per lui: sapeva che sarebbe caduto in piedi. E avrebbe trovato un'altra donna, perch non sapeva stare da solo: aveva bisogno di sostegno, aveva bisogno di un pubblico. In fondo, tutta quella faccenda di voler restare suo amico non la irritava nemmeno pi. Poteva permettersi di essere caritatevole, non era pi arrabbiata con lui, anzi gli era grata. Se Greg e Allison non l'avessero costretta a fuggire da Grants Pass, non avrebbe mai trovato Conner.
A quel punto si domand se dovesse avere dei dubbi, se anche Conner si sarebbe rivelato una scelta sbagliata: ma non riusc a trovare una sola ragione per dubitare. Anzi, pur non essendo religiosa, si sorprese a mormorare tra s una piccola preghiera: Ti prego, ti prego, proteggilo!.
E poi il suo cellulare squill.
"Stai per andare a cena con la coppia buffa?"
"Conner... stavo proprio pensando a te! No, sto tornando a casa. Ho fatto quello che dovevo fare a Grants Pass, mi sento molto pi tranquilla, e ho deciso di tornare. Domani  domenica e voglio dedicarmi al giardino. Se avr tempo nel pomeriggio pu darsi che porti a Fortuna la mia vicina, Nora, per distrarla un po'."
"E che cosa sei andata a fare a Grants Pass?" si inform lui.
"Be', devo dire che  stato un viaggio piuttosto interessante" esord Leslie. E gli raccont della sua visita ad Allison e delle conclusioni a cui era giunta. Infine disse: "Adesso provo una sorta di pace riguardo al mio divorzio, cosa che finora non mi era ancora accaduta".
"Capisco" disse Conner. "Capisco benissimo."
"Se il tuo processo finisse in fretta e potessi riaverti qui, non avrei pi un solo nervo teso in tutto il corpo."
Lui fece una profonda risata di gola. "Mi piace molto il compito di rilassare i tuoi nervi tesi."
"E lo sai fare cos bene... Quali sono i tuoi programmi per stasera?"
"Portiamo i gemelli a mangiare la pizza in un posto speciale, che sar pieno di bambini urlanti, giochi rumorosi e pupazzi in dimensioni umane che cantano a squarciagola. Facciamo questa specie di festa d'addio perch domani mattina parto per Sacramento. Se Dio mi assiste questa storia non durer molto, io far quello che devo fare e torner a casa."
"Ah. Dunque pensi a Virgin River come a casa tua..."
"Penso a te come a casa mia, piccola. Solo a te."
Quelle parole l'avvolsero di calore come se fossero le braccia di lui, e Leslie cap di essere pi innamorata di quanto le fosse mai successo prima. Aveva provato dei sentimenti profondi quando aveva conosciuto e poi sposato Greg, anche se allora era molto giovane, ma con Conner l'amore aveva assunto una nuova dimensione. Era un amore adulto, stabile, profondo. Leslie non doveva pi preoccuparsi di rispondere a tutte le sue aspettative per tenerlo legato a s. L'amore che provava per lui, e che riceveva da lui, era pi grande, vero e intenso di qualsiasi sentimento lei avesse mai immaginato.
Quella sera si addorment abbracciando il suo cuscino e respirando l'odore di lui, legno e pelle e un tocco di colonia speziata. Avevano parlato al telefono per quasi un'ora mentre lei guidava verso casa, finch i nipoti non si erano aggrappati alle gambe di lui strillando: "Andiamo, zio, andiamo!".
Conner le aveva detto che voleva non solo una vita con lei, ma una vita diversa da quella che aveva vissuto prima, dominata dal lavoro e interrotta solo da brevi intervalli trascorsi con la famiglia. Fino a quest'ultima visita non aveva mai potuto passare pi di due giorni con loro: non si era quasi mai concesso un weekend o una serata lontana dal magazzino, che restava aperto ventiquattr'ore su ventiquattro per l'intera settimana. Dopo il processo, le aveva detto, voleva cercare un nuovo equilibrio. E in quell'equilibrio lei avrebbe avuto il ruolo principale.
Quando infine dovette cedere alle insistenze dei bambini, Conner disse: "E va bene, va bene, arrivo! Ti amo, piccola. Ci sentiamo pi tardi". E in sottofondo Leslie ud una vocina infantile che domandava: "Che piccola ami, zio Danny?", e la risata profonda e sexy di lui.
Stava sognando di Conner quando fu svegliata da un suono acuto. Dapprima pens che fosse il miagolio di un gatto, poi cap che si trattava di un pianto. Un bambino piccolo piangeva disperato. Poi ci fu il tonfo di una porta sbattuta e ancora il pianto, questa volta pi forte. E un urlo, seguito da un altro.
Leslie si rizz a sedere sul letto. Ud un'altra porta sbattere, non troppo lontano, e poi qualcuno che bussava freneticamente alla sua. Si alz in fretta e senza riflettere and ad aprire. Sulla soglia c'era Adie Clemens, pi minuta e fragile che mai, avvolta in una vecchia vestaglia sbiadita di ciniglia azzurra e con i capelli bianchi ritti sul capo in ciocche scomposte.
" tornato" gemette. "Quell'uomo  tornato e temo che le stia facendo del male!"
"Chi?" domand Leslie.
Ma prima che la donna potesse rispondere, lungo la strada arriv correndo la signora Hutchkins. Portava una tuta di felpa grigia con il cappuccio e ai piedi aveva un paio di infradito di gomma. "Adie" grid, "vai subito a chiamare qualcuno! Preacher, o Nick Fitch, o Ron dell'emporio all'angolo. Vai!"
Poi corse fino alla veranda di Leslie, costeggiando le aiuole fiorite, e afferr il rastrello appoggiato alla parete esterna. "Sbrigati, Adie!" esclam ancora. E corse di nuovo verso la strada, stringendo la sua arma.
"Si tratta di Nora" rispose Adie alla domanda di Leslie. "E quell'uomo la sta picchiando!" Poi corse via pi in fretta che poteva, in cerca di aiuto.
Leslie scroll la testa per scacciare le ultime ragnatele di sonno. Sent altre grida. Quelle case avevano le pareti di carta, pens. Una delle bambine di Nora stava urlando a squarciagola. Rientr di furia, prese la scopa in cucina e pens: Mi occorre una mazza da baseball!. Poi acceler il passo per raggiungere la signora Hutchkins. "Ha chiamato qualcuno?" domand.
"Ho telefonato a Mike Valenzuela, il nostro poliziotto, che per sta ad almeno dieci minuti di distanza. Lui  il nostro funzionario ufficiale, ma non possiamo star qui a far niente aspettando che arrivi!" Cos dicendo percorse in gran fretta il vialetto di Nora, fin alla porta d'ingresso che era spalancata, ed entr seguita da Leslie.
La scena all'interno era terrificante. Fay giaceva sul divano, urlando a perdifiato e agitando le gambette. Berry era chiss dove. Un tizio alto e scheletrico con una brutta faccia crudele teneva Nora incollata alla parete. Lei tirava calci a vuoto e gli stringeva gli avambracci cercando di spingerlo via, inutilmente.
Mentre Leslie guardava la scena paralizzata dallo shock, Martha non perse tempo. Gir il rastrello tenendolo dalla parte dei denti metallici, si avvicin alle spalle dell'uomo e gli vibr una bastonata sulla nuca con tutte le proprie forze. L'uomo lasci Nora e si port le mani alla testa.
Nora scivol sul pavimento, priva di forze, mentre l'uomo si voltava e guardava le due nuove arrivate con gli occhi scintillanti di furia.
Leslie, un po' in ritardo, gli punt contro il manico della scopa. "Allontanati da Nora" ordin. "Sta arrivando la polizia!"
Lui le rise in faccia, e Leslie not i brutti denti cariati. Chi era costui?, pens. Non poteva essere il bastardo, arrogante, bellissimo giocatore di baseball! Questo sembrava un vagabondo, aveva i jeans pieni di buchi che gli pendevano addosso, una T-shirt con le maniche strappate all'altezza delle spalle e i capelli lunghi, arruffati e unti. E non aveva una vera barba, ma la crescita disordinata di chi non si radeva da giorni. Su entrambe le braccia si vedevano delle allarmanti piaghe infette.
L'uomo allung le mani e afferr i manici della scopa e del rastrello spingendoli via. Poi, da vero codardo, se la prese con la pi anziana e canuta di loro due, le moll uno schiaffo e le diede uno spintone che la mand a terra. Infine si volt verso Leslie, che lo aspettava a pie' fermo.
E cos era un giocatore di baseball?, pens lei. Gli avrebbe dato del filo da torcere! Assunse la posizione del battitore, con il manico della scopa appoggiato alla spalla, e si bilanci sulle gambe piegate. Dietro di loro la signora Hutchkins si stava rimettendo in piedi, e Nora stava strisciando lontano, con gli occhi sbarrati per lo shock. Le sanguinava il naso e non riusciva ancora a mettersi in piedi.
Non appena lo ebbe a tiro Leslie men un fendente, ma quello riusc a schivarlo e diede uno strattone al manico della scopa, per sfilargliela di mano o forse per farla avvicinare di pi in modo da poterla colpire.
Intanto la signora Hutchkins si era rialzata e aveva recuperato il rastrello. Gli diede un altro colpo in testa, e Leslie pens che era davvero una dura. L'uomo si gir verso di lei e Leslie da dietro gli ammoll un colpo con la scopa. Il ringhio che gli usc dalle labbra era quello di un pazzo, e diceva chiaramente che ne aveva abbastanza. Si volse di nuovo, strapp la scopa dalle mani di Leslie e la gett lontano, poi avanz verso di lei con un balzo e lei fece l'unica cosa che le venne in mente, gli assest un calcio al basso ventre. Colto alla sprovvista, lui cadde in ginocchio afferrandosi la parte offesa con le mani. Poi la guard con occhi pieni di furia omicida.
Si alz lentamente, con fare minaccioso, sempre stringendosi il punto dolente. Dietro di lui Martha cercava qualche altro oggetto con cui colpirlo. Leslie si prepar all'assalto, ben sapendo che non avrebbe potuto sorprenderlo con un altro calcio. L'uomo le afferr la gola con una grossa mano sudicia sollevandola letteralmente da terra, e con l'altra mano le diede un pugno alla mascella.
Ma poi si blocc. Un braccio era apparso attorno al suo collo, stringendolo e togliendogli il respiro, e Leslie si ritrov libera.
Scroll la testa cercando di riaversi dal dolore, mentre Noah Kincaid trascinava l'uomo fuori della porta.
Corse anche lei sulla soglia e vide i due uomini che si rotolavano sul prato davanti a casa – pi terra che prato in effetti – mentre Noah cercava di avere la meglio sul tizio. Il pastore si becc un pugno sulla mascella, ma lo restitu. Nora l'aveva raggiunta e si teneva Fay stretta al petto. "Chad  strafatto" sussurr con voce roca. "Metterlo fuori combattimento non sar facile."
"Strafatto di che cosa?" domand Leslie.
"Metamfetamine. Guardagli le piaghe sulle braccia, sono tipiche." Poi esclam: "Oh, no! Sta arrivando Adie... Leslie, intercettala e portala a casa tua o dove vuoi, ma lontana da qui!". E infatti poco lontano si vedeva Adie nella sua vestaglia di ciniglia, che camminava lungo la strada diretta verso la casa di Nora e la rissa che si svolgeva sul prato.
Leslie si volt e guard nel piccolo soggiorno. "Dov' la signora Hutchkins?"
"Inginocchiata dietro il divano, che cerca di convincere Berry a uscire dal suo nascondiglio. Qualcuno ha chiamato lo sceriffo o la polizia?"
"La signora Hutchkins ha chiamato un certo Mike qualcosa" spieg Leslie. Poi si volt di nuovo e vide Adie che prendeva posizione dietro il tronco di un albero. La faccenda si stava trasformando in un campagna militare diretta da anziane signore.
Due secondi dopo un grosso pick-up malandato arriv sgommando lungo la strada e si ferm con uno stridore di freni. Jack e Mike Valenzuela scesero di corsa e si precipitarono a dare una mano a Noah. E come Nora aveva previsto ci vollero tutti e tre per soggiogare l'aggressore, a cui la droga aveva dato la forza di cinque uomini.
Adie lasci il suo nascondiglio dietro l'albero e si diresse verso la casa di Nora, e tutt'e tre insieme, Nora, Adie e Martha Hutchkins, si diedero da fare per tranquillizzare le bambine. Leslie continuava a restare di vedetta sulla soglia per assicurarsi che Chad fosse davvero ridotto all'impotenza, e solo allora not che altri vicini avevano acceso le luci e stavano aprendo le porte.
Finalmente Mike e Jack riuscirono a legare Chad come un vitello da marchiare: ma quello, sdraiato a pancia in gi, le mani legate dietro la schiena con la stessa corda che le collegava alle caviglie legate anch'esse, continuava a urlare e a rotolarsi sul prato nel tentativo di liberarsi.
Il dottor Cameron Mitchell arriv poco dopo, quando Chad era gi stato legato, e prest le prime cure ai contusi sotto forma di impacchi di ghiaccio e bende. Anche il vice sceriffo era stato avvertito, ma come gli abitanti di Virgin River sapevano bene, non sarebbe arrivato che dopo un po' perch il territorio di cui si occupava era molto esteso.
"Nora, gli hai aperto tu la porta?" domand Noah.
Lei, stringendosi accanto le due bambine, annu. "Ha detto che se non gli avessi aperto l'avrebbe buttata gi" spieg con gli occhi colmi di lacrime. "Ho detto a Berry di nascondersi dietro il divano, poi ho appoggiato Fay sul divano e ho pregato che lui facesse del male solo a me. Sarebbe entrato comunque, pastore... Non sapevo che altro fare! Voleva del denaro. Gli ho dato tutto quello che avevo, ma erano solo sedici dollari e lui si  imbestialito. Tutto questo  accaduto per colpa mia!"
"Non  vero, tesoro,  stata solo colpa sua. Domani ti porter delle serrature nuove e rinforzeremo porte e finestre. Ed  venuto il momento che ti faccia installare il telefono, Nora. So che finora non lo hai voluto perch costa troppo, ma non puoi pi farne a meno. Devi poter chiedere aiuto dall'interno di casa tua, con le porte chiuse."
Lei annu affondando la faccia nei riccioli di Berry.
"Come ha fatto a sentire quello che succedeva qui, pastore Kincaid?" domand Leslie.
"Per via di un sermone che non riuscivo a scrivere. Mi teneva sveglio, e non volevo svegliare anche Ellie. Se mi alzo di notte si alza anche lei, cos ho pensato di sgattaiolare via e di vedere se stando nel mio ufficio mi sarebbe venuta l'ispirazione. A volte la chiesa, di notte,  un luogo meravigliosamente calmo." Si pass un dito sul labbro spaccato. "Ellie andr su tutte le furie... non sa nemmeno che sono uscito di casa!"
Jack gli mise una mano sulla spalla. "Non sapevo che fossi cos bravo a fare a pugni, Noah. La prossima volta che abbiamo dei problemi ti do un colpo di telefono."
L'altro si guard le nocche escoriate. "Ho avuto una giovinezza movimentata sui docks di Seattle" ridacchi. "Questo prima di entrare in seminario. Quell'individuo andr in prigione, vero?"
"Andr in prigione" conferm Mike. "Se abbiamo fortuna gli troveremo della metamfetamina addosso o in macchina, cos potremo raddoppiare i capi d'accusa."
In quei pochi minuti Leslie aveva avuto modo di vedere la casa di Nora. Era arredata in modo spartano, con un divano e una poltrona coperti da due quilt, una piccola tavola con due sedie, un tappeto che copriva solo met del pavimento, qualche giocattolo di Berry e il passeggino di Fay accanto alla porta. Ed era pulita come uno specchio.
Gli uomini rimasero in piedi nel soggiorno, Martha Hutchkins e Adie si sedettero sulle due sedie accanto al tavolo e Leslie si sedette sul divano con Nora e le bimbe. Berry non piangeva nemmeno, ma aveva gli occhi sbarrati e si aggrappava disperatamente alla madre. Leslie prese Fay tra le braccia. "Dalla a me, Nora. Vuoi che le prepari un biberon?"
"Ci penso io fra un minuto" rispose l'altra. "Leslie, mi dispiace cos tanto di averti trascinata in questa brutta storia!"
"Non dirlo nemmeno" protest lei. "Anch'io sono una donna sola, come la signora Clemens e la signora Hutchkins. Se non ci aiutiamo l'una con l'altra siamo perse. E invece insieme abbiamo dimostrato di essere forti... e questo pazzo  stato tenuto a bada da me, un prete e due care vecchiette."
"Chi sarebbero le vecchiette?" protest Adie.
Pass un'altra mezz'ora prima che arrivasse il vice sceriffo. Henry Depardeau scese dalla macchina di servizio e si avvicin agli uomini che erano usciti e stavano raggruppati sul prato. "Sheridan, questa ha tutta l'aria di essere una delle tue imprese" comment. "Credo che la contea risparmierebbe tempo e scartoffie se ti assumesse in pianta stabile."
"Non si pu fare, Henry" protest Jack. "Cos ci perderemmo le tue visite! Ti sei portato dei rinforzi?"
"Perch, ne avr bisogno?"
"Pu darsi" fece Jack con un sogghigno. "Ci siamo dovuti mettere in tre per soggiogarlo, e questo dopo che due donne lo avevano indebolito prendendolo a mazzate sulla testa."
"Diavolo" protest Henry. "Odio scrivere i rapporti lunghi."
Erano quasi le undici di mattina quando il telefono sul tavolino da notte svegli Leslie. "Pronto" rispose lei con voce assonnata.
"Che succede, dormigliona?" domand Conner. "Credevo fossi in giardino a lavorare!"
"Mmh..." fece lei. "Invece ho deciso di dormire un po' di pi. Dove sei?"
"A New York, e aspetto il volo per Denver. Da l prender un altro volo per Redding e poi andr in macchina a Sacramento, in modo da arrivare domani mattina."
"Oh, Conner, cerca di dormire in aereo... arriverai stanchissimo!"
"Stai male?" domand lui. "Hai una voce strana..."
"No, sono solo stanca. Ieri notte sono rimasta sveglia fino a tardi... C' stato un po' di movimento nel quartiere e sono andata a dormire alle cinque del mattino."
"Una festa?"
"Non proprio" spieg lei. "Nora ha avuto una visita imprevista... Il suo ex fidanzato. Lui l'ha portata qui sei mesi fa e l'ha piantata in asso con due bambine. Ieri notte  tornato per chiederle del denaro e l'ha aggredita, tanto che abbiamo dovuto chiamare il vice sceriffo."
"Ma state bene?" domand lui.
"Be', non ci sono stati feriti e nessuno ha avuto bisogno di punti, solo di impacchi di ghiaccio... a Noah hanno dovuto mettere un cerotto a farfalla sul labbro spaccato, e la signora Hutchkins ha il didietro dolorante perch si  beccata uno spintone ed  caduta a terra. Ma Jack e Mike Valenzuela hanno solo le nocche un po' spellate."
"Cosa?" esclam lui. "Ma che diavolo  successo?"
"La signora Hutchkins e io siamo riuscite a tenere l'aggressore a bada per un po', con un rastrello e una scopa. Quella signora Hutchkins  un vero tornado... non farla mai arrabbiare!" Leslie ridacchi e prosegu: "Ha afferrato il mio rastrello,  entrata in casa di Nora e gli ha dato un colpo sulla nuca. E poi si  scatenata la battaglia".
"Ma dici sul serio? Hai partecipato a una rissa?"
" stata molto breve. Poi sono arrivati Noah, Jack e Mike e hanno immobilizzato l'uomo, e alla fine  arrivato anche il vice sceriffo e se l' portato via. Grazie al cielo. Era strafatto e aveva una forza incredibile."
"Aspetta un momento..." Si sent un bip in sottofondo e lei domand: "Che cos'era?".
"Stavo passando la carta d'imbarco allo scanner perch sto salendo in aereo. Ma tu stai bene?"
"S, benissimo, ho solo un piccolo livido sulla mascella – ma l'ho servito a dovere, credimi. Gli ho dato un calcio dove fa pi male e l'ho messo in ginocchio. Incredibile cosa si riesca a fare quando  necessario..."
"Leslie, stammi bene a sentire. Voglio che tu prenda il cric dalla macchina e lo tenga in casa a portata di mano, per ogni evenienza."
Lei scoppi a ridere. "Credimi, se incontrassi di nuovo quel pazzo furioso non lo attaccherei per niente. Perch se mi vedesse con un cric lui me lo strapperebbe di mano e mi ammazzerebbe senza pensarci due volte. Era completamente fuori di testa!"
"E allora voglio che tu vada a stare da Paul o Dan finch non torno!"
"Conner, sto benissimo, e lui  in prigione. Controller con Jack per essere sicura che ci resti per un bel po', ma credimi, lo hanno portato via in tre! E poi solo un pazzo si metterebbe di nuovo contro di me, due vecchiette e un prete..." E scoppi in un'altra risata.
"Smettila di ridere, mi hai spaventato a morte!" esclam lui. "Senti, stanno chiudendo il portellone perci devo spegnere il cellulare, ma cercher di chiamarti di nuovo da Denver. Sicura di star bene?"
"Sto benissimo, davvero. Ma credo che far un altro sonnellino, perch  stata una notte piuttosto lunga."
"Ti chiamo di nuovo appena possibile."
"Tu pensa al tuo viaggio e non preoccuparti. Non avrei dovuto dirti niente!"
"Sii prudente" disse Conner. "Ti amo."
Leslie non sapeva quando sarebbe arrivata la telefonata di Conner da Denver, ma c'era qualcosa di urgente che doveva fare. Cos si alz, si vest e si avvi lungo la strada per controllare Adie Clemens, Martha Hutchkins e Nora. Le due anziane signore erano ancora un po' agitate – ed elettrizzate – dagli eventi della notte precedente, ma Nora era talmente imbarazzata che Leslie ci mise quasi un'ora per calmarla e ridarle un po' di serenit.
"Non dovrei rimanere qui" protest Nora. "Non voglio che lui mi trovi di nuovo e non voglio mettere nei guai tutto il quartiere. Non dopo che tutti sono stati cos generosi con me!"
"I tuoi vicini ti inseguirebbero di sicuro per riportarti indietro, se tu facessi la sciocchezza di andar via. E poi dove andresti? Non hai neanche la macchina... non so proprio come fai a cavartela!"
Nora scroll la testa con un sorriso. "Semplice. Ogni quindici giorni Jack o Noah vanno a fare provviste e aggiungono la mia lista della spesa alla loro, oppure la signora Hutchkins mi porta in macchina a Fortuna mentre la signora Clemens sorveglia le bambine. E finora non avevo mai avuto problemi – o paura!"
"Quando ti sarai riposata e saranno passati due o tre giorni, vedrai che non sarai pi spaventata. Adesso voglio andare da Jack a chiedere se ha notizie del tuo ex, e poi ti far sapere. Sono certa che Jack non avr difficolt a informarsi con il vice sceriffo. Mi sembra che siano buoni amici."
"Sai, Berry non ha detto una parola in tutto il giorno" sussurr Nora. "E parlava cos bene per la sua et..."
Leslie le accarezz il braccio con fare rassicurante. "Probabilmente  ancora spaventata, ma tu cerca di non preoccuparti e vedrai che si riprender. Parlane con Mel o con il dottore, e magari anche con Noah."
"Hai ragione, far cos."
Leslie scopr che Chad era in prigione, che a suo carico c'erano alcune denunce provenienti da altre citt, e che perci non sarebbe potuto uscire su cauzione. Lo sceriffo pensava di rimandarlo a Oakland, il che eliminava la possibilit che venisse rilasciato ed era una soluzione molto pi rassicurante per Nora e tutto il vicinato. Quella notizia riport la pace in tutto il quartiere.
Rientrando a casa Leslie pens che sicuramente aveva perso la chiamata di Conner mentre era occupata nella sua indagine, e si augur che lui riuscisse a telefonarle prima di mettersi in macchina per il viaggio di circa cinque ore da Redding a Sacramento.
Quando vennero le dieci di sera senza una sua chiamata, lei cominci a preoccuparsi che avesse avuto un ritardo, o addirittura che il volo fosse stato cancellato per qualche ragione. Poi sent bussare alla porta – che aveva chiuso con il chiavistello – e ripens immediatamente alla notte prima. Non aveva lo spioncino: le precauzioni che aveva sempre preso in una citt come Grants Pass non le erano mai sembrate necessarie a Virgin River.
"Chi ?" domand attraverso la porta.
"Sono io" disse Conner.
Stupefatta, lei apr e cadde fra le sue braccia.
Conner la tenne stretta per qualche minuto, poi si scost per guardarla e sfior delicatamente il livido sulla sua mascella.
"Che ci fai qui?" domand lei.
"Non potevo andare a Sacramento senza vederti e assicurarmi che stessi bene. Tu hai parlato dell'aggressione come se fosse una cosa da niente, ma questo livido  una cosa seria..."
"Siamo molto orgogliose dei nostri lividi" replic lei con un sorriso. "Sono come medaglie al valore. Quanto ti fermi?"
"Fino a domani mattina presto."
"Ma in mattinata non devi essere a Sacramento?"
"Oh, credo che mi aspetteranno." Conner sfior con un bacio l'angolo della sua bocca, sul lato opposto al livido. "Diavolo, Les... non sopporto l'idea che ti abbiano fatto del male."
Lei gli sorrise di nuovo. "Ci sono parecchie persone che senti il dovere di proteggere, non  vero? Ma te l'ho detto, io sto bene. Piuttosto, che mi dici di Katie? Lei sta bene?"
"Credo di s. Per il momento vuole restare dov'. Pensa che stia nascendo qualcosa con il suo dentista, ma io non ne sono tanto sicuro e non so se durer. Lui  un po'... come dire...  simpatico,  affezionato a Katie e ai bambini, ma secondo me manca qualcosa."
Si chin a baciarla delicatamente, ben attento a non farle male. "Invece a me non manca niente... Lascia che mi sdrai accanto a te. Voglio solo tenerti fra le braccia."
Lei gli sorrise dolcemente. "Finora non me n'ero resa conto... hai avuto la responsabilit di tua sorella fin da giovanissimo, perci proteggere gli altri ti riesce naturale. Io non ci sono abituata. Per questo mi commuove ancora di pi."
Lo prese per mano e lo condusse in camera da letto, poi lo fece sdraiare accanto a s. Conner si sfil gli stivali e la prese tra le braccia, e lei si rilass avvolta nel suo calore.
Quand'era bambina erano stati i suoi genitori a prendersi cura di lei. Quando si era sposata e aveva lasciato la loro casa, era diventata quella che dava sostegno e conforto a Greg – e questo era durato per otto anni. Era un'esperienza del tutto nuova avere accanto un uomo come Conner, cos responsabile e protettivo da affrontare un viaggio tanto lungo solo per assicurarsi che lei stesse bene. Che bello, pens ancora chiudendo gli occhi. Si sentiva sicura e protetta come mai prima.

18.
Alle quattro e mezza del mattino, Conner la svegli scuotendola delicatamente. "Devo mettermi in viaggio" sussurr.
"Gi, capisco... prima cominci e prima ti togli il pensiero" rispose lei. "E quando il processo sar finito e tu tornerai qui, andrai di nuovo a vivere in quel piccolo chalet... o starai qui con me?"
Conner la baci sul collo. "Farai una grande fatica a liberarti di me, te l'assicuro."
"Credi che un giorno saremo capaci di sdraiarci insieme su un letto senza fare l'amore?" domand ancora Leslie.
"Forse, un giorno... ma non adesso."
"Vai a fare la doccia, Conner. Intanto io metto su il caff. E... grazie. Anche se sei rimasto qui solo poche ore,  stato bellissimo e per me ha significato molto."
Circa un'ora dopo Conner la lasci a malincuore sulla soglia di casa e part alla volta di Sacramento. Da Clear Lake telefon a Max per dirgli che era leggermente in ritardo, ma che stava arrivando; e alle dieci entr nell'edificio che ospitava la Procura Distrettuale.
Max usc dal suo ufficio per andarlo ad accogliere in sala d'aspetto. Bench Ray Maxwell gli avesse complicato seriamente la vita chiedendogli di testimoniare nell'imminente processo, Conner provava una grande simpatia per lui. Il procuratore era sotto i cinquant'anni – piuttosto giovane per l'incarico che ricopriva – ed era indubbiamente un uomo per bene, integro e onesto. A giudicare dalle foto che teneva sulla scrivania era anche sposato e padre di due figli. Conner avvertiva in lui una certa natura autoritaria – accentuata dai capelli scuri appena spruzzati di grigio sulle tempie: ma oggi Max lo trattava con evidente calore. E Conner non dubitava nemmeno per un momento che gli fosse molto grato.
"Lieto di vederti, Conner" lo salut il procuratore con familiarit. "A proposito, sul banco dei testimoni non verrai chiamato Conner, ma non ci sono problemi per il tuo cambio ufficiale di nome. Quando avrai finito di testimoniare il giudice firmer immediatamente la tua petizione e il cambiamento diverr ufficiale. Grazie per essere arrivato fin qui con un preavviso cos breve. La tua famiglia sta bene?"
"S. Katie e i bambini si sono inseriti a meraviglia, e lei sta pensando di restare a vivere nel Vermont, almeno per ora. Quanto tempo pensi che dovr restare qui?"
"La pubblica accusa presenta i testimoni per prima" spieg Max. "Nei prossimi due o tre giorni ti prepareremo per l'interrogatorio, ed entro venerd credo che potrai andare in tribunale. Se abbiamo fortuna anche prima. Poi potrai andar via, ma potresti esser richiamato dalla difesa, e in questo caso dovrai ritornare qui. Il che ci porta alla mia prossima domanda. Ormai hai avuto il tempo di riflettere. Ti  venuto in mente qualcosa che la controparte potrebbe tirar fuori per screditarti?"
Conner aggott la fronte. "Mi pare che ne abbiamo gi parlato. Sono stato multato per eccesso di velocit sette anni fa, ma questo  il mio unico reato. Ho sempre pagato le tasse a tempo debito, non sono mai stato arrestato, di tanto in tanto ho portato in chiesa mia sorella e i miei nipoti. Che io sappia in famiglia non ci sono casi di malattie mentali, e io non ho mai fatto uso di droghe – prescritte dal medico o di mia iniziativa."
"E non sei mai entrato in un centro massaggi o in un locale di spogliarello?"
"Non ne ho mai avuto il tempo. Non dico di essere superiore a questo genere di intrattenimenti" precis Conner con un sorrisetto, "ma dovevo pensare al mio magazzino e alla famiglia e non ho mai avuto il tempo per nient'altro."
"Ne sei sicuro?"
"Credi, me lo ricorderei."
"Perch vedi, tua moglie andava di tanto intanto al Blue Door, uno dei club di propriet di Dickie Randolph. Lo stesso club che segretamente apparteneva per met a Regis Mathis."
"Be', questo non mi sorprende. Ti ho parlato di lei, no? A ogni modo, non vedo che cosa questo abbia a che fare con me."
"Pare che frequentasse quel posto mentre eravate sposati" puntualizz Max.
Conner rimase per un istante senza parole, ma poi emise una risata. "Ritiro quello che ho detto prima... considerami sorpreso. Ovviamente non lo sapevo. Ma, ripeto, io che c'entro?"
"Non si pu dire. La difesa non ha incluso Samantha fra i suoi testimoni, ma il fatto che la moglie del nostro testimone chiave frequentasse il club della vittima si  risaputo. Non sappiamo se sfrutteranno l'informazione oppure no."
"E che uso potrebbero farne?"
"Oh, possiamo immaginarlo... Per esempio potrebbero sostenere che tu sei un uomo molto geloso, quindi avevi un movente per uccidere il proprietario di uno dei club che tua moglie frequentava in cerca di sesso extra coniugale."
"Accidenti" comment lui. "Senza offesa, ma sono felice di non dover pensare come un procuratore. A me non sarebbe mai venuto in mente! Comunque non sono un tipo geloso. Non ho mai fatto del male alla mia ex, non ho mai fatto del male al ragazzino che ho sorpreso con lei, e non ho mai saputo che frequentava quei club. Non mi stupisce pi di tanto che lo facesse, ma non lo sapevo."
"Se ti viene in mente qualcos'altro dovresti dircelo..."
"Max, sono cos noiosamente integerrimo che mi sono perso met della mia vita, impegnato com'ero a lavorare e a badare a mia sorella e ai suoi figli. Diciamo pure che sono qui per puro caso. Se quella sera non fossi uscito per portar fuori la spazzatura, niente di tutto questo mi sarebbe successo."
Max gli fece un mezzo sorrisetto. "Ogni pubblico accusatore sa che sta raccontando alla giuria una storia. Ecco quel che  accaduto, dice. Poi interviene la difesa e racconta una storia del tutto diversa: Ecco quel che  accaduto veramente. In un certo senso  prevedibile, e di solito io cerco di chiamare i poliziotti per primi, perch sono testimoni ben addestrati. Poi chiamo i testimoni oculari, e infine gli esperti della scientifica. E bench i nostri esperti siano eccezionalmente bravi e accurati, sono certo che la difesa citer dei casi in cui le prove sono state inquinate o male interpretate, e cercher di screditare il loro lavoro." Scroll le spalle. "I testimoni oculari sono spesso poco attendibili, ma tu no, tu sei il nostro asso nella manica. Ed  esattamente per questo che ci siamo dati tanto da fare per tenerti al sicuro. Non temere, questo non sar un processo lungo: sei, sette giorni al massimo, e poi ci sar la sentenza."
"Non finir mai troppo presto, per quanto mi riguarda" rispose Conner.
"Cerca di resistere ancora un po'... ho bisogno che tu parli con i miei assistenti per qualche ora, oggi e domani. Loro ti spiegheranno le eventuali difficolt e ti prepareranno per il tipo di domande che potrebbe farti la difesa se decidesse di controinterrogarti. Te la senti?"
"Sono qui per questo, immagino."
"Ti ho prenotato una camera all'Hilton, e ti ho messo a disposizione due poliziotti fuori servizio che possono stare con te anche subito."
"Credi che corra qualche pericolo fin da adesso?"
"Sinceramente non lo so. Immaginiamo che tu possa correre qualche rischio... Di solito proteggiamo i nostri testimoni quando c' stata una minaccia diretta – e quella c' stata. Ma per il resto..."
"Se vuoi sistemare qualcuno nella stanza di fronte alla mia non posso protestare, ma non ci sono state altre minacce, che io sappia. Tu sai qualcosa di pi?"
"No" rispose Max con un cenno negativo.
"E allora cominciamo pure con la preparazione. Ma prima ho un favore da chiederti."
"Sentiamo."
"Katie e io ci abbiamo riflettuto, e vorremmo vendere le nostre propriet qui a Sacramento. Dopo il processo vorremmo che entrambe le case, la mia e la sua, venissero svuotate di ogni arredo e che i mobili venissero portati in un deposito. Poi metteremo in vendita le case e il terreno su cui sorgeva il magazzino. So che il periodo non  dei pi favorevoli per la vendita di propriet immobiliari, ma siamo disposti ad avere pazienza. Ci riprenderemo le nostre cose quando avremo trovato un posto in cui stabilirci in modo permanente, e ci divideremo il ricavato della vendita e il denaro che l'assicurazione ci pagher per l'incendio. Vorremmo fare tutto quanto a nome di Conner Danson. Io sono comunque l'esecutore dei beni di famiglia da quando mio padre mor, tanti anni fa; Katie si fida di me e sa che non le mancher mai niente. Puoi darmi una mano con i documenti per la vendita?"
"Sicuro, non sar un problema. Vuoi rivedere le case e assicurarti che abbiate portato via tutto quello che non volete mettere in deposito?"
"Katie si  gi presa tutti i ricordi di suo marito e io avevo poche cose importanti, ma s, far un giro di tutt'e due le case. I miei avevano lasciato un mucchio di vecchi oggetti che finir per buttare via, ma per il momento metter anche quelli nelle casse destinate al deposito. Poi cercher un'impresa di pulizie e qualcuno che ridipinga le pareti, in modo che le case siano in buone condizioni. Voglio lasciarmi tutto questo alle spalle, perci comincer appena possibile."
Max sorrise. "Brie dice che forse ti stabilirai lass."
"Ho scoperto un nuovo stile di vita, Max.  terribile ammetterlo, ma forse non avrei mai capito quanto avevo bisogno di cambiare se tutto questo non fosse successo – dal divorzio all'omicidio nel vicolo. Perci diamoci da fare, in modo che io possa tornare a casa in pace."
Max gli mise una mano sulla spalla. "Lo faremo subito, amico mio. Nessuno merita la pace pi di te."
Per qualche ora di quel luned mattina, e di nuovo il giorno dopo, alcuni assistenti della Procura si dedicarono alla preparazione di Conner – ponendogli a bruciapelo domande che forse la difesa non gli avrebbe mai posto, ma che erano sufficientemente irritanti da provocare in lui una reazione.
"Lei sapeva che sua moglie frequentava regolarmente il Blue Door, un club mascherato da locale di spogliarello ma in realt un sex club per adulti, non  vero?"
"No."
"Quante volte  andato in quel club?"
"Non lo avevo mai sentito nominare prima di diventare un testimone."
"Lo dica, quante volte?"
"Ripeto che non l'ho mai sentito nominare, e non ci ho mai messo piede."
"E se io le mostrassi una ricevuta della sua carta di credito, che prova la sua presenza al club con sua moglie qualche tempo prima dell'omicidio?"
"Non sarebbe mia" replic lui.
"Lei conosce le conseguenze di una falsa testimonianza?"
"Ho detto che non ne sapevo niente, e che in quel posto non ci sono mai entrato!"
"Eppure sua moglie lo frequentava spesso mentre eravate ancora sposati?"
"Cos mi hanno detto!"
"Sta affermando che sua moglie andava da sola in questo sex club prima che voi divorziaste, e che lei non ne era al corrente?"
"Non so se ci andasse da sola o no. Ma certo non ci andava con me!"
"E allora quale sarebbe la ragione del vostro divorzio?"
"Uno studente di diciannove anni che consegnava acqua minerale a domicilio!" ringhi Conner.
"Torniamo alla sera in questione. C'era una luce accesa dietro il magazzino, nel vicolo dove lei asserisce di aver assistito all'omicidio?"
"La sua macchina aveva i fari accesi" disse Conner.
"Risponda alla domanda, per favore."
"No, niente luce. C'era una lampadina, ma era spenta. I fari per erano accesi!"
"E lei dice di aver visto l'imputato camminare davanti alla macchina?"
"S."
"Perci i fari lo hanno illuminato dove, all'altezza delle ginocchia?"
"La polizia ha trovato del sangue nella sua macchina!" grid Conner.
"Ecco, questa  la ragione per cui le facciamo queste domande" spieg l'assistente. "Non sappiamo che cosa le domanderanno, ma se lei deve arrabbiarsi  meglio che si sfoghi qui, durante le nostre sessioni, e non sul banco dei testimoni. L deve cercare di restare calmo e di rispondere alle domande senza aggiungere spiegazioni. Solo s o no, se possibile."
E andarono avanti cos per due lunghe mattinate.
Il marted pomeriggio Conner and in macchina fino alla casa in cui era cresciuto, seguito da un'automobile priva di insegne guidata da un agente. Dubitava seriamente che Regis Mathis facesse sorvegliare la sua casa vuota a due soli giorni dal processo, ma preferiva seguire i consigli di Max ed essere prudente. Avrebbe soltanto compiuto un breve giro di ricognizione nella sua vecchia casa per portar via alcune cose, senza tuttavia abbassare la guardia.
I suoi genitori avevano comprato l'edificio nell'anno in cui era nato lui, trentacinque anni prima. Era situato su un ampio appezzamento di terreno, che aveva ancora un discreto valore, ma all'inizio non era troppo grande e aveva solo due camere da letto. Quando era nata Katie, suo padre aveva aggiunto un'ala, raddoppiando le dimensioni della cucina e del soggiorno e aggiungendo una camera da letto e un bagno. Conner ricordava appena quei lavori, ma suo padre gli aveva ripetuto spesso che ci erano voluti quasi tre anni per completare la ristrutturazione perch aveva fatto tutto da solo.
Dopo la morte dei loro genitori, Katie aveva vissuto con lui in quella casa finch non si era sposata, e poi era tornata a vivere l mentre Charlie era in missione all'estero. Quando Charlie era morto in Afghanistan, lei era rimasta in quella casa – una decisione logica in quel momento.
Qualche tempo dopo aveva trovato una piccola casa nelle vicinanze, e lei e Conner l'avevano comprata insieme a nome di entrambi. Anche se era un sollievo non essere svegliato nel mezzo della notte da un lattante che metteva i dentini, dapprima Conner si era sentito molto solo. La casa era vuota e terribilmente silenziosa, per lui era stato felice per Katie, che si stava rifacendo una vita.
E adesso Katie aveva intenzione di stabilirsi a tremila miglia da lui... Quello s che sarebbe stato un vero cambiamento, anche se sapeva che Leslie sarebbe stata accanto a lui per dargli tutto il proprio sostegno.
Conner si guard intorno, nella casa in cui aveva vissuto per trentacinque anni. Per via del suo lavoro aveva sempre badato a che gli elettrodomestici, l'intonaco delle pareti e gli infissi fossero in buone condizioni. Ma i mobili erano vecchi e male in arnese, e bisognava disfarsene. Perfino il materasso nella camera matrimoniale era sempre quello che avevano usato i suoi genitori, e Conner non sapeva nemmeno quanti anni avesse... e il televisore aveva un schermo abbastanza grande, ma non piatto o ad alta definizione come quelli che si usavano ormai da dieci anni e pi.
Appena sposati, Samantha aveva espresso il desiderio di rinnovare la casa, ma Conner le aveva detto di pensare prima alla casa di Katie, che ne aveva pi bisogno. Lui non era ancora pronto a operare grandi cambiamenti. Adesso rimpiangeva di non averglielo permesso: la casa aveva un aspetto dimesso, vecchio e abbandonato.
C'erano due cose in particolare che Conner voleva portarsi via: il computer fisso con la memoria pi capace, e le sue armi. Per ora se la cavava bene con il portatile, ma voleva usare quello in cui aveva salvato i documenti e i registri del magazzino negli ultimi anni. Ed era lieto di averlo fatto, visto che il computer del negozio era stato distrutto dalle fiamme come tutto il resto.
In una cassaforte Conner teneva un fucile e due revolver. Scaric i proiettili da tutt'e tre, mise le cartucce in una scatola, avvolse le armi in una vecchia giacca a vento e mise tutto in una sacca di tela. Poi caric il computer e la sacca di tela sul retro della macchina, e copr il bagaglio con un telo impermeabile che aveva trovato nel garage. Le armi sarebbero state al sicuro dov'erano, in una cassaforte cos pesante che era impossibile spostarla, ma Conner aveva deciso che preferiva averle con s, nella stanza d'albergo. Non perch fosse davvero preoccupato per la propria sicurezza: ma non era forse logico che avendo ricevuto delle minacce cercasse di difendersi?
Sal in macchina, percorse alcuni isolati e telefon a Katie. "Sono davanti a casa tua" le disse. "Ho chiesto al Procuratore Distrettuale di aiutarmi con la vendita delle nostre propriet, usando il mio nuovo nome, e lui mi ha assicurato che non ci sarebbero state difficolt. Cos sono andato nella vecchia casa a prendere quello che poteva essermi utile. Dimmi, Katie, i nostri mobili sono sempre stati cos brutti?"
Lei rise. "Sono d'accordo, hanno visto giorni migliori, ma sono serviti al loro scopo e non erano rotti n sfondati. Sul tavolo c'erano dei graffi, le imbottiture erano un po' lise... ma adesso i mobili come quelli si definiscono anticati."
"Antichi lo sono di sicuro" comment lui.
"Perch sei di fronte a casa mia?"
"Mi domandavo se c' qualcosa che hai lasciato indietro e che vuoi che ti prenda, prima che il resto venga imballato e messo in deposito."
"No. Le cose pi importanti le ho gi prese, come le foto di Charlie e le sue medaglie, le foto del matrimonio e quelle dei bambini. E a suo tempo avevo confezionato alcuni scatoloni da portar via in fretta, nell'eventualit che la casa fosse data alle fiamme..."
"Ah, Katie, che cosa non ti ho fatto passare!"
"Oh, smettila. Io ti sono piombata in casa con due bambini in arrivo, e tu ti sei preso cura di noi senza una protesta."
"Sar difficile continuare a farlo se tu vivrai nel Vermont e io in California" osserv Conner.
"Forse  arrivato il momento che io impari a cavarmela da sola...  strano, ma cos sto cominciando a conoscere il nuovo te stesso. Credo che tu stia veramente diventando Conner."
"Anche se ho tanto resistito a questo cambiamento, adesso  diventato quello che volevo" rispose lui. "Allora, quando avr fatto imballare i mobili, dove devo fare spedire i tuoi? Nel Vermont?"
Katie tacque per un momento. "Puoi aspettare per un po' di tempo?" disse infine.
"Dunque hai cambiato idea riguardo al vivere l" fece lui speranzoso. "Ci stai ripensando?"
"Non  che stia proprio cambiando idea, ma vorrei rimandare la decisione. Per ora metti la mia roba in deposito a Sacramento, fino a quando non decider davvero che cosa fare."
"Che succede, tesoro?" domand Conner. "Le cose con il tuo dentista si stanno raffreddando?"
"Non proprio raffreddando, diciamo che non si stanno scaldando per niente... ma questo lo sapevi gi. No, si tratta piuttosto di te. Quand'eri qui con noi sembrava tutto cos bello, cos normale e giusto... ma da quando sei ripartito continuo a domandarmi se posso davvero vivere cos lontana da te. Non voglio venire di nuovo a vivere in casa tua, per l'amor del cielo, e non voglio esserti di peso... ma pu darsi che alla fine debba fare una scelta difficile. Cio, decidere a chi dei due voglio rinunciare, a te o a Keith."
Conner trasse un profondo respiro. "Molto dipender da Keith" disse. "E sai bene che se potessi prenderei anch'io in considerazione il Vermont. Spalare la neve non mi entusiasma, per..."
"No! Tu hai trovato il posto in cui vuoi vivere, e la persona con cui vuoi stare. Mi pare di capire che non hai dubbi al riguardo, e ti meriti un po' di felicit. Hai aspettato abbastanza."
Ma anche Katie aveva aspettato, pens lui. Lei e Charlie erano talmente innamorati che quando si trovavano nella stessa stanza l'aria era satura di elettricit. Non c'era da stupirsi che lei fosse rimasta incinta durante la luna di miele – e di due gemelli! Perdendo lui, Katie aveva perso ogni gusto per la passione; e nei cinque anni successivi, i pochi appuntamenti che aveva avuto non le avevano mai dato quel rossore, quell'alone luminoso che le regalava il suo giovane marito.
Conner voleva che Katie avesse di nuovo tutto quello, ma in quel momento non le avrebbe certo ricordato ci che aveva perso.
Che squadra, pens. Come fratello e sorella erano passati attraverso ogni sorta di prove difficili, sostenendosi l'un l'altra. Per adesso lui era stufo di problemi e di crisi!
"Non prendere decisioni affrettate, Katie" le raccomand. "E prima di fare il passo successivo assicurati che Keith sia l'uomo giusto per te."
"Lo far. Naturale che lo far."
Parlarono ancora un po' del processo imminente, anche se Conner non poteva rivelarle troppo. Le disse per che sperava di rientrare a Virgin River per la fine della settimana, e che se fosse stato necessario sarebbe tornato a Sacramento la settimana dopo. Quando terminarono la loro conversazione, Conner fece altre telefonate, a un'impresa di pulizie e a un decoratore che conosceva e di cui si fidava. Infine chiam l'assistente del procuratore e gli chiese di organizzare subito l'imballaggio e la sistemazione dei mobili. La pulizia delle stanze e la pittura delle pareti sarebbero avvenute subito dopo lo spostamento dei mobili imballati, e cos le case sarebbero state pronte per i futuri compratori.
Quel pomeriggio Jack Sheridan stava rivedendo i conti del bar e compilava l'elenco delle scorte da rinnovare. Quando non c'erano clienti, come in quel momento, teneva la TV accesa e sintonizzata sul notiziario nazionale. Non era un fanatico delle notizie e non aveva nessun amico o parente in guerra per cui stare in ansia, ma teneva accesa la televisione per controllare le notizie sull'economia – non delle pi brillanti in quel periodo – e i fatti principali del paese. A quell'ora c'era anche un notiziario regionale, ma di solito nella contea di Humboldt non succedeva granch, a parte qualche raro evento naturale come un terremoto o una tempesta di neve... o l'occasionale scoperta di una grande quantit di marijuana coltivata illegalmente.
Jack era accucciato dietro il bancone e stava contando le bottiglie quando sent il conduttore del notiziario parlare di un processo per omicidio a Sacramento. Gli agenti che avevano operato l'arresto e gli esperti della scientifica avrebbero testimoniato per la pubblica accusa, continu il giornalista, ma esisteva un solo testimone oculare.
Per puro caso Jack si alz in piedi proprio allora, e vide sullo schermo una faccia conosciuta. Conner Danson. Non afferr il nome che veniva citato, ma la faccia era sicuramente quella – a parte l'assenza dei baffi e del pizzetto.
"... che domani testimonier per la pubblica accusa. Nell'aula del tribunale non saranno ammesse telecamere, ma i nostri inviati saranno presenti per darci le notizie dell'ultima ora..." disse ancora il conduttore.
Diavolo, pens Jack. Questa era la notizia dell'ultima ora!
And in cucina, prese il telefono e chiam il numero dell'ufficio di Paul, anche se sapeva che trovarlo in sede non era facile. Fu Leslie a rispondere, e d'impulso lui disse. "Ciao Leslie, sono Jack. Sapevi che il tuo fidanzato  andato a Sacramento per testimoniare in un processo per omicidio?"
Ci fu un momento di silenzio prima che lei emettesse una risatina. "Molto divertente, Jack. Sei proprio fuori di testa!"
"S, sono un vero comico. Paul  in ufficio?"
"Certo. Te lo passo."
Un attimo dopo Paul prese la chiamata. "S, Jack, che c'?"
"Il tuo carpentiere, Conner. Ho appena visto la sua foto sulla CNN, durante il notiziario regionale. Quali ragioni ti ha dato per la sua assenza?"
"Un'emergenza in famiglia" spieg Paul. "Non specificata."
"Te la specifico io.  l'unico testimone in un processo per omicidio che si svolge a Sacramento, per questo c'era la sua foto in TV. Deve testimoniare domani."
Paul tacque per un lungo minuto. Poi grid: "Leslieee!" e aggiunse: "Jack, devo chiudere. Ti chiamo pi tardi". E riappese.
Jack si volt verso Preacher, che stava sminuzzando delle verdure sul tagliere. "Puoi andare su Internet e cercarmi qualcosa?"
"Penso di s... se mi paghi."
"Non ti pago proprio per niente. Fallo per la causa! Siamo una squadra, s o no?"
"E va bene" sospir Preacher deponendo il coltello e asciugandosi le mani nel grembiule. Apr il computer e digit una frase. "Ecco qui... processo per omicidio a Sacramento... testimone... Danson Conner. Trovato. Non torcerti le mutandine per la curiosit."
"Non parlare di mutandine a me!" ringhi Jack. "Io non porto le mutandine!"
"Diavolo, rilassati" borbott Preacher. "Non  mica te che hanno assassinato."
Leslie stava in piedi sulla soglia dell'ufficio di Paul, con gli occhi spalancati e le mani strette spasmodicamente una sull'altra.
"Allora, mi dici che diavolo  questa faccenda di Conner?" domand Paul da dietro la scrivania.
Lei scroll la testa senza aprir bocca.
"C'era la sua foto in TV" la inform Paul, "ed  cos che Jack lo ha scoperto.  cos che chiunque guardi il notiziario lo scoprir. Tu sapevi che deve testimoniare domani?"
Leslie scroll di nuovo la testa e strinse le mani ancora pi forte perch non tremassero. Poi nei suoi occhi apparvero le lacrime.
Paul si alz in piedi. "Les... non devi affrontare tutto questo da sola."
"Non sono sola" disse lei in un sussurro. Ma lo era eccome, e aveva un disperato bisogno di comprensione.
Il telefono sulla scrivania squill e Paul lo afferr subito. "Costruzioni Haggerty. S? Ah, s? Be', che mi venga un colpo... per non mi stupisce affatto. Ci vediamo tra un'oretta, allora. Porto anche Les." E riagganci.
"Porti Les dove?" domand lei.
"A quanto pare Preacher  andato su Internet e ci ha messo due minuti per scoprire che Danson Conner, proprietario di un magazzino di forniture edilizie a Sacramento, mesi fa ha assistito a un omicidio nel vicolo dietro il suo negozio e domani testimonier nel processo a carico di un uomo d'affari molto potente. E indovina un po'?  lo stesso uomo che lavora qui da qualche mese. Sapevi che la sorella minore di Jack  stata assistente del Procuratore Distrettuale di Sacramento? Jack dice che questa faccenda reca la chiarissima impronta di Brie, cos le ha telefonato e l'ha convocata nel suo locale, verso le quattro, per offrirle una birra e farsi raccontare quello che sa. E ci andiamo anche noi."
"Anche noi?"
"Proprio cos. Capisco che tu sia spaventata, ma Brie ci riveler quello che pu di questa faccenda e sono certo che questo ti rassicurer. Perci adesso puoi dire tutto anche a me." Si appoggi allo schienale della sedia. "Coraggio. Raccontami le cose dall'inizio, e poi ce ne andiamo da Jack."

19.
Conner aveva evitato di assistere alle dichiarazioni preliminari del processo, ma decise di ascoltare le testimonianze degli agenti di polizia che avevano risposto alla sua chiamata. Lasci il pick-up nel parcheggio di un grande centro commerciale, confuso in mezzo alle altre macchine in modo che nessuno potesse risalire a lui, e and in tribunale scortato da un agente, in una macchina priva di insegne.
I poliziotti chiamati a testimoniare erano parecchi, e c'era anche un medico legale. La sua dichiarazione sarebbe stata ascoltata pi tardi o il giorno dopo, ma le foto del cadavere e i rapporti compilati sul posto vennero presentati subito come prove.
Non era la prima volta che gli accadeva da quando quell'incubo era cominciato, ma quel giorno Conner si sentiva pi insicuro a e disagio che mai. Regis Mathis non aveva l'aspetto di un assassino. Guardandolo, Conner capiva sempre meglio che quell'uomo veniva considerato un pilastro della comunit, e che nessuno lo vedeva nel ruolo dell'omicida. In lui non c'era niente di viscido o di sospetto: non sembrava affatto il tipo da coltivare un rapporto di amicizia con uno come Dickie Randolph. E l'affermazione della Procura, secondo la quale i due erano addirittura soci in affari, aveva dell'incredibile.
Mathis era un uomo alto, dal portamento quasi regale e dai gusti raffinati e costosi – cosa che Conner non avrebbe saputo se la sua scorta non avesse osservato: "Diavolo, quel completo gli sar costato almeno diecimila dollari". E mentre Conner lo osservava dal fondo dell'aula, l'uomo appariva tranquillo, sicuro, a proprio agio, come se non avesse un pensiero al mondo. Accanto a lui c'erano quattro avvocati, e altri stavano seduti in galleria con la sua famiglia – dall'aspetto distinto quanto lui – e con due sacerdoti.
Dall'altro lato dell'aula, separati come i parenti della sposa o dello sposo durante un matrimonio, sedeva un gruppetto di giovani donne alquanto volgari e vestite in modo chiassoso, con alcuni uomini dall'aspetto poco rassicurante. Forse amici di Randolph, pens Conner.
A un certo punto Mathis si volt e lo fiss negli occhi, poi fece un mezzo sorriso e un cenno che sembrava dicesse, Benvenuto alla festa, ragazzo mio. Era impossibile raffigurarselo nella tuta arancione dei carcerati. Se Conner non l'avesse visto con i propri occhi, non avrebbe mai potuto credere che avesse fatto quel che aveva fatto. In una parola, sembrava impossibile che fosse davvero colpevole.
E dal suo atteggiamento, era chiaro che Regis Mathis non si aspettava affatto di essere condannato.
Conner cominciava a dubitare di essere stato troppo ottimista. Al posto di un membro della giuria non avrebbe mai potuto immaginare quell'uomo dignitoso, educato e riservato nei panni di un assassino, uno che a sangue freddo poteva cacciare una pallottola nella testa di un uomo, trascinare il corpo fuori della macchina e gettarlo nel bidone della spazzatura. Inoltre, se un tipo preciso e meticoloso come lui – tanto che si assestava continuamente i polsini candidi della camicia – voleva la morte di qualcuno, perch non aveva assoldato un sicario? Perch sporcarsi le mani di persona? Si sapeva bene che era ricco come Creso!
Neanche Conner si aspettava che venisse condannato. Quello che lui aveva visto quella sera era vero, ma totalmente incredibile. Se fosse stato un omicidio di altro genere, forse... ma questo? Una pallottola in testa in un vicolo buio, e poi via nel bidone dell'immondizia? Una vittima legata come un salame e imbavagliata con del nastro adesivo? Il colpevole non poteva essere lui, non quell'uomo di classe che faceva beneficenza e sosteneva i politici!
Conner doveva tornare in aula l'indomani, tenendosi pronto per una chiamata sul banco dei testimoni, e per un breve istante ebbe la tentazione di comprarsi un completo costoso come quello dell'imputato, anche se era certo che indosso a lui non avrebbe prodotto lo stesso effetto che su Mathis.
Mentre ascoltava le testimonianze di poliziotti, detective e funzionari che erano accorsi sulla scena del delitto, pensava solo al momento in cui tutto sarebbe finito e lui avrebbe potuto telefonare a Leslie e a Katie. Per il momento non voleva chiamarle, perch aveva paura di ci che avrebbe detto. Non c' speranza. Dovr nascondermi per il resto della vita, e chiunque mi stia vicino dovr nascondersi come me.
Quando la corte si ritir per quel giorno, Conner usc in corridoio con la sua scorta e attese che l'aula si svuotasse, poi gli disse: "Devo parlare un momento con il procuratore". E rientr in aula.
Accanto al tavolo dell'accusa, Max e un assistente parlavano sottovoce sistemando dei documenti nelle loro valigette. Conner si avvicin e si schiar la gola.
"S, Conner?" disse Max voltandosi.
Lui si guard alle spalle per accertarsi che nessun altro li ascoltasse. "Non lo incastrerai mai, vero?"
"Oh, invece s" rispose Max in tono sicuro.
"Ma... non sembra per niente un assassino" insistette Conner. "Se io fossi un giurato non..."
"Ho molta fiducia nel sistema" dichiar Max. "E domani presenteremo le prove che abbiamo preparato, prove solide, irrefutabili, che ci faranno vincere. Ne sono sicuro."
"Insomma per vincere conti su di me?"
"Tu sei l'unico testimone oculare, ma non sei la sola carta di cui disponiamo. Abbiamo trovato il movente."
"E posso sapere qual ?" domand Conner con una punta di sarcasmo.
"Tua moglie non era l'unica a frequentare quel buco schifoso. Ci andava anche un'altra persona, una persona che Dickie Randolph si  molto divertito a rovinare imbottendola di droga e alcool, e probabilmente facendone un oggetto sessuale. La figlia ventunenne di Mathis. La luce dei suoi occhi."
Conner spalanc i suoi per lo stupore. "E ne hai le prove? Puoi presentarle?"
"Se la corte non me lo impedir... Si tratta di sua figlia, capisci?"
Conner lo guard per un lungo momento. Capiva finalmente perch un uomo come Mathis aveva potuto decidere di vendicarsi di persona anzich affidare l'incarico a qualcun altro. Ma si poteva dimostrarlo? E la giuria avrebbe preso in considerazione questa svolta, avrebbe creduto nella colpevolezza di quell'uomo distinto, integerrimo, timorato di Dio?
Infine fece un cenno di assenso – che altro poteva fare? "Se questo non funziona" disse, "siamo fottuti."
Conner e la sua scorta lasciarono il tribunale uscendo da una porta laterale e si avviarono verso il parcheggio, evitando la folla di reporter che accerchiava Regis Mathis. L'uomo recitava il suo ruolo rispondendo alle loro domande con grande disinvoltura. Conner non possedeva quel tipo di abilit: sapeva che non avrebbe potuto evitare le domande per sempre, ma era certo che sarebbe risultato insicuro e vulnerabile. O peggio ancora furioso, perch con il passare delle ore quella faccenda lo faceva arrabbiare sempre di pi. Mentre entravano nel parcheggio a lato del tribunale si sent chiamare con il nome che aveva abbandonato ma non ancora dimenticato.
"Danny?"
Samantha, pens. Gi, se la sua ex moglie aveva trovato il modo di fargli arrivare una lettera perch non avrebbe dovuto aspettarlo all'uscita dal tribunale?
"Che ci fai qui?" domand brusco.
"Speravo di poterti parlare."
Lui scroll la testa con una risatina amara. "Ho cercato di essere molto chiaro quando ti ho scritto. Non abbiamo pi niente da dirci."
"Invece s, Danny" insistette lei facendo un passo avanti. "I responsabili di uno studio legale mi hanno cercata perch stanno pensando di chiamarmi come testimone per la difesa. Ho pensato che tu dovessi saperlo."
Un uomo della scorta – una specie di RoboCop – si intromise tra loro. "Signora, questo  un argomento di cui non possiamo discutere con lei. La prego di andarsene."
Conner gli mise una mano sul braccio. "Che cosa potresti mai dire per difendere quell'uomo?" domand a Samantha.
"Non dire altro" protest la scorta. "Non puoi discuterne!"
Samantha allarg le braccia guardandoli tutti e due. "Va bene, va bene, lasciamo perdere. Ma Conner, non possiamo invece parlare brevemente di quello che  successo negli ultimi due anni?"
Conner la guard, esaminandola dalla testa ai piedi. Era davvero bella, con il suo corpo snello ma pieno nei punti giusti, i capelli neri, la pelle candida e le labbra rosso fuoco. La sua bellezza era stata la prima cosa che lo aveva colpito. E poi c'era il fatto che flirtava con lui, che era divertente, che dimostrava chiaramente il suo apprezzamento. Era sempre stata molto sexy, e molto intelligente – anche se decisamente manipolatoria. Quale uomo non avrebbe abboccato? Quale uomo non avrebbe accettato volentieri di essere manipolato da un bocconcino come Sam? Questo, naturalmente, prima di scoprire com'era in realt.
"Perch proprio io?" domand infine.
"Come, perch? Eravamo sposati!"
"No... no, Samantha. Intendevo dire, perch continui a perseguitarmi? Guardati. Non hai bisogno di me! Siamo stati sposati per poco tempo, abbiamo divorziato, io per te non sono pi niente. Tu puoi avere tutti gli uomini che vuoi – e probabilmente li hai avuti. Io invece voglio solo che tu mi lasci in pace!"
"E se in aula io dicessi che tu venivi con me in quel club? Quello di propriet della vittima?"
Conner fece un sorrisetto storto. "E pensi che questa minaccia mi convincer a invitarti fuori, non so, a offrirti qualcosa da bere?"
"Signora..." tent di nuovo RoboCop.
"Aspetta solo un momento" gli disse Conner. Poi si rivolse di nuovo a Samantha. "Sono certo che il mio amico" e accenn alla sua scorta, "informer il Procuratore Distrettuale, il quale informer il giudice, il quale si assicurer che tu non possa entrare in aula. Cos avrai una giornata libera. Goditela, vai dal parrucchiere o qualcosa del genere."
Poi si volt e prosegu con la sua scorta fino alla macchina.
"Danny!" chiam ancora lei.
Dio, ti prego, falla andar via, pens Conner. Poi sal in macchina senza voltarsi e il poliziotto mise in moto.
"Dovremo fare rapporto" disse l'uomo.
"Oh, andiamo, secondo me voleva solo..." Che cosa? Portarselo a letto? Tornare insieme? Avere di nuovo il controllo su di lui? "Hai ragione, devi fare rapporto" disse infine. "Vuoi chiamare tu il procuratore o lo faccio io?"
"Lo chiamo io" disse il poliziotto, "ma quando arrivi in albergo puoi telefonargli anche tu. Ti consegner a un mio collega e stasera cenerai in camera. Io ho finito il turno e vado a casa."
"Vorrei tanto poter andare a casa anch'io" borbott Conner.
"Lo farai tra un paio di giorni, amico. Quella signora... ehm, immagino che fosse la tua ex moglie... probabilmente si far un po' di carcere e dovr pagare una grossa multa. Quel che ha tentato di fare  illegale. Si chiama subornare un testimone."
"Be', a me non importa affatto che venga punita o no" replic lui. "Voglio solo riprendermi la mia vita, nient'altro."
"Questo deve restare fra noi cinque" disse Brie bevendo un sorso dalla sua bottiglia di birra. "Solo noi, Jack,  chiaro?"
"Cosa?" protest lui indignato.
Brie guard Paul, Leslie, Preacher e finalmente di nuovo il fratello. "Tu sei l'unico che mi preoccupa. Perch sappiamo tutti quanto ti piace chiacchierare..."
"No, se so che si tratta di un segreto!"
"Ecco. Finch il processo non sar finito  un segreto. Fino a quando non sar completamente finito, mi sono spiegata? Perch l'unico testimone si trova in una posizione molto pericolosa."
"Ho capito, ho capito" sbuff Jack imbronciato.
"Insomma, Conner  l'unico testimone" riprese Brie. " andato a trovare la famiglia per un breve periodo, in una localit segreta, e poi  partito per Sacramento. Tra una settimana circa, a seconda di quanto ci metter la giuria a decidere, dovrebbe essere tutto passato. A quel punto lui non rappresenter pi una minaccia per l'imputato e potremo rilassarci tutti quanti."
"Gli hai parlato?" domand Leslie.
"No, ma sto seguendo il processo e sembra che per ora tutto vada bene. La pubblica accusa ha chiamato a testimoniare i poliziotti, i detective e il medico legale. Sulla scena del delitto erano talmente in tanti che per ascoltarli ci  voluto tutto il primo giorno."
"Aspetta un momento" disse Preacher prendendo il telecomando. Il volume del televisore era stato abbassato, lui lo rialz e in quel momento sullo schermo apparve un uomo molto sicuro di s, dall'aspetto distinto, che stava parlando davanti a una selva di microfoni. "Sangue?" disse l'uomo. "Che io sappia nella mia macchina non ce n'era – o per lo meno non c'erano macchie visibili. Mi hanno detto che a un certo punto ci dovevano essere state delle tracce, rivelate da vecchie analisi. Uno dei miei figli ha pensato che il sangue potesse essere suo, dato che aveva ricevuto accidentalmente un colpo sul naso durante una partita di golf. Ma io non ne ho mai saputo niente perch lui si  rimesso rapidamente, perci nessuno me ne ha parlato."
"Quello  l'imputato" spieg Brie.
"Ma la pubblica accusa non ha stabilito che era il sangue della vittima?" domand un reporter.
"Lo ha stabilito grazie a qualche magico esame di laboratorio?" ribatt l'uomo con una risatina. "Sappiamo bene che gli esami del DNA non sono infallibili, vero? Ecco perch tante persone accusate ingiustamente vengono rilasciate..."
"Ma lei come spiega la presenza di macchie di sangue nella sua macchina?" insistette un altro.
"Non facciamo commenti" intervenne un uomo, probabilmente il suo avvocato.
"Signor Mathis, si dice che lei avesse investito del denaro nelle imprese di Dickie Randolph..."
"Guardi, io ho un gran numero di collaboratori, alcuni dei quali si occupano anche di investimenti. Ma le assicuro che se scoprir che hanno investito in affari loschi come quelli del signor Randolph, si troveranno immediatamente senza lavoro. Stiamo indagando al riguardo proprio in questi giorni. Comunque, io quell'uomo non l'ho mai conosciuto."
"Per sulla scena del delitto non c'era la sua macchina?" intervenne una reporter.
"Cherry" sorrise lui, "la mia famiglia ne possiede quattordici."
"Molto astuto" comment Brie. "Conosce i reporter per nome..."
"Basta con le domande" disse l'avvocato. "Lasciamo che l'interrogatorio si svolga in aula. Non abbiamo dubbi che l'esito sar soddisfacente."
I giornalisti continuarono a sparare domande a raffica, ma Regis Mathis si allontan dalle telecamere con un sorriso tranquillo, salut tutti con un cenno della mano, e sal sul sedile posteriore di una berlina insieme ai suoi avvocati. Un gruppo di persone che dovevano essere i membri della sua famiglia – un'elegante donna matura, due giovanotti e una ragazza – salirono in una berlina dietro la macchina di Mathis, e i due veicoli si allontanarono.
Preacher riabbass il volume. Leslie si affoss sul suo sgabello, pallidissima.
"Stai bene?" le domand Jack.
Lei lo guard con due occhi enormi. "Non sembra affatto preoccupato" sussurr.
"Mathis  stato in tribunale parecchie volte" disse Brie, "e sa come recitare la sua parte, ma tu cerca di stare tranquilla. Conosco il procuratore,  un uomo intelligente e capace."
"Perch non lo mettono a tacere?" domand Leslie. "Come possono permettergli di parlare con i reporter di prove, analisi e tutto il resto?"
"Ci sono parecchi modi di condurre il gioco" spieg Brie. "Non so quale sia la strategia del procuratore, ma stai pur sicura che se volesse impedire a Mathis di parlare con la stampa, troverebbe il modo di imbavagliarlo. Probabilmente noi abbiamo sentito solo una parte della sua difesa – tracce di sangue ormai vecchie, errori della scientifica, qualcun altro al volante della sua macchina, eccetera. Questo non significa che non ci possano essere delle sorprese, ma..." Guard il viso di Leslie, ancora pi pallido, e disse: "Jack, dalle qualcosa da bere".
"Subito."
"Non cedere al panico" disse Brie un minuto dopo, porgendole il bicchiere.
Leslie bevve un sorso di vino. "E quando potr cedere?"
"Appena sar il momento ti dar un colpo di telefono" sorrise Brie.
Leslie si rivolse a Paul. "Credo che domani rester a casa" gli disse. "Davanti al televisore."
"Vuoi venire da me?" propose Brie. "Ho l'antenna satellitare, la ricezione  migliore."
"Preferirei restare a casa vicino al telefono, ma da me la TV si vede cos male..."
"Chiama Conner stasera" le consigli Brie, "e digli che domani sarai a casa mia. Le udienze non cominciano prima delle nove, perci fai pure con calma e vieni quando vuoi."
"Sar da te alle nove in punto."
"Pi che comprensibile."
Quella sera Leslie chiam Conner sul cellulare. "Ehi, piccola" rispose subito lui.
"Conner, ho pensato a te tutto il giorno e tu non mi hai telefonato..."
Lui sospir. "Ho pensato che forse stasera non era il caso, dato che testimonio domani mattina."
"Ti hanno consigliato loro di non chiamarmi?"
"No, ma non volevo che ti preoccupassi troppo per questa brutta faccenda. Non torno a casa questo weekend, Leslie. Non posso rischiare di essere seguito. Non andr da nessuna parte finch non sar tutto finito e non sar sicuro che non mi richiamino."
"Lo capisco benissimo" rispose lei. "L'ho visto in televisione, sai. L'uomo contro cui devi testimoniare. Parlava con i reporter come se niente fosse!"
"S, l'ho visto anch'io. A quanto pare testimonier contro un uomo integerrimo, che per la polizia cerca da anni di incastrare per una ragione o per l'altra."
"Oh, Conner..."
"Quell'uomo risulta convincente prima ancora di aprir bocca" continu lui, "e quando parla lo  ancora di pi. Max dice che dobbiamo avere fiducia nel sistema, e che ha delle prove molto solide. Ma la difesa sosterr che io non posso averlo visto in faccia."
"Per tu lo hai visto!"
"S, l'ho visto eccome. Quella sera era disordinato e spettinato, non aveva il solito aspetto sofisticato. Sembrava furioso, ma senza il minimo senso di colpa per quello che aveva appena fatto, ed era coperto del sangue della sua vittima. Non lo dimenticher mai. E poi, quando  tornato in macchina, l'ho visto muoversi con calma, tranquillo, come se il suo delitto fosse soltanto un compito che aveva portato a termine. Come se la sua azione fosse del tutto giustificata."
"Dio mio, Conner..."
"Ha una vera faccia da poker" aggiunse lui. "E io sto cercando di crearmene una."
"Non tollero l'idea che tu debba sopportare tutto questo da solo" disse Leslie.
" l'unico modo in cui voglio farlo, da solo. Non voglio che nessuna delle persone che amo sia coinvolta in questo incubo – perch lo , un incubo."
"Domani non andr al lavoro" lo inform lei, "e guarder i notiziari televisivi a casa di Brie, perch lei ha una ricezione migliore della mia. Perci, se mi cerchi sai dove trovarmi. E, Conner... non so se significhi qualcosa, ma sono molto fiera di te."
"Significa molto, Les. Moltissimo." Conner fece una pausa. "Adesso voglio che tu vada a dormire. Ci sentiamo domani, quando avr finito."
Dopo aver telefonato a Max per informarlo delle velate minacce dell'ex moglie, Conner scopr che il procuratore era gi stato messo al corrente dall'agente di scorta, e che purtroppo Samantha sarebbe stata rinchiusa in carcere per qualche tempo.
"Voglio mettere in chiaro una cosa, Max... non credo che stesse agendo per incarico della difesa. Sono certo che il suo scopo fosse di manipolarmi. Sono due anni che cerca una riconciliazione, e io ho sempre ignorato i suoi tentativi."
"Mi spiace per lei" replic Max, "ma le sue ragioni non sono un'attenuante. Ha commesso un reato, e merita una punizione."
Poi Max lo istru su quello che avrebbe dovuto indossare l'indomani: una camicia di oxford azzurro, senza cravatta, un paio di pantaloni cachi con la piega ben stirata, scarpe color cuoio. Abiti normali, da uomo normale. Ironia della sorte, Conner aveva gi deciso di indossare qualcosa di analogo; ma da esperto di udienze in tribunale, il procuratore gli spieg che doveva avere l'aspetto di un colletto blu, un semplice lavoratore a cui la giuria avrebbe creduto e per cui avrebbe provato simpatia.
Conner era un colletto blu. Dopo il delitto e l'incendio del magazzino aveva controllato il suo conto in banca cercando di decidere che cosa fare, e anche se disponeva di qualche risparmio che gli avrebbe permesso di ricominciare altrove, non si poteva dire che avesse messo insieme una fortuna. Aveva mandato avanti con grande fatica l'impresa ereditata dal padre, e adesso aveva una bella somma di denaro pagata dall'assicurazione – non certo il modo che avrebbe scelto per assicurarsi una certa tranquillit finanziaria. La vendita delle due case e del terreno lo avrebbe portato a un livello di benessere un po' pi alto, anche dopo aver diviso il ricavato con Katie. Ma non poteva dire di aver ottenuto quel denaro grazie al suo acume negli affari.
Per aveva un certo fiuto, e stava valutando sempre pi spesso l'idea di aprire un negozio di forniture nella zona compresa tra Virgin River e la costa. Avrebbe potuto fornire a Paul tutto quello che gli occorreva per soddisfare i suoi clienti, e vendere materiale e pezzi di ricambio ai privati. E magari, pi in l, avrebbe potuto comprarsi una moto per portare Leslie a fare lunghe gite nella bella stagione...
Sospir. Sperava davvero di poter ricominciare la sua vita quanto prima. Questa pausa forzata stava diventando un peso insostenibile.
L'agente di scorta del giorno dopo era Scott, un detective della Omicidi che faceva un po' di straordinario, un appassionato di sport che non si perdeva una sola partita in TV. Ordinarono la colazione in camera, e mentre mangiavano chiacchierarono del pi e del meno. Quando venne il momento di andare in tribunale Scott domand: "Tutto bene, amico?".
"S, ma non vedo l'ora che questa storia finisca" rispose Conner. E poi, senza una ragione particolare, aggiunse: "Sai, nel paese dove mi hanno mandato ho cercato di prenderla con calma, lavorando in un'impresa di costruzioni senza stressarmi troppo, e dopo tanti anni di lavoro massacrante la mia vita  migliorata sensibilmente. Ho anche conosciuto una persona... Tu sei sposato?".
"S, da undici anni" rispose l'agente. "E ho due figli."
"Io ho trentacinque anni" disse Conner. "E mi piacerebbe poterlo dire anch'io, prima o poi."
Scott gli batt una mano sulla spalla. "Tutto questo finir molto presto. Adesso andiamo."
"Oggi non mi va di sgattaiolare in aula dalla porta posteriore" annunci Conner.
"Come vuoi, socio. Bada solo a non farti incastrare dai reporter. Non so a che gioco stia giocando Mathis, ma tu non devi parlare con nessuno."
"Lo so, lo capisco e non ho intenzione di parlare con loro, n ora n mai. Ma Regis Mathis mi ha fatto minacciare dai suoi complici, e mi ha incendiato il magazzino. Sono stufo di lasciargli credere che mi fa paura. Lui entra dall'ingresso principale a testa alta, e non ha difficolt a guardarmi negli occhi? Bene. Posso farlo anch'io."
Scott gli sorrise. "Buon per te, amico."
Non ci misero molto per arrivare in tribunale. Parcheggiarono poco lontano, e poi girarono attorno all'isolato e si diressero verso il gruppo di gente sui gradini dell'ingresso. In breve tempo Conner aveva imparato a riconoscere i vari attori di quella recita. Erano appena le otto e mezza e c'erano gi parecchie persone che forse si occupavano di cause diverse dal processo dell'anno, ma lui riconobbe gli avvocati dell'accusa e della difesa che entravano di fretta con le loro valigette. Altra gente che ricordava di aver notato in galleria stava aspettando fuori o entrava: il gruppetto di donne in abiti sgargianti, i due sacerdoti, alcuni uomini in completi costosi. Naturalmente c'erano i reporter, facili da localizzare accanto ai cameraman, nella selva di cavi e registratori e microfoni. E ovviamente c'era una quantit di poliziotti in divisa e in borghese, ma Conner aveva gi scoperto che gli agenti erano chiamati a testimoniare ogni giorno, e che affollavano sempre l'ingresso e i corridoi del tribunale.
Poco dopo arriv un corteo di macchine. Ovvio che Regis Mathis, i suoi famosi avvocati e la sua famiglia non guidassero personalmente i loro mezzi di trasporto: e infatti occupavano tre Lincoln nere guidate da autisti in uniforme, in caso qualcuno avesse dimenticato che si trattava di gente ricca e potente, pens Conner con una smorfia. Le portiere delle prime due macchine si aprirono per far uscire Mathis e i suoi legali, e poi la famiglia al completo.
Conner si ferm sul marciapiede con Scott al suo fianco. "Non fare scenate" gli disse l'agente all'orecchio.
"Naturalmente no. Sto solo ammirando il corteo."
"E stai lontano dai reporter."
Conner annu, e in quel momento not un SUV bianco che bloccava la strada dall'altro lato. Dal SUV stava scendendo qualcuno.
Mathis scese dalla sua macchina come un membro della famiglia reale, sollevando la mano per salutare la stampa. Lui e uno degli avvocati si fermarono sui gradini per aspettare la famiglia, in modo da fare insieme la loro entrata trionfale.
Ma una delle donne vistose che erano in aula il giorno prima si par improvvisamente davanti a Mathis. Dava la schiena a Conner, perci lui non vedeva cosa stesse facendo. Dapprima pens che volesse parlare con l'imputato, ma poi sent gli spari. Bang, bang, due colpi in rapida successione. Poi altri due. Mathis barcoll, poi cadde. L'avvocato si pieg di lato e cadde a sua volta, seguito da uno dei figli di Mathis.
Scott spinse a terra Conner e lo copr con il proprio corpo, ma lui riusc a sollevare la testa quanto bastava per vedere la scena. Sent altri spari senza capire da dove provenissero, e quando Scott si spost leggermente vide che due robusti agenti avevano immobilizzato la donna e la stavano trascinando un po' pi in l. Due uomini stavano correndo verso il SUV, ma un altro agente li blocc puntando contro di loro la sua pistola. Solo allora Conner not che Scott, pur rimanendo sdraiato a fargli da scudo con il proprio corpo, aveva estratto la pistola e la teneva rivolta verso il punto da cui erano partiti gli spari.
"Dio santo" borbott l'agente aiutando Conner a rimettersi in piedi. Lui si diresse istintivamente verso la folla, ma l'altro lo dirott con forza afferrandolo per un braccio e facendolo entrare nell'edificio.
"Ma che diavolo  successo?" esclam Conner.
"Lo hai sentito, no? Qualcuno ha sparato." Poi prese il cellulare dalla tasca e compose un numero. "Emergenza davanti al tribunale" disse. "Codice rosso. Ci sono dei feriti, un elemento  stato fermato." Poi gett un'occhiata a Conner. "Non ti muovere" intim.
Usc fuori, ma rientr quasi subito. Il suono delle sirene si stava avvicinando.
"Stanno arrivando i soccorsi?" domand Conner.
Scott annu. "Pi di quanti ne occorrano. Tutti quelli che avevano un cellulare hanno chiamato ospedali e ambulanze. Pare che la donna con la pistola sia stata disarmata, e anche due tizi che cercavano di allontanarsi alla chetichella sono stati bloccati, ma non so ancora se facevano parte del commando."
Conner gli tocc il petto con l'indice. "Porti un giubbotto anti proiettile?" domand.
"Oggi no. In tribunale non lo porto mai."
"Ma mi hai fatto scudo con il corpo!"
"Gi... che fortuna hai avuto, eh? Puro istinto, sai com'. Coraggio, entriamo." Estrasse il distintivo e accompagn Conner oltre il metal detector. Fece scattare l'allarme perch portava la pistola, e le guardie lo esaminarono con estrema cura prima di lasciarlo proseguire. Una volta in corridoio, Scott non condusse il suo protetto nell'aula ma nella saletta dove abitualmente il procuratore parlava con i testimoni. E l rimasero seduti in silenzio per un po'.
Finalmente Conner si riprese in parte dallo shock, si schiar la gola e osserv: "Credevo proprio che se qualcuno doveva beccarsi una pallottola sui gradini del tribunale, quello sarei stato io".

20.
Pass un'ora, poi qualcuno inform Scott che la corte aveva annullato le udienze per quel giorno e lui lo rifer a Conner. "Adesso ti riaccompagno in albergo" annunci.
"Si sa quello che  successo?" domand lui.
"I dettagli sono ancora un po' confusi, ma l'imputato  stato ferito gravemente ed  in ospedale. Le sue condizioni sono critiche. Ci sono altri due feriti."
"Non riesci ad avere altre informazioni?" insistette Conner.
"Tra qualche ora le avr, ma per il momento sappiamo solo che le udienze sono annullate. Coraggio, andiamo" fece Scott. "E questa volta passiamo dall'uscita posteriore."
"Ci puoi scommettere. Dio, che roba. Non ho mai visto niente del genere!"
"Gi, neanch'io – e s che di cose ne ho viste. Di solito la squadra omicidi arriva dopo un delitto, non durante un processo!"
"Porterai il giubbotto anti proiettile d'ora in poi?"
"Lo porto sempre quando svolgo delle indagini, ma qui siamo in tribunale. E di solito quando vengo in tribunale non metto il giubbotto ma la cravatta!"
Presero l'ascensore fino al pianterreno, percorsero una selva di corridoi fino a una porta secondaria sorvegliata da due agenti, e uscirono all'aperto. Il tragitto fino all'albergo fu percorso in silenzio, e in silenzio Scott accompagn Conner fino in camera.
"Credo che il procuratore si metter in contatto con te quanto prima" disse a quel punto. "Tu chiuditi dentro a chiave e non aprire a nessuno, tranne a me o al procuratore."
"Certo" lo rassicur lui. "E grazie. Davvero."
"Sempre a disposizione, amico mio." Poi Scott sorrise. "In fondo  una normale giornata di lavoro."
Una volta solo in camera, Conner diede un'occhiata all'orologio. Quasi le dieci, e alle spalle aveva gi un'ora e mezza piuttosto movimentata. Accese il televisore, e ovviamente i notiziari non parlavano che della sparatoria davanti al tribunale. I particolari erano ancora vaghi, ma si sapeva che due delle vittime erano in sala operatoria ed erano in condizioni molto gravi. Uno dei due era Regis Mathis. Il terzo ferito, il figlio di Mathis, era stato curato e dimesso. La donna fermata era una ex dipendente nonch amante di Dickie Randolph, e i due uomini che avevano cercato di allontanarsi dalla scena erano anche loro ex dipendenti di Randolph, che evidentemente non volevano essere coinvolti nella faccenda.
Conner guard la TV per una mezz'ora. La sparatoria era stata ripresa in un filmato che veniva riproposto di continuo, e lui controll pi volte se la sua faccia appariva in qualche inquadratura. Ma sembrava di no, il che era un sollievo.
Aspett per un bel po' che il telefono squillasse e qualcuno gli dicesse quali erano le procedure previste per il processo, dopo il ferimento dell'imputato. La donna con la pistola, pens, si era presa la sua libbra di carne. Giovane, anche carina, se la si immaginava con degli abiti meno volgari e un bel po' di trucco in meno. Forse sapeva della figlia di Mathis? Forse sapeva che Mathis aveva ucciso Randolph per vendicarla?
I forse erano tanti, ma per ora Conner ne aveva abbastanza. Chiam la reception e chiese un facchino per i bagagli e un taxi. Lasci la camera, si fece portare dal taxi fino al parcheggio dov'era il suo pick-up, ci caric il suo bagaglio e part. Avrebbe avuto campo per il cellulare fino all'inizio delle montagne, ma non chiam nessuno. Si aspettava che Max lo cercasse per dirgli di tornare a Sacramento, ma non arriv nessuna telefonata. E lui continu a guidare, diretto a nord.
Quella mattina Leslie era andata a Fortuna a comprare delle brioche glassate e del caff da portare a casa di Brie. Arriv da lei alle nove e dieci, e quando Brie le apr la porta la vide pallida e molto scossa.
"Les" disse Brie solennemente.
"S, che succede?"
"Conner sta bene, ma c' stata una sparatoria davanti al tribunale."
Leslie lasci cadere i due contenitori di caff, e il contenuto schizz a terra macchiando le mattonelle e i suoi piedi. "Oh, mio Dio..." ansim lei, senza pensare a ripulirsi.
"Conner sta bene" ripet Brie. "Lascia tutto com' e vieni dentro." Poi la afferr per la mano e l'attir in casa. "Qualcuno ha sparato a Mathis e a due delle persone che erano con lui. Due dei feriti sono ancora in sala operatoria."
"E il tuo amico che dice?"
"Spera anche lui di saperne di pi tra poco, e mi ha detto di stare calma e di aspettare. Ovviamente oggi Conner non andr in tribunale, e sono certa che ti chiamer appena avr maggiori dettagli. Adesso vieni a sederti in soggiorno, c' un altro notiziario."
Con le gambe che tremavano, Leslie and a sedersi sul divano di fronte al grande schermo televisivo, stringendo ancora in mano il sacchetto delle brioche. "Sei sicura che Conner non  tra i feriti?" domand.
"Assolutamente sicura. Max ha detto al suo agente di scorta di riportarlo in albergo, e lui  rimasto in tribunale ad aspettare informazioni sui feriti. Sai, quando si opera qualcuno a cui hanno sparato non si sa mai se la ferita  solo un graffio o qualcosa di molto pi serio, e a questo punto Max non sa ancora niente di preciso. Mi ha detto che non appena sapr qualcosa di pi mi chiamer. Ma ovviamente al momento ha ben altro a cui pensare."
"Credi che io possa telefonare a Conner?"
"Ho gi provato io, Les. Mi ha risposto la casella vocale, ma non gli ho lasciato alcun messaggio. Non so se non abbia risposto perch non ha niente da dire, o se il suo cellulare sia ancora spento da stamattina, quando doveva andare in tribunale. Non  stato ferito, sta bene, questo lo sappiamo. Questa volta hanno sparato al cattivo."
Insieme guardarono lo stesso filmato per un paio d'ore, senza ricavare alcuna informazione in pi. E finalmente, verso mezzogiorno, Leslie ne ebbe abbastanza. "Vado a fare un po' di spesa e poi torno a casa" decise. "Se non mi tengo occupata, magari preparando qualcosa da mangiare, impazzisco. Da me la TV si vede male, ma il telefono funziona... Mi chiami non appena sai qualcosa di pi?"
"Ma certo. Sicura che starai bene, da sola?"
"Devo star bene per forza" dichiar lei. "Conner mi chiamer appena sa qualcosa, ne sono sicura."
Salut Brie e and di nuovo a Fortuna, dove compr un paio di bistecche, della verdura fresca, della birra, un pacco di farina, una confezione di lievito, del burro e un chilo di mele. Poi torn a casa, prepar una minestra di verdura, una pagnotta di pane integrale e una torta di mele. Non cucinava per fame, ma per tenere le mani occupate e la mente sgombra – e per restare a casa vicino al telefono.
Sapeva che Conner l'avrebbe chiamata, e non poteva fare altro che aspettare.
Conner super Clear Lake, e poi la strada cominci a salire verso la contea di Humboldt. Guidava ormai da quattro ore, e prima di arrivare tra le montagne si ferm in uno spiazzo e telefon a Max.
"Per caso hai notato la mia assenza?" domand.
"Sinceramente ero troppo occupato per pensarci" rispose il procuratore. "Dove sei?"
"Quasi a Virgin River. Ci sono nuovi sviluppi?"
"Uno decisivo. Non  ancora stato rivelato alla stampa, perci ti prego di aspettare qualche ora prima di festeggiare la tua libert. Mathis non ha superato l'operazione. La pallottola gli aveva trapassato il cuore, e non c' stato niente da fare. Il suo avvocato guarir, suo figlio  gi tornato a casa e l'autrice della sparatoria  in stato di fermo. Era l'amante di Randolph, o qualcosa del genere, e a quanto pare tu non eri l'unico a preoccuparsi che Mathis non venisse condannato. E in effetti Randolph aveva drogato la figlia di Mathis e tutto il resto."
"Mio Dio" sospir Conner, sconvolto e sollevato allo stesso tempo.
"Proprio cos, amico mio. Niente pi processo."
"Dalla voce non sembri troppo felice" osserv Conner.
"No, lo sono. Se non altro c' un mascalzone di meno in giro per le strade. Sembrava cos onesto e leale, ma credimi, era un criminale incallito. Per, diavolo..." Max sospir, "avrei tanto voluto incastrarlo!"
Conner ridacchi. "Beccherai il prossimo."
"Vuoi scommettere che non trover mai pi un testimone con la coscienza e la grinta che hai tu?" ribatt Max.
"No, non voglio scommettere su qualcosa che preferisco dimenticare" rise Conner. " stato bello, per. Buona fortuna, amico mio."
Si rimise in viaggio, e forse premette un po' troppo sull'acceleratore a mano a mano che si avvicinava alla meta. L'orologio sul cruscotto segnava le cinque, ma il sole era ancora alto e lui era felice di aver preso la decisione di tornare a casa. Stentava ancora a crederci. L'incubo era finito! Appena avesse rassicurato Leslie, avrebbe telefonato a Katie e avrebbe dato la notizia anche a lei.
Quando arriv a Virgin River apprezz ancora di pi la pace, i raggi del sole che filtravano attraverso le chiome degli alberi, le ombre del tardo pomeriggio sui marciapiedi. Davanti a Jack erano parcheggiate alcune macchine, ma dal locale non veniva chiasso o musica a tutto volume. I clienti si stavano godendo una birra in pace, o qualcosa da mangiare. Anche le strade erano tranquille: nelle case si stava preparando la cena. L'indomani era sabato, e sicuramente i ragazzini pregustavano la partita di calcio o di baseball.
Conner svolt nella strada dove abitava Leslie. Era stata una roccia in quel periodo. E gli ricordava sempre di pi sua sorella, coraggiosa e solida come lei. Leale, un termine che non sentiva n usava dai tempi in cui era un militare.
Si ferm davanti alla casa e la vide seduta sulla veranda. Leslie si alz in piedi sentendo la sua macchina, lui scese con un balzo, si avvicin e rimase a guardarla per un momento. Era cos bella, in piedi nell'ultimo sole, con un dolce sorriso sulle labbra.
"Mathis  morto, Les" disse infine. "Non  sopravvissuto all'operazione."
Lei si port una mano alla bocca ed emise un piccolo grido soffocato. Poi corse gi per i gradini e gli si gett fra le braccia.
Per un lungo minuto Conner la baci, ancora e ancora, spostando di tanto in tanto le labbra per assaporare meglio quelle di lei. Infine si scost e domand: "Sapevi che era successo? Che qualcuno gli aveva sparato sui gradini del tribunale? Non ti ho chiamata di proposito, sai. Non avevo notizie sufficienti, e ho preferito correre da te".
Leslie fece un cenno. "S, lo sapevo, e Brie mi ha tenuta informata tutto il pomeriggio. Ma chi gli ha sparato, Conner? Perch?"
"La fidanzata della vittima, o qualcosa di molto simile. Per vendetta, credo. Ho parlato con il procuratore meno di un'ora fa. Il cattivo  morto... niente pi processo, niente pi paura."
"Dio mio..." sussurr lei. "Questa  l'unica cosa che non avevo mai osato sperare."
" finita, Les" sussurr lui. " finita."
Lei scroll la testa con un sorriso. "No, amore. Questo  solo l'inizio."
"Hai ragione" rispose lui dandole un altro bacio, ancora pi intenso e profondo. "Questo  il nostro inizio."
...
.
...
FINE.